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Lunedì, 07 Novembre 2016 10:01

David Bowie Is

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E' partita da Londra nel 2013 e dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen, approda il 14 luglio al MAMbo.

Bologna, unica tappa italiana, ha avuto l'onore di ospitare David Bowie Is. Una mostra che, attraverso un percorso multimediale e interattivo, fa vivere al visitatore il processo evolutivo di questo artista dalla sua genesi alla sua massima celebrazione. Bowie, grande innovatore del panorama contemporaneo musicale, talento poliedrico che ha influenzato i campi dell'arte, del design e del teatro viene proposto al pubblico di questa mostra percorrendo tre fasi principali della sua carriera. Si parte con gli albori, la giovinezza, in cui Bowie ancora acerbo già dettava nuove tendenze che avrebbero poi influenzato la moda di quegli anni. Siamo nella Londra degli anni 60, in un panorama culturale in fermento e il passaggio di Bowie al successo è breve.

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Nel 1969, infatti, si impone al grande pubblico con il singolo "Space Oddity" in cui si racconta la storia del viaggio spaziale di Major Tom. Il legame con la psichedelia è forte ed evidente, Bowie scrive una ballata perfetta che incastra senza sbavature melodie del passato con atmosfere sonore nuove, ispirate alla cultura della percezione che lentamente prendeva piede negli ambienti underground. La seconda fase accompagna il pubblico lungo il processo creativo che ha portato all’affermazione assoluta di David Bowie. Il visitatore viaggia tra le canzoni più celebri dell’artista di cui è possibile leggere i testi dai bozzetti originali scritti di suo pugno. Tra i vari reperti, imperdibili le correzioni di Bowie visibili sugli schizzi delle cover degli album realizzate da Guy Peellaert e Edward Bell.

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Infine nell'ultima fase, i curatori dell’esposizione, hanno saputo materializzare un'esplosione di artisticità facendo respirare ai visitatori l’essenza creativa del Duca Bianco. Victoria Broackes e Geoffry Marsh hanno selezionato più di 300 oggetti dall'archivio personale del musicista permettendo al pubblico di immergersi nel mondo dei concerti, interviste e performance live come The Man Who Fell To Earth, attraverso video e audio abbinati all'esposizione di diversi costumi di scena tra cui l'outfit di Ziggy Stardust del 1972 o gli arredi creati per il Diamond Dogs tour del 1974. Il percorso, nella sua interezza, è un catalizzatore di energia esplosiva: colori, memorie degli anni 70, intuizioni creative, incontri fortuiti, esperienze performativa e soprattutto musica, denunce sociali e varie fonti di ispirazione. La mostra supera le sue ambizioni celebrative, riportando in essere le tracce che non solo hanno dato corpo allo stile performativo di Bowie, ma che lo hanno poi reso capace di suggestionare, attraverso le sue creazioni, i suoi contemporanei e le generazioni successive fino ad arrivare a noi. Quindi se non avete ancora visitato questo evento, affrettatevi !!!

Lia Soloperto

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