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Domenica, 08 Novembre 2015 18:47

Le pitture rupestri di “Riparo Ranaldi”

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Pitture 1Esiste un luogo nella Basilicata preistorica che conserva tracce di presenza umana risalenti a circa diecimila anni fa. Si tratta di pitture rupestri situate nell’agro di Filiano, in provincia di Potenza, rinvenute circa cinquant’anni fa dall’archeologo di cui porta il nome il sito, Francesco Ranaldi. La scoperta già allora fu sensazionale poiché si tratta di un sito unico in tutta la Basilicata, e oggi torna all’attenzione del grande pubblico grazie ad una pubblicazione curata dalla Pro loco e dal Comune di Filiano che contiene e raccoglie tutte le ricerche e gli studi sul sito prodotti in questi anni.

I dipinti su roccia sono di rosso ocra e raffigurano uomini e animali in una scena di caccia.

Le pitture rientrano nel filone storico-artistico europeo di cui quelle della grotta Pitture 2  spagnola di Altamira rappresentano un preciso riferimento. Il Riparo Ranaldi si trova in località Tuppo dei Sassi a 879 metri di altezza, all’interno della Riserva Naturale statale “I Pisconi”, in una zona boscosa, sotto un riparo a volta naturale che forma un mezzo arco. L’archeologo racconta la sua sensazionale scoperta descrivendo minuziosamente i disegni rinvenuti. Si legge nella sua relazione: “(…) nella parete verticale di fondo un rettangolo lungo in senso verticale cm 65 e largo cm 52 sulla cui superficie, in parte sfaldata ai margini per l’azione secolare del gelo, appaiono dipinte composizioni di figure in folto assembramento. Uomini e animali: cervidi e capridi, illustranti una generica scena di caccia tutta sparsa senza alcuna coordinazione geometrica. Due animali sono catturati e trattenuti al laccio da due uomini le cui forme sono delineate dalla sovrapposizione di due corpi ovali uniti da uno stretto e basso tronco. (…) La stessa associazione di uomo e animale sembra ripetersi una terza volta in minori proporzioni in altro a sinistra. (…) In alto, sempre a destra, è dipinta la figura più interessante: un grosso ente maschile alto cm 18 a tre corpi ovali sovrapposti formanti braccia gambe e testa: divinità o stregone?”.

Figure schematico-lineari zoomorfe e atropomorfe che raccontano un mondo basato sull’economia della caccia tribale, cui adegua le proprie credenze e i propri riti religiosi. Dunque elementi che riportano gli studiosi a ritenere che dette pitture risalgano all’età mesolitica o epipaleolitica. Al di sopra del Riparo, negli anni successivi, è stata individuata un’incisione raffigurante un erbivoro, databile nell’età dei metalli.

Pitture 3Il sito riveste importanza capitale, potrebbe far parte degli itinerari dei “Cammini preistorici rupestri” ma c’è un ostacolo di natura burocratica che impedisce la fruizione dell’area. La località è di pertinenza del Corpo Forestale dello Stato che detiene le chiavi del sito e i tempi per la richiesta del rilascio dei permessi è lentissimo. L’amministrazione comunale di Filiano sta cercando di sbloccare la situazione per ottenere la gestione diretta del sito archeologico che vanta la presenza di un Centro visite, di un ampio parcheggio, di un sentiero acciottolato e di personale volontario qualificato per le visite guidate.

Occorre dunque investire ancora tempo ed energie per poter consentire la reale valorizzazione e promozione del patrimonio storico e artistico del territorio.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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