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Toni Degiorgi

musicareIl suo suono era inconfondibile, potente, pieno. Il suo modo di suonare dietro al tempo (laid back) lo rendeva particolare. La prestigiose collaborazioni del sassofonista statunitense Dexter Gordon spaziavano da Lionel Hampton a Tadd Dameron, Charles Mingus, Charlie Parker ,Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Billy Eckstine. Iniziò all’età di 17 anni nell'orchestra di Lionel Hampton e successivamente a 20 anni venne chiamato da Louis Armstrong. Il suo grande maestro fu Lester Young, che influenzò il suo stile.

Dexter Gordon ha lasciato un'eredità tecnica e stilistica chiaramente individuabile in molti sassofonisti jazz contemporanei, specialmente per quello che riguarda la sua interpretazione delle ballads. Il produttore Ira Gitler afferma che lo stile di Gordon nei primi anni influenzò tanto Coltrane quanto Sonny Rollins.

La collaborazione con Charlie Parker lo rese famoso nell'ambiente. Verso la fine degli anni cinquanta, Gordon cominciò ad avere seri problemi di alcolismo che comportarono il suo inesorabile declino.

 

 

Nel 1962 intraprese un lungo "esilio" in Europa, dove trascorse 15 anni suonando e vivendo principalmente a Parigi e Copenaghen, e collaborando regolarmente con alcuni jazzmen espatriati quale Bud Powell, Freddie Hubbard, Bobby Hutcherson, Kenny Drew, Horace Parlan e Billy Higgins.

Nel ‘76 tornò negli Stati Uniti per registrare molti degli album usciti sotto il suo nome, ma sono i sette album che ha registrato per la Blue Note Records negli anni sessanta (Doin' Allright, Dexter Calling..., Go!, A Swingin' Affair, Our Man in Paris, One Flight Up e Gettin' Around) a essere considerati le sue opere migliori.

L'esibizione al Village Vanguard di New York fu un nuovo inizio dal punto di vista sia discografico che artistico, e la critica finalmente lo riconobbe come uno dei migliori sassofonisti jazz.

Durante la prigione per possesso di eroina, Gordon divenne un appassionato di cinema, e per questo nel 1986 accettò con entusiasmo di interpretare la parte del protagonista in RoundMusicare dexter gordon Midnight - A mezzanotte circa, diretto da Bertrand Tavernier e ispirato alla vita di Bud Powell e Lester Young. Nel 1990 partecipò come comparsa interpretando la parte di un paziente al film Risvegli diretto da Penny Marshall, con Robert De Niro e Robin Williams.

Attraverso la foto scattatagli da Herman Leonard al Royal Roost nel 1948, Dexter Gordon è divenuto parte integrante dell'iconografia del jazz.

 

 

Tra i numerosi successi nel 78’ e 80’ Dexer ricordiamo la candidatura dalla Awards Academy come miglior attore protagonista ed come miglior musicista .

Dexter sciomparve il 25 aprile del 1990 all'età di 67 anni.

Toni De Giorgi

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musicare3Chet Baker si avvicinò alla musica sin da piccolissimo cantando nel coro della chiesa. La sua prima formazione musicale avvenne presso la Glendale Junior High School. A 16 anni lasciò la scuola e si arruolò nell'esercito dove iniziò a suonare nella banda del 298ª Armata dell'Esercito. Nel 1948 iniziò a studiare presso El Camino College di Los Angeles, nel frattempo si esibiva in jazz club, finendo per abbandonare gli studi al secondo anno di corso. Nel 1950 ritornò nell'esercito e divenne membro della Banda della Sesta Armata dell'Esercito al Presidio di San Francisco, continuando comunque ad esibirsi in numerosi club, tra cui il Bop City e il Black Hawkin.

Ottenne in seguito a dei test psichiatrici il congedo definitivo dall'esercito che gli permise di dedicarsi alla musica.

