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Domenica, 29 Marzo 2015 01:07

Il senso di Burri per il fuoco

Scritto da 

investire1Chi avrebbe mai immaginato che un medico rinunciasse al proprio mestiere per dedicarsi all'espressione artistica più antica del mondo, la pittura, diventando il maggiore esponente di una corrente tutt'oggi in continua evoluzione, l'Informale.

Alberto Burri è il cardine del panorama artistico di “avanguardia” italiano e internazionale del dopoguerra. La sua arte rifiuta la forma esprimendosi attraverso la materia. La “materia” a sua volta, deriva da materiali di scarto come legno, sacchi di juta, lamiere, come se Burri volesse ridare vita a tutto ciò che il mondo rifiuta, da qui la definizione di “informale materico” che Burri rivoluziona con originalità ricorrendo all'uso del fuoco, elemento che fonde gli oggetti liberandoli dalla forma originaria restituendo loro una nuova vita come espressione artistica.

L'arte di Burri, pur rimanendo fedele al concetto informale affronta diversi momenti ricordiamo il periodo dei “sacchi” una vera innovazione per l'arte degli anni cinquanta, dei dipinti “gobbi” anticipazione del concetto di quadri tridimensionali, i “catrami” e le “muffe” scelti per la loro capacità di rapprendersi alla tela, i “fuochi” dove predomina la combustione e il “cellotex” nati dall'evoluzione industriale, fino al periodo del “nero”. Anche la fotografia diventa testimone dell'arte, nel 1958 Burri si fa fotografare mentre spara ad una lattina di birra, la lattina viene proposta come scultura mentre la sequenza fotografica dello sparo prende il titolo di “Nascita di una forma d'arte” e viene pubblicata su una rivista di settore. Burri concilia l'arte e la fotografia come se la seconda fosse uno strumento per cogliere l'evoluzione della prima dalla fase concettuale alla realizzazione concreta, pur rimanendo essa stessa una forma d'arte. Un artista originale e innovativo sempre pronto a nuove sfide ed è per questo che in occasione dei cento anni della nascita di Alberto Burri, il CSCA (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) di Parma ha promosso una mostra dal titolo “Fuoco nero, materia e struttura attorno e dopo Burri”, a cura di Arturo Carlo Quintavalle. La mostra può essere visitata fino a lunedì 6 aprile a Parma presso il Salone delle Scuderie, Palazzo della Pilotta. L'esposizione è un omaggio a Burri, qui il riferimento al fuoco. Il fuoco che toglie forma e colore alla materia, per questo l'espressione “fuoco nero” esprime a pieno il senso informale dell'artista.

La mostra pone al centro Burri con la sua sperimentazione in “cellotex”, accompagnata dalle sequenze fotografiche di Aurelio Amendola che ritraggono Alberto Burri in azione con la sua arte.

Attorno all'unica opera dell'artista intitolata “Grande nero” - Cellotex M2 (1975), (custodita proprio nell'archivio del CSCA) investire2sono raccolte le opere dei maggiori esponenti del filone informale contemporanei, o quasi, di Alberto Burri come Colla, Balocco, Guerrini, Fontana, Pomodoro, Scajola, Novelli Tavernari, Spinosa, Lavagnino – Dissolvenza (1993), Ruggerifoto3 – Personaggio nel paesaggio (1974) .. inglobando artisti contemporanei come Ceccobelli,foto4  Pinelli – Pittura RBL (1993),Shafik- investire5

Ho visto la Fenice affondare nella propria cenere  (2007- 20012), Esposito, Paladino, Pignatelli, Jori... e fotografi come Amendola, Jodice, Charamonte... Un totale di 172 opere molte provenienti  dall'archivio del CSAC.

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Da un lato la mostra ha raccolto l'esperienza “informale” degli artisti affermati del '900, dall'altro ha lanciato nuovi artisti emergenti verso una nuova visione dell'arte informale mantenendo come riferimento Alberto Burri. Ogni artista ha colto una sfumatura della concezione artistica di Burri  dimostrando come l'espressione artistica di un singolo possa essere filo conduttore per una nuova interpretazione dell'arte.

 

 

Anna Chiara Blasi

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