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perle ferri0Il 10 Agosto 2007, in una magica serata sul palcoscenico del mitologico Teatro Antico di Taormina Alessandra Ferri dà il suo addio alla danza. Ha appena 40 anni. Una serata impossibile da dimenticare. Lo scenario del Teatro è noto: le antiche pietre color rosa fanno da sfondo, con quello squarcio straordinario sul lontano Etna sempre presente con il suo pennacchio rosso, che sia la scena per una Turandot o un Rigoletto o per la danza della Ferri. Cinquemila spettatori, pubblico della grandi occasioni, oltre ai sempre graditi turisti, era accorso il popolo dei ballettofili e non mancavano le grandi firme dei vip. In prima fila il marito e grande fotografo Fabrizio Ferri e le due bimbe. Insomma un fiore a l’occhiello per il Festival di Taormina diretto da Enrico Castiglione. Nel programma Alessandra passava con naturalezza dalla Cinderella di J Neumeir alla passionale Carmen di R.Petit, dalla languida Dame aux Camelias di Neumeier, dalle coreografie di L. Lubovitch, W. Forsythe, B. Stevenson alla dolce Manon di K.McMillan accompagnata da Giulio Bocca, comunicando agli spettatori una emozione unica.

Al termine e dopo aver accolto commossi e scroscianti applausi, scomparve romanticamente nella notte con marito e figlie sulla barca di e con Sting per far ritorno all’Isola di Pantelleria. Ma perperle ferri1 fortuna non è andata così, Alessandra non ha mai interrotto quel filo indissolubile di una passione, di un destino. Non poteva una artista come lei abbandonare così la scena. Una come lei con la sua storia! Una storia incredibile che inizia quando da bambina comincia i suoi studi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e che continua con il suo ingresso al Royal Ballet o essere stata scelta a soli 19 anni da Sir Kenneth McMilan quale interprete dei suoi più importanti balletti. Ha raccolto in seguito nel suo cammino una infinità di prestigiosi premi come il Prix de Lausanne, il Sir Lawrence Olivier Award, il Dance Magazine Award e il Benois de la Danse .

Ha 22 anni quando Mikhail Baryshnikov la invita all’ American Ballet Theatre dove rimarrà fino al 2007. Ha lavorato con i più grandi coreografi del nostro tempo: Sir Frederick Ashton, Sir Kenneth McMillan, Jerome Robbins, Jiří Kylián, Twyla Tharp, John Neumeier, William Forsythe, Roland Petit. Ha danzato nei teatri più prestigiosi del mondo. Voleva farci dimenticare tutto questo? Impossibile. E per fortuna ci ha ripensato: dopo quella sua “minaccia” fatta in una lontana sera ne ha fatte di cose!

Infatti dopo quell'addio alle scene del 2007 e dopo una breve parentesi Alessandra Ferri è stata presente in varie e importanti manifestazioni di danza: al Festival dei Due Mondi di Spoleto, proprio a Spoleto nel 2013 il suo ritorno con "The piano upstairs", ideato dal guru di Broadway John Weidman. A Modena si è esibita in "Trio ConcertDance", spettacolo concesso in prima assoluta per l'inaugurazione di ParmaDanza 201. E ancora si segnala la sua presenza nel 2014 al Ravenna Festival.

perle ferri3Con una bellezza più morbida e ancor più consapevole di se, con il suo copro sempre sottile, flessuoso e parlante Alessandra dimostra e conferma come la maturità può regalare nuove sfumature all’arte della danza e che l’età è solo uno stato mentale e non un impedimento per artisti come lei e altri importanti talenti.

Oggi Roma la accoglie con entusiasmo dopo ben undici anni di assenza. Ci ha pensato Daniele Cipriani, un appassionato di danza e grande organizzatore e produttore di spettacoli indimenticabili. Dunque, arrivata a cinquant’ anni ha deciso di ripercorrere ancora le vie della danza e con una nuova linfa.

Evolution è il titolo della serata del 30 Luglio nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Roma. Uno spettacolo che segna l’evoluzione di questa grande artista. Il programma della serata molto attesa laperle ferri4 vedrà insieme a un asso della danza internazionale, quale Herman Cornejo primo ballerino dell’American Ballet Theatre che dalla nostra star si sente più stimolato nella sua ricerca artistica. Insieme a loro dueci saranno anche alcuni acclamati danzatori provenienti da compagnie classiche e moderne di punta. Tra loro, Tobin del Cuore (Lar Lubovitch Dance Company), Craig Hall (New York City Ballet) e Daniel Proietto (Russell Maliphant Company), artisti molto diversi tra di loro, eppure tutti profondamente uniti dalla medesima visione della danza.

Diversi anche i lavori coreografici presentati in questa raffinata serata: dall’americano Lar Lubovitch al franco-albanese Angelin Preljocaj, dall’inglese Christopher Wheeldon alla canadese Aszure Barton.

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Il grande sogno si è avverato. Ma di sogni Petra ne ha avuti tanti e tutti esauditi. Nasce ad Anagni lo storico paesino in provincia di Frosinone. Da piccola voleva fare la ballerina. Entra alla scuola della Accademia Nazionale di Danza di Roma e ha la fortuna di studiare con un grande maestro, Zarko Prebil il quale si prende cura di lei come di un gioiello prezioso e la conduce negli anni. La bimba ha gambe affusolate su due piedini perfetti e fortissimi, ha braccia parlanti e un viso da diva, il che non guasta, ha talento a non finire e già un nome che sembra un nome d’arte Petra Conti. E il suo primo sogno quindi si è avverato ma ne ha subito un altro più grande. Riesce a realizzarlo quando attraverso la Rai vince un premio, le viene chiesto di scegliere e lei dice il suo sogno: ballare con Bolle, già divenuto un mito! Ed è così che la quindicenne Petra, commossa fino alle lacrime, timida ma tenace, arriva a San Pietroburgo accolta da una tenera telefonata di benarrivata del suo eroe e dal famoso maestro Zanella dell’Opera di Vienna che la prepara per il grande incontro con Bolle. Finalmente  Petra ci riesce a ballare con Lui anche se solo sul palcoscenico  deserto del  sontuoso Teatro di Corte degli zar, l’Ermitage, tutto per loro due. Ma attenzione, ci sarà un seguito.perle 2
perle Pertra3L’iter luminoso di questa ballerina così speciale continua senza soste e con tanta gloria. Appena diplomata e dopo un anno di perfezionamento in Russia viene assunta nel Corpo di Ballo della Scala, ha appena 21 anni. Subito si fa notare. Si rappresenta una Giselle  con la solita brava ballerina russa come ospite, a lei toccherà la seconda come è giusto che sia. Il padre di Petra orgoglioso di questa sua figlia vuole per lei il massimo: ingaggia un ufficio stampa personale al fine di farle pubblicità. E dunque succede il boom. L’ufficio stampa chiama a raccolta tutta la critica più selezionata, convince con molto ardore tutti a andare a vedere questa rivelazione , il critico del più importante quotidiano  italiano, chiese addirittura al Teatro i posti per la seconda e non per la prima!!!! Il successo fu strepitoso,  gli elogi, le critiche , gli aggettivi  si sprecarono, Petra era emersa. Il direttore del Ballo del Teatro divenne sempre più attento a questa nuova arrivata! Conquistò subito il titolo di solista e  interpretava sempre più spesso ruoli importanti nella programmazione. Ma ancor prima di entrare alla Scala la piccola star aveva già entusiasmato tutti negli spettacoli di fine anno alla Accademia, nel Lago dei Cigni, Les Sylphides, Schiaccianoci, Excelsior…e fatto incetta di Premi: Premio Roma, Serge Lifar, Premio delle Arti, Premio Positano, La Ginestra d’oro. Inoltre è stata invitata, lei giovanissima e ancora poco nota ballerina classica, insieme a undici dive dello schermo a partecipare a uno straordinario calendario con foto di Gianluigi Di Napoli in cui faceva acrobazie, truccata da un famoso clown. Ogni volta che esce sui giornali un articolo che la esalta  le edicole di Anagni e Frosinone, dove vivono i genitori, fanno il tutto esaurito, ed è gran festa.
Con la Scala certamente ha fatto esperienze significative e, sempre per le sue eccezionali qualità, si distingueva fra le sue colleghe, provocando forse e senza volerlo qualche punta di invidia. La più bella perle 4di queste esperienze è stata  quando a soli 22 anni in Russia sul palcoscenico dopo uno spettacolo al Bolscioi il direttore del Ballo Mahar Vaziev la nomina Prima ballerina. Grande emozione! In seguito durante la tournée in Brasile a San Paolo, Rio de Janeiro e Bela Horizonte, sempre con La Scala, è stata  interprete per le prime. Ma non ostante i molti servizi televisivi che le riservavano, non ostante gli elogi, non ostante il successo Petra non era soddisfatta. Ballava poco. E’ una vecchia storia, in Italia la danza non è al primo posto per la Cultura del Governo, in Italia si fa poco per la danza, i più bravi emigrano, tanto qui non c’è molto da fare, i governanti si interessano  al cinema, alla televisione, all’opera ma non abbastanza alla danza e questo non ostante le platee siano sempre colme di un pubblico entusiasta.E soprattutto si dà poco spazio ai nostri pur bravissimi artisti preferendo più glamour invitare gli stranieri. Petra scalpita. Arriva la grande proposta a cui non si può dire di no. Dal Boston Ballet che ha adocchiato questa perla e non vuole farsela sfuggire. E così Petra insieme al suo partner, l’albanese Eris Nezha che nel frattempo è diventato suo marito, accetta e attraversa l’Oceano.perle 5
E’ tutta un’altra storia. In America si balla, tutti i giorni, in sede e in tournée, e così deve essere per un danzatore, per sentirsi bene, in forma e in continuo maturare con nuovi ruoli, nuovi partner, nuovi palcoscenici. In men che non si dica Petra, a 24 anni conquista subito il gradino più alto, quello di  Etoile. Diciamo che in Italia sarebbe stato difficile se non impossibile. Petra è diventata una stella, è bella, ha tutte le qualità per essere una grande, dà sicurezza al partner.
Ed ecco che  arriva il sogno più grande: estate 2014 di nuovo Roberto Bolle al telefono. La vuole come sua partner nei suoi spettacoli nei suoi Gala. Lui sa di andare sul sicuro, la conosce bene, ha sperimentato in quel lontano giorno la sua leggerezza la sua perfezione la sua classe, certamente sa che  può essere per lui una più che degna compagna. Che coppia fantastica! I sogni son desideri….come canta una certa Cenerentola, ma quando i sogni sono di una fanciulla con le doti, con il temperamento e la determinazione di una Petra Conti allora sono una realtà. perle 6


Agnese de Donato

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