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Per chi ama il cinema ecco tre proposte per i prossimi giorni. Si tratta di Angry Birds, The Boss e Conspiracy, tre capolavori della cinematografia. Buon divertimento!

Angry Birds - Il film

cinema angrybird

Oggigiorno sembra quasi che sia di una facilità assurda “fare Film”, probabilmente per qualcuno lo è, infatti al di fuori di tutto il sistema Holliwoodiano il 15 giugno esce:  Angry Birds, film basato sulla serie di videogiochi della Rovio Entertainment per Android e IOS.scaricato più di un miliardo di volte.

Nel film, quattro amici pennuti (Red, Chuck, Bomb, e Matilda) devono unire le proprie forze, facendo gruppo, per smascherare i malefici piani dei loro verdi acerrimi nemici, intenzionati a minacciare il piccolo paradiso in cui i nostri protagonisti vivono.

The Boss

cinema theBoss

Una gigante dell'industria viene mandata in prigione dopo essere stata pizzicata per insider trading. Quando ritorna pronta per farsi passare come l'ultima findanzatina d'America, non tutte le persone che ha fregato sono disposte a perdonarla e a dimenticare.

Conspiracy - La cospirazione

cinema cospiracy

Un giovane e ambizioso avvocato (Josh Duhamel) si ritrova coinvolto in una lotta di potere tra un corrotto dirigente farmaceutico (Anthony Hopkins) e il socio del suo stesso studio (Al Pacino). Quando il caso prende una svolta inaudita, dovrà correre contro il passare del tempo per scoprire la verità.

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Vito Coviello

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IMG 1783Dovremo presto tornare a farci l’abitudine, l’estate arriva. Due notizie e due postille, se permettete. Uno. Qualche giorno fa, il 24 maggio per la precisione, il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ha sottoscritto con il direttore generale della RAI, con il presidente di Mediaset, con il vice presidente esecutivo di Sky Italia, con l’amministratore delegato di La7, con l’amministratore delegato di Discovery Italia, un documento denominato Patto per la lettura. Consultandolo, e glissando sulle espressioni oramai consuete che collegano anche le libertà individuali ad esigenze produttivistiche (sicché si deve leggere, tra le altre cose, che «La quota di investimenti destinata al miglioramento del livello culturale della popolazione è strettamente legata alla crescita del Pil e della produttività» e che «Cultura, innovazione e competitività economica sono fenomeni correlati tra di loro»), si apprende che le sue finalità sono quelle di definire strategie e promuovere azioni e iniziative sui temi della lettura. Insomma, il ministero e le maggiori televisioni concordano di darsi una mano per «contribuire a rendere la pratica della lettura un’abitudine sociale diffusa e riconosciuta». Bene. Bravi. Per una volta non sottilizziamo. C’è una vera e propria emergenza sociale nel nostro Paese, tra tante, della quale ci occupiamo persino da queste modestissime colonne, e cioè la forte disabitudine alla lettura, con quello che ciò comporta, questa iniziativa pare affrontare questo tema, quindi: bene, bravi. Del resto, proprio una cosa del genere, se non uguale, è stata promossa nel 2015 per quest’anno anche dalla BBC nel Regno Unito: Get Reading, l’hanno chiamata oltremanica. Due. Il 27 maggio, autorevolissimi componenti del Comitato tecnico scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali e del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, che sono, per farla semplice, i massimi organi tecnici e consultivi del medesimo Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, rassegnano le proprie dimissioni. Al di là del dato di stretta cronaca, della goccia che ha fatto traboccare il vaso, tanto più perché si tratta di studiosi, tecnici e professori di primissimo ordine nel Paese - parliamo ad esempio di accademici del calibro di Mauro Guerrini e Giovanni Solimine, di Gino Roncaglia -, il gesto, gravissimo, è stato mosso dalla urgenza di porre una riflessione sul ruolo delle biblioteche statali e sulle prospettive del sistema bibliotecario pubblico italiano, che versa in condizioni molto serie. Su questa situazione, lo stesso Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici aveva approvato mesi addietro una mozione nella quale si chiedeva che per la prima volta si desse il segnale dell'avvio in Italia di una vera e propria politica bibliotecaria. Tradotto, senza le morbidezze della diplomazia burocratica: il sistema bibliotecario pubblico è allo stremo. In questo quadro, aggiunge la stessa mozione e noi non possiamo tacerlo, andrà dedicata una particolare attenzione al Mezzogiorno. Chissà perché. Questa era la seconda notizia, questo il dato drammatico. Per inciso, informazioni se ne leggono se solo le si cerca, anche nel Regno Unito e proprio in questi mesi, sono all’ordine del giorno le critiche, le proteste, finanche le occupazioni di alcune biblioteche, per il sostanziale depauperamento del sistema bibliotecario pubblico, come nel Surrey, come nel Lincolnshire, perché ormai tante biblioteche sono costrette a chiudere o a vedersi affidate a organizzazioni private esterne ad esse. Noi non siamo malfidati, no, ma non vorremmo che qualche buona iniziativa, adottata al momento e pure utile, facesse velo su una situazione strutturale che mina alle basi un presidio pubblico così centrale per la vita culturale, e quindi, assieme ad altri, per la tenuta democratica, del Paese. Insomma, con il ritorno dell’estate, quelli con la tv accesa incapperanno nella solita pubblicità che invita ad allertare il 115 in caso di emergenza incendi. Se divampa la fiamma, chiamare i vigili del fuoco va bene, certo. Non va invece per niente bene, anzi, l’aver tolto di mezzo, durante l’inverno, il Corpo forestale dello Stato. Postilla numero uno: non se ne può più di sentir dire ogni volta che si tagliano servizi essenziali, si, anche come quelli di cui qui riferiamo, che lo impongono ragioni di bilancio. Il denaro è uno strumento, non ha ragioni proprie. Le ragioni del denaro sono le ragioni di chi lo tiene, o lo stampa, e lo usa come strumento di potere. Postilla numero due: un pensiero di sostegno a quei tanti francesi che da settimane legittimamente manifestano contro provvedimenti governativi evidentemente inaccettabili, e che in questi giorni sono vieppiù impegnati a sperimentare quanto ci possa esser di vero nella relazione tra il “piove” e il “governo ladro”.

Rocco Infantino

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Come sempre a caccia di un buon libro. Non mi piacciono quelli commerciali o quelli troppo pubblicizzati. Mi sortiscono l’effetto opposto. Tranne che si tratti del mio scrittore preferito,

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I versi che la redazione ha scelto di pubblicare in questo numero della rivista appartengono ad un giovane studente di una quarta classe di un Istituto Superiore di Potenza che ha preso parte alla Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore organizzata dal Circolo culturale Gocce d’autore lo scorso 23 aprile. Il componimento è il frutto di un laboratorio svolto nel corso dell’anno scolastico e poi approdato ai festeggiamenti del libro con il reading di letture.

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Secondo un articolo scritto su “La Stampa” ogni tre quarti d’ora c’è un assessore che taglia il nastro di inaugurazione di una mostra. Ne allestiamo 11mila l’anno in quasi 4 mila sedi diverse, e spendiamo per questo quasi 2 miliardi di euro.

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Stephen King, Joyland.

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Attesissimo, nuovo thriller del re dell'horror. Siamo nel 1973 nella Carolina del Nord. Devin Jones, squattrinato studente universitario, decide durante le vacanze di accettare un lavoro in un luna park.

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Riceviamo e pubblichiamo un interessante contributo sulla pittura contemporanea e la sua originalità dal nostro affezionato lettore Canio Franculli.

La pittura è esposta nei musei. Il museo è un luogo progettato ex novo o espressamente riadattato quale area al servizio dell’esposizione e della valorizzazione dell’opera d’arte.

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Galizia

Scritto da

La foto selezionata dalla redazione di www.goccedautore.it per il numero 29 della rivista è di Attilio Bixio, fotografo appassionato, che ci invia un’immagine solitaria ed eloquente che invita all’osservazione. Galizia, 2015, è il titolo dello scatto.

 

Galizia

 

 

A cura della redazione

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