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Tutti al cinema!

Remember

remember

Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una clinica privata con Max, con cui ha condiviso un passato tragico e l'orrore di Auschwitz. Max, costretto sulla sedia a rotelle, chiede a Zev di vendicarli e di vendicare le rispettive famiglie cercando il loro aguzzino, arrivato settant'anni prima in America e riparato sotto falso nome. Confuso dalla senilità ma determinato dal dolore, Zev riemerge dallo smarrimento leggendo la lettera di Max, che pianifica il suo viaggio illustrandone i passaggi. Quattro le identità da verificare, uno il colpo in canna per chiudere una volta per tutte col passato. Tra America e Canada, Zev troverà il suo 'nazista' e con lui una sconvolgente epifania.

 

Zoolander 2

zoolander2

E' stato il modello più famoso al mondo. Le sue espressioni hanno cambiato radicalmente il mondo della moda. Ora Derek Zoolander deve tornare nel mondo dell'alta moda per salvare le popstar del mondo in Zoolander 2. La cosa più cool di Zoolander 2 è Zoolander. Inventato da Ben Stiller qualche anno prima del film del 2001, questo personaggio continua a sfilare con disinvoltura sul confine tra satira fashion e pura idiozia. L’attore ha reso protagonista Derek Zoolander di un tour promozionale esilarante, facendo il manichino in vetrina per Valentino, palleggiando dentro lo stadio Bernabeu, replicando la foto dei Beatles in Abbey Road o entrando nel Guinness dei Primati con l’autoscatto fatto dal selfie stick più lungo del mondo. Zoolander fa ridere e qualunque sia lo sguardo, Blue Steel o Magnum, il risultato non cambia (e neanche lo sguardo). Derek è il nostro eroe, perché è il riflesso di un ego che ci appartiene e che non si ferma di fronte al ridicolo. Ed è in tal senso portatore involontario di un grande messaggio: se non ti senti stupido, non lo sei.

Curiosità: L’anteprima per i fan è stata prodotta da Paramount e in gran parte girata a Roma: la pellicola vede per la prima volta insieme la Fiat 500X e uno dei più famosi personaggi cinematografici della moda. Il tutto con un registro narrativo ironico, inaspettato e fuori dagli schemi, che si sposa alla perfezione con lo spirito non convenzionale della Fiat 500X, una vettura-simbolo del design italiano venduta in oltre 100 Paesi del mondo.                                                                                                                                   fiat 500x zoolander 2

Perfetti sconosciuti

Perfetti Sconosciuti

 

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica,una privata, una segreta

Cosa succede se ad una cena tra amici, mogli e mariti decidono di mettere i propri cellulari sul tavolo e permettere a tutti di leggerne il contenuto? E' questa l'idea di partenza di Perfetti sconosciuti, commedia diretta da Paolo Genovese, in uscita nei cinema l'11 febbraio, nella quale la sfida viene appunto lanciata una sera da Eva (interpretata da Kasia Smutniak). Da qui il via a una serie di rivelazioni e scoperte che metterà a rischio la tenuta di più di un matrimonio.

 

 

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amore1Qualche giorno fa, nella mia città è venuta a mancare una signora. Non giovane né tanto anziana, l’informazione locale probabilmente non se ne sarebbe interessata se non fosse che, per le solite vie della banalità del male, la donna era stata travolta da un’automobile su un marciapiede. Poche righe in cronaca e una foto della vittima. Quel volto non mi era nuovo. Debbo tornare indietro di trent’anni. Quasi ragazzi, alcuni amici ed io una volta organizzammo in città una improbabile mostra di opere d’arte varia realizzate dagli studenti rigorosamente durante l’orario di lezione: opere figlie della noia, della distrazione, della fantasia o della protesta, della vacuità, del genio, vandalismo, fate voi. Goliardata. L’esposizione durò per diversi giorni e già dal primo, tra i molti, lei. La signora tornò anche il giorno seguente, quasi verso l’orario di chiusura. Riprese ad osservare qualcuno degli oggetti esposti, poi stette in un canto qualche minuto, finché, fattomi più vicino a lei, potè dirmi: “Posso venire anche domani?” C’è un articolo del The Guardian del 6 febbraio scorso, ripreso da un amico sulla propria bacheca Facebook, inserito, mi pare, in un reportage con il quale quel giornale racconta, attraverso le voci del personale addetto, dei tagli a certi servizi pubblici e del contemporaneo aumento di certa domanda, che parla di quello che sono diventate, o stanno diventando, ad altre latitudini, le biblioteche pubbliche. Ci sono disoccupati di mezza età che ci vanno per farsi aiutare a compilare domande di lavoro on-line, o digitalizzare dei documenti; ci sono genitori che portano bimbi anche molto piccoli e che hanno bisogno non soltanto di attività di prima alfabetizzazione o per lo sviluppo del linguaggio, ma magari domandano di iniziative semplicemente socializzanti e magari gratuite. Così, continua l’articolo, quelle strutture finiscono per ospitare corsi d'arte, tè danzanti, servizi complementari di supporto agli anziani. Diventano insomma luoghi di incontro e contribuiscono così a fronteggiare il crescente rischio di isolamento sociale cui, specie in questi periodi di crisi indotta, sempre più persone sono esposte. Qualcuno arriva a riferire al bibliotecario: “Tu sei l’unica persona con la quale ho parlato per tutto il giorno”. Dove va il nostro mondo? Vuoi un libro? C’è Amazon. Cultura? Socializzazione? Pizza, palestra, salsa, merengue. Sei ricco? Ok. Povero? Caritas. Socializzare non è soltanto convergere in un punto, io credo. Così fosse, basterebbe organizzare più spesso incendi nei grandi hotel. E partecipare alla vita e alla vita culturale di una comunità, dove comunità c’è, non è comprare un prodotto, libro, film, concerto, una o venti volte al mese. Credo sia poter prestare orecchio, e talvolta provare anche la propria piccola voce, in un dialogo continuo. Avere modo, avere luogo. In qualunque condizione sociale o personale si versi. Sempre, comunque. Non mi trovo mai a mio agio a spendere parole importanti, ma se dovessi parlar d’amore in fatto di  cultura, magari direi questo. L’amore non è necessariamente continuità, si danno gesti d’amore tanto assoluti quanto immediati, fulminei ed anzi irripetibili. Proprio così ogni singola opera dell’arte, magari.  Ma in questi fatti, la continuità è una forma di amore.

Rocco Infantino

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scrivere lastoriadell'amore 1

La storia dell’amore è un libro che parla di un libro d’amore. I protagonisti sono un uomo e una donna polacchi, espiantati in America dove prosegue la loro esistenza invisibile, legati da un sentimento mai tramontato. Racconta la tensione dell’amore, rende visibile il filo che tiene uniti destini lontani, disegna la sofferenza nel petto di un ottantenne, conferisce un colore alla solitudine e ai ricordi. Nicole Krauss, l’autrice del romanzo edito da Guanda, affonda lo sguardo nella parte più intima dei sentimenti, quella più nell’ombra, e li lascia affiorare con il pudore della timidezza. La storia dell’amore non è un libro qualsiasi sull’amore, ma è il libro dell’amore. Leopold Gursky è l’ottantenne protagonista che tiene in mano la rocchetta di filo di questa storia nata tanti anni prima in un villaggio polacco quando, appena adolescente, si innamorò di una ragazza di nome Alma. Alma era l’unico antidoto contro la paura della guerra e pensando a lei scrisse il suo libro intitolato La storia dell’amore. Le mandava in lettere la storia di questo libro scritto in yiddish che lei custodì gelosamente fino alla morte. E proprio quelle lettere, immortali, torneranno al mittente in forma di libro sul finire della sia vita.

 C’era una volta un ragazzo che amava una ragazza (…) il loro amore era un segreto che non confessarono a nessuno da cui nacque dopo qualche tempo un figlio. La guerra divise per sempre i destini dei due amanti, il padre di Alma la spedì in America, Leopold venne deportato nei campi di concentramento, era ebreo, e trascorse tre anni e mezzo a nascondersi nei boschi. Poi finalmente l’arrivo dei carri armati russi e la liberazione. Raggiunse anche lui l’America, ritrovò Alma che nel frattempo aveva messo al mondo Isaac, frutto del loro amore segreto, e gli aveva dato un padre americano. Leopold dilaniato dalla notizia, le chiese di andar via con lui ma Alma, senza avere il coraggio di guardarlo negli occhi, disse di non potere. Ma lui mantenne fede alla sua promessa: non innamorarsi mai più di un’altra donna. E così fu. Visse il resto dei suoi giorni pensando a quell’amore, anelando alla dolcezza di quell’amore, sognando il caldo abbraccio della sua donna. Ma non si fece più vivo con lei, le causava troppo dolore. Soprattutto gli causava una acuta sofferenza vedere suo figlio e non poterlo abbracciare né farsi vedere.

scrivere lastoriadellamore 2Fu così che rimase invisibile per tutto il resto della sua vita, ciò che lo riportò in superficie fu il ritrovamento del manoscritto che lui aveva scritto ad Alma durante la sua assenza. Undici capitoli scritti con una grafia minuscola che componevano La storia dell’amore, libro che Leopold ormai ottantenne si ritrovò tra le mani tremanti. La storia d’amore si sdoppia: amore tra uomo e donna e amore tra padre e figlio. E amore per i libri e per la scrittura. In mezzo alla storia portante del romanzo se ne sviluppano altre, gli intrecci si infittiscono tra le vicende di altri personaggi e di altri luoghi. Si accavallano le sofferenze che si districano e si sciolgono grazie a La storia dell’amore. Un libro denso, ricco, imprevedibile, dotato di una sostanza sabbiosa. “Per lei trasformai ciottoli in diamanti, scarpe in specchi, vetro in acqua, le diedi ed estrassi uccelli dalle sue orecchie, e nelle tasche le feci trovare le piume, chiesi ad una pera di diventare un ananas e ad un ananas di diventare una lampadina, ad una lampadina di diventare la luna e alla luna di diventare una moneta da lanciare in aria scommettendo sul suo amore: testa su entrambi i lati; sapevo di non poter perdere”. Questa l’immortale dichiarazione d’amore che Leopold fece alla sua Alma.

 

 

 

 

 

 

Eva Bonitatibus

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racconto dichiarazione 1

Sola, dietro i vetri appannati dal mio respiro, vedo la tua immagine riflessa. I tuoi occhi nei miei, le punte del naso che si sfiorano appena, le labbra appena socchiuse…con le dita disegno il tuo contorno e la condensa si scioglie in una lacrima che riga il vetro.

Sento il salato in bocca.

Mi manchi e intanto ripenso all’ultima volta che ci siamo visti, alla paura di partire e di lasciarti. Mi hai guardata, mi hai sorriso, una carezza e poi un saluto. Fosti così tenero e accogliente da desiderare il calore del tuo abbraccio. Tante cose mi avresti detto con quell’abbraccio e io le avrei capite tutte, lasciandomi avvolgere inerte e impotente.

Non c’è posto più bello al mondo dove stare.

Senti la forza pulsare delle braccia possenti, senti il profumo della pelle che spunta appena dalla camicia aperta, senti il respiro che segue il ritmo del cuore, senti il calore di quel corpo che è tutta vita. Ti senti al sicuro dentro quell’abbraccio.

Mi manchi ora che sei lontano da me e il desiderio di averti accanto è così intenso che sento il cuore schiantarsi in mille frammenti acuminati. Ti ho cercato questa mattina tra i mille sguardi che ho incrociato, mi sono voltata pensando di sentire la tua voce.

Ho sperato.   

Ho sperato fino alla fine che tu venissi da me col primo treno.

Ho atteso ed ho sperato.

Ho sperato ed ho atteso.

Quale morbo sta divorando la mia anima? Sono entrata in una libreria, il luogo dove ci siamo incontrati la prima volta. Ricordi? Mi sfiorasti la mano sfogliando quel libro che stavo per prendere io. Un brivido lungo la schiena e dentro la pancia.

E poi: scusi, mi dicesti.

Ed io: di nulla! E mi porgesti il libro fissandomi dritto negli occhi. Non dimenticherò mai quello sguardo indagatore che in un attimo si è infilato nella mia intimità e poi è riaffiorato. Che belli i tuoi occhi, scuri e impenetrabili, contornati da folte e lunghe ciglia arrotondate alle punte. 

Che trastullo ricordare quel momento. Sarà così anche per te? Questa sofferenza atroce che rischia di farmi impazzire, che mi ha tolto il sonno e la fame, che mi ha annientato ogni volontà. Quale morbo sta divorando le mie viscere?

Sarà forse amore? Questo tormento che brucia come un fuoco la mia anima e che rende vacua la mia esistenza? Se amore è tutto questo, se è patimento e smarrimento, se è angoscia e disperazione allora si, io ti amo.

Io ti amo così tanto da accettare di vivere nella smania di rivederti. Rinchiusa in questo collegio, sogno di tornare da te e di sprofondare nelle tue tenerezze. Sono quasi grata a questa forma di reclusione, quasi mi piace questa sofferenza che rende più piacevole il pensiero di te e di me insieme.

Ti amo amore mio, senza pudore e senza vergogna. Ti amo tutto e tutte le mie fibre urlano il tuo amore. Vieni a prendermi, non farmi aspettare, non potrei resistere una altro giorno di più. Non farmi aspettare, ti prego!

Attendo e spero.

Spero e attendo.

Il mio fiato ha appannato di nuovo la finestra, vedo la mia immagine riflessa. Sono sola dietro i vetri. Una lacrima riga il mio viso.

Sento il salato in bocca.

Eva Bonitatibus

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osservare eros 1Cupido ha sempre avuto un ruolo importante nel campo dell'amore e degli innamorati.Eros per i greci, Cupido o Amore per i romani, era il dio che personificava l’amore carnale, il desiderio irrefrenabile, la passione e la voglia.Raffigurato il più delle volte come un bambino, il figlio di Venere e Vulcano era un dio molto irrequieto il cui potere era quello di far innamorare o allontanare dall’amore chiunque colpisse con arco e frecce. La leggenda narra che , lo stesso dio, oltre a provocare gli altri dei con le sue frecce, in un’occasione ne rimase egli per primo colpito: accadde infatti una volta che, spinto da sua madre a vendicarla perché una fanciulla mortale bellissima, tale Psiche, veniva costantemente paragonata a lei, invece di scagliare la freccia d’innamoramento verso il più brutto e repellente degli uomini, la indirizzò inavvertitamente verso il suo piede, cadendo egli per primo vittima del suo potere.

 

 

osservare eros 2Non potendo più annullare ciò che aveva compiuto, rapì la bella Psiche per portarla nella sua dimora; la ragazza già lo aspettava in cima ad una rupe, perché le era stato predetto da un oracolo che un uomo alato l’avrebbe rapita per prenderla in sposa, sicché all’arrivo di Cupido, per quanto fosse angosciata dal non sapere cosa le stesse accadendo, non era affatto sorpresa. Così il bellissimo ed aitante Amore si  libra nell’aria con la rassicurata Psiche.

Una volta nella dimora il dio chiese alla fanciulla di potersi accoppiare ed incontrarsi solo di notte, onde evitare sia che lei potesse scoprire la sua natura di dio e che sua madre venisse a sapere di questo amore e così accadde per molte notti. la tela di Jacques Louis David cattura un tipico momento post accoppiamento, in cui un soddisfatto e sornione Amore è intento ad alzarsi dal letto per sparire prima che l’avvenente Psiche si svegli; fuori l’arrivo dell’alba ricorda che il suo tempo è scaduto è la luce non gli sarà favorevole, per cui è tempo di andare.

Una sera però, vinta dalla curiosità ed incitata più volte dalle sue sorelle che premevano affinché ella conoscesse l’identità di suo marito, una notte mentre Amore dormiva, si svegliò, prese una lampada ad olio, l’accese ed illuminò il suo sposo, scoprendo chi in realtà questi fosse. Ma una goccia d’olio bollente cadde sul dio, svegliandolo, che non gradì la cosa e decise di fuggire da lei.

osservare eros 3

Nel dipinto in cui Psiche scopre l’identità di Amore, è qualitativamente ottimo il gioco di luci ed ombre che vanno a sovrapporsi sui protagonisti e nell’ambiente circostante, per cui viene garantita l’idea di notte, il senso dello scoprimento del dio, del suo fastidio e della sorpresa della donna: d’altronde le espressioni parlano chiaro, Amore sembra sorpreso in negativo dal gesto nefasto della donna, tentando di coprire il suo volto con la mano affinché lei non possa guardarlo. Per potersi ricongiungere quindi con il suo amato, Psiche dapprima si sbarazzò delle e poi chiese alla madre di lui, Venere, se ci fosse un modo per poter riavere indietro suo marito. La dea quindi mossa a compassione ma desiderosa allo stesso tempo di veder compiuta la sua vendetta, le ordinò di superare ben quattro prove impossibili. Come ultima Venere dette a Psiche una piccola scatola che doveva portare nel regno dei morti. La dea le disse di prendere un po' della bellezza di Proserpina, la moglie di Plutone, e di metterla nella scatola. Venere le consigliò di fare molta attenzione e di evitare assolutamente di aprire la scatola. Ma Psiche non resistette alla tentazione e la aprì, e invece di trovare una parte della bellezza di Proserpina trovò un sonno mortale. 

Cupido trovandola senza vita, si riprese il sonno dal suo corpo mortale e lo ripose nella scatola. Cupido e Venere perdonarono Psiche, e per premiarla per l'amore dimostrato la elessero a dea.
osservare eros 4
Quindi l’epilogo amoroso per eccellenza: dopo tante fatiche Psiche e Amore si ritrovano e finalmente possono coronare il loro sogno di stare insieme per sempre. Un sentimento che nessuno meglio di Antonio Canova, seppe mettere in evidenza nel suo gruppo scultoreo del 1788 di Amore e Psiche, uno dei pezzi forti del Louvre, in cui i due amanti vengono raffigurati in una posa elegante e leggiadra, in modo che le due figure formino una X incrociando le ali del dio con il suo corpo e quello della donna, nell’attesa desiderata che quel bacio tra le due figure così vicine tra di loro, avvenga prima o poi. 

 

 

 

 

 

Serena Gervasio

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L’amore, le considerazioni consumistiche su San Valentino, ogni anno dividono i romantici dai non, ma ciò nonostante l’argomento è inevitabile, fa parte della nostra quotidianità e soprattutto della nostra vita.

L’amore è universale, non è razzista e senza andare troppo indietro nel tempo credo che indiscusso sia la bellezza di:

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

[Divina Commedia – Dante – Inferno – Canto V]

Detto ciò non si poteva non dedicare questa uscita a quei romanzi che parlano e vivono di amore come:

Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere di John Gray

marte venere

Si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare.

I comportamenti di uomini e donne assumono quindi spesso significati diametralmente opposti. Per esempio, tanto l’uomo in determinati momenti della sua giornata ha bisogno di “ritirarsi nella sua caverna”, in solitudine, quanto la donna, alle prese con le stesse problematiche del partner, sente di dover condividere i propri sentimenti con gli altri. Il dialogo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è però impossibile, anzi: dal momento che si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano. E, cosa più importante, possiamo imparare ad amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sentiamo vicine.

Le notti bianchedi Fedor Dostoevskij

Le notti bianche

prende il nome dal periodo dell'anno noto col nome di "notti bianche", in cui nella Russia del nord, e quindi anche nella zona di San Pietroburgo, il sole tramonta dopo le 22.
L'autore ebbe a definirlo "un romanzo sentimentale", ma forse sarebbe più corretto definirlo una fantasia, a causa della trama piuttosto astratta.Il protagonista è un sognatore, un uomo isolato dalla realtà e incapace di intrattenere qualsiasi rapporto di amicizia.
Nel corso di una passeggiata notturna incontra, sul lungofiume, una ragazza. Il suo nome è Nasten'ka, ha diciassette anni e viene colpita dal carattere timido e impacciato di lui. 
L'uomo inizialmente prova solo simpatia per la ragazza, ben presto però il sentimento si trasforma e prende corpo. Il racconto si articola in quattro notti, nel corso delle quali i due si aprono l'uno all'altra. Il protagonista si mette a nudo, emergono il suo distacco dalla realtà e il suo mondo di fantasie, mentre lei trova in lui un ascoltatore che le permette di sfogare le proprie infelicità private.
Ella racconta che vive sotto il controllo di una nonna anziana e dispotica, una donna completamente cieca che esercita su di lei un controllo ossessivo, arrivando addirittura ad appuntare il proprio vestito a quello della ragazza con uno spillo. Nasten'ka sta aspettando ormai da un anno il suo innamorato, un inquilino della nonna che, dopo la sua dichiarazione d'amore, le aveva chiesto un anno di attesa, un anno nel quale avrebbe cercato di trovare un rimedio alla povertà, senza poterle prometterle nulla. L'anno passa, e Nasten'ka invia una lettera al ragazzo fissando un incontro per la notte. Ma l'incontro non avrà luogo. Quindi si ripromette di dimenticarlo, ma non riesce nell'intento, e anche in lei sembra fiorire lo stesso sentimento provato dal sognatore. La situazione però cambia all'improvviso, quando l'uomo, che non aveva dimenticato Nasten'ka, si reca all'appuntamento, la quarta notte. La ragazza si getta fra le sue braccia, e il protagonista comprende all'improvviso che quello che ha vissuto era poco più di una illusione.Scivolerà nuovamente nel suo rifugio interiore, nella solitudine dei sogni.

Il grande Gatsby” (titolo originale “The Great Gatsby”) di Francis Scott Fitzgerald

gatsby

Fu pubblicato per la prima volta il 10 aprile 1925. James Gatz è figlio di poveri contadini del North Dakota. Fugge di casa per cercare di cambiare se stesso, e riesce a conquistare la simpatia del ricco Mr Dan Cody, facendosi assumere a bordo del suo yacht. James adotta lo pseudonimo di Jay Gatsby quando viene inviato a Louisville per un addestramento militare. Qui conosce e si innamora di Daisy Fay, una ricca diciottenne, con la quale intreccia una storia d’amore. Gatsby parte per la guerra, ma prima i due amanti si giurano eterna fedeltà. Mentre è in Europa a combattere, Gatsby viene a sapere che Daisy ha sposato Tom Buchanan, un famoso giocatore di football americano di Chicago. Da questo momento, lo scopo della vita di Gatsby è quello di riconquistare la donna che ama, ad ogni costo.

Chocolat è un libro di Joanne Harris

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è martedì grasso quando nel villaggio di Lansquenet arrivano Vianne Rocher e Anouk, la sua dolce figlia. Vianne è una donna molto simpatica ed originale, crede nella cartomanzia e in altre “stramberie” che infastidiscono molto il curato della cittadina, e come se non bastasse modernizza il panificio per farne una pasticceria, la Cèleste Praline.

Lansquenet è una piccola città di provincia bigotta e chiusa, ove solo il curato Reynaud ha potere psicologico su tutti. E’ proprio il giovanissimo Reynaud ad essere la nemesi di Vianne: Lui rappresenta la comunità chiusa e soggetta ai pettegolezzi, Lei rappresenta l’altro, il diverso, il vento. Questo fa di Vianne una donna “fuori posto”, carattere che si accentuerà maggiormente con l’arrivo degli zingari nella piccola città.. ma non svelo altro.

Il libro ha come co-protagonista il cioccolato: è grazie ad esso che Vianne porta avanti la leggera polemica contro la Chiesa che rinchiude le menti e priva le persone dei piaceri della vita: il cibo, l’amore, l’amicizia vera

Tutta la storia è piuttosto lenta, i personaggi si aprono lentamente a noi e pian piano ci fanno vedere tutte le loro paure ed inquietudini, ma questa lentezza non fa male alla storia: Harris dona ad essa uno stile particolarmente fluido – proprio come il cioccolato fuso! – e leggero, che non annoia. Abbiamo tutto il tempo di gustare ogni dolcetto della Cèleste Praline affiancato da una delle squisite cioccolate calde di Vianne!

Per coloro ai quali invece l’amore è una ragione di vita e / o hanno bisogno di trasfusioni di amore i seguenti libri dovrebbero colmare il fabbisogno

Romeo e Giulietta

Via col vento di Margaret Mitchell.

Un bacio sotto la neve. Sisters in love series di Melissa Foster

Le ricette segrete della cucina dell'amore di Melissa Senate

Questo San Valentino, sorprendi la tua donna con un regalo molto speciale: la cronologia dei siti web su cui hai navigato.

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Investire museoletteredamore 1

“Quel respiro segreto del cuore”

A Torrevecchia Teatina, centro Abruzzese di circa 4mila anime, dal 2011 si trova il Museo più amato d’Italia: il Museo della lettera d’amore. Situato al centro tra Chieti, Pescara e Francavilla al Mare, Torrevecchia Teatina custodisce nel settecentesco Palazzo Ducale Valignani i segreti più reconditi degli amanti di tutto il mondo. Lettere che svelano storie di uomini e donne che hanno usato l’espediente letterario per comunicare le loro emozioni e intraprendere una relazione epistolare sentimentale. Il Museo della lettera d’amore, unico al mondo, raccoglie le lettere dei partecipanti al concorso omonimo internazionale istituito nel 2000 dall’Associazione culturale AbruzziAMOci e propone al visitatore percorsi alternativi per vivere intensamente l’esperienza amorosa. Tutto viene infatti affidato ai sensi che faranno da guida agli appassionati del genere letterario. La visita al Museo si articola in stanze "multisensoriali", in cui il visitatore può ascoltare i suoni, percepire olfattivamente i profumi, osservare immagini che tutte insieme dovranno donargli il "gusto" completo della lettera, per cui egli sarà in grado di decodificare l'interezza del messaggio. La parte divertente dell’inusuale viaggio sarà scoprire il segreto custodito nella lettera d’amore presa in esame.

Investire museoletteredamore 2

Altro percorso riguarda la ricostruzione e le collocazioni storiche e ambientali lontane e opposte date dalle epistole, oggetto di un laboratorio in cui si realizzano conoscenze e prodotti in esposizione nel BOOKSHOP. La forza del Museo è inoltre l’allestimento innovativo e tecnologicamente all'avanguardia che consente una fruizione veloce e multimediale. Il Museo, si legge nel sito web, si rivolge ai giovani e a tutti coloro che sono stati resi analfabeti del sentimento, deprivati in parte della gioia unica e inimitabile di interpretare la ricchezza delle nostre parole e dei sentimenti che da esse vengono veicolate: l'impossibilità che oggi gli uomini hanno di riconoscersi nella storia propria lingua, nella ricchezza e nella dinamica del proprio dire le parole più profonde e di viverle: quelle dell'amore. Una sezione del Museo è dedicata a Papa Giovanni Paolo II ed è costituita dalle lettere che i fedeli hanno lasciato, come testimonianza di fede e di amore, il giorno della cerimonia funebre di papa Giovanni Paolo II, accanto al feretro esposto in Piazza San Pietro. Circa 1500 testimonianze che arricchiscono il già cospicuo patrimonio del Museo, ormai luogo di riferimento non solo letterario ma anche spirituale.

investire museoletteredamore 3Anche quest’anno è stata bandita la XVI edizione del Concorso Lettera d’Amore, con prevede premi consistenti per i vincitori, in scadenza il 30 giugno. Non è prevista alcuna tassa d’iscrizione. Si potrà partecipare con una composizione in prosa mirata all'espressione del sentimento d'amore rivolta a un destinatario qualsiasi (persona reale o immaginaria, animale, oggetto, luogo o paesaggio).

Gli orari di apertura del Museo sono i seguenti: tutte le domeniche dalle 9 e 30 alle 12 e 30 e dalle 15 e 30 alle 17 e 30. L’ingresso è gratuito. Per info contattare i recapiti 0871.360784 / E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eva Bonitatibus

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Al di là è il titolo dello scatto di Francesca Soloperto, appassionata di fotografia, inviato alla nostra redazione. Un suggestivo paesaggio marino che mette in evidenza le luci e le ombre della bellezza della natura, invitandoci alla contemplazione. 

Aldila

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Presentazione Stabile

Tutte le poesie, edita per i tipi della Pendragon, è la raccolta di tre sillogi scritte dall’amato e compianto Pino Mango, Nel malamente mondo non ti trovo, Di quanto stupore e I gelsi ignoranti.

Artista della terra che, dalla terra, ha voluto esigere rigore e dignità e che, alla terra, ha portato l’eleganza e la sensibilità degli uomini che conoscono la vita.

Il libro è stato presentato in tre momenti, all’interno della rassegna letteraria di Gocce d’Autore, presso l’Università degli Studi di Basilicata, presso il Teatro Stabile nel capoluogo regionale e presso la suggestiva Casa Cava di Matera. Contestualmente, una mostra fotografica, a opera del fotografo di scena Nicola Di Giorgio, dal titolo “In cerca di un angolo d’infinito”, ospitata presso la Cappella dei Celestini, Palazzo Loffredo a Potenza, ha impreziosito l’ambizioso cartellone culturale.

Numerose le voci che hanno donato un contributo sostanziale alla discussione su una persona e non già su un personaggio (pur noto, a livello internazionale) che ha riempito i cuori di emozioni e ricordi, di luce e stupore; su tutte la moglie, Laura Valente che, accompagnata dalla figlia Angelina, ha intessuto di immagini familiari e tenere, una figura che resterà indimenticabile.

Laura, artista e donna d’ingegno, forte e tenace, ha conosciuto lo specchio di una vita felice, di uno spazio di paradiso e d’universo; ha parlato, accolto e vissuto un applauso caldo come il Mediterraneo disegnato da Pino.

La coralità dei gesti e dei pensieri ha premiato una scelta di coraggio: quella di mettersi a nudo, di volta in volta, con l’istantanea creazione di ciò che resterà nell’eterno. La poesia.

Si perché, di poesia era infarcita la voce esotica di Mango, ma molto più la sua realtà di studio e di coscienza.

copertina libro

Poeta minuzioso e vero, concentrato e suadente.

Poeta del silenzio e della contemplazione.

Poeta della logica obiettività delle scelte di senso.

I suoi versi sono distillati di saggezza; materici e profumati, hanno il grande merito di trasportare oltre le linee blu del cielo e del mare, oltre il verde dei maestosi ulivi, oltre il giallo dei soli del sud, oltre i rossi dei frutti maturi, oltre quei venti che contraddistinguono i volti della sua gente. Quelle persone, delle quali amava gli sguardi fieri, le dignità a servizio dell’esistere senza banalità.

Un libro che ha prospettive e bassorilievi, che si “poggia sullo scrigno del mondo, dove gareggiano i momenti a seminar futuro”; che non dimentica il mare come la “carezza che torna nell’onda a riprendersi ancora”, né la memoria che brama essere dilata “tacendomi come un silenzio tanto che un suono non suoni il mio nome e le note nasconda lontano”, né il “ponte per passare dalla tua coscienza di sempre alla mia incoscienza nuova, come d’un insieme quasi perfetto”.

L’ultima parte della raccolta, come afferma lo stesso artista in una fortunata espressione rubata alla scena di un ingrato destino è “un momento di intimo orgoglio, a cui tengo molto, dove le tragedie s’intrecciano con le storie dei sentimenti attraverso le commedie quotidiane, fino a rendere la fantasia il prezioso punto d’incontro tra i fiori nuovi e i fiori più consumati. (…) Non tutti amano la poesia, credo che il più delle volte si tratti d’una mancata abitudine all’analisi intima dei colori che danno all’arcobaleno dei sentimenti , la vera tonalità del vivere. (…) Forse non tutti sanno riconoscerne il momento”.

Parole che conoscono l’illimitato candore del tempo e il limite delle notti impietose, trascorse a osservare il mare.

La gioia si ricompone al fiorire di un pensiero: la morte non ha senso quando sfiora la finestra dell’uomo, Pino Mango, che ha conosciuto l’Amore.

E Amore è assenza di morte.

Virginia Cortese

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SCADENZA: 20 OTTOBRE 2016

poesia inedita XXIV

Il Centro Studi Cultura e Società promuove la XXIV edizione del concorso letterario nazionale Premio Letteratura d’Amore. Il concorso persegue il duplice obiettivo di promuovere e valorizzare la poesia e la narrativa breve di qualità. Il tema dell’Amore, va inteso nel suo significato più ampio. Amore in una qualsiasi delle sue accezioni e declinazioni.

TERMINE DI SCADENZA. Le opere vanno inviate entro il 20 ottobre 2016, al Centro Studi Cultura e Società, attenendosi alle modalità definite nei successivi articoli,. In ogni caso fa fede la data del timbro postale per le spedizioni effettuate con posta ordinaria e della mail per quelle inviate con posta elettronica. Le opere inviate non saranno restituite.

SEZIONI DEL PREMIO. Le sezioni del Premio Letteratura d’Amore sono le seguenti:

A)Poesia. Libertà di stile e di metrica. Massimo 50 versi ogni poesia. Testi in lingua italiana. Si può partecipare con un massimo di tre poesie, sia edite che inedite. Quota di partecipazione: per una poesia 10 euro; per due poesie 15 euro; per tre poesie 20 euro.

B)Narrativa breve. Libertà di stile e di tecnica espressiva. Rientrano in questa sezione: Racconto, Fiaba, Dialogo; Lettera ed ogni altra forma di narrazione. Massimo 10000 (diecimila) battute (compresi gli spazi) ogni testo. Si può partecipare con un massimo di tre testi, sia editi che inediti. Quota di partecipazione: per un testo 10 euro; per due testi 15 euro; per tre testi 20 euro.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE. Si può partecipare ad entrambe le sezioni, attenendosi alle modalità previste e versando le relative quote. Non sono previsti limiti di età. Testi in lingua italiana. Il versamento delle quote di partecipazione (complessivo, in caso di partecipazione ad entrambe le sezioni, eventualmente integrato con 2 euro per chi richiede la spedizione postale dei risultati) va effettuato su Conto Corrente Postale N. 001009353721 intestato al Centro Studi Cultura e Società o con bonifico bancario (Codice IBAN IT21P0760101000001009353721), precisando la causale del versamento ed il proprio nominativo.

L’invio delle opere può essere effettuato avvalendosi di una delle seguenti modalità: Spedizione postale, in unica busta regolarmente affrancata e indirizzata al Centro Studi Cultura e Società via Cesana 56 - 10139 Torino. Ogni opera deve essere inviata in sei copie di cui una con i dati dell’autore (nome, cognome, indirizzo, numero telefonico, eventuale indirizzo e-mail, sezione di partecipazione). In caso di partecipazione sia alla Sezione A che alla Sezione B, effettuare la spedizione in unica busta.

Spedizione elettronica, con unica e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., a cui va allegato un file in formato word contenenti le opere, in unica copia, unitamente ai dati dell’Autore. La duplicazione sarà a cura della Segreteria, che renderà anonime le copie per la Giuria. In caso di partecipazione ad entrambe le sezioni, inserire tutte le opere nello stesso file.

GIURIA E VALUTAZIONE. Le opere partecipanti saranno valutate da una apposita giuria di esperti, scelti dal Centro Studi Cultura e Società, i cui componenti saranno resi noti nel corso della cerimonia di premiazione. L’esame e la valutazione delle opere vengono effettuati in forma anonima. I criteri di valutazione sono definite da apposite Linee Guida consultabili sul sito http://culturaesocieta.gsvision.it/

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Torino 11 febbraio 2017 alle 15,30

PREMI ASSEGNATI. Per entrambe le sezioni,  sono i seguenti:

·      Primo premio: 200,00 euro; targa del Centro Studi Cultura e Società; un anno di iscrizione gratuita al Centro Studi; ammissione alla successiva edizione di Versi d’Autore (solo sezione A) ; Vetrinetta Poetica

·      Secondo e terzo premio: targa del Centro Studi Cultura e Società; un anno di iscrizione gratuita al Centro Studi; Vetrinetta Poetica

·      Segnalazioni di Merito: Vetrinetta Poetica

·      Menzione della Giuria: Diploma del Centro Studi Cultura e Società

I premi dovranno essere ritirati durante la cerimonia di premiazione, dall’Autore stesso o da un suo delegato. Il Centro Studi Cultura e Società non effettua la spedizione dei premi, fatta eccezione per i casi di Autori che risiedono in località che comportano troppo elevate spese di trasferta e che ne facciano espressa richiesta (previo pagamento delle spese vive di spedizione).

Sono inoltre previste le seguenti iniziative di valorizzazione delle opere premiate e dei loro autori:

·      Pubblicazione gratuita di tutte le opere premiate sul Catalogo del Premio (sia in e-book scaricabile gratuitamente dal sito, che nella versione cartacea, disponibile al costo di stampa, durante la cerimonia di premiazione). Proprietà artistica e letteraria restano comunque dell'Autore.

·      Opportunità di partecipazione, per gli Autori premiati, ad eventi di valorizzazione, nel corso della stagione culturale del Centro Studi Cultura e Società, successiva alla premiazione. Tutte le iniziative proposte sono a titolo gratuito per gli Autori, mentre sono a loro carico gli eventuali oneri di trasferta

Vincenzo Pernetti

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