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Andy Warhol Marylin 1967 porfolio di 10 serigrafia

 

L’uomo come consumatore, la massa, i concetti base della POP ART (popular ART) arte che rappresenta l’immaginario collettivo e che ha si è diffuso negli USA ed in Europa negli anni sessanta.

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pianoforte nel cortile 3 ed

Con Donatello Giambersio riparte la terza edizione de “Un pianoforte nel cortile”, la manifestazione pianistica organizzata dal Circolo culturale Gocce d’Autore nell’ambito della rassegna “La classica in salotto”. Tre sabato a novembre, a partite dal 10, dedicati alla grande versatilità del pianoforte e ai giovani musicisti presso la sede del Circolo in vico F.lli Marone 12 a Potenza.

Per il primo dei tre appuntamenti novembrini il programma prevede l’esecuzione dei 24 Preludi op. 28 di Fryderyk Chopin (1810 – 1849), i Sonetti del Petrarca 104 e 123 e Après une lecture de Dante di Franz Liszt (1811 – 1886). I Preludi di Chopin, piccoli schizzi musicali, presentano un carattere molto variegato, alcuni brillanti e gioiosi altri lirici e melanconici. L’insieme del Ventiquattro Preludi è pensato dall’autore secondo due linee programmatiche distinte: da un lato l’alternanza fra stati d’animo opposti, ossia, a un preludio veloce e tormentoso ne doveva seguire uno lento e pacato; dall’altro i preludi sono scritti in ciascuna delle ventiquattro tonalità possibili, dodici maggiori e dodici minori, seguendone l’ordine fisso.

Liszt mise in musica I Sonetti del Petrarca, “Benedetto sia ‘l giorno”, “Pace non trovo” e “Io vidi in terra” esaltando sentimenti contrastanti. Il primo raffigura lo slancio dell’innamoramento attraverso una melodia sempre molto espressiva e sensuale, ricchissima di tensione e chiaroscuri. Il secondo Sonetto, è invece pervaso dai profondi contrasti e sbalzi emotivi causati da un amore non corrisposto; essi vengono resi in musica con un uso ardito e straordinariamente moderno dell’armonia. Del tutto opposto il terzo Sonetto, con un’atmosfera rarefatta e paradisiaca scaturita da una visione idealizzata e platonica del sentimento amoroso. La sublimazione della passione è rappresentata con un’accuratissima ricerca timbrica: il pianoforte è fonte di sonorità impalpabili e celestiali che anticipano le conquiste dell’impressionismo francese. Infine Après une Lecture de Dante di Franz Liszt, ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri, rappresenta uno dei brani più difficili del repertorio pianistico.

Per seguire il concerto occorre prenotarsi contattando la segreteria del Circolo al nnumero 3459878520.

Donatello Giambersio inizia a far parte della musica fin dalla più tenera età ma si avvicina allo studio del pianoforte e alla musica classica nel 2010 sotto la guida di Simone Gragnani. Laureato e specializzato con 110 e lode in Pianoforte presso il conservatorio di Potenza “Carlo Gesualdo da Venosa” ha studiato con Gabriele Baldocci, Michele D’Ambrosio, Marco Schiavo ed altri. Ha seguito master-class di perfezionamento pianistico con Aldo Ciccolini, Adolfo Barabino, Nina Tichman, Vincenzo Maltempo, Olga Zdorenko, Pietro De Maria e Benedetto Lupo. Vincitore di numerose borse di studio ha tenuto concerti come solista in numerose città italiane per importanti rassegne musicali. Nel 2017 ha eseguito e inciso dal vivo il concerto di Mozart K467 con cadenze inedite presso la Lviv Philharmonic Hall con l’orchestra filarmonica di Lviv (Ucraina). Recentemente, sempre a Lviv ha suonato e registrato il 1º concerto di Chopin con la KLK Symphony Orchestra. Nutre fin dall’adolescenza la passione per il jazz e suona regolarmente con diverse formazioni, dal duo alla Big Band, in Italia e all’estero. Ha collaborato con Joe Amoruso e Tony Esposito in occasione di un progetto dedicato alla musica di Pino Daniele. Ha suonato al festival di Sanremo con Rosmy, vincitrice del primo premio Mia Martini 2016. Pianista molto apprezzato in studio di registrazione e dal vivo, viene spesso invitato come special guest. Attualmente è iscritto al secondo livello di Pianoforte Jazz presso il conservatorio di Potenza.

Eva Bonitatibus

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Sud Atomico, il libro inchiesta di Marisa Ingrosso a Gocce d’Autore

“Sud Atomico. Gli esperimenti, gli incidenti, le contaminazioni” è il titolo del libro-inchiesta di Marisa Ingrosso, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno di Bari, che sarà presentato sabato 10 novembre alle 18,00 nella sede del Circolo culturale Gocce d’Autore in vico F.lli Marone 12 a Potenza. Estrazione di plutonio puro (il migliore per le bombe), frenetica attività di ricerca in impianti ufficialmente “chiusi”, incidenti radioattivi che coinvolgono i lavoratori, esperimenti a centinaia di metri di profondità: i documenti ufficiali degli archivi storici delle maggiori organizzazioni internazionali e americane per il nucleare svelano verità scioccanti su cosa è accaduto nell’ambito della “filiera atomica” italiana, in Basilicata, Sicilia e Puglia.

I documenti squarciano la cortina di silenzi e menzogne di Stato, aiutano a ricostruire un passato che è attuale quanto i cancerogeni che oggi sono nelle acque di falda o i progetti per i due depositi nazionali delle scorie (uno per quelle a basse/media radioattività e l’altro, che dovrà riuscire a sfidare i millenni, per quelle ad alta radioattività). Alla presentazione potentina dialogheranno con l’autrice i giornalisti Massimo Brancati, capo della redazione di Potenza de “La Gazzetta di Basilicata”,  e Eva Bonitatibus, presidente di Gocce d’Autore.

Redattrice de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, con i suoi articoli giornalistici Marisa Ingrosso ha vinto nel 2013 il primo “Premio nazionale per la divulgazione scientifica” bandito da Ail e Cnr.

Eva Bonitatibus

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Il disastro ferroviario della Fiumarella in un libro a Gocce d’Autore

23 dicembre 1961. Il treno che collega i paesini del catanzarese al capoluogo calabrese esce dal binario e precipita da un viadotto alto circa 50 metri finendo nel greto del torrente Fiumarella, nei pressi di Catanzaro. A bordo del treno studenti all’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie, pendolari e contadini in viaggio per gli acquisti di Natale. Il bilancio delle vittime è catastrofico: 71 morti di cui 31ragazzi sui quindici anni. E’ la disastrosa storia che colpisce le comunità calabresi alla vigilia di Natale, una strage indimenticata che ha cambiato il volto di un’intera comunità.

Questo episodio è raccontato da Giovanni Petronio nel libro “I ragazzi della Fiumarella. Un disastro ferroviario a colori” edito da Link Edizioni, un’accurata e appassionata indagine accompagnata da una rigorosa ricerca documentale. Nella pubblicazione l’autore calabrese ricostruisce l’evento attraverso la cronaca del tempo e le testimonianze dei sopravvissuti e dei famigliari delle vittime. Parole di grande dolore che il tempo non ha mai più cancellato.

Giovanni Petronio nel riportare i fatti di quel drammatico giorno di dicembre fa un’analogia con un altro grande disastro ferroviario, quello di Balvano accaduto diciassette anni prima. E nel paragonare le due “calamità” opera una distinzione di carattere causale: di Balvano parla in termini di tragedia-sciagura poiché la causa fu l’avvelenamento da monossido di carbonio, di Fiumarella di disastro-sciagura in quanto causata da deragliamento meccanico. Entrambe rimangono le più grandi sciagure della storia ferroviaria italiana. Un tema che torna, purtroppo, di grande attualità in un momento in cui si assiste al crollo delle infrastrutture e alla conta delle vittime.

Il libro sarà presentato venerdì 9 novembre alle 18,30 nella sede del Circolo culturale Gocce d’Autore in vico F.lli Marone 12 a Potenza. L’incontro con l’autore sarà presentato da Eva Bonitatibus con le letture a cura di Concetta Vaglio.

Eva Bonitatibus

  

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scrivere 1 

Una storia di vita. Un racconto serrato, che, man mano che procede, si addentra nella vicenda umana di un uomo, ma anche nei paesaggi, nelle tradizioni, nelle abitudini, nei valori di un qualsiasi paese del Sud Italia.   

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Raccontinediti 1

Foto di Edoardo Angrisani

 

Dalla città nuova

 rumori ovattati.

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leggere 1

Un noir, un thriller, un classico, un romanzo, un giallo. Sono i generi delle letture consigliate in questo nuovo numero della rivista che hanno la nebbia come filo conduttore. La nebbia è infatti la caratteristica di questo particolare periodo dell’anno, avvolge il mese di novembre e regala atmosfere suggestive nelle quali chiudersi per leggere in tranquillità. “È l’incertezza che affascina. La nebbia rende le cose meravigliose” scriveva Oscar Wilde e noi vi auguriamo di lasciarvi affascinare.

Buone letture!

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investire 1

"Il Ritmo rende allegra l’anima, la solleva, la esorta di cercare nuovi collegamenti e le ricorda alla legge dell’eterno cosmo creativo." (Heinz Grill)

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Immaginare 70

“Io credo che tutto accada per una ragione.

Le persone cambiano perché tu possa

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