Dopo essersi trasferito nella California, tenne i primi concerti con la band del sassofonista Vido Musso e con il sassofonista tenore Stan Getz.

Il suo successo come trombettista arrivò nel 1951, quando fu scelto da Charlie Parker per suonare nella sua band in una serie di concerti sulla West Coast, successivamente nel quartetto di Gerry Mulligan. La band si distinse per l'interazione tra il sax baritono di Mulligan poi la collaborazione con i giganti del bebop Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Baker divenne una delle punte di diamante del quartetto per via delle sue capacità espressive fuori dal comune: in particolare, divenne noto grazie all'interpretazione di My Funny Valentine nel primo LP della band, Gerry Mulligan Quartet.musicare1

Successivamente fondò una propria jazz band, dove oltre a suonare la tromba, copriva anche il ruolo di cantante. Nel 1954, Chet Baker vinse il premio di migliore strumentista nel sondaggio della rivista Down Beat, battendo tra gli altri anche Miles Davis, Dizzy Gillespie e l'astro nascente Clifford Brown.

Nel corso delle sue tournée venne spesso a suonare in Italia, dove nel 1959 e nel 1960 incise alcuni dischi con musicisti italiani quali Franco Cerri, Gianni Basso, Renato Sellani, Glauco Masetti, Franco Mondini e Fausto Papetti con il compositore Piero Umiliani, tra cui quella per i molto conosciuti brani del film Audace colpo dei soliti ignoti.

La carriera di Chet Baker fu caratterizzata dai suoi problemi di droga, che ebbero un impatto notevole sul successivo declino della stessa. In particolare, la sua dipendenza dall'eroina gli causò anche numerosi problemi legali, inclusa una detenzione di oltre un anno in Italia nel carcere di Lucca, e successive espulsioni da Germania Ovest e Inghilterra.

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Nel 1966 usci’ di scena a causa di gravi problemi ai denti anteriori, che dovette farsi estrarre. La causa di questi problemi non è mai stata completamente chiarita. Dopo qualche tempo, Dizzy Gillespie lo riconobbe nel commesso di una pompa di benzina e lo aiutò a rimettersi in sesto, facendogli anche trovare i soldi per sistemarsi la bocca. Baker dovette imparare a suonare la tromba con la dentiera, cosa considerata estremamente difficile, e il suo stile dovette adeguarsi. Dopo la sua disintossicazione (in parte) si trasferì a New York, dove ricominciò a registrare con altri rinomati musicisti jazz, come Jim Hall (con cui incise l'ottimo "Concierto"), per poi ritornare a vivere in Europa. Si trasferì fuori dagli Stati Uniti, frequentando soprattutto l'Europa, dove aveva diversi amici tra i musicisti. Nei suoi ultimi anni di vita frequentò molto il flautista italiano Nicola Stilo, che era una sua scoperta e che gli rimase accanto fino agli ultimi giorni di vita. Durante le sue visite in Italia, amava fermarsi a Roma dove la sera sapeva di poter incontrare molti dei suoi amici musicisti in un locale di Trastevere, il Manuia, in voga negli anni '80 e ritrovo di musicisti e gente dello spettacolo come il pianista e cantante brasiliano Jim Porto con cui poi inciderà Rio, vinile prodotto nel 1983 da Sandro Melaranci con arrangiamenti di Rique Pantoja, e viene in contatto con Monique Gardenberg, a quel tempo produttrice e agente di Djavan, che lo inviterà come ospite a due eventi del Free Jazz Festival del 1985 di Rio de Janeiro e di São Paulo, dove Chet potrà musicare2lasciare, come era suo desiderio, una testimonianza del suo talento al Brasile.

Il 13 maggio 1988, Chet Baker morì, cadendo da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam, probabilmente sotto l'effetto di droghe.

Toni De Giorgi

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Micheal Petrucciani è stato un pianista francese, fra i più apprezzati di tutti i tempi nel genere jazz.

Colpito alla nascita dall'osteogenesi imperfetta ("Sindrome delle ossa di cristallo"), Petrucciani considerava tale disagio fisico come un vantaggio, che gli permise di dedicarsi completamente alla musica tralasciando altre "distrazioni".

Per le sue condizioni di salute, usava un particolare marchingegno realizzato dal padre e consistente in un parallelogramma articolato per raggiungere i pedali del pianoforte.

 

 

 

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Lo rendevano particolare la sua grande tecnica sullo strumento, la genialità, il suo tocco inconfondibile. Da piccolo imparò a suonare la batteria e il pianoforte, dedicandosi prima allo studio della musica classica e poi al jazz. La sua prima volta in pubblico fu all'età di 13 anni quando ebbe l'occasione di suonare col batterista e vibrafonista Kenny Clarke (con cui registrò il suo primo album a Parigi).

 

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Nel 1981 fece un tour francese col sassofonista Lee Konitz, poi si trasferì’ in California dove venne scoperto dal sassofonista Charles Lloyd, che lo fece membro del suo quartetto per tre anni. Quest'ultima collaborazione gli fece guadagnare il prestigioso Prix d'Excellence.

 

 

 

Le sue collaborazioni con Dizzy Gillespie, Jim Hall, Wayne Shorter, Palle Daniellson, Eliot Zigmund, Eddie Gomez e Steve Gadd e tantissimi altri.MUSICARE petrucciani

Tra i numerosi riconoscimenti che Michel ha ricevuto durante la sua breve carriera, si possono ricordare: l'ambitissimo Django Reinhardt Award e la nomina di "miglior musicista jazz europeo" (da parte del Ministero della Cultura Italiano).

Morì a New York il 6 gennaio 1999 per la malattia. Riposa al cimitero parigino di Père Lachaise accanto alla tomba di Fryderyk Chopin.

 

Toni De Giorgi

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Tony Bennett, nome d'arte di Anthony Dominick Benedetto (New York, 3 agosto 1926), è un cantante statunitense, considerato l'ultimo grande crooner americano, dopo la morte di Dean Martin, Frank Sinatra e Perry Como. Tony Bennet fu uno dei tre figli di John Benedetto e di Anna Suraci. Suo padre era un negoziante che nel 1906 era emigrato in USA da Podàrgoni, vicino a Reggio Calabria, sua madre era una sarta che era nata in USA subito dopo l’emigrazione dei suoi genitori anch’essi calabresi.

Inizia a studiare canto all'età di dieci anni, nella città natale, alla High School of Industrial Arts. Si esibisce giovanissimo all'inaugurazione di un noto ponte sospeso di New York e occasionalmente anche in diversi ristoranti del Queens.

Nel 1944, quando gli Stati Uniti si armano dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, Bennett, ormai maggiorenne, viene arruolato nella 63 ma divisione di fanteria e si ritrova in Germania, dove partecipa alla liberazione del campo di concentramento di Landsberg. Ritornato negli States nel 1946, riprende a esibirsi nelle tavole calde della Grande Mela, dove lavora anche come cameriere; intanto studia Bel canto, cosa che gli sarà utilissima nel resto della sua carriera. Nel 1949 una nota interprete Jazz e attrice a Broadway, Pearl Bailey, lo nota e lo invita a cantare in apertura di una sua esibizione al Greenwich Village. Allo spettacolo interviene anche il comico Bob Hope, che consiglia all'ancora Anthony Benedetto di cambiare il suo nome in Tony Bennett.

Nel 1950 firma il suo primo ingaggio discografico con la Columbia Records, che stava per lasciar scadere il contratto con Frank Sinatra. La prima raccomandazione che gli viene fatta dai produttori è appunto di cercare di non imitarlo.

Il suo primo successo commerciale è Because of You, che ha un altissimo gradimento nei juke box e rimane al primo posto nelle classifica Billboard Hot 100 per otto settimane nel 1951, vendendo più di un milione di copie. Sulla scia arrivano Cold, Cold Heart con Percy Faith che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per sei settimane sempre nel 1951 e Blue Velvet. Ormai divenuta star di prima grandezza soddisfa la moltitudine di fans accorsi a New York, al Paramount Theatre, con sette spettacoli al giorno, dalle 10:30 del mattino alle 3 di notte.

 

 

Dopo altri successi come Rags to Riches e In the Middle of an Island, a partire dal 1955 la carriera musicale subisce una svolta, dovuta sia alla nascita del Rock sia alla sua passione per la musica jazz. Realizza un ottimo album come The Beat of My Heart nel quale si avvale della collaborazione di musicisti del calibro di Herbie Mann e Nat Adderley; la sonorità è profondamente cambiata rispetto ai lavori precedenti, basti pensare all'utilizzo delle percussioni nello stile di Art Blakey. Il progetto ottiene un buon consenso sia di critica sia di pubblico.

In seguito ha l'onore di lavorare con la Count Basie Orchestra con la quale pubblica due album nel biennio 1958-1959. Riesce nell'impresa, analogamente a Frank Sinatra, di costruirsi la fama di cantante di qualità, oscillante, con disinvoltura, tra la musica leggera e il jazz.

Nel 1956 in tv viene trasmesso il Tony Bennett Show, che va in onda d'estate, facendo staffetta con il Perry Como Show.

Nella prima metà degli anni sessanta Bennett intensifica i concerti, tra i quali spicca quello al Carnegie Hall del 1962. Nello stesso anno incide la canzone che probabilmente più di ogni altra lo rappresenta: I Left My Heart in San Francisco, che gli fa vincere ben due Grammy Awards. Nonostante i numerosi impegni si occupa anche di sociale, mettendosi contro il regime dell'apartheid in Sudafrica.

 

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Bennett entra in crisi coniugale dal 1965, divorzia dalla prima moglie sei anni dopo e si risposa con l'attrice Sandra Grant, dalla quale avrà altre due figlie. Nel frattempo l'attività diviene ancora più frenetica: canta con Lena Horne e Barbra Streisand, si separa artisticamente dalla Columbia e approda alla MGM, dove inspiegabilmente non sembra essere molto considerato. Nel 1975 e nel 1976, in collaborazione con il grande pianista jazz Bill Evans, realizza due album, il Tony Bennett/Bill Evans album e Together Again.

Alla fine degli anni settanta si esibisce solo a Las Vegas, e incomincia ad avere problemi di droga: il culmine è nel 1979, quando rischia la vita per un'overdose di cocaina, dalla quale però, anche grazie all'aiuto dei figli, si riprende presto. Nel dicembre del 1979 appare in perfetta forma come ospite d'onore alla cerimonia per i quarant'anni di carriera di Frank Sinatra, esibendosi in alcune delle sue canzoni più celebri.

Durante gli anni ottanta si toglie l'etichetta di cantante dei casinò. Si riunisce con vecchi collaboratori e sigla un nuovo contratto con la Columbia Records, pubblicando un nuovo album dopo più di dieci anni, The Art of Excellence, nel 1986.

Nel nascere degli anni novanta, gli eccessi della disco, della new wave e del punk rock favoriscono un ritorno alle canzoni classiche americane e ai loro interpreti, tra i quali c'è lo stesso Bennett. Il figlio Danny gli fa da manager e lo accompagna come direttore d'orchestra nei numerosi show televisivi nei quali il padre appare come guest-star, come il David Letterman Show, Il Late night with Conan O'Brien, diversi spettacoli di MTV e un episodio del cartone animato The Simpson. Nel 1990 esce Astoria: Portrait of the Artist, nel 1992 Perfectly Frank, dove canta i più grandi successi di The Voice e nel 1993 omaggia Fred Astaire con Steppin' Out, che gli vale l'ennesimo Grammy.

 

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Intanto si avvicina a nuovi stili e duetta con numerosi cantanti e gruppi, come i Red Hot Chili Peppers, Elvis Costello e Plácido Domingo. Moltiplica i concerti e nel 1998 pubblica un'autobiografia, The Good Life: The Autobiography of Tony Bennett. Nel 1997 viene iscritto nella Hall of Fame degli interpreti jazz e nel 2001 gli viene consegnato il Grammy Award alla carriera.

Nello stesso anno fonda la Frank Sinatra School of the Arts, scuola per giovani artisti, voluta dallo stesso Sinatra che non poté vedere realizzato il suo sogno perché si spense nel 1998. Bennett volle esaudire il desiderio del collega, ricambiandolo di un elogio ricevuto durante un'intervista alla rivista Life nel 1965, nella quale Sinatra affermava di considerare Tony il più grande cantante dello show business e di restarne incantato ogni volta che lo guardava esibirsi.

Nell'agosto del 2006 compie 80 anni e, come nell'occasione del compleanno di Sinatra, tutto il mondo dello spettacolo gli rende omaggio. In cambio lui appare in molte cerimonie e show televisivi. Duetta con Christina Aguilera al Saturday Night Live e pubblica l'album Duets: An American Classic che vince due Grammy Awards e dove canta, tra gli altri, con Barbra Streisand, Stevie Wonder, Michael Bublé. Il regista Rob Marshall realizza per l'occasione un documentario su di lui, Tony Bennett: An American Classic, in onda sulla NBC.

Il 28 luglio 2012 si è esibito al Lucca Summer Festival in concerto con Giorgia; al concerto ha partecipato anche Antonia, la figlia di Bennet. Il concerto è stato trasmesso in diretta da Rai Radio 2.

Bennett ha anche impersonato sé stesso nel film con Jim Carrey Una settimana da Dio e in Terapia e pallottole con Robert De Niro e Billy Crystal.

Il 29 luglio 2014 viene distribuito il singolo Anything Goes di Cole Porter in duetto con Lady Gaga che anticipa l'album jazz di collaborazioni tra i due artisti Cheek to Cheek uscito a settembre. L'album ha raggiunto il primo posto della classifica americana degli album, la Billboard 200, e nella Top Ten – alla posizione n. 6 - della classifica ufficiale italiana FIMI. È la seconda volta per Bennett (che a 88 anni è l’artista più anziano ad aver ottenuto un primo posto) in vetta alla classifica USA con un disco al debutto.

 

Toni De Giorgi

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Bill Evans 1969La carrellata di biografie dedicata ai miti della musica jazz oggi ci porta a Plainfield, nel New Jersey, dove nacque il grande Bill Evans. Il suo approccio fu con la musica classica, e in seguito studiò alla Southeastern Louisiana University. Dall'età di 6 anni ai 13 anni, Bill suonò solo spartiti di musica classica. Ha nominato spesso Mozart, Beethoven e Schubert come autori che eseguiva. Durante la scuola, ascoltò per la prima volta Petrushka di Stravinsky, che lui ritenne un' "esperienza straordinaria", e la Suite Provençale di Milhaud, che il linguaggio bitonale gli "aprì la mente verso altri orizzonti". Sempre nello stesso periodo, iniziò ad avvicinarsi al jazz, quando sentì in radio la band di Tommy Dorsey e di Harry James.

All'età di 12 anni, Bill prese il posto di un pianista malato, per entrare con la band di Buddy Valentino, dove il fratello Harry già suonava la tromba. Durante questo periodo, Evans iniziò ad abbandonare la melodia scritta e a darsi all'improvvisazione, durante l'esecuzione del brano Tuxedo Junction con la stessa band. Inoltre era solito ascoltare Earl Hines, Coleman Hawkins, Bud Powell, George Shearing, Stan Getz, Miles Davis, e Nat Cole. Ha specialmente apprezzato quest'ultimo.

Subito dopo, iniziò a suonare in occasioni come balli e matrimoni, girando dappertutto nel New Jersey, con boogie-woogie e polke per un dollaro all'ora. Come conseguenza, ebbe scarsi risultati a scuola. Inoltre formò un trio con due amici del posto. Durante i concerti, incontrò il polistrumentista Don Elliott, con il quale registrerà più tardi. Un'importante conoscenza in quel periodo che segnò la sua carriera fu quella del bassista George Platt, che gli introdusse le regole dell'armonia.

Dopo la scuola superiore, nel settembre 1946, Bill frequentò la Southeastern Louisiana University ed ebbe una borsa di studio. Ha studiato musica classica con Louis P. Kohnop, John Venettozzi e Ronald Stetzel. La persona chiave per lo sviluppo di Evans fu Gretchen Magee, insegnante che influenzò molto il suo modo di comporre.

Durante il terzo anno nel college, Evans ha composto il primo brano, uno tra i più noti, “Very Early".

È stato uno tra i membri fondatori della SLU's Delta Omega Chapter della Phi Mu Alpha Sinfonia, ha giocato da quarterback per la squadra di football fraterna, ed ha fatto parte della band del college. Nel 1950 ha eseguito il Concerto per pianoforte n.3 di Beethoven per il recital, laureandosi con il Bachelor of Music, in pianoforte, e in Music Education, sempre del Bachelor. Evans ha detto a riguardo che i tre anni in college sono stati i più felici della sua vita.

Nel college stesso, incontrò il chitarrista Mundell Lowe, e dopo la laurea, formò un trio con il contrabbassista Red Mitchell. Tutti e tre si trasferirono a New York. Tuttavia, la loro capacità nel non saper richiamare prenotazioni per i concerti li costrinse a muovere per Calumet City, nell'Illinois. Nel luglio 1950, Evans entrò a far parte della band di Herbie Fields, a Chicago. Nell'estate dello stesso anno, la band fece un tour di tre mesi con la nota cantante Billie Holiday, incluse apparizioni all'Apollo Theater di Harlem ed esibizioni a Filadelfia, Baltimora e Washington D.C. La band era inoltre composta dal trombettista Jimmy Nottingham, trombonista Frank Rosolino e dal bassista Jim Aton. Dopo essere tornato a Chicago, Bill e il bassista Aton suonarono in duo in vari club, spesso con la cantante Lurlean Hunter. Nel 1955, si trasferì a New York con il capobanda e teorico George Russell. Nel 1958 entrò a far parte del sestetto di Miles Davis, dove ricevette forti influenze musicali. Nel 1959, la band, entrata nella corrente del jazz modale, registrò il primo album Kind of Blue, che costituirà il primo grande pilastro di questo nuovo genere.

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Verso la fine del 1959, lasciò la band di Miles Davis e iniziò la sua carriera a capo di una nuovo trio, con i musicisti Scott LaFaro e Paul Motian, uno dei più grandi di tutta la storia del jazz. Nel 1961, dieci giorni dopo aver registrato un altro noto album, Sunday at the Village Vanguard e Waltz for Debby, LaFaro morì in un incidente stradale.

 

Questa perdita sarà una delle conseguenze che aggraverà la sua dipendenza dalle droghe; dopo circa sei mesi di isolamento, Evans rientrò con un nuovo trio, stavolta con il contrabbassista Chuck Israels.

Nel 1963, Evans registrò Conversations with Myself, un album innovativo da solista, usando l'overdubbing. Nel 1966, incontrò il bassista Eddie Gomez, con il quale lavorerà per undici anni. Molti degli album registrati ebbero grande successo, tra i quali Bill Evans at the Montreux Jazz Festival, Alone e The Bill Evans Album.

Nonostante il successo riscosso, Evans fu di carattere molto debole, e negli anni a venire, aumentò l’uso di droga nell'illusione di riuscire a superