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Una libreria, una città e una donna. Sono questi i protagonisti del nuovo romanzo di Luca Bianchini, Dimmi che credi al destino, Mondadori editore, le cui sorti si intrecciano inesorabilmente fino a formare un unico groviglio. Un fitto intreccio di storie personali complesse e irrisolte, che tornano a bussare alle porte dei personaggi che movimentano le pagine di questo libro. La vicenda fa riferimento ad una storia vera, l’Italian Bookshop in Cecil Court a Londra gestita dall’italianissima Ornella Tarantola, una donna “rifugiata” nella capitale britannica che adotta soluzioni di ogni tipo pur di scongiurare la chiusura della libreria.

Il libro nasce con l’obiettivo di raccontare la storia di una paventata distruzione, ovviamente romanzata dall’autore, affinché la libreria italiana continui a vivere nel palazzo londinese che purtroppo sarà abbattuto. E’ lo stesso Luca Bianchini ad appellarsi, in appendice, a tutti i suoi lettori perché sostengano questo “posto speciale” raccontando la vita di una donna “fuori dal comune”. Ebbene la storia risente della verve dell’autore, è effervescente, dinamica, ricca di siparietti divertenti in cui si confrontano la “cazzimma” tutta italiana e l’austerità tutta inglese. Ma soprattutto c’è una grande verità nelle parole di Bianchini, la ricerca di una serenità che nessun luogo può assicurare finchè non si crea spazio all’interno della propria anima. Ed è proprio questo il filo conduttore della storia, il filo di Arianna che si svolge nei labirinti reconditi di tutti i personaggi del libro. Ognuno fugge da qualcosa e cerca riparo in una città straniera dove nessuno possa conoscere i propri trascorsi. scri dimmi2

Ma tutti, prima o poi, sono chiamati a confrontarsi con quanto ci si è lasciato alle proprie spalle. E per fortuna Ornella riesce a farlo grazie alle persone di cui si circonda e che le manifestano tutto il proprio sentimento di amicizia e amore. A partire dall’amica Patti che da Milano corre a Londra per fare la crocerossina, anche a se stessa, per giungere a Mr George, l’anziano signore conosciuto al parco che emana tranquillità ed equilibrio. E poi il napoletano Diego, anche lui alle prese con le sue pulsioni amorose e la british Clara che condivide con Ornella lo spazio della libreria. A Bernard, il vicino di casa, è affidato l’ultimo colpo di scena.

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E’ insomma una commedia romantica, una favola a lieto fine, in cui le burrasche della vita sembrano trovare pace e confluire verso un'unica strada che è poi quella di tutti i personaggi. “Non c’è scadenza nella vita, finché hai le forze!”

Eva Bonitatibus

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ine colloquio1

Paul Verlaine scrisse nel 1869 una poesia intitolata “Colloquio sentimentale”, versi struggenti che parlano di un amore che fu e che non è più. Il laboratorio di scrittura “La bottega dello scrittore” di Potenza si è divertito a trasformarla in prosa che così è diventato un breve racconto. Buona lettura! 

Sono da solo. Io e la mia coscienza. Lei mi parla e io non sempre l'ascolto. C'è  solo il silenzio a far da compagnia a me e alla mia coscienza.

E' buio e fa freddo qui nel vecchio parco solitario dove un tempo anche le foglie tremavano della nostra stessa passione. Il ricordo del fuoco di allora sembra disgelare il ghiaccio che ammutolisce le aiuole ferme in fila come un muto plotone a scrutare la mia figura oscura che si aggira come un'ombra.

Quanto brucia...che dolore questo ricordo di te...un languore nello stomaco che mi scava mi scava e mi asciuga anche la bocca.

- Ricordi la nostra estasi di un tempo?

Mi trovo a pronunciare queste parole rimaste ferme nell'aria gelida della notte cui non fa eco nessuna risposta. Come imbambolato mi fermo a guardare l'evoluzione del fiato bianco che mi è uscito dalla bocca e che come una spirale sale verso l'alto per poi disperdersi del tutto. Del mio fiato non c'è più traccia. Anche della mia anima.

L'ho perduta qui, da qualche parte, una sera di tanti anni fa. Devo cercarla, forse è sotto questi alberi, dovrei scavarne le radici, si sarà impigliata li, perché non la trovo più. Mi inginocchio sulla terra gelida e comincio a scavare con le mani. Tolgo la terra che non viene via perché è tutta un blocco, provo ad affondare le unghia e sento che qualcosa viene via. Frugo, frugo intorno ai piedi del l'albero. Ogni tanto mi giro per vedere se qualcuno mi guarda, ma non c'è nessuno a quest'ora. Proseguo indisturbato la mia ricerca.

