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Racconta le realtà che si nutrono di libri, musica e arte: case editrici, etichette musicali, premi letterari, musei, teatri, festival, rassegne

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Sono stata felicissima della mattinata trascorsa tra arte e musica. Ad un certo punto ho immaginato di poter entrare in uno di quei quadri scherzando e giocando con tutti quegli splendidi colori (Roberta). Per dipingere bene si ha bisogno della musica, dell’armonia, dell’immaginazione (Sara). E’ stata proprio una giornata emozionante che mi ha fatto capire quanto sia bella ed importante l’arte! (Lucio). L’arte è questione di fantasia, ma anche di bravura (Giovanni). Oggi ho capito che l’arte significa esprimere se stessi (Mattia). Spero di ripetere questa meravigliosa giornata perché ho capito che c’è arte in ciascuno di noi (Stefano Pio). Questa mostra mi ha insegnato a capire che i quadri oltre a guardarli si possono anche ascoltare, ossia capire cosa voglia esprimere l’artista: i suoi sentimenti (Elena). Voglio che la galleria non chiuda mai perché da grande voglio vedere di nuovo, sentire di nuovo quadri e musica, ritmi e melodie (Aurora).

 

Investire 3Sono soltanto alcuni dei pensieri espressi dagli alunni di una quarta elementare dopo aver visitato una mostra d’arte figurativa. Una esposizione che ha unito la pittura e la musica e che ha trovato nell’uso del colore la sua chiave di lettura. Colori vivaci, forti, sgargianti che hanno dato vita ad inedite scene popolate da personaggi stravaganti e paesaggi sagomati. Toni briosi, con sfumature nostalgiche, hanno donato dinamicità alle immagini fermate nei quadri collezionando melodie vibranti di emozioni. Vasilij Kandinskij diceva che “il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde”. Dunque i bambini che hanno fruito della piacevolezza dei linguaggi artistici hanno saputo apprezzare il bello della creatività. Si sono lasciati condurre dalla musica verso la contemplazione attiva delle opere d’arte e in un clima di composta libertà hanno lasciato vagare la propria fantasia. Hanno indagato le figure dei quadri, hanno perlustrato gli spazi delle tele, hanno osservato la diversità dei materiali utilizzati. Sono entrati ed usciti dai quadri. Hanno prestato ascolto alla musica prodotta dai colori e dalle forme ed hanno guardato la musica che con le sue note ha descritto le scene rappresentate. Hanno giocato in un nuovo cosmo. Una narrazione fluida che i bambini di 9 anni hanno gradito mostrando maturità di pensiero e di elaborazione. E questo grazie alla sensibilità dei loro insegnanti e dei dirigenti scolastici che hanno acconsentito che i piccoli visitatori vivessero un’esperienza emozionale forte.

 

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Un atteggiamento di apertura che soprattutto oggi la scuola non può non avere in un momento di veloce transizione verso abitudini e valori in evoluzione. Una scuola che educa alla sensibilità e alla capacità di osservazione è una scuola che traccia percorsi certi e che punta all’eccellenza della formazione. Non è ovvietà né luogo comune affermare che soltanto attraverso le esperienze dirette i bambini imparano a conoscere il mondo. Lo dimostrò la Montessori con la teoria dell’apprendimento per scoperta e per costruzione delle conoscenze, un approccio educativo riconosciuto in tutto il mondo. Investire 1

E le esperienze di questi piccoli osservatori dell’Istituto Comprensivo “Torraca-Bonaventura” di una ancor più piccola città del Sud Italia che è Potenza in una “piccola stanza tutta colorata” che è la sede del Circolo culturale Gocce d’autore dove si è tenuta la mostra “Cosmo gioco” di Enzo Bomba, confermano ancora una volta la validità del pensiero della grande pedagogista. La scuola che educa al pensiero divergente è una scuola vincente, la scuola che educa all’arte è una scuola che insegna ad amare. Amare. Amare è un altro verbo che non conosce l’imperativo, come il verbo leggere. E’ un bisogno, è un istinto, è una sospensione. E i bambini che imparano presto ad osservare il mondo con gli occhi dello stupore solo quelli che non smetteranno mai di amare e di considerare la vita come la più grande opera d’arte dell’universo.

 

Eva Bonitatibus

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investire Monastero S Paolo 1
Nel centro della città di Parma, si nasconde un antico monastero Benedettino: il Monastero di S. Paolo.

Impossibile venire a Parma e non visitare questo gioiello di costruzione medievale che conserva ancora il suo giardino, racchiuso tra alte mura e vecchi cancelli, che lasciano intravedere dall'esterno, uno spazio verde e un piccolo chiostro.

Dall'ingresso principale si percorre un piccolo orto botanico in cui le felci dominano sul resto. La parte antica del Monastero, eretta in parte a museo artistico, conserva, in due camere comunicanti, due affreschi di valenza artistica inestimabile risalenti al 1500: uno dipinto da Alessandro Araldi e l'altro dal Corregio (la Camera della Badessa Giovanna da Piacenza). Nonostante le camere furono affrescate in periodi vicini mostrano stili e decorazioni differenti, mettendo in risalto la ricchezza e la varietà artistica del Rinascimento.

investire MonasteroPaolo 2

La storia del complesso di S. Paolo è costellata da modifiche e cambiamenti ad opera degli ordini monastici e non solo. In tempi recenti, a partire dagli anni settanta ad oggi, il Comune di Parma ha avviato una serie di iniziative di restauro e di recupero della struttura perseguendo l'obiettivo di creare un sistema culturale integrato che prevede la trasformazione di questo complesso a rischio di decadimento in un polo di attrazione culturale. Così, di fianco alla Camera di S. Paolo si aprono le porte del museo Giordano Ferrari, noto come il “Castello dei burattini” che ospita la più importante raccolta italiana del teatro di animazione, con marionette e burattini, oggetti di scena e manifesti provenienti dalla collezione privata di Giordano Ferrari, con pezzi personalmente costruiti e intarsiati da uno dei burattinai più famosi d'Italia .

Spostandoci verso la parte orientale del Monastero benedettino si accede alla Pinacoteca Stuard, che prende il nome da Giuseppe Stuard un nobile parmigiano, proprietario di numerose opere presenti nella Pinacoteca.

Accanto all'ingresso della Pinacoteca, procedendo sempre verso la parte orientale del complesso defilato, nella piccola traversa di Vicolo dell'Asse si arriva all'ingresso delle biblioteche “Ugo Guanda” e “Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi”. La prima, dedicata ad una delle più vecchie case editrici parmigiane, fondata da Ugo Guandalini, già inaugurata nel 1973 presso altra sede, aveva lo scopo di aprire le porte delle biblioteche non solo agli studiosi ma a chiunque fosse interessato alla consultazione e lettura di testi letterari, con un fondo dedicato alla poesia. La seconda, intitolata alla reporter di origini parmensi Ilaria Alpi è concepita per costruire “un ponte tra le culture del mondo” dove si incontrano le esigenze linguistiche e letterarie della Parma multietnica, a sottolineare l'apertura cosmopolita della città. Un unico ingresso, due mondi che si dividono tra proposte letterarie di alto livello e novità di respiro internazionale e iniziative finalizzate a rafforzare gli confronti culturali a livello internazionale grazie al Byond the Border International Library Network for Cultural Exchange.

La posizione strategica, al centro della città, accanto ai giardini della Pilotta con il vicinissimo Teatro Regio e a due passi dalla Cattedrale con il Battistero, hanno permesso di identificare nel Monastero di S. Paolo con i suoi 15,200 metri quadrati di estensione un potenziale investimento per valorizzare la nuova dimensione culturale della città.

Anna Chiara Blasi

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investire MaximovaVassiliev

Se penso che questa mia foto fatta a Maximova e Vassiliev alla fine dei Sessanta in sala prove del Teatro del’Opera di Roma è stata, credo, la prima foto di danza  pubblicata da un giornale, l’Espresso in

b/n e formato gigante, sono felice nel constatare il grandissimo spazio di interesse che ha oggi la Danza in tutti i suoi stili. L’entusiasmo degli applausi alle variazioni delle grandi stelle nei balletti classici, la folla di giovani che riempiono i teatri con  gli spettacoli di danza contemporanea, le tantissime ottime scuole di danza in tutte le città  stanno a decretare un vero boom di questa amata disciplina.

 

A Roma si sono appena concluse le serate all’Auditorio della Conciliazione di Les Etoiles, un Gala di stelle russe sudamericane e italiane, prodotto da Daniele Cipriani, che hanno fatto andare in delirio migliaia

di spettatori, e già si delinea il successo dell’undicesima edizione del Festival della Nuova Danza EQUILIBRIO, il cui tema quest’anno è la coppia e la comunità e che si tiene come sempre all’Auditorium  Parco della Musica di Roma. Il programma è ricco e allettante, una panoramica mondiale che ospita sia maestri della scena internazionale che artisti emergenti sotto la direzione artistica del coreografo e danzatore belga  Sidi Larbi Cherkaoui.

