logo2017

Commenta gli Articoli di Gocce!!!

Finalmente puoi commentare gli articoli di Goccedautore.it. Devi semplicemnte registrarti !!!

LOGO B 2 1

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 581

Investire

Investire idearte 1

Vent’anni di arte e di emozioni. Sono quelli vissuti dalla Galleria Idearte di Potenza, un punto di riferimento per artisti e amanti delle arti che in questo luogo hanno trovato la possibilità di esprimersi, di raccontare la propria arte e di ammirare le opere esposte. L’anima di Idearte è la sua direttrice, Grazia Lo Re, donna determinata e delicata che porta avanti la sua attività con entusiasmo e caparbietà. E’ lei che si occupa degli allestimenti e dei rapporti con gli artisti. Li contatta, fissa gli appuntamenti, concorda le opere da esporre, studia gli accostamenti, prepara i vernissage. Tutto è cura da Idearte. Dice infatti Grazia Lo Re: “Scelgo sempre e solo quello che mi piace. E per questo motivo  è sempre una grande emozione incontrare l'artista, scegliere i dipinti, allestire la mostra spostando e rispostando le opere fino a quando la mia personale emozione iniziale non diventi percettibile.” 

Lo spazio espositivo di Idearte è ampio e luminoso, facilmente raggiungibile poiché situato nella cinta periferica del capoluogo lucano e la sua vetrina è un invito esplicito ad entrare e ad immergersi nell’arte. Idearte è l’esatta trasposizione della personalità della sua direttrice: un ambiente elegante che in maniera discreta ed efficace racconta l’arte. La sua semplicità nella disposizione dei pochi elementi di arredo donano respiro all’opera e disvelano la filosofia sottesa all’intero progetto: esaltare la creatività dell’uomo in un luogo pulito e nitido. La Galleria è nata nel 1995 con un'impronta prettamente figurativa, il suo interesse viene rivolto generalmente ad opere di facile lettura e di impatto immediato. Ma il pubblico giovane dimostra di apprezzare molto anche le nuove tendenze artistiche con proposte che sono il risultato di una accurata e obiettiva ricerca estetica.Investire idearte 2

In vent’anni tanti sono gli artisti ospitati, fra i più conosciuti citiamo Luca Alinari, Franz Borghese, Ennio Calabria, Bruno Donzelli, Claudio Malacarne, Pino Procopio, Mimmo Rotella, Antonio Tamburro, Vanni Viviani. Fra i lucani gli artisti Ginetto Guerricchio e Italo Squitieri. E tra le mostre che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico al primo posto Grazia Lo Re ama ricordare, per particolarità progettuale e partecipativa, quella tenuta nel 1997 in collaborazione con la Scuola Materna "2 noci" di Potenza. Per dialogare insieme - Disegni, dipinti e forme plastiche di bambini da 3 a 6 anni il titolo della mostra realizzata con le grandi opere di piccoli artisti. Un esempio di sensibilizzazione ai temi dell’arte partendo dalle fasce d’età più piccole con le quali avviare un dialogo sulla necessità di creare una “cultura della bellezza” che parta proprio dai banchi di scuola, che trovi supporto nelle famiglie e che prosegua nei luoghi istituzionalmente votati all’arte. 

Investire idearte 3Una Galleria d’arte che è anche un luogo di incontro. Entrando trovi sempre qualcuno e i dialoghi si intrecciano, si infittiscono, si fanno interessanti. Può capitare di trovare un acquirente che chiede informazioni oppure un artista passato a salutare la Gallerista. E lei è sempre pronta a riceverli nel suo salotto, ad offrire un caffè ed un gustoso cioccolatino. E il suo sorriso accoglie tutti e non si smorza neanche quando si affronta il delicato discorso del mercato delle opere d’arte. “Questi ultimi anni sono stati molto difficili, ha detto Grazia Lo Re, tanto da non poter parlare di un mercato di opere d'arte nella piccola realtà della città di Potenza. Chi decide di comprare sceglie per soddisfare le proprie esigenze, artistiche e di spazio, senza porsi il problema della firma o della presenza dell'artista nel mercato.” Una punta di amarezza che non toglie dallo sguardo celeste di Grazia l’orizzonte verso cui è proteso. Ha infatti aggiunto subito dopo: “Non vi sbarazzerete di me e della mia galleria almeno per i prossimi venti anni!!!”

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

Pitture 1Esiste un luogo nella Basilicata preistorica che conserva tracce di presenza umana risalenti a circa diecimila anni fa. Si tratta di pitture rupestri situate nell’agro di Filiano, in provincia di Potenza, rinvenute circa cinquant’anni fa dall’archeologo di cui porta il nome il sito, Francesco Ranaldi. La scoperta già allora fu sensazionale poiché si tratta di un sito unico in tutta la Basilicata, e oggi torna all’attenzione del grande pubblico grazie ad una pubblicazione curata dalla Pro loco e dal Comune di Filiano che contiene e raccoglie tutte le ricerche e gli studi sul sito prodotti in questi anni.

I dipinti su roccia sono di rosso ocra e raffigurano uomini e animali in una scena di caccia.

Le pitture rientrano nel filone storico-artistico europeo di cui quelle della grotta Pitture 2  spagnola di Altamira rappresentano un preciso riferimento. Il Riparo Ranaldi si trova in località Tuppo dei Sassi a 879 metri di altezza, all’interno della Riserva Naturale statale “I Pisconi”, in una zona boscosa, sotto un riparo a volta naturale che forma un mezzo arco. L’archeologo racconta la sua sensazionale scoperta descrivendo minuziosamente i disegni rinvenuti. Si legge nella sua relazione: “(…) nella parete verticale di fondo un rettangolo lungo in senso verticale cm 65 e largo cm 52 sulla cui superficie, in parte sfaldata ai margini per l’azione secolare del gelo, appaiono dipinte composizioni di figure in folto assembramento. Uomini e animali: cervidi e capridi, illustranti una generica scena di caccia tutta sparsa senza alcuna coordinazione geometrica. Due animali sono catturati e trattenuti al laccio da due uomini le cui forme sono delineate dalla sovrapposizione di due corpi ovali uniti da uno stretto e basso tronco. (…) La stessa associazione di uomo e animale sembra ripetersi una terza volta in minori proporzioni in altro a sinistra. (…) In alto, sempre a destra, è dipinta la figura più interessante: un grosso ente maschile alto cm 18 a tre corpi ovali sovrapposti formanti braccia gambe e testa: divinità o stregone?”.

Figure schematico-lineari zoomorfe e atropomorfe che raccontano un mondo basato sull’economia della caccia tribale, cui adegua le proprie credenze e i propri riti religiosi. Dunque elementi che riportano gli studiosi a ritenere che dette pitture risalgano all’età mesolitica o epipaleolitica. Al di sopra del Riparo, negli anni successivi, è stata individuata un’incisione raffigurante un erbivoro, databile nell’età dei metalli.

Pitture 3Il sito riveste importanza capitale, potrebbe far parte degli itinerari dei “Cammini preistorici rupestri” ma c’è un ostacolo di natura burocratica che impedisce la fruizione dell’area. La località è di pertinenza del Corpo Forestale dello Stato che detiene le chiavi del sito e i tempi per la richiesta del rilascio dei permessi è lentissimo. L’amministrazione comunale di Filiano sta cercando di sbloccare la situazione per ottenere la gestione diretta del sito archeologico che vanta la presenza di un Centro visite, di un ampio parcheggio, di un sentiero acciottolato e di personale volontario qualificato per le visite guidate.

Occorre dunque investire ancora tempo ed energie per poter consentire la reale valorizzazione e promozione del patrimonio storico e artistico del territorio.

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

investire libri1

Leggere aiuta a parlar meglio. Leggere aiuta a scrivere meglio. Leggere aiuta la memoria. Leggere aiuta ad entrare nella mente degli altri. Leggere aiuta a sviluppare la fantasia. Leggere aiuta l’intelligenza emozionale. Leggere aiuta a combattere lo stress. Leggere aiuta a comprendere meglio il mondo. Leggere aiuta l’apprendimento. Leggere aiuta l’immaginazione. Leggere aiuta a sognare. Leggere aiuta a crescere.

Diventare grandi con un libro tra le mani è molto più gratificante che crescere davanti ad uno schermo (che sia tv o ipad o iphone). Non occorre essere medici o insegnanti per dimostrare quanto la lettura di buoni libri solleciti e migliori le funzioni intellettive delle persone, non solo quelle in fase di crescita. Basta osservare i loro comportamenti ed ascoltare le loro conversazioni. Chi non è abituato sin da piccolo a destreggiarsi tra le pagine di un libro è rozzo, è un sensibile a metà, manterrà per sempre una sola e unica visione del mondo. La sua. Non sarà mai incline a comprendere le ragioni degli altri, né avrà un atteggiamento proteso verso l’altro.

E’ per questo che bisogna abituare i bambini sin da piccoli a leggere e ad ascoltare leggere. Ed è per questo che, dopo la famiglia, la scuola deve investire in attività di promozione e sollecitazione alla lettura. Sulla scia di questo riconosciuto bisogno si inserisce per il secondo anno consecutivo l’iniziativa “Libriamoci: giornate di lettura nelle scuole”, promossa dal Centro per il libro e la Lettura (MiBACT) e dalla Direzione generale per lo studente (MIUR). Sei giorni di letture per avvicinare alla lettura il mondo della scuola, da quella dell'infanzia alle secondarie, con il supporto di scrittori, scienziati, autori, uomini politici, sportivi, giornalisti, artisti, personaggi della cultura e dello spettacolo.   

investire libri 2Centinaia le scuole italiane che hanno aderito a Libriamoci con proprie iniziative volte a far comprendere che leggere non è solo un’attività funzionale allo studio, bensì alla partecipazione di tutti per la comprensione di testi e la discussione di contenuti. Sull’argomento è intervenuto, tra gli altri, lo scrittore e giornalista Massimo Gramellini il quale ha affermato che il mondo nel quale viviamo è sempre più incapace di immaginare. “L’immaginazione è come un muscolo, ha detto Gramellini, che se non viene allenato pian piano si atrofizza. La lettura è una palestra indispensabile per rimettere in forma il muscolo dell’immaginazione.”

Anche Gocce d’autore entra nelle scuole munita di libri, musica e tanto entusiasmo. L’invito è troppo allettante per non parteciparvi e se lo scorso anno l’esperienza è stata positiva, quest’anno la si replica raddoppiandola. Due Istituti superiori del capoluogo lucano sono il luogo delle letture ad alta voce svolte da scrittori, giornalisti, attori con l’immancabile supporto della musica e dell’arte. Inoltre, in occasione del 750° anniversario dalla nascita di Dante è prevista per giovedì 29 ottobre l’iniziativa “Dante a mezzogiorno”, un flash-mob di tutte le scuole d’Italia, che per 5 minuti o un’ora leggeranno le opere del sommo poeta.

Investire nei libri dunque è possibile. Basta crederci e volerlo. D’altronde, cosa sarebbe la nostra vita senza libri?

http://www.fiction.rai.it/dl/RaiFiction/programma.html?ContentItem-bf74f7e1-c3c3-4419-8535-6526ba91eaa2&refresh_ce

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

fant1

Esiste ancora il filo di Arianna. Lo abbiamo usato questa volta per unire alcuni punti dell’immaginario labirinto nel quale vogliamo continuare a vivere. Gli snodi del percorso che proponiamo raggruppa sviluppo turistico, crescita economica e conservazione del patrimonio culturale ed ambientale. Un filo dunque che riannoda passato e presente e che nell’intessere la sua magnifica tela consente a noi tutti di ammirare l’immagine che ne scaturisce. Quella di un territorio sano che sa mantenere saldi i propri fasti e sa ancora utilizzarli per continuare a vivere. Un esempio di questa impresa sono i Parchi letterari, istituzione che opera su tutto il territorio nazionale per la promozione di forme di turismo responsabile.

In particolare i Parchi letterari si occupano di turismo culturale con attenzione anche al Patrimonio Immateriale attraverso la promozione di manifestazioni finalizzate alla valorizzazione della letteratura orale e scritta, delle cerimonie, delle tradizioni imprenditoriali, artigianali ed enogastronomiche.

“La salvaguardia e alla valorizzazione dei luoghi dell'ispirazione letteraria nati dall'idea e dall'opera di Stanislao Nievo, sono elementi di grande importanza per promuovere nel territorio nazionale e internazionale la conoscenza del nostro paesaggio culturale nel suo complesso, facendone allo stesso tempo un motore economico”, si legge nella presentazione sulla pagina web dell’organismo.

investire 1E la accresciuta necessità di tutelare da un lato e di divulgare dall’altra forme di turismo che non possono prescindere dalla storia che ogni luogo custodisce, ha visto la nascita, in questi giorni, di un nuovo Parlo letterario. Si tratta del Parco letterario Federico II di Svevia a Melfi, in provincia di Potenza. E’ il terzo in Basilicata, con quello dedicato ad Albino Pierro a Tursi e a Carlo Levi ad Aliano. Gli imminenti impegni del nuovo Parco annovera la realizzazione di un grande museo e una biblioteca per realizzare a Melfi la “casa della cultura”, la possibilità di coniare una moneta per insignire persone degne di riconoscimento di ordine intellettuale, sociale, economico e di ogni attività legata allo sviluppo del territorio. Figura poi tra le ambizioni del parco la volontà di creare un evento in ricorrenza dei mille anni della città fortificata. Si parla di Melfi 2018 e della sua fondazione, avvenuta nel 1018.

A cura della Redazione

e-max.it: your social media marketing partner

inv de chirico

Conoscere Roma attraverso un inusuale percorso turistico: le case–museo dedicate a grandi artisti, scrittori e musicisti che hanno avuto contatti con la capitale durante i loro soggiorni. Undici in tutto le tappe per chi vuole conoscere una Roma diversa e inedita. Una forma di investimento nel patrimonio culturale, architettonico e artistico italiano che consente di fruire di questa grande ricchezza attraverso una mappa tra i crocevia e i simboli della cultura europea. In particolare si potranno visitare le case–museo degli scultori Andersen, Canonica e Crocetti, dei poeti Goethe e Keats-Shelley, degli scrittori Pirandello e Moravia, dei pittori De Chirico e Trombadori, del musicista Scelsi e dell’anglista Praz. Un invito ai turisti di tutto il mondo di sperimentare nuove forme di viaggio, alla volta di una cultura che fu avanguardia e innovazione e che oggi conserva il proprio volto impresso nelle architetture che ne furono il baluardo. Buona passeggiata!

Museo Hendrik Christian Andersen

inv Andersen L’edificio che ospita il Museo è stato costruito tra il 1922 e il 1925 su disegno dello stesso artista norvegese nella tipologia della “palazzina con annesso studio di scultura”. Al Piano Terra la Galleria e lo studio accolgono monumentali statue, busti e disegni per il World Center of Communication. Nel 1999 Villa Helene viene presa in carico dal Ministero dei Beni culturali. Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19,30. Ingresso Gratuito. www.museoandersen.beniculturali.it

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Atmosfere di fine secolo in questo museo piccolo ma prezioso situato nel cuore di Villa Borghese. Diverse sono le prospettive che il museo offre al visitatore: l’appartamento privato racconta l’universo intimo delle memorie e degli affetti dell’artista; l’atelier testimonia la sua perizia tecnica; le sale espositive rappresentano un percorso didattico e informativo sulle diverse tecniche di scultura. Dal martedì alla domenica: orario invernale dalle 10 alle 16; orario estivo dalle 13 alle 16. Ingresso Gratuito. www.museocanonica.it

Museo Venanzio Crocetti

Voluta dal maestro la struttura nasce per ospitare uno studio di grandi dimensioni che gli consenta di realizzare la Porta dei Sacramenti, opera alla quale lavora per quattordici anni. L’abitazione, arredata ancor oggi come allora, testimonia il carattere meditativo dell’artista e l’esposizione permanente, disposta in cinque sale, accoglie le opere realizzate in oltre settant’anni di attività. Dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato dalle 11 alle 19. Ingresso Gratuito. www.fondazionecrocetti.it

Casa-Museo Mario Praz

Situata in Palazzo Primoli la casa del celebre anglista offre al visitatore 10 ambienti dove sono esposti gli oltre 1200 pezzi (tra dipinti e sculture, mobili e arredi) della sua Raccolta. Queste opere contribuiscono a ricostruire una casa piena di fascino e di carattere quale poteva esistere realmente a metà dell’Ottocento. Acquistata dallo Stato la Raccolta è stata ricollocata con la stessa disposizione datale dal collezionista negli ambienti dove visse gli ultimi anni della sua vita. Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14,30 alle 18,30. Ingresso Gratuito. www.museopraz.beniculturali.it

Casa di Goethe

La casa di Goethe conserva lettere, libri, disegni che riguardano il viaggio del inv Goethe poeta inItalia a cui è dedicata la mostra permanente. Al secondo piano si trova la Biblioteca storica degli artisti tedeschi in Italia. Essenzialmente si tratta dell’unico museo tedesco nel nostro Paese. Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Ingresso: 5,00 euro; ridotto 3,00 euro; Carta famiglia: 13 euro; Gratis: bambini fino a 10 anni e soci ICOM. Visite guidate su appuntamento 35 euro / (max. 25 persone); gratis per gruppi di studenti. www.casadigoethe.it

Keats-Shelley House

La Keats-Shelley House si trova in quella che fu l’ultima dimora di John Keats. La casa fu aperta la prima volta al pubblico nel 1909 e ha sempre contribuito alla diffusione della cultura romantica. Al suo interno i visitatori troveranno lettere, manoscritti, ritratti e reliquie dei romantici e degli altri grandi scrittori influenzati da Keats, come Oscar Wilde, Walt Whitman, Jorge Luis Borges. Lo spazio museale comprende un ampia terrazza, un bookshop, una sala proiezioni e ospita regolarmente mostre temporanee e conferenze pubbliche. Dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Ingresso: 5,00 euro; sotto i 18 anni e oltre i 65 anni: 4,00 euro; sotto i 6 anni: gratuito. www.ksh.roma.it

Fondazione Isabella Scelsi. Museo Casa Scelsi

Aperto al pubblico dal 1996 il museo nasce per volere dello stesso Giacinto Scelsi che ci ha lasciato le sue opere, la sua musica, le sue poesie e il “luogo” dove per lunghi anni ha vissuto e creato. Qui troviamo il pianoforte ancora in uso che il Maestro suonava da virtuoso, i raffinati oggetti orientali ricordo dei suoi viaggi in Oriente, il celebre dittico di Dalì “Coppia con le teste piene di nuvole”. Un grande terrazzo inoltre regala ai visitatori un’emozionante vista su Roma. Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13. Su prenotazione allo 0669920344 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.scelsi.it

Casa Museo Alberto Moravia

Situato nel quartiere “Della Vittoria” l’appartamento di Alberto Moravia si trova all’ultimo piano di un palazzo anni 30 affacciato sul Tevere. La casa conserva tracce di vita quotidiana, dei suoi viaggi e interessi. Le molte opere d’arte alle pareti e la ricca documentazione d’archivio testimoniano i rapporti con artisti e scrittori: da Mario Schifano a Dacia Maraini, da Renato Guttuso a Toti Scialoja sino a  Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci. Primo sabato del mese alle ore 10 e 11. Casa-Museo Ingresso Gratuito. Visita guidata archivio e biblioteca su prenotazione dal lunedì al venerdì alle ore 10 e 14 al costo di 5 euro. Prenotazioni per il pubblico: 06 39728186 – 348 3206721.www.casaalbertomoravia.it inv Moravia

Casa Museo Luigi Pirandello. Istituto di Studi Pirandelliani e sul teatro contemporaneo

La casa è l’ultima dimora dello scrittore e sede dal 1962 dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul teatro contemporaneo a cui è affidata la custodia e la valorizzazione della Biblioteca e dell’archivio ivi presenti ancora consultabili. Nella Casa sono conservati anche altri fondi archivistici e librari, la biblioteca dell’artista, la targa del Premio Nobel, alcuni quadri di Fausto Pirandello, la divisa della Reale Accademia d’Italia, gli effetti personali dello scrittore. Lunedì e Martedì: ore 9.00-14.00; Mercoledì, Giovedì e Venerdì: ore 9.00 – 18.00. Prenotazione al numero 0644291853 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Ingresso Gratuito. www.studiodiluigipirandello.it

Fondazione Giorgio e Isa De Chirico

La Casa Museo raccoglie una collezione di dipinti che vanno dalla fine degli anni 20 sino alla metà degli anni 70 e offre un percorso privilegiato attraverso la pittura dechirichiana. Una seconda parte della casa, aggiunta alla fine degli anni 70, ospita la produzione del periodo metafisico mentre al piano superiore la dimora custodisce l’Atelier dell’artista. Dal martedì al sabato e ogni prima domenica del mese dalle ore 9 alle 13. Visite guidate (italiano e inglese) ore 10, 11, 12.  Ingresso: 7,00 euro; Ridotto – sotto 18 anni, sopra 65 anni: 5,00 euro; Gratuito – sotto 12 anni. Il pagamento dei biglietti avverrà presso la Casa-museo il giorno stesso della visita. www.fondazionedechirico.org

Studio del Pittore Francesco Trombadori

inv TrombadoriLo studio del pittore della “Scuola Romana” si trova all’interno del Parco storico di Villa Strohl-Fern al centro del “Parco dei Musei”. La Villa fu una celebre colonia di artisti attiva per più di 80 anni e tra i suoi ospiti si ricordano Rainer Maria Rilke, Arturo Martini e Carlo Levi. Dichiarato particolarmente importante e vincolato dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali  vi sono conservati arredi d’epoca, alcune opere, l’Archivio e la Biblioteca del pittore.Tutti i giorni della settimana dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19. Ingresso Gratuito solo su prenotazione al numero 3392036276 oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. www.strohlfern.it.