Era un giorno di primavera. L'aria era tiepida e profumava di gelsomini. Farfalle gioiose giocavano a rincorrersi tra distese di minuscole margheritine bianche.

A te piacevano tanto le margherite. Dicevi che era il tuo fiore preferito perché significava il candore e la semplicità.

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E tu eri candore e semplicità.

Per questo ti ho amata e ti amo più della mia vita.

Mi stanco a tirar via la terra umida. Mi fermo con le mani sulle ginocchia ormai bagnate e la testa china. Ho gli occhi spenti, sento le labbra senza lena. Ti urlo nel vuoto della notte e resto in attesa di una sua risposta.

- Ti batte ancora il cuore al solo mio nome? Vedi ancora in sogno la mia anima?

Nulla. Mi alzo lentamente aiutandomi con le mani e mi allontano dall'albero. Mi dirigo verso una panchina, mi si paralizzano le gambe. È lì che ti ho vista la prima volta. Eri seduta a leggere un libro e il sole ti colpiva alle spalle attraversando tutto il tuo corpo.

Mi guardasti appena. Sollevasti gli occhi dal libro e poi subito riprendesti la lettura. Come avrei voluto essere io quel libro che in quel momento riceveva tutte le tue attenzioni.

Ogni pomeriggio eri li, puntuale, con il tuo bel cappellino di paglia.

Eri sola.

Anche tu.

Mi avvicino alla panchina ed è più forte di me. Mi chino. La sfioro. Chiudo gli occhi e con le mani traccio il tuo profilo, lo accarezzo. Sto per baciarti di nuovo. Ma non trovo più la dolce sostanza nella quale sprofondava tutto me stesso.

- Ah, i bei giorni di felicità indicibile che univamo le nostre bocche!

Tutte le notti sognavo di sederti accanto mentre leggevi concentrata il tuo libro. Osservavo da vicino le espressioni del tuo viso che cambiavano man mano che procedeva la lettura.

Guardandoti così da vicino potevo capire cosa stessi leggendo.

Mi lascio cadere sulla panchina. Le braccia flosce sulle cosce. Poi mi volto e ti vedo. Sei qui, mi sei seduta accanto. Oh dolce visione...i tuoi occhi profondi e grandi ora mi guardano di nuovo.

Mi sento una statua. Non fa più freddo e...

- Che cielo azzurro, che speranza infinita!

Mi sporgo verso di te, voglio abbracciarti. Apro le braccia e ... sconfitta. Verso il cielo è sfuggita.

Così andava per le avene incolte la mia anima e le parole, che udì solo la notte.

Eva Bonitatibus

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“Il buio più buio non è mai così nero e la storia e l’arte rendono possibile uno spiraglio di luce” .

oss caravaggio Il 21 giugno è stata inaugurata la mostra La luce vince l’ombra a Casal di Principe, comune della provincia di Caserta. L’ evento  è stato allestito  all’interno di un immobile oggi intitolato alla memoria di don Peppe Diana, ucciso dalla camorra nel 1994. Venti le prestigiose opere d’arte provenienti dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Museo di Capodimonte e dalla quadreria dei Girolamini di Napoli, dalla Reggia di Caserta e dal Museo Nazionale Campano di Capua che faranno parlare in maniera completamente diversa del tristemente noto paese del casertano. Un contrasto molto forte e al tempo stesso volutamente simbolico tra contenente e contenuto, dunque, non solo dal punto di vista estetico, connota la mostra voluta dall’amministrazione comunale, organizzata e curata da Antonio Natali, direttore degli Uffizi, e Fabrizio Vona, responsabile del Polo museale della Puglia. Questo progetto, dal nome R_Rinascita, che ha promosso l’iniziativa con First Social Life, portando a Casal di Principe il più importante museo nazionale di arte, nasce grazie ad un patto di responsabilità sociale tra grandi realtà imprenditoriali, istituti bancari e mondo della cultura. Ad accompagnare i visitatori sono stati chiamati gli “Ambasciatori della Rinascita” , ottanta giovani di Casal di Principe una terra che ha deciso con coraggio di “rinascere”, di sostituire la luce all’ombra, la speranza alla rassegnazione, che durante l’apertura della mostra hanno accolto i turisti  raccontando loro la realtà di quella terra in maniera sincera, senza omissioni.

oss fatepresto A loro sembra rivolta l’esortazione presente nella prima pagina de Il Mattino del 26 novembre 1980, che venne usata da Andy Warhol nell’opera dedicata al terremoto del 1980: “Fate presto.” La loro formazione è iniziata nel maggio scorso e rappresentano quel cambiamento che tanto è stato atteso e che finalmente comincia ad esistere in maniera concreta. Al suo richiamo non ha saputo resistere neppure Roberto Saviano, ormai da tempo lontano dalla cittadina casertana, e tornato qui fiero di poter vedere i frutti che il nuovo corso sta portando.

le opere in mostra sono  tutte firmate da famosi artisti attivi nello scenario  napoletano del  XVII secolo tra cui  : sei dipinti arrivati dalla galleria fiorentina, la più famosa al mondo, tra cui Santa Caterina d’Alessandria di Artemisia GentileschiVanità di Mattia PretiSalomè con la testa del Battista di Giovan Battista Caracciolo; altri otto provengono dal noto museo napoletano, come la Natura Morta di Giovan Battista Ruoppolo, o la Strage degli Innocenti di Massimo StanzioneVenere e Satiro di Pacecco de Rosa mentre da Capua arriverà l’antica statua Mater Matuta che nella mitologia romana rappresentava la dea del Mattino o dell’Aurora. oss mostra  Ad accomunarli l’intenso contrasto tra luce e ombra, evidentemente memore della lezione caravaggesca, e, per quanto riguarda i dipinti provenienti dagli Uffizi, la circostanza che nell’attentato mafioso del 27 maggio 1993 in via dei Georgofili tutte le opere dei caravaggisti subirono gravi danni.  La mostra sarà visibile fino al 21 ottobre in questo luogo che, per quel che si dice, resterà permanentemente dedicato alla cultura e il ministero supporterà le iniziative che verranno organizzate qui autonomamente.  Di sicuro i visitatori resteranno affascinati nel vedere tanta bellezza in un luogo in cui obiettivamente non ce ne è mai stata molta.

Serena Gervasio

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mus Unibas1

La musica può essere uno strumento che unisca tutti sotto la sua ala comprensiva? Certo che si, anzi diventa un collante eccezionale soprattutto in certe situazioni. Come quella realizzatasi all’Università degli Studi della Basilicata che ha riunito intorno ad un progetto musicale studenti disabili e normodotati. Grazie al lavoro sinergico attivato dal Servizio Disabilita' e DSA dell’Ateneo lucano e dall’associazione musicale Tumbao di Potenza, è nata la Unibas Band, una formazione di undici elementi che si è cimentata nello studio della musica e nell’esecuzione di un vasto repertorio musicale. Le voci di Ida Trupo, Erica Salerno, Valentina Scialpi Antonino Latocca, le chitarre di Michele Garramone e Antonio Loprete, Lorenzo Catone al basso elettrico, Cesare Spera al sassofono, Felice Albano alla batteria, alle percussioni Vincenzo Nardozza e Andrea Mancino al pianoforte.

L’alchimia che si è creata fra studenti, anche con abilità diverse, ha fatto raggiungere alla Band risultati eccezionali. Tra cui un importante riconoscimento, nell'ambito del premio "Tomaso Viglione: uguaglianza nella diversità", grazie al videoclip prodotto dai giovani musicisti nei boschi del capoluogo lucano, al ritmo del "Cielo d'Irlanda" di Fiorella Mannoia.  

L’evento culmine è stato il concerto del 12 giugno presso l’Aula Magna dell’Università di Potenza in cui si sono uniti anche i giovani ospiti dell'Aias di Potenza, alcuni giovani migranti e i piccoli musicisti della Tumbao. Hanno eseguito brani tratti dal repertorio della musica italiana: Fiorella Mannoia, Battisti, Elisa, Modugno. E’ stato un gran successo e un grande esempio di civiltà perché la musica ha messo in comunicazione ragazzi e ragazze, bambini e bambini di diversa provenienza e di varie competenze. Un vero processo di inclusione sociale che ha visto protagonisti i giovani musicisti, i loro insegnanti e tutto lo staff organizzativo. mus Unibas2

Quando si dice che la musica non conosce barriere!

Toni DeGiorgi

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inv de chirico

Conoscere Roma attraverso un inusuale percorso turistico: le case–museo dedicate a grandi artisti, scrittori e musicisti che hanno avuto contatti con la capitale durante i loro soggiorni. Undici in tutto le tappe per chi vuole conoscere una Roma diversa e inedita. Una forma di investimento nel patrimonio culturale, architettonico e artistico italiano che consente di fruire di questa grande ricchezza attraverso una mappa tra i crocevia e i simboli della cultura europea. In particolare si potranno visitare le case–museo degli scultori Andersen, Canonica e Crocetti, dei poeti Goethe e Keats-Shelley, degli scrittori Pirandello e Moravia, dei pittori De Chirico e Trombadori, del musicista Scelsi e dell’anglista Praz. Un invito ai turisti di tutto il mondo di sperimentare nuove forme di viaggio, alla volta di una cultura che fu avanguardia e innovazione e che oggi conserva il proprio volto impresso nelle architetture che ne furono il baluardo. Buona passeggiata!

Museo Hendrik Christian Andersen

inv Andersen L’edificio che ospita il Museo è stato costruito tra il 1922 e il 1925 su disegno dello stesso artista norvegese nella tipologia della “palazzina con annesso studio di scultura”. Al Piano Terra la Galleria e lo studio accolgono monumentali statue, busti e disegni per il World Center of Communication. Nel 1999 Villa Helene viene presa in carico dal Ministero dei Beni culturali. Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19,30. Ingresso Gratuito. www.museoandersen.beniculturali.it

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Atmosfere di fine secolo in questo museo piccolo ma prezioso situato nel cuore di Villa Borghese. Diverse sono le prospettive che il museo offre al visitatore: l’appartamento privato racconta l’universo intimo delle memorie e degli affetti dell’artista; l’atelier testimonia la sua perizia tecnica; le sale espositive rappresentano un percorso didattico e informativo sulle diverse tecniche di scultura. Dal martedì alla domenica: orario invernale dalle 10 alle 16; orario estivo dalle 13 alle 16. Ingresso Gratuito. www.museocanonica.it

Museo Venanzio Crocetti

Voluta dal maestro la struttura nasce per ospitare uno studio di grandi dimensioni che gli consenta di realizzare la Porta dei Sacramenti, opera alla quale lavora per quattordici anni. L’abitazione, arredata ancor oggi come allora, testimonia il carattere meditativo dell’artista e l’esposizione permanente, disposta in cinque sale, accoglie le opere realizzate in oltre settant’anni di attività. Dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19; sabato dalle 11 alle 19. Ingresso Gratuito. www.fondazionecrocetti.it

Casa-Museo Mario Praz

Situata in Palazzo Primoli la casa del celebre anglista offre al visitatore 10 ambienti dove sono esposti gli oltre 1200 pezzi (tra dipinti e sculture, mobili e arredi) della sua Raccolta. Queste opere contribuiscono a ricostruire una casa piena di fascino e di carattere quale poteva esistere realmente a metà dell’Ottocento. Acquistata dallo Stato la Raccolta è stata ricollocata con la stessa disposizione datale dal collezionista negli ambienti dove visse gli ultimi anni della sua vita. Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14,30 alle 18,30. Ingresso Gratuito. www.museopraz.beniculturali.it

Casa di Goethe

La casa di Goethe conserva lettere, libri, disegni che riguardano il viaggio del inv Goethe poeta inItalia a cui è dedicata la mostra permanente. Al secondo piano si trova la Biblioteca storica degli artisti tedeschi in Italia. Essenzialmente si tratta dell’unico museo tedesco nel nostro Paese. Dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Ingresso: 5,00 euro; ridotto 3,00 euro; Carta famiglia: 13 euro; Gratis: bambini fino a 10 anni e soci ICOM. Visite guidate su appuntamento 35 euro / (max. 25 persone); gratis per gruppi di studenti. www.casadigoethe.it

Keats-Shelley House

La Keats-Shelley House si trova in quella che fu l’ultima dimora di John Keats. La casa fu aperta la prima volta al pubblico nel 1909 e ha sempre contribuito alla diffusione della cultura romantica. Al suo interno i visitatori troveranno lettere, manoscritti, ritratti e reliquie dei romantici e degli altri grandi scrittori influenzati da Keats, come Oscar Wilde, Walt Whitman, Jorge Luis Borges. Lo spazio museale comprende un ampia terrazza, un bookshop, una sala proiezioni e ospita regolarmente mostre temporanee e conferenze pubbliche. Dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Ingresso: 5,00 euro; sotto i 18 anni e oltre i 65 anni: 4,00 euro; sotto i 6 anni: gratuito. www.ksh.roma.it

Fondazione Isabella Scelsi. Museo Casa Scelsi

Aperto al pubblico dal 1996 il museo nasce per volere dello stesso Giacinto Scelsi che ci ha lasciato le sue opere, la sua musica, le sue poesie e il “luogo” dove per lunghi anni ha vissuto e creato. Qui troviamo il pianoforte ancora in uso che il Maestro suonava da virtuoso, i raffinati oggetti orientali ricordo dei suoi viaggi in Oriente, il celebre dittico di Dalì “Coppia con le teste piene di nuvole”. Un grande terrazzo inoltre regala ai visitatori un’emozionante vista su Roma. Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13. Su prenotazione allo 0669920344 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.scelsi.it

Casa Museo Alberto Moravia

Situato nel quartiere “Della Vittoria” l’appartamento di Alberto Moravia si trova all’ultimo piano di un palazzo anni 30 affacciato sul Tevere. La casa conserva tracce di vita quotidiana, dei suoi viaggi e interessi. Le molte opere d’arte alle pareti e la ricca documentazione d’archivio testimoniano i rapporti con artisti e scrittori: da Mario Schifano a Dacia Maraini, da Renato Guttuso a Toti Scialoja sino a  Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci. Primo sabato del mese alle ore 10 e 11. Casa-Museo Ingresso Gratuito. Visita guidata archivio e biblioteca su prenotazione dal lunedì al venerdì alle ore 10 e 14 al costo di 5 euro. Prenotazioni per il pubblico: 06 39728186 – 348 3206721.www.casaalbertomoravia.it inv Moravia

Casa Museo Luigi Pirandello. Istituto di Studi Pirandelliani e sul teatro contemporaneo

La casa è l’ultima dimora dello scrittore e sede dal 1962 dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul teatro contemporaneo a cui è affidata la custodia e la valorizzazione della Biblioteca e dell’archivio ivi presenti ancora consultabili. Nella Casa sono conservati anche altri fondi archivistici e librari, la biblioteca dell’artista, la targa del Premio Nobel, alcuni quadri di Fausto Pirandello, la divisa della Reale Accademia d’Italia, gli effetti personali dello scrittore. Lunedì e Martedì: ore 9.00-14.00; Mercoledì, Giovedì e Venerdì: ore 9.00 – 18.00. Prenotazione al numero 0644291853 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Ingresso Gratuito. www.studiodiluigipirandello.it

Fondazione Giorgio e Isa De Chirico

La Casa Museo raccoglie una collezione di dipinti che vanno dalla fine degli anni 20 sino alla metà degli anni 70 e offre un percorso privilegiato attraverso la pittura dechirichiana. Una seconda parte della casa, aggiunta alla fine degli anni 70, ospita la produzione del periodo metafisico mentre al piano superiore la dimora custodisce l’Atelier dell’artista. Dal martedì al sabato e ogni prima domenica del mese dalle ore 9 alle 13. Visite guidate (italiano e inglese) ore 10, 11, 12.  Ingresso: 7,00 euro; Ridotto – sotto 18 anni, sopra 65 anni: 5,00 euro; Gratuito – sotto 12 anni. Il pagamento dei biglietti avverrà presso la Casa-museo il giorno stesso della visita. www.fondazionedechirico.org

Studio del Pittore Francesco Trombadori

inv TrombadoriLo studio del pittore della “Scuola Romana” si trova all’interno del Parco storico di Villa Strohl-Fern al centro del “Parco dei Musei”. La Villa fu una celebre colonia di artisti attiva per più di 80 anni e tra i suoi ospiti si ricordano Rainer Maria Rilke, Arturo Martini e Carlo Levi. Dichiarato particolarmente importante e vincolato dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali  vi sono conservati arredi d’epoca, alcune opere, l’Archivio e la Biblioteca del pittore.Tutti i giorni della settimana dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19. Ingresso Gratuito solo su prenotazione al numero 3392036276 oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. www.strohlfern.it.

 

 

A cura della redazione

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La fotografia di Carla di Camillo nell'ambito del progetto di Gabriela Mistral sulla maternità

 

CarlaDiCamillo

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dia giunti1

Fare del libro un compagno di vita quotidiana. E’ quanto ha sostenuto Flavio Fiorani, Responsabile editoriale Saggistica Giunti editore, nel dialogo avuto con noi sul presente e sul futuro dell’editoria italiana. Incontrato in occasione della presentazione del saggio dello psichiatra Mauro Maldonato a Potenza, “Quando decidiamo”, edito appunto dalla casa editrice toscana, Fiorani con grande disponibilità ha risposto alle nostre domande sul futuro delle case editrici italiane, sulle nuove sfide provenienti dal mondo della tecnologia e sulle abitudini dei lettori grandi e piccini. Giunti è editoria per la prima infanzia, per la scuola, libri per ragazzi, psicologia, musica, arte, letteratura, storia, scienze, ma anche manualità, tempo libero, turismo, cucina, salute, medicine alternative e molte altre proposte. Insomma abbraccia tutti gli ambiti senza trascurarne nessuno. Con Flavio Fiorani abbiamo parlato di andamento del mercato e di produzione dei libri in Italia e gli abbiamo chiesto:

Dopo 5 anni di segni negativi, il 2015 sembra  aver cambiato finalmente rotta. Conferma questo dato?

Sì e no. Ci sono segnali di ripresa, ma ancora molto timidi per poter dire che è in atto un'inversione di tendenza rispetto al sensibile calo di vendite degli ultimi tre-quattro anni. La crisi nel settore è arrivata più tardi che in altri comparti della nostra economia. Ma quel che è più grave è che si sta riducendo il numero di lettori e soprattutto quello dei cosiddetti lettori "forti". Meno della metà degli italiani legge uno-due libri l'anno. E uno di questi è un manuale per l'uso di un elettrodomestico... È un panorama desolante, ma è così. Di chi sono le responsabilità? Dei diretti interessati (gli editori), ma soprattutto delle istituzioni che poco hanno fatto per sostenere il libro e il suo valore formativo-culturale per i cittadini italiani.

Le politiche editoriali della Giunti come si coniugano con le nuove possibilità offerte dalle tecnologie per la promozione, la distribuzione e la vendita dei libri?

Giunti ha una catena di circa 200 librerie proprie in tutta Italia (Giunti al Punto), soprattutto nei centri medio-piccoli. Sulle nuove tecnologie abbiamo avviato da tempo un programma di uscite di libri in formato elettronico che coincide praticamente con la diffusione della copia cartacea. I risultati ottenuti dai nostri eBook sono incoraggianti, soprattutto nel settore fiction. Il catalogo eBook, a fine 2014, è composto da più di 1.000 titoli, cioè il 13,27% dell’intero catalogo del Gruppo Giunti.

In particolare lo scorso anno Giunti Editore e AMAZON hanno annunciato un accordo di collaborazione per il lancio di un innovativo modello di libreria, dove la lettura digitale si unisce a quella tradizionale. Di cosa si tratta e quali sono i primi risultati?

I primi risultati sono senz'altro incoraggianti. Giunti e Amazon hanno avuto la stessa idea: una collaborazione finalizzata a sperimentare nuove forme di lettura e di consumo dei libri. Perciò abbiamo istituito con Amazon un'affiliazione per il sistema di e-commerce nelle nostre librerie Giunti al Punto (GAP). Inoltre abbiamo aderito con favore al nuovo servizio di noleggio dei libri (Kindle unlimited) perché lo riteniamo uno strumento che può ampliare il pubblico dei lettori. dia giunti2

Qual è la posizione della sua casa editrice nei confronti del fenomeno crescente, soprattutto in Gran Bretagna, del self-publishing?

Il fenomeno del self-publishing è in crescita. Giunti, come altri editori italiani, guarda con attenzione al fenomeno e ha acquisto dal mercato editoriale inglese e tedesco alcuni titoli per le sue collane di narrativa adulti e giovani adulti.

Tra i vari segmenti dell'editoria, Giunti si conferma leader in Italia per i prodotti rivolti ai bambini e ai ragazzi. Cosa ha permesso il conseguimento di tale posizione?

Giunti è il primo editore italiano nel settore bambini-ragazzi grazie a una politica editoriale che ha privilegiato la qualità dei suoi prodotti e la capacità di rivolgersi a un pubblico straordinariamente ampio. Inoltre siamo diventati leader del mercato con l'acquisizione dei vari marchi editoriali, primo fra i quali Disney Italia. Ciò è il risultato di una sapiente gestione dei vari licensing e del nostro catalogo che ha saputo mantenere una qualità molto elevata. Per il futuro, puntiamo sempre di più sul mondo della scuola rafforzando la collaborazione con l'altra nostra società di grande successo Giunti Scuola (dove siamo leader nel settore dell'istruzione primaria).

Parliamo dei cataloghi e delle collane Giunti. Quali sono gli autori di punta e quali gli esordienti che si sono affermati per numero di copie vendute?

Per quel che riguarda la Saggistica di cui sono responsabile il nostro autore di punta è il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso che da tempo conduce ricerche straordinariamente innovative sulle piante e il loro sistema di funzionamento "intelligente". Tra gli autori giovani segnalo Marco Magini, autore di Come fossi solo, il suo primo romanzo per il quale ha ricevuto la menzione d’onore al Premio Calvino 2013 e per il quale è stato candidato al Premio Strega 2014. E Simona Sparaco, autrice di due romanzi di grande successo. Il primo, Nessuno sa di noi, ha avuto 15 ristampe, ha vinto il Premio Roma ed è stato finalista al Premio Strega. Oggi scrittori esordienti nel nostro catalogo sono finalisti nei più importanti premi letterari.

Quali sono le scelte in merito alla produzione della saggistica?

dia giunti3È molto semplice: pubblichiamo libri di impostazione scientifica, di autori che sono specialisti della materia, ma pensando che devono raggiungere un pubblico di lettori non specialisti. In due parole: alta divulgazione. Spaziando dalle scienze umane ai più interessanti campi del sapere. Senza trascurare la saggistica "light", come per esempio Matteo il conquistatore, a firma di due brillanti giornalisti fiorentini Alberto Ferrarese e Silvia Ognibene, che ha ottenuto un significativo successo di vendite.

Qual è il rapporto con le librerie?

Giunti possiede la sua catena di librerie Giunti al Punto (GAP). Siamo un editore che ha sempre puntato sulla diffusione capillare della sua produzione in tutti i canali di vendita (settore trade o Grandi superfici) senza trascurare neppure le cartolibrerie. Certo gli scenari stanno cambiando, e molto rapidamente, e il destino delle librerie sarà sempre più legato ai meccanismi della distribuzione e alla vita "media" di un libro nel punto vendita.

Quali sono le prospettive del mercato editoriale italiano?

È un settore che deve affrontare scelte impegnative nei prossimi due o tre anni. E non parlo soltanto della sfida del settore digitale. Molto dipenderà dalla concentrazione dei grandi marchi editoriali italiani e dai canali di distribuzione dei libri. Vedremo cosa accadrà con la fusione Mondadori-Rizzoli. Una riconfigurazione del panorama sarà inevitabile, ma ancora non sappiamo se il mercato italiano seguirà le stesse concentrazioni che sono in corso nel resto del mondo (mi riferisco ai colossi editoriali del mondo di lingua inglese e spagnola).

Cosa, a suo parere, occorre ancora fare per accrescere il numero dei lettori di tutto il mondo?

Educare, educare, educare alla lettura. La strada non è quella del sussidio, ma quella dell'educazione alla lettura. Un editore è pur sempre un imprenditore e i conti devono tornare. Un libro da leggere è un tesoro dal valore inestimabile. Dobbiamo fare del libro (in qualsiasi formato) un compagno della nostra vita quotidiana. Così non ci sentiremo mai soli.

Eva Bonitatibus

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Via con me. Narratori in viaggio

1° edizione Racconti d’estate

SCADENZA: 21 SETTEMBRE 2015

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“Via con me. Narratori in viaggio” è la prima edizione del concorso letterario organizzata da Pourparler associazione culturale di Aosta, in collaborazione con Bottega Finzioni di Bologna per promuovere la cultura, l’espressione e la divulgazione letteraria, nonché valorizzare il patrimonio materiale e immateriale italiano, oltre che per valorizzare l’opera di ingegno di aspiranti scrittori esordienti. Il concorso è sostenuto in partnership da Autogrill s.p.a. e testimonial dell’iniziativa sono gli scrittori Marcello Fois (Presidente della Giuria dell’iniziativa) e Camilla Baresani. Partners editoriali sono le Case editrici Mondadori Electa S.P.A e Giulio Einaudi editore S.p.A.

L’iniziativa ha come tema il viaggio. Ogni viaggio nasconde un incontro, un luogo, una storia eccezionale, che merita di essere raccontata. Intorno ai tragitti autostradali della rete Autostrade per l’Italia, oltre le uscite autostradali in cui sono presenti gli itinerari del Progetto Sei in un Paese Meraviglioso (itinerari consultabili alla pagina http://www.autostrade.it/sei-in-un-paese-meraviglioso/progetto.html), durante le soste in Autogrill ci sono mondi da scoprire, sensazioni e visioni che ci possono cambiare e ci mostrano come sta cambiando il Paese. Anche fuori dalle rotte, con sguardi nuovi. Ora è possibile raccoglierle, condividerle e trasformarle in un’opera letteraria. Per tutti. Per sempre. Scegliendo un tragitto di Autostrade per l’Italia oppure una uscita ad un casello autostradale dove è presente il progetto Sei in un Paese Meraviglioso (come indicato alla pagina http://www.autostrade.it/sei-in-un-paese-meraviglioso/progetto.html). O un punto Autogrill. Trovando una storia, un luogo, un personaggio. E cominciando a immaginare...

La partecipazione all’Iniziativa si aprirà il 21/06/2015 dalle 0:01 e si concluderà il 21/09/2015 alle 23:59, si potrà concorrere con una sola opera e le dieci storie più belle, saranno pubblicate nell’antologia “Via con me - narratori in viaggio" un ebook collettivo consultabile e scaricabile (in versione stampabile) gratuitamente online sul sito del concorso (entro il 31 ottobre 2015 e fino al 31 dicembre 2015).

Per tutte le info vi invitiamo a consultare il sito http://www.narratorinviaggio.it/

A cura della redazione

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asc DeAndre

L’incontro dei sensi nel capolavoro siglato De André ha un fascino tagliente e lucido come la cattiveria.

La speranza, matrice dominante, termina nella disillusione nuda.

Non consola e non concede diritto di replica.

La si potrebbe accostare all’incalzare delle stagioni: reca in sé il profumo delle notti d’estate, i canti primaverili, le improvvise tempeste autunnali e il gelo degli inverni non richiesti.

Non v’è dominio razionale che possa districare un battito scomposto del cuore.

L’attesa è tanto più elevata quanto la visione è pura.

L’universale scena è palcoscenico che non interferisce, accompagna il vissuto, ammorbidisce i passi e infine richiude le feritoie.

Di equilibri e di sostanza, di cartoline e di stanze.

Non turba il divenire. Osserva i miracoli ripetersi e raccoglie i frammenti dei mosaici di luce e buio.

Virginia Cortese

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Sette giorni di libri, dibattiti, arte e musica nei luoghi più suggestivi del centro storico di Salerno. Dal prossimo 22 giugno parte infatti il Festival Salerno Letteratura con i grandi nomi del panorama culturale italiano. La terza edizione spazia dalla letteratura alla musica, dalla filosofia alla Graphic novel e terrà alcuni incontri dedicati alla memoria storica.

Tra gli incontri più interessanti viene segnalato quello con Vinicio Capossela, autore di Il paese dei coppoloni, Feltrinelli, fra i candidati al Premio Strega, Antonia Arsian con Il rumore delle perle di legno, Rizzoli, Corrado Bologna e Marcello Simoni.

Sarà presente uno dei fenomeni editoriali più interessanti degli ultimi anni: il ventiduenne Antonio Dikele Distefano, definito il “nuovo Fabio Volo”, autore di Fuori piove, dentro pure. Passo a Prenderti? edito dalla Mondadori. Altri incontri sono previsti con gli scrittori Michela Tilli e Lorenzo Marone, con Lia Levi ed Elena Loewenthal e le presentazioni dei libri di Franco Di Mare e di Silvia Truzzi. Fra gli ospiti ci sono poi Giuliano Ferrara, Roberto Esposito, Mauro Covacich e Valeria Parrella.

Il 26 giugno è la prima delle due giornate dedicate al Premio Salerno Libro d'Europa: i lettori conosceranno da vicino i cinque candidati, confrontandosi con loro sui titoli scelti quest'anno. Durante la giornata sono previsti anche incontri con Antonella Cilento, e Teresa De Sio. Stefano Benni metterà in scena una lettura teatralizzata di Cari mostri, il suo nuovo libro di racconti dell'orrore pubblicato da Feltrinelli.

Il 27 giugno saranno in città Achille Bonito Oliva, Massimo Carlotto, Eva Cantarella, Friedrich Ani, Andrea Vitali e Tiziano Scarpa. Sarà anche il giorno in cui verrà eletto pubblicamente il supervincitore del Premio Salerno Libro d'Europa. Il Festival chiude in bellezza il 28 giugno, con Mario Andreose, Cesare De Seta, Antonio D'Orrico, Stefano Rodotà, Valerio Massimo Manfredi, Donato Carrisi e Maurizio De Giovanni. In chiusura, un altro evento dedicato all' “odissea” di Leopold Bloom, con una talk-conference dal titolo Ulisse: fra gli ospiti, il traduttore italiano di Joyce Enrico Terrinoni.

Tutte le sere a Largo Barbuti si svolgerà il Dopofestival con tanta buona musica, uno degli eventi organizzati in collaborazione con il Festival delle Generazioni.

A cura della redazione

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