 

 

Il Festival si svolgerà dal 7 al 26 Febbraio 2015  con un appuntamento di lusso il 2 Aprile: Life in Progress, lo spettacolo con cui, dopo 35 anni di luminosa carriera, purtroppo darà il suo addio alle scene Sylvie Guillem , la straordinaria artista étoile del Ballet de l’Opéra de Paris, che interpreterà coreografie di Akram Khan, Russel Maliphant, Mats Ek e William Forsyte.

 

 

Ad aprire il Festival  nei giorni 7 e 8 saranno gli artisti finalisti selezionati fra i 57 progetti sottoposti  al  Premio Equilibrio, l’iniziativa con cui  la Fondazione Musica per Roma sostiene e promuove artisti emergenti. Tiziana Bolfe, Antonino Ceresia, Elisabetta Lauro, Stellario Di Blasi, Piergiorgio Milano,

Mattia Russo e Antonio De Rosa presenteranno i loro lavori davanti a una giuria internazionale la quale poi assegnerà un premio di 12.000 euro come contributo alla produzione dello spettacolo e 7.500 euro al miglior  interprete. Manfredi Perego presenterà  l’11 in prima assoluta Dei Crinali, un lavoro inventivo e avvincente realizzato come vincitore del Premio Equilibrio 2014.

 

 

Iniziamo la carrellata degli spettacoli  l’8 e il 9 con Kathelhong Cabaret  della compagnia sudafricana Via Kathelhong Dance che con la sua molteplicità di immagini non mancherà di stupire il pubblico.

 

investire Performe

 

Un ospite molto atteso ( il 13  e il 14) sarà Lloyd Newson, coreografo del DV8 Physical Theatre, con la sua novità John. Con il suo stile di teatro-danza Newson ha intervistato più di 50 uomini iniziando con domande a bruciapelo sull’amore e sul sesso in una comunità di emarginati, drogati, criminali e John è uno degli intervistati. Una storia emozionante e commovente.

 

 

Sarà la volta, il 18, di uno strano personaggio, Helder Seabra, un architetto che ha scelto in seguito di diventare danzatore. Nei suoi lavori When the Birds Fly low e the Wind will Blow esalta la solidità delle strutture architettoniche in contrasto con  l’instabilità della natura umana.

 

 

Consigliato  e da non perdere l’appuntamento del 23  con Yama di Damien Jalet, uno spettacolo definito da tutti con molti aggettivi, maestoso, geniale, magnetico. Pura energia.

investire Jessica and me

 

 

Cristiana Morganti attrice e ballerina, che dopo gli studi di danza classica ha raffinato e consolidato  il suo irresistibile talento con l’incontro con Pina Bausch, si presenta il 24 all’ Auditorium con Jessica and me, una racconto poetico del suo  rapporto con la danza.

 

 

A conclusione di questa energetica maratona, il 26, ci saranno Gregory Maqoma e Roberto Olivan con il loro Lonely together, un dialogo scenico sulla visione dell’arte di due performer, uno sudafricano e uno catalano.

 

 

Ma non finisce qui perché arricchiscono il Festival altre interessanti manifestazioni come l’incontro con l’amatissimo coreografo ceco Jiri Kyliàn che introdotto da Leonetta Bentivoglio, il 15, mostrerà al pubblico tre suoi cortometraggi: Between Entrance and Exit, Schwarzfahrer e Car-Men.

 

 

Chiudiamo in bellezza con un altro evento ideato dai fotografi Philippe Antonello e Stefano Montesi e che desterà moltissima curiosità. Dal 13 al 26 i due artisti allestiranno una mostra di fotografie, i ritratti che, nello Studio D3 apprestato all’interno dell’Auditorium, avranno realizzato ai coreografi e danzatori delle compagnie partecipanti al Festival.

 

 

La particolarità  e l’attrazione  di questa rassegna  sta proprio nella molteplicità e mescolanza dei generi  e culture fra danza, teatro, cabaret, l’incontro con grandi  maestri e la scoperta di futuri beniamini.

 

 

Agnese De Donato

 

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investire TRAVIATA 1

Esistono posti in cui viene custodita la “storia”... sono chiamati, archivi e l'immaginario comune li descrive come ambienti polverosi con scaffali pieni di carte e fascicoli, posti bui o illuminati da luce artificiale, dove regna il silenzio.

Esistono archivi, però, che come scrigni, custodiscono tesori, testimonianze preziose e inedite delle attività culturali dell'Italia artistica.

Uno di questi posti, tra i più importanti d'Italia, si trova a Parma, si tratta dell'Archivio Storico del Teatro Regio, custodito presso la Casa della Musica.

L'Archivio conserva importanti documenti e testimonianze che ricostruiscono la storia artistica e culturale del Teatro Regio, attraverso fotografie, video, audio, locandine e manifesti, recensioni, articoli, rassegne stampa, progetti tecnici e atti amministrativi, che interessano due secoli di attività. Un patrimonio di indescrivibile valore arricchito da donazioni di costumi di scena, gioielli, libretti, riviste di settore etc. che col tempo sono state utilizzate per allestire interessanti mostre ed esposizioni con lo scopo di far conoscere e valorizzare l'Opera nelle diverse forme.

Si pensi a quanto è stato fatto e quanto ancora si potrebbe fare sulla figura di Giuseppe Verdi, l'ultima è intitolata “Verdi in palcoscenico. Opere verdiane al Regio di Parma, 1985 – 1997. Fotografie di Alberto Dallatommasina” (mostra aperta fino al 27 gennaio 2015)

 

investire Verdi 2La mostra è incentrata sulle opere verdiane messe in scena presso il Teatro Regio tra il 1985 e il 1997 e che sono ritenute particolarmente interessanti sotto l'aspetto scenografico, del costume, della regia e degli interpreti.

Il valore di queste opere: Jerusalem, Falstaff, Rigoletto, Un ballo in maschera, il Trovatore e la Traviata è messo in risalto dalle foto della scena, dai costumi e dai bozzetti delle scenografie.

Tutte testimonianze preziose dell'immane lavoro che c'è dietro un'opera teatrale.

Un consistente patrimonio gelosamente e sapientemente custodito pronto a riprendere vita sotto diverse forme e disposizioni per ridare senso all'opera verdiana come patrimonio storico del passato e rinnovato investimento culturale per il futuro.

In passato altre iniziative hanno testimoniato l'importanza del teatro e dell'indotto artistico culturale attorno al quale prende forma ogni manifestazione. Prendendo spunto dal personaggio di Giuseppe Verdi ricordiamo:

“Verdi in prima pagina”, una ricca raccolta di più di 200 immagini riprodotte su periodici italiani ed esteri, per celebrare centenario della nascita di Verdi. Un percorso iconografico sulla carriera di uno dei compositori italiani più conosciuti al mondo.

“Verdi, il volto musicale dell'Italia”, una raccolta di giornali e ritratti di Giuseppe Verdi dal 1846 fino al 2001, con particolare riguardo alla rappresentazione simbolica del personaggio.

Queste iniziative come altre simili devono far riflettere sull'importanza e sul potenziale, anche economico del teatro dell'opera in Italia che come una stella brilla di luce propria... basta saperla scoprire!

 

Anna Chiara Blasi

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3museiPer poter interagire in una realtà in continua evoluzione, come quella tecnologica legata alle comunicazioni, è necessario conoscerla.

I processi di comunicazione sempre più frequentemente sfruttano la cosiddetta “realtà aumentata” e l’utilizzo di dispositivi mobili. Cresce l’uso di apps (application) per iPad, tablet, e smartphone, e piattaforme come skype, facebook, twitter.

Alcune di queste applicazioni sono utilizzate anche in ambito museale e ci permettono di pensare ai musei non più solo come contenitori in cui conservare opere d’arte dal valore inestimabile e nei quali si partecipa in maniera passiva, ma come ad un luogo di condivisione e partecipazione, approfondimento e didattica interattiva.

La consapevolezza delle opportunità fornite daisocial networks, ad esempio, è divenuta un concetto radicato nella nostra cultura ed anche nella comunicazione e nelmarketing museale: non c’è sito museale che non abbia predisposto un collegamento col proprio profilo suFacebook o su altrisocial media  permettendo di accedere ad un gran numero di informazioni sulle singole opere esposte, anche in varie lingue, oltre ad approfondimenti, immagini ed altro e che consentono di fruire di alcuni servizi, come l’acquisto del biglietto attraverso l’utilizzo dei qr code.

Al contrario di numerosi musei esteri sbalordisce la noncuranza che la cultura italiana sembra riservare ai social network.

A fronte della più alta concentrazione di beni culturali il nostro paese non spicca certo per un’attività di comunicazione capace di dialogare con le nuove generazioni sfruttando a pieno le potenzialità dei canali digitali.

Da una parte c’è una predisposizione entusiastica all’accoglimento di tutte le innovazioni di tipo concettuale e tecnologico che possono produrre una forma di comunicazione più efficace e immediata; dall’altra c’è diffidenza e timore per tutto ciò che può “interferire” con la tradizionale routine organizzativa dei musei per disinteresse o incapacità dovuta ad uno scarso cambio generazionale all’interno degli uffici.

Secondo varie statistiche è stata individuata un ulteriore causa relativa a questo fenomeno derivante dall’afflusso del pubblico poiché i musei e gli istituti similari rispondenti stimano che i giovani con età compresa tra i 18 e i 25 anni rappresentino poco più di un quinto ( 21,1 %) dei visitatori.

Secondo una recente ricerca sull’utilizzo dei social da parte degli enti museali è emerso chele motivazioni per spiegare la decisione di non usufruire di questa forma di comunicazione è, nel 42,41%, la mancanza di personale per gestire le pagine sui social networks, seguita da un 16,41% dei musei che ha indicato, invece, nella mancanza di tempo la ragione principale della rinuncia seguito dal 3,40% che ha indicato “disinteresse”.

Tale atteggiamento probabilmente nasce dal concetto errato che la Rete sia qualcosa di diverso dalla vita reale.

4musei5musei

Se si consulta la classifica pubblicata su Museum Analytics, troviamo in Italia pochissimi musei che hanno reso la comunicazione “social” primaria, veicolandola in modo particolare sulla propria pagina Facebook: questo è il caso di MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, (con oltre 65.000 fan) e dellaTriennale di Milano(oltre 51.000). Segue il Mart, al terzo posto, con oltre 49.000.

Si tratta di quelle poche realtà dedite all’arte contemporanea mentre il resto dei musei italiani ancora non hanno messo in piedi una strategia di comunicazione di rilievo in grado di competere con i numeri provenienti dalle grandi realtà museali estere.

Vediamo nello specifico quali obiettivi si possono raggiungere tramite i social:

 

  • Lanciare e promuovere una nuova attività (acquisizioni, attività di restauro, etc.) o eventi (mostre temporanee, convegni, etc.);
  • Creare interesse intorno ad un’attività o un evento (Buzz Marketing), stimolando la conversazione attraverso, per esempio, pubblicazione di anteprime e aggiornamenti in tempo reale;
  • Accrescere il coinvolgimento del pubblico e acquisire informazioni sui loro interessi e su ciò che desidererebbero approfondire, per poi realizzare un programma (conferenze, visite guidate, pubblicazioni, mostre temporanee, etc.) che possa soddisfare, raggiungere ed acquisire il maggior numero possibile di utenti;
  • Creare  App dedicate per i nuovi dispositivi mobili quali smartphone e tablet permettendo un approccio più complesso ed una maggiore possibilità di approfondimento attraverso l’interattività.

Impossibile pensare che i Social Media non possano giocare un ruolo fondamentale nella promozione dei musei.

In un mondo in cui siamo sempre più connessi, una presenza sociale è un dovere per ogni istituzione culturale che voglia mantenere o far crescere i propri visitatori in un’ottica che si rivela in piena linea con lo stile di vita contemporaneo.

 

Serena Gervasio

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INVESTIREGiovedì 30 ottobre 2014 siamo entrati nell’Istituto professionale Alberghiero "Umberto Di Pasca" di Potenza a leggere ad alta voce pagine di libri. Romanzi, saggi, racconti del terrore e comici, alcune selezioni per dare un “assaggio” ai ragazzi sulle numerose storie raccontate dai libri. Un “aperitivo” sulla sostanza di cui ci nutrono gli scrittori e che fanno bene all’anima e al corpo. Un libro per ridere, uno per riflettere, uno per provare emozioni. Per ogni pagina letta una colonna sonora eseguita dal vivo per suggellare le sensazioni suscitate dalla lettura. Un’esperienza fantastica che ha trovato un piacevole riscontro da parte degli studenti che hanno gradito l’insolita lezione di letteratura.

 

Tre classi hanno partecipato a Libriamoci, la nuova iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) - con il Centro per il libro e la lettura - e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) - con la Direzione Generale per lo studente, che il circolo culturale di Potenza Gocce d’autore ha fatto proprio e portato nell’Istituto professionale che ha aderito all’iniziativaINVESTIREcose-libriamoci

 

In tre ci siamo seduti tra i banchi e lo scambio con gli studenti è stato davvero appagante. Io, Eva Bonitatibus, ho spiegato ai ragazzi quanto sia bello appassionarsi ai libri, quanto questi piccoli oggetti possano riempire le nostre giornate e farci sentire meno soli. Quanto sia piacevole sprofondare nella lettura che non rappresenta un momento di isolamento, bensì un’occasione di condivisione. Alla voce di Valentino Bianconi, giovane attore e cantante e promettente artista, abbiamo affidato alcune letture e la chiusura degli interventi con il monologo di Shakespeare tratto da “Romeo e Giulietta”.

 

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Infine al maestro Toni De Giorgi abbiamo chiesto di sottolineare con la musica le parole dei libri. Alla tastiera, il maestro ci ha regalato grandi emozioni, aiutando tutti noi a far volare meglio le immagini evocate dalle letture e a far scorrere il tempo più facilmente. Le tre ore sono trascorse velocemente e i ragazzi delle tre classi – due prime e una terza - hanno ascoltato le nostre letture con grande attenzione e partecipazione. Hanno applaudito, hanno riso e sono inorriditi. Hanno viaggiato con noi nel magnifico mondo della letteratura e della musica, auspicando nuovi momenti di divertimento nelle proprie aule scolastiche. E noi ci saremo!

 

Eva Bonitatibus    

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E’ in corso a Montemurro, in provincia di Potenza, la terza edizione di Furor Sinisgalli, sei giornate, con otto grandi eventi dedicati alla cultura nel nome del poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli. Dopo alcuni appuntamenti con le scolaresche, “Lezioni sul ‘900”, tenuti da scrittori quali Alessandro Quasimodo, Gaetano Cappelli, Andrea Di Consoli, Raffaele Nigro, Giuseppe Lupo, Mimmo Sammartino, Mariolina Venezia, Mario Trufelli vi è stata la presentazione di alcune pubblicazioni di carattere scientifico.

 

La civiltà del miracolo, Egea edizioni, Milano 2014 a cura di Gian Italo Bischi, Liliana Curcio, Pietro Nastasi è una ricca antologia contenente alcuni articoli comparsi su “La civiltà delle macchine” durante la direzione di Sinisgalli.

 

150 (anni di) invenzioni italiane, Codice Edizioni, Torino 2011, di Vittorio Marchis.

 

I prossimi appuntamenti si terranno sabato 1 novembre, ore 18.00 con un convegno dal titolo “Intimo Sinisgalli. il fondo di Agnese De Donato: testi, lettere, disegni e acquerelli”. Porterà i saluti di Biagio Russo, direttore della Fondazione Sinisgalli. Interventi di Giuseppe Appella (storico e critico d'arte), Agnese De Donato (giornalista), Stefania Zuliani (università di Salerno), Franco Vitelli (università di Bari). Si terrà poi l’inaugurazione della Mostra presso la Casa delle Muse di Sinisgalli.

 

Lunedì 22 dicembre, ore 18.00 ancora un convegno dal titolo “Le carte assorbenti di Leonardo Sinisgalli”, con Biagio Russo, Stefania Zuliani (università di Salerno), Antonello Tolve (università di Macerata).

 

A cura della redazione

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La sezione “investire” rivolge il proprio sguardo alle realtà pubbliche e privare che capitalizzano il proprio impegno e le proprie risorse nell’organizzazione di festival, rassegne, premi, eventi di vario genere al solo scopo di infondere la voglia di tuffarsi nella cultura. Qui troverete alcuni suggerimenti di appuntamenti con i libri e la musica in giro per l’Italia. Se potete, vi invitiamo a farlo!

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Dal 10 al 12 ottobre a Montecatini Terme, in Toscana, si terrà la seconda edizione di “Book&Food”, il festival che coniuga cultura e cibo. Protagonisti saranno gli scrittori che nei loro romanzi raccontano il cibo e chef stellati che lo esaltano nelle loro ricette e in libri di successo. Presentazioni di libri, Cene e Pranzi con lo Chef, degustazioni, show cooking, laboratori, banchi di assaggio, oltre 100 gli eventi in programma al festival Food&Book, per la gran parte gratuiti, destinati anche alle famiglie con bambini.

   La Fiera delle Parole 2014

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Dal 7 al 12 ottobre 2014 torna a Padova la Fiera delle Parole, l’attesissima 8° edizione del festival letterario che per cinque giorni farà di Padova la capitale della cultura grazie agli oltre 150 incontri con i nomi più importanti della letteratura, del cinema, della musica, dell’arte e del giornalismo, italiani e stranieri. Confermando la propria vocazione a promuovere la letteratura di qualità, anche quest’anno la Fiera delle Parole ospita le più attese anteprime nazionali e gli scrittori protagonisti dei più prestigiosi premi letterari italiani e internazionali. Oltre a Lilli Gruber, che presenterà in anteprima “Tempesta”, il suo ultimo lavoro, parteciperanno: Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014, Paolo Piccirillo e Francesco Pecoraro, finalisti del Premio Strega 2014, Giorgio Fontana, vincitore del Premio Campiello 2014, Giorgio Falco, finalista del Premio Campiello 2014, Daniele Comunale, Chiara Di Sante, Deborah Osto, Carmelita Noemi Zappalà, Maria Chiara Boldrini, vincitore e finalisti del Premio Campiello Giovani 2014, Vasken Barberian, vincitore del Premio Acqui Storia 2014, Marco Ciardi, finalista del Premio Galileo 2014, Nicolò Degiorgis, vincitore del Photo Book Award 2014, Francesco Maino, vincitore del Premio Calvino 2013, e Michela Monferrini, finalista del Premio Calvino 2012.

 

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La musica che gira intorno

Sabato 4 e domenica 5 ottobre

Piazze e strade di Ravello, Auditorium Niemeyer (ore 19.55 di sabato 4 ottobre)

La grande festa della musica meccanica: organetti, automi e macchine di altri tempi. Fondazione Ravello con AMMI – Associazione Italiana Musica Meccanica (Cesena)

Tra tradizione e curiosità, una due giorni di musica popolare, con effetti sorprendenti e divertenti, per un pubblico senza età. Ravello ospita una parata di strumenti musicali meccanici di grande interesse storico e culturale. Venti figuranti in costume d'epoca suoneranno e canteranno in strada accompagnati da organetti di varia tipologia e provenienti da tutto il mondo. Antichi spalloni e portativi, organi di Barberia, organetti portatili e piani a cilindro, rievocheranno il fascino e la magia di altri tempi.

Nella serata di sabato, in Auditorium, gli artisti tedeschi Jeannette e Peter Biermann suoneranno preziosi strumenti in sincrono, esibendo una tecnica rara e sofisticata.

 

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35° Festival di Musica Contemporanea Nuovi Spazi Musicali    

       

L’edizione del 2014 si articolerà in 5 concerti e prenderà il via il 9 Ottobre, alle ore 20.30, con l’esecuzione di due “operine tascabili” (di 25’ ciascuna) commissionate per l’occasione a due compositori, LUCIO GREGORETTI e FRANCESCO FOURNIER FACIO (un diciottenne di grande talento). Il secondo concerto, in programma il 13 Ottobre, sarà affidato ad un bravissimo pianista marchigiano, FAUSTO BONGELLI. Il terzo appuntamento avrà un particolare risalto perché sarà un “OMAGGIO AD ENNIO MORRICONE” con l’esecuzione di alcuni sui famosissimi brani tratti da colonne sonore insieme a recentissime opere di “musica assoluta” eseguite da due professionisti eccellenti, interpreti di tutte le opere del Maestro incise su CD, la pianista GILDA BUTTA’ ed il violoncellista LUCA PINCINI. Il 20 Ottobre saranno di scena due virtuosi: il clarinettista perugino GUIDO ARBONELLI ed il fisarmonicista abruzzese CESARE CHICCHIARETTA che eseguiranno opere di autori cubani, russi, polacchi, ungheresi ed italiani in una carrellata internazionale denominata “Musical walking”. Il concerto di chiusura, infine, sarà affidato ad un giovane pianista cinese WEI CAO, vincitore di vari Concorsi (tra cui il “Maria Giubilei” di Sansepolcro) perfezionatosi al MOZARTEUM di Salisburgo, con un programma classico di grande virtuosismo.

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