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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

Dave Brubeck

Magia e realtà.

Come un passo sostenuto in una notte di luna.

Nessun sospeso.

Nessun ripensamento.

Nessun pensiero.

La gioia complessa delle piccole cose.

La convivenza estranea.

L’incontro casuale di sguardi che si sfidano e si scrutano.

Come in un gioco di matematica astuzia.

La forza salvifica di un sorriso che non ha odore.

Che non si imprime nella memoria.

Una ricerca spasmodica di senso.

La inquietudine dolce del vento che spinge i ricordi.

Guardare da una posizione di privilegio restando distanti.

Il vicino non include, rivive un abbraccio che ha tutta l’ambizione di allontanare.

Virginia Cortese

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NickTheNightfly

Movimenti circolari.

Come abbracci in un valzer notturno.

Stelle che si rincorrono gioiose e che non conoscono la nostalgia.

Fiabe che si rileggono in sguardi che hanno il gusto dell’estate.

Narrazioni romantiche.

Melodie centellinate in tessere dalle sfumature dell’oro.

Finestre sull’infinito.

Mosaico di passi sulle onde che cullano.

Visioni marine di speranze giovanili.

Soffio spregiudicato, mani  sugli occhi, sorprese del cuore.

Sorrisi innocenti e caldi.

È un chiaro di luna.

Di luna blu.

Virginia Cortese

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sakamoto 1

Un’osservazione distante.

Molto cauta.

Non prevede il contatto con la terra.

Non include sguardi.

Non afferma.

Si contrappone.

Libra.

Sorride negli spiargli di resurrezione.

Ammanta.

Abbraccia i bagliori della negazione di senso.

È acuta come un’aurora scoperta.

È molecolare come una stella invernale.

È decisiva come una contrazione di sguardo.

È temeraria come la comunione muta di un abbraccio.

È consolatoria come la trasparenza della libertà.

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Virginia Cortese

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Luis Bacalov jpeg

Come quando ci si insegue in uno specchio.

In un bagliore.

Nell’epifania di un’aurora.

Dolce come un canto di spezie.

Acuto come una parola non pronunciata.

Preciso come una ferita nella luce.

Una corsa nelle ragioni dei sensi.

Nelle speranze illusorie.

Nelle stagioni di certe timidezze.

La coincidenza di sguardi e di pensieri.

Un sospiro, un’incertezza, un passo falso.

Un desiderio confessato e un sorriso senza motivo.

Come quel viaggio che s’intraprende distrattamente.

Che, d’improvviso, si fa il più vibrante di sempre.

Sorprendente come i cieli d’inverno.

Centrale. Maestoso.

Quel suadente carillon che sigla le melodie geometriche dell’universo.

Virginia Cortese

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placidodomingo 1

Una domanda al Destino vale quanto il bi-sogno che prescinde dal Caso?

Non conosce risposta il solitario che intraprende il cammino.

Né il conoscitore del mondo.

Né colui che vaga con lo sguardo chiuso ai sentimenti.

Si chieda alle stelle del cielo d’inverno.

Ai sognatori irriducibili.

Alle madri.

Ai poeti.

Ai viandanti ricoperti dalle parole del mattino.

Ai giovani che passano sui viali della speranza.

Alle luci sul passato.

Agli spiragli che lasciano spiare il futuro.

A chi sorride.

A chi porge le mani.

A chi tace e contiene, in un silenzio, le narrazioni più preziose dell’universo.

A chi non teme la morte.

Virginia Cortese

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JeffBuckley 1

Un silenzio diffuso non ripaga un sentimento di nostalgica rassegnazione.

Una linea simbolica ricade su un’umanità di sguardi.

Una luce segue il cammino di visione.

L’odore del passato soffoca il vento del futuro.

Un fiume di lacrime spegne il fuoco di un cuore indurito.

Ma è richiuso e non si accorge del suo fluire.

Una striscia di oro guarda il cielo, la luna le fa eco.

Le belle speranze sono cornice di una strada lastricata di rose.

Un sogno s’infrange. Un altro rinasce dalle sue ceneri.

Gli fa un cenno e lo invita a tacere.

Deve riprendere il volo, ma non vede ragioni su cui salire.

Virginia Cortese

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Einaudi

Non c’è verso tanto esplicativo, quanto l’ombra della notte.

È il miracolo di una vita che si intreccia al suo Mistero.

La sagoma dell’uomo che attraversa la strada illuminata dalle aurore.

Il principio abbraccia la sua fine. E l’ama.

Come ama il sorriso di un bambino, un viso pietrificato dal tempo.

Come scuote la polvere dei rimpianti, una voce acuta e vigorosa.

Come apre la porta, il vento della storia. Che si compone con la dignità del silenzio.

Non c’è prezzo da pagare, quando il cuore si siede sul cerchio del suo vortice.

Ha posizione di privilegio quell’esistenza che libra.

La levità dei suoi profumi è infinitesimale e maestosa.

Nessun nascondimento, nessuna pietà, né rigida definizione.

Nuotare nei corpuscoli dell’Infinito, concludere il mosaico con le lettere di Dio.

 

Virginia Cortese

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ascoltare trent

 

Passi ritmati e precisi, romantici e decisi.

Trasognanti gli sguardi al futuro.

Il passato è bolla trasparente, le parole distillati di speranze.

Sono i giorni che si inseguono a raccogliere i desideri non confessati.

Sono i profumi di un posto piccolo, in inverno, a confezionare miracoli.

La furbizia di un ritmo che si tiene per sé ha il fascino dei segreti disegnati sulle pagine pastello dell’infanzia.

La celebrazione del sorriso ha il suono delle albe.

Non c’è sintonia che possa celarsi dietro l’abbraccio subitaneo di mani che si sfiorano nei pomeriggi della vita.

Sono paesaggi dell’animo, carezzati dai riflessi di finestre spalancate sui ricordi.

Que Reste-T-il De Nos Amours?

Foto, nuvole, un sorrisetto malizioso,  schioccare di dita, incrocio di passi.

Voilà!

Virginia Cortese

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ascoltare conte

È una tregua formale e non di sostanza.

Una danza irresistibile, un gioco suadente e malinconico.

Una luce timida e fresca.

Ha il colore delle sete e di echi lontani.

Ha il calore delle rivelazioni infantili alla luna.

Non ha sguardi d’origine ma chiose d’inesorabile ragione.

Senza confini d’accoglienza.

Senza parate di soccorso.

Un seme d’eleganza distinta.

Racchiude i suoni della speranza silenziosa.

Mescola le furbizie dei canti della primavera del cuore.

Le sue entrate in scena scelgono i palcoscenici più lussuosi, il pubblico più esigente, l’interprete più nascosto.

I monologhi più taglienti.

Applausi  a scena aperta.

Bravo.

Virginia Cortese

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Ascoltare amy

I sogni realizzati hanno il gusto dell’eterno.

E la malinconia del Creato.

Gli amori indefiniti, invece, sono un albero senza radici.

Le opportunità del Caso e le scelte di senso illuminano strade già attraversate.

Sono gli intrecci inattesi a rendere il percorso più intrigante.

Sensuale.

Luminoso.

Non c’è attesa che non sospenda, non c’è prova che non fortifichi, né conferma che non plachi.

Strutture di congiunzione, specchi così accoglienti da comprendere passato e futuro.

E tratteggiare l’ombra di un presente netto e rigoroso.

Sottile e intoccabile.

Un’emozione cupa di nostalgie e mari, di venti ed esistenze, di giochi e conclusioni.

Sipari sontuosi per gli istanti minimi e teatri dimessi per le grandi occasioni.

Completo e instabile, totale e riflesso, altissimo e invisibile … un rivolo di buio.

C’est la vie.

Virginia Cortese

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