logo2017

 

LOGO B 2 1

Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

Charles Aznavour

Se ci si soffermasse a osservare un gesto, la parola ne risentirebbe.

Le parole hanno un delicato soffio vitale che consente loro la vita.

Ma le cartoline del passato hanno un fascino intrigante.

Severo e cattivo.

Acre e vivido.

Inequivocabile.

Tra le follie verdi e i rimpianti d’argento, la strada di un’esistenza.

Il rammarico ripiega all’interno di un senso.

La speranza compie danze con il cosmo.

La gioia segue il vento dell’astuzia.

Il dolore osserva l’abisso.

E il tempo, inutile e vuoto, ricolmo e stabile, non regala spazi.

Se non quelli che lo sguardo si arrende a rubare.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

Presentazione Stabile

Tutte le poesie, edita per i tipi della Pendragon, è la raccolta di tre sillogi scritte dall’amato e compianto Pino Mango, Nel malamente mondo non ti trovo, Di quanto stupore e I gelsi ignoranti.

Artista della terra che, dalla terra, ha voluto esigere rigore e dignità e che, alla terra, ha portato l’eleganza e la sensibilità degli uomini che conoscono la vita.

Il libro è stato presentato in tre momenti, all’interno della rassegna letteraria di Gocce d’Autore, presso l’Università degli Studi di Basilicata, presso il Teatro Stabile nel capoluogo regionale e presso la suggestiva Casa Cava di Matera. Contestualmente, una mostra fotografica, a opera del fotografo di scena Nicola Di Giorgio, dal titolo “In cerca di un angolo d’infinito”, ospitata presso la Cappella dei Celestini, Palazzo Loffredo a Potenza, ha impreziosito l’ambizioso cartellone culturale.

Numerose le voci che hanno donato un contributo sostanziale alla discussione su una persona e non già su un personaggio (pur noto, a livello internazionale) che ha riempito i cuori di emozioni e ricordi, di luce e stupore; su tutte la moglie, Laura Valente che, accompagnata dalla figlia Angelina, ha intessuto di immagini familiari e tenere, una figura che resterà indimenticabile.

Laura, artista e donna d’ingegno, forte e tenace, ha conosciuto lo specchio di una vita felice, di uno spazio di paradiso e d’universo; ha parlato, accolto e vissuto un applauso caldo come il Mediterraneo disegnato da Pino.

La coralità dei gesti e dei pensieri ha premiato una scelta di coraggio: quella di mettersi a nudo, di volta in volta, con l’istantanea creazione di ciò che resterà nell’eterno. La poesia.

Si perché, di poesia era infarcita la voce esotica di Mango, ma molto più la sua realtà di studio e di coscienza.

copertina libro

Poeta minuzioso e vero, concentrato e suadente.

Poeta del silenzio e della contemplazione.

Poeta della logica obiettività delle scelte di senso.

I suoi versi sono distillati di saggezza; materici e profumati, hanno il grande merito di trasportare oltre le linee blu del cielo e del mare, oltre il verde dei maestosi ulivi, oltre il giallo dei soli del sud, oltre i rossi dei frutti maturi, oltre quei venti che contraddistinguono i volti della sua gente. Quelle persone, delle quali amava gli sguardi fieri, le dignità a servizio dell’esistere senza banalità.

Un libro che ha prospettive e bassorilievi, che si “poggia sullo scrigno del mondo, dove gareggiano i momenti a seminar futuro”; che non dimentica il mare come la “carezza che torna nell’onda a riprendersi ancora”, né la memoria che brama essere dilata “tacendomi come un silenzio tanto che un suono non suoni il mio nome e le note nasconda lontano”, né il “ponte per passare dalla tua coscienza di sempre alla mia incoscienza nuova, come d’un insieme quasi perfetto”.

L’ultima parte della raccolta, come afferma lo stesso artista in una fortunata espressione rubata alla scena di un ingrato destino è “un momento di intimo orgoglio, a cui tengo molto, dove le tragedie s’intrecciano con le storie dei sentimenti attraverso le commedie quotidiane, fino a rendere la fantasia il prezioso punto d’incontro tra i fiori nuovi e i fiori più consumati. (…) Non tutti amano la poesia, credo che il più delle volte si tratti d’una mancata abitudine all’analisi intima dei colori che danno all’arcobaleno dei sentimenti , la vera tonalità del vivere. (…) Forse non tutti sanno riconoscerne il momento”.

Parole che conoscono l’illimitato candore del tempo e il limite delle notti impietose, trascorse a osservare il mare.

La gioia si ricompone al fiorire di un pensiero: la morte non ha senso quando sfiora la finestra dell’uomo, Pino Mango, che ha conosciuto l’Amore.

E Amore è assenza di morte.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

ModugnoPolignano

Narrazioni notturne.

Come i sogni che si sbriciolano all’ombra di una stella che si culla sulle vette del mistero.

Elucubrazioni e sorrisi lunari.

Le incertezze del bello e i graffi di un’onda che accoglie i pensieri.

Una lunga passeggiata nei sensi.

Un fantasioso respiro nelle primule donate per strada.

C’è l’essenza di un’amata destinazione, la indifferente innocenza di una rinuncia, il sollievo di una storia prevista.

L’immagine della donna allo specchio sorprende e migra.

Si trasforma e si colora.

Non cambia e stupisce.

La statica raffigurazione di un’ideale scintilla.

È amore che contempla e vive. Che gioisce e aiuta a comporre.

È amore che si desta e non teme. Che si arrende e abbraccia.

È amore che aliena e danza. Che conosce l’esatto destino di un’ora infinita.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

Dave Brubeck

Magia e realtà.

Come un passo sostenuto in una notte di luna.

Nessun sospeso.

Nessun ripensamento.

Nessun pensiero.

La gioia complessa delle piccole cose.

La convivenza estranea.

L’incontro casuale di sguardi che si sfidano e si scrutano.

Come in un gioco di matematica astuzia.

La forza salvifica di un sorriso che non ha odore.

Che non si imprime nella memoria.

Una ricerca spasmodica di senso.

La inquietudine dolce del vento che spinge i ricordi.

Guardare da una posizione di privilegio restando distanti.

Il vicino non include, rivive un abbraccio che ha tutta l’ambizione di allontanare.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

NickTheNightfly

Movimenti circolari.

Come abbracci in un valzer notturno.

Stelle che si rincorrono gioiose e che non conoscono la nostalgia.

Fiabe che si rileggono in sguardi che hanno il gusto dell’estate.

Narrazioni romantiche.

Melodie centellinate in tessere dalle sfumature dell’oro.

Finestre sull’infinito.

Mosaico di passi sulle onde che cullano.

Visioni marine di speranze giovanili.

Soffio spregiudicato, mani  sugli occhi, sorprese del cuore.

Sorrisi innocenti e caldi.

È un chiaro di luna.

Di luna blu.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

sakamoto 1

Un’osservazione distante.

Molto cauta.

Non prevede il contatto con la terra.

Non include sguardi.

Non afferma.

Si contrappone.

Libra.

Sorride negli spiargli di resurrezione.

Ammanta.

Abbraccia i bagliori della negazione di senso.

È acuta come un’aurora scoperta.

È molecolare come una stella invernale.

È decisiva come una contrazione di sguardo.

È temeraria come la comunione muta di un abbraccio.

È consolatoria come la trasparenza della libertà.

{youtube}v=DW7HfvTtAaQ{/youtube}

 

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

Luis Bacalov jpeg

Come quando ci si insegue in uno specchio.

In un bagliore.

Nell’epifania di un’aurora.

Dolce come un canto di spezie.

Acuto come una parola non pronunciata.

Preciso come una ferita nella luce.

Una corsa nelle ragioni dei sensi.

Nelle speranze illusorie.

Nelle stagioni di certe timidezze.

La coincidenza di sguardi e di pensieri.

Un sospiro, un’incertezza, un passo falso.

Un desiderio confessato e un sorriso senza motivo.

Come quel viaggio che s’intraprende distrattamente.

Che, d’improvviso, si fa il più vibrante di sempre.

Sorprendente come i cieli d’inverno.

Centrale. Maestoso.

Quel suadente carillon che sigla le melodie geometriche dell’universo.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

placidodomingo 1

Una domanda al Destino vale quanto il bi-sogno che prescinde dal Caso?

Non conosce risposta il solitario che intraprende il cammino.

Né il conoscitore del mondo.

Né colui che vaga con lo sguardo chiuso ai sentimenti.

Si chieda alle stelle del cielo d’inverno.

Ai sognatori irriducibili.

Alle madri.

Ai poeti.

Ai viandanti ricoperti dalle parole del mattino.

Ai giovani che passano sui viali della speranza.

Alle luci sul passato.

Agli spiragli che lasciano spiare il futuro.

A chi sorride.

A chi porge le mani.

A chi tace e contiene, in un silenzio, le narrazioni più preziose dell’universo.

A chi non teme la morte.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

JeffBuckley 1

Un silenzio diffuso non ripaga un sentimento di nostalgica rassegnazione.

Una linea simbolica ricade su un’umanità di sguardi.

Una luce segue il cammino di visione.

L’odore del passato soffoca il vento del futuro.

Un fiume di lacrime spegne il fuoco di un cuore indurito.

Ma è richiuso e non si accorge del suo fluire.

Una striscia di oro guarda il cielo, la luna le fa eco.

Le belle speranze sono cornice di una strada lastricata di rose.

Un sogno s’infrange. Un altro rinasce dalle sue ceneri.

Gli fa un cenno e lo invita a tacere.

Deve riprendere il volo, ma non vede ragioni su cui salire.

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

Einaudi

Non c’è verso tanto esplicativo, quanto l’ombra della notte.

È il miracolo di una vita che si intreccia al suo Mistero.

La sagoma dell’uomo che attraversa la strada illuminata dalle aurore.

Il principio abbraccia la sua fine. E l’ama.

Come ama il sorriso di un bambino, un viso pietrificato dal tempo.

Come scuote la polvere dei rimpianti, una voce acuta e vigorosa.

Come apre la porta, il vento della storia. Che si compone con la dignità del silenzio.

Non c’è prezzo da pagare, quando il cuore si siede sul cerchio del suo vortice.

Ha posizione di privilegio quell’esistenza che libra.

La levità dei suoi profumi è infinitesimale e maestosa.

Nessun nascondimento, nessuna pietà, né rigida definizione.

Nuotare nei corpuscoli dell’Infinito, concludere il mosaico con le lettere di Dio.

 

Virginia Cortese

e-max.it: your social media marketing partner

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore