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Venerdì, 02 Febbraio 2018 08:43

Mnemosine e la rivoluzione discreta – Storia di un Restauro

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investire 1

La sezione “investire” da questo numero della rivista apre una finestra sul restauro.

Il restauro inteso non solo come forma d’arte, ma come impresa volta al recupero del patrimonio artistico mondiale. Abbiamo conosciuto con una bravissima restauratrice di opere d’arte, Maria Rosaria Di Leo, imprenditrice nel campo del restauro di opere di interesse storico-artistico attualmente impegnata nel restauro del monumento in bronzo e marmo del gen. Cosenz,  Largo Pignatelli a Napoli. Con lei abbiamo avviato un dialogo che proseguirà anche sulle pagine di goccedautore.it. Sarà proprio lei ad introdurci nel tema del restauro con un contributo di carattere scientifico che volentieri pubblichiamo.

 

 

                                                                                                     

                                                                                                         Scientia potentia est

                                                                                                                    Sir francis Bacon

                                                                                                 

       La Tutela del nostro patrimonio culturale passa attraverso l’esperienza e la volontà di chiunque voglia investire in progetti che riescano a coniugare  l’interesse per i manufatti artistici ed i luoghi, con i benefici per la collettività.

       La Conservazione ha la consapevolezza che l’istanza storica e quella archeologico- artistica non potrà non intrecciarsi con gli eventi che hanno caratterizzato le ragioni del permanere degli oggetti d’arte in quel determinato contesto.

        La Cultura non può essere appannaggio solo degli ‘addetti ai lavori’. E’ operazione complessa che vede affiancate figure professionali, a primo acchito incongruenti per originaria natura, intente a mettere in compartecipazione il risultato dell’analisi delle scoperte effettuate.

        Le opere d’arte, considerate un unicum, svelano la loro genesi, le motivazioni storiche e l’inderogabile diritto nonché il nostro dovere di conoscere, valorizzare e conservare.

    La Conoscenza dei materiali costitutivi dei manufatti diventa un punto di partenza fondamentale per qualsiasi tipo di diagnosi ed eventuale cura.

     Ne è conseguito quel lavoro prezioso di indagine costante che è azione necessaria per individuare le strategie conservative tese al recupero integrale del bene artistico. L’insediamento artistico, argomento del nostro intervento, si è svelato a noi  e continuerà nel suo agire come baluardo di creatività anche dopo che l’operazione di Revisione Conservativa ha seguito il suo corso. Creatività significa anche sperimentazione, estemporaneità di gesti pittorici ad esprimere il sé. Tutto questo ed altro ancora si è intuito,  percepito, nel venire in contatto con i manufatti votati alla nostra cura. Ogni oggetto si è palesato come sistema materico e cromatico complesso in cui ogni singolo elemento costitutivo interagisce con l’altro in un vortice di ispirazione. Ogni artista ha orientato la sua personale conoscenza delle  leggi ottiche e prospettiche, per quell’armonia o disarmonia in cui la mescolanza dei pigmenti utilizzati, o la loro contrapposizione, poteva essere  garante per la rappresentazione della sua idea.

    Il Restauro è atto critico (1) ma anche afflato profondo. Dopo l’eliminazione di materie incongruenti, così prossimi  alle opere,  abbiamo svelato l’ingresso di un giardino segreto. La luce fatta filtrare da una porta che irrompe in una piccola chiesa di campagna, il richiamo dell’artista che ci invita ad arrischiarci negli spazi da lui reinventati, quella calda sensazione di familiarità di interni domestici e la conoscenza intima dell’anima dei protagonisti, tutto rimanda ad una somma di intenti personali e di modalità di realizzazione tecnica. (2)

  Da parte nostra un approccio differenziato per le singole creazioni artistiche è stato ben calibrato. Il nostro compito si è concretizzato nella Revisione Conservativa di numerose opere d’arte appartenenti a varie collezioni, somma di tutte le vite che si sono avvicendate in un luogo unico e inaspettato.

In molti casi il rimediare all’incuria, all’utilizzo di mezzi impropri anche nell’assemblaggio dei dipinti con le cornici, l’alterazione delle vernici e della consistenza degli strati pittorici è stato prioritario. L’opera d’arte è sistema in costante equilibrio fluido, il tutto accentuato da un discutibile stato di conservazione. I prodotti artistici si palesano a noi anche attraverso la loro materia parte preponderante che caratteristica la percezione visiva dell’insieme. Tale è la potenza di questo assunto che la nostra diventa operazione delicatissima, applicazione di una metodologia del restauro anche nell’atto di spiegare l’equilibrio nella asimmetria. Trovarsi al cospetto di supporti deformati, siano essi cartacei, tessili, fittili, metallici, ci dà la consapevolezza dei mutamenti riscontrabili in ogni singolo caso. La perdita della nitidezza delle vernici o la loro totale mancanza, i rapporti di forza tra supporto e resa pittorica, spesso l’inconsistenza dello stesso supporto scelto non per duratura sussistenza ma come immediato depositario di espressione artistica, il craquelure in alcuni casi naturale accomodamento ed in altri violenta risposta a problemi di tensioni irrisolti, tutto questo ed altro ancora sono stati il luogo di quel simposio dove tecnica,esperienza, grande dedizione hanno dialogato. Questo cospicuo numero di opere ci ha dato la possibilità di rileggere la  Storia di una intera comunità ispirata da sempre da una forte attenzione per l’Arte, oltre a confermare le teorie degli studiosi che si sono avvicendati sull’argomento .

    E’ stato e sarà un continuo ed avvincente lavoro tenere in alta considerazione le fonti archivistiche e quelle riscontrabili visivamente da un confronto continuo tra manufatti.

    Una volta restituita la loro piena visibilità, questi prodotti artistici sapranno ricompensare l’impegno di quanti, apparentemente distanti, hanno saputo tramandare il bene culturale denso di valori ed imperativi morali, nonché etici ed estetici.

    Non solo la materia pittorica, scultorea, grafica ma la tipologia stessa del luogo, la sua costruzione, vibrante di riti, di rispetto e benevola comunicazione di intenti saprà mostrare  quell’attitudine umana di rendere visibili le idee.

    Per tale motivo il massimo rigore è stato nostra guida nell’azione di ripristino non solo della materia ma dell’eredità di una civiltà a volte nascosta ma sempre persistente.

    Il luogo, oggetto del nostro interesse, offrirà a noi uno spunto interiore per rimanere in una dimensione dove le Tecniche di Esecuzione e Tecniche di Conservazione sono strumento primario per garantire  (assicurare) la trasmissione della Tradizione.

    Tutto tenderà alla rivelazione di un messaggio concreto per destinatari consapevoli.

Nell’ambito di un programma di restauro che abbia come intento la valorizzazione e la fruizione del patrimonio di ogni singola parte del nostro assetto culturale, sarà nostro imperativo aggiungere nuova linfa alle collezioni già esistenti e per noi fonte di esperienza.

Il percorso conoscitivo ha apportato un nuovo linguaggio che accomunerà tutte le realtà di cui è composta ogni singola opera, pregevole scrigno, incontro di luci ed ombre. La nostra costante opera di monitoraggio saprà essere guida nel rispetto dell’autonomia  dei soggetti che diventeranno roccaforte di cultura e conoscenza.

Con amore artigianale si sono costruiti e aggiunti anelli collegati in virtù  della salvaguardia, seguirà una rivoluzione discreta che determinerà un nuovo approccio nei confronti dei luoghi atti alla conservazione della memoria. Insieme alla valorizzazione nasceranno nuovi metodi comportamentali che porteranno a valutare nuove prospettive, nuovi modi di valutare l’intorno ed il sé.

Ora che ogni singola materia ha ritrovato la sua propria collocazione, si assesterà anche  la maniera di rapportarsi ai prodotti del genio umano vivendoli ed abitando il significato che custodiscono sin dalla loro creazione, per non renderli vuoti oggetti da contemplare perché ormai svuotati di ogni alito vitale. Parola d’ordine sarà sinergia.

Forse non può considerarsi superfluo ricordare che patrimonio culturale significa edifici ed oggetti d’arte e non solo, significa tradizioni che guardano lontano i luoghi e le trasformazioni che li hanno portati a diventare quello splendido scenario che si apre davanti a noi.                           

 

di Maria Rosaria Di Leo

(1) Cesare Brandi, Teoria del restauro,Torino,1963.  

            (2)”…E’ vero,può pure darsi che si manchi di notare un quadro in una stanza o lo si veda come una mera macchia sulla parete, ma nel frattempo sappiamo bene che esso vuole essere localizzato e contemplato La pittura, come la parola, esige implicitamente attenzione, la riceva poi o meno….”da Ernst H. Gombrich ,Il senso dell’ordine,Giulio Einaudi Editore, Torino,2000.

Bibliografia

-Cesare Brandi, Teoria del restauro, Torino, 1963.

-AA.VV., Firenze restaura. Il laboratorio nel suo quarantennio,Firenze,1972.

-B.P. Torsello, “Che cos’è il restauro? Nove studiosi a confronto”, Venezia, 2005.

-M. Ghilardi – F. Zevi, Echi di Riegl nella critica italiana, in Alois Riegl (1858 – 1905)un secolo dopo. Atti del -Convegno Internazionale di Studi, Accademia dei Lincei, Roma, 2005

-Alois Riegl, lo sguardo di Rembrant,Roma,2014.

-Giovanna C Scicolone, Il restauro dei dipinti contemporanei, Firenze, 1993

-Giorgio Bonsanti, Non il restauro dell’arte contemporanea  ma il restauro contemporaneo dell’Arte, in “Il Giornale dell’Arte”, n.128,dicembre,1994

-Paola del Vescovo,A proposito del restauro del contemporaneo: alcune riflessioni a partire dalla teoria di Cesare Brandi, in AA.VV., Disegno e restauro: conoscenza analisi intervento per il patrimonio architettonico e artistico, Roma 2010

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