 

 

A cura della redazione

e-max.it: your social media marketing partner

investire

Prima della scrittura, prima dei confini, c'era il pane. Nato dalla pietra e dalla cenere, io te lo offro per farti assaporare l'indefinibile gusto della pace. Sia che lo spezzi sia che lo mangi azzimo sarai a casa.”

Una ricetta che ha il sapore della narrazione, quella orale, tramandata di generazione in generazione. E che mescola alla farina le parole, balsamo per l’anima e per il corpo. Un cibo che prende vita dalla nuda terra e che alla terra torna. Che fa innamorare anche il più scettico viandante, al quale apre la bocca della fame e dello stupore. Quando alla tradizione culinaria si unisce il rispetto per la tradizione e l’amore per i luoghi natii, tutto questo è possibile.

E’ possibile fortificare il legame con il territorio, creare un’immagine di esso sana e genuina, veicolare l’idea che questo luogo custodisca la pace dei sensi e che solo recandovi si placa l’inquietudine della ricerca.

La ricetta è il pane di Matera, una pietanza fatta tradizionalmente ed artigianalmente che ha il merito, insieme ad altri prodotti locali, di rappresentare la sostanza della Basilicata. Regione posta al Sud del Sud Italia, questo territorio sa imporsi ai mercati più vasti grazie alle sue peculiarità enogastronomiche e allo spirito imprenditoriale di molte delle sue realtà produttive. Il pane di Matera è approdato alla Triennale di Milano per "Cibo a regola d'arte". Il terzo capitolo di FoodFileBasilicata, un progetto di narrazione enogastronomica prodotto dall'Agenzia di Promozione Territoriale di Basilicata, in collaborazione con la Regione Basilicata.

Si tratta di 5 ricette tradizionali, 5 prodotti tipici lucani (Peperone di Senise, Aglianico del Vulture, Pane di Matera, Lucanica e Canestrato di Moliterno), ma soprattutto 5 modi per assaggiare il carattere della Basilicata. Progetto presentato prima al Btwic 2014 e al BTO 2014 di Firenze per poi giungere all’Expo di Milano.

Uno storytelling video racconta la bellezza della preparazione del pane e la magia degli ingredienti che hanno il sapore delle radici.

“Prendi quest'architettura primordiale e scavane la mollica, proprio come gli antenati scavarono case nella roccia. E' il vuoto che accoglie il pieno, che crea l'utilità della grotta, la necessità del ricovero. E' il forte abbraccio della petrosa accoglienza che domò l'acqua.” Non è solo cibo ciò che viene rappresentato, ma è storia, cultura, architettura. E’ poesia. E’ amore. Alla spiegazione della ricetta si accompagna infatti il racconto di un popolo e del suo luogo, la Capitale europea della cultura nel 2019, che sa rappresentarsi nella sua duplice veste di città antica e moderna, custode di antichi riti e protesa verso il progresso.

Il vero messaggio che lo storytelling video trasmette è la Pace e la convivenza fra popoli, la gente d’Oriente e d’Occidente, che a Matera si trova come a casa. Questo è dunque il cuore della ricetta intorno alla quale si uniscono tutte le forze private ed istituzionali affinché il vero investimento nella cultura a 360° abbia ricadute positive sull’intero territorio.

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

inv CarloLevi1 "Nullus locus sine Genio", ossia “nessun luogo è senza Genio”. L’espressione usata dal relatore latino Servio per commentare l’Eneide è stata utilizzata per raccontare un uomo e i suoi luoghi: Carlo Levi e la Basilicata. Una narrazione attraverso scatti fotografici e opere pittoriche che esaltano il concetto di “spirito” del luogo e dell’uomo. Un’immagine che affonda le sue radici nella cultura classica in cui si parla di sacralità dei luoghi e della funzione che ogni uomo è chiamato ad assolvere e che consegna a noi contemporanei il concetto di “essenza di un luogo”. Luoghi dotati di una certa forza, di un’anima, capaci di influenzare le persone che vi abitano. Affermazioni, queste, che ci portano nei meandri dell’antropologia secondo cui un uomo che vive in certi luoghi, con il passare del tempo ne assume i caratteri, diventa simile ad essi.

Così è stato per Aliano e Carlo Levi. Uno stretto rapporto tra terra e uomo sfociato in amore struggente di cui ha voluto parlare la mostra fotografica e pittorica Genius Loci...persistenze spazio temporali allestita presso la Biblioteca nazionale di Potenza inaugurata lo scorso 8 maggio e visitabile fino al prossimo 10 giugno.

Un’occasione fornita da varie ricorrenze che riguardano lo scrittore e pittore torinese: i 40 anni dalla sua scomparsa, i 70 dall'uscita del romanzo "Cristo si è fermato ad Eboli" e gli 80 dal suo confino in Basilicata. Una mostra che unisce i vari linguaggi espressivi: la fotografia e l’arte figurativa e che dedica uno spazio alle opere letterarie dello e sullo scrittore (Cristo si è fermato a Eboli, 1945, L'orologio, 1950, Le parole sono pietre, 1955, Il futuro ha un cuore antico, 1956, La doppia notte dei tigli, 1959, Tutto il miele è finito, 1964).inv CarloLevi2inv CarloLevi3 inv CarloLevi4

33 scatti fotografici, a cura dell'Associazione Fotografica "Imago Lucus", dedicati ai luoghi leviani del confino, i paesaggi materani di Aliano e di Grassano. 9 opere di Levi, selezionate dal Polo Museale Regionale della Basilicata dal titolo "I dipinti di contenuto sociale". Opere che vanno dal 1953 al 1974 di proprietà della Fondazione "Carlo Levi" di Roma date in comodato al Museo d'arte Medievale e Moderna della Basilicata - Palazzo Lanfranchi, che le ha messe a disposizione per questo evento. Chiude l’esposizione il ritratto di Levi realizzato dall'artista Rocco Santacroce. Un evento che racconta anche un buon esempio di sinergie tra le realtà pubbliche e private che operano sul territorio a favore della cultura investendo in operazioni di tale importanza. inv CarloLevi6inv CarloLevi7inv CarloLevi8

La mostra affronta un percorso geometrico e cromatico che riguarda il paesaggio e i suoi abitanti: linee profonde e scure che spaccano la terra arida, che disegnano il contorno del paese, che segnano i volti arsi dal sole della gente del paese. I colori caldi e materici: il giallo d'estate, l'ocra delle argille, il nero degli stendardi appesi alle porte, della Madonna nera, degli occhi profondi delle nonne, dei veli delle vedove, dei capelli delle streghe. Poi il bianco dei sassi di fiume e delle carcasse delle carogne. Il grigio-verde degli ulivi, delle pale dei fichi d'India, il verdastro-azzurrino delle imposte di legno e poi il blu del cielo terso.

E le curve dei tornanti, delle piccole case arroccate su cui si staglia l'ombra di una figura incorporea ed eterea. Lui, l’uomo, il Genius che non ha mai abbandonato quelle terre, che le osserva dall’alto, da dietro le case, attraverso i muri. Lui è sempre lì. La sua anima non ha emigrato altrove. E’ rimasta tra le colline arse dal sole e levigate dal moto incessante del vento. L'invisibile che sta dietro il visibile. inv CarloLevi5

Immagini incantate di un luogo che non ha mai smesso di raccontare la sua storia rese suggestive dalla sovrapposizione di scatti e dalla esposizione multipla di immagini.

Foto che hanno colto  lo spirito di Carlo Levi, Genius Loci, benevola eterna presenza.  

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

Mi capita di incontrare Henri Matisse due volte nello stesso giorno in due Paesi differenti, in due luoghi espositivi per molti versi opposti tra loro. Mi capita una prima volta, mentre attraverso degli ambienti carichi di storia e di opere d’arte, e di queste e di quella persino ridondanti; una seconda, mentre, per seguire la narrazione di una particolare esposizione, mi addentro in un non luogo. Nel complesso dei Musei Vaticani, incastonato in un percorso molto ricco, tra il Raffaello delle Stanze e proprio sotto il Michelangelo della Cappella Sistina, incrociando l’appartamento Borgia, lì dove nel giugno del 1973 Paolo VI aveva aperto le porte di una collezione a sua volta già importante di artisti contemporanei (da Rouault a Utrillo, da Morandi a Carrà a De Pisis, a Greco, a Martini, ai quali si aggiungeranno poi Gaugin,  Van Gogh, Chagall, e Bacon, Marini, Burri, per dirne alcuni), Henri Matisse occupa un ambiente tutto proprio, riempiendolo con i lavori preparatori della Cappella  del Rosario di Saint-Paul-de-Vence, da lui allestita in Provenza. matisse1 In un ambito di passaggio, che denuncia il suo essere ricavato in tanto affastellamento, dove tra i visitatori, a gruppi, spesso a frotte, i più frettolosamente passano frastornati dal già tanto guardare, in scala 1:1 giganteggiano i cartoni per la ceramica del presbiterio, raffigurante La Vierge à l’Enfant, e per le tre vetrate policrome monumentali dell’abside, del coro e della navata, realizzati con la tecnica del papier découpé. In un canto, anche una teca con una delle casule colorate che lo stesso artista disegnò per la medesima occorrenza. matisse2 Qui è tutto soprattutto trascendenza, promessa di luce. Una volta fuori da questo itinerario dentro l’arte, nel volgere di poche ore, percorro quello che già André Malraux descriveva come il viaggio compiuto dall’opera d’arte in due secoli, da quando “era stata legata, statua gotica alla sua cattedrale, quadro rinascimentale all’ambiente della sua epoca”, a quando, deprivata “dell’insieme” del contesto e dell’”intrasportabile”, separata dal mondo “profano” e accostata ad altre opere, diventa “un confronto di metamorfosi” (così in: Il museo dei musei, Mondadori, 1957). Ritrovo quindi Matisse nei grandi spazi eterei, chiari e disadorni delle Scuderie del Quirinale dove il pittore, per nascita nordico della regione del Passo di Calais, e già passato per la dolce luce meridionale continentale della Provenza tanto cara a Cézanne, mostra i tratti della sua più intensa fascinazione per gli ambienti, la cultura, la luce, i colori, le fragranze speziate e i tratti assieme delicati, morbidi e decisi, delle culture nord-africana e medio-orientale. matisse3 La mostra dal titolo Arabesque offre in questi luoghi neutri novanta opere tra dipinti e disegni, e persino costumi teatrali da Matisse preparati per il balletto Le chant du rossignol, messo in scena nel 1920 su musiche di Igor' Fëdorovič Stravinskij. Il luogo ospitante non incomoda e non distrae: il grande spazio espositivo, suggestivo quanto un non luogo che pare quasi sia tu a definirlo attraversandolo, offre un pulito silenzio visivo ad ogni singola tela, ad ogni disegno, cosicché in ciascuno di essi il visitatore possa senza ostacolo, ammirandolo, precipitare. Qui allora trionfano sì gli ineffabili e delicati colori (il rosa de La pervinche, o Giardino marocchino, i verdi, perfino i grigi de Lo stagno di Trivaux), matisse4 ma pure prorompono nuove geometrie e spazialità liberate, nel loro replicarsi, dai moduli decorativi orientali e, ancora, profonde sensualità catturate dalle curve di pochi essenziali tratti nei disegni delle odalische, delle donne orientali in riposo. Quello che nei Musei Vaticani, pur nell’assoluta bellezza è pienezza e ricchezza, qui nell’angolo del più alto colle romano è diradamento; al morbido vuoto degli interni fa da contrappunto la splendida vista a 180° della veduta panoramica della vetrata sui tetti di Roma. E questa stessa commistione del luogo che la ospita è in armonia perfetta con una delle idee di fondo della mostra, quell’annullamento del confine tra il dentro e il fuori, tra l’ambiente ed il paesaggio, che per Matisse sono un unico continuo, nel suo periodo orientale. Questo riandare tra luoghi così diversi e distanti, guidati però dal segno e dal colore dell’artista, anch’esso così sensibile al nord e al sud dell’emozione, dalla verticalità della luce assoluta e trascendente all’orientale del segno che trasfigura la forma della natura, reiterandola come un rotante movimento derviscio in arabesco, che segna il passaggio tra il romantico, l’onirico e l’intimo impulso dell’altrove, mi cattura, semplice visitatore d’arte d’un sol giorno, nella vertigine di un tempo diverso, che ha velocità periferiche incostanti, ineguali e libera emozioni inspiegabili, come nostalgie senza oggetto.matisse5

Rocco Infantino

e-max.it: your social media marketing partner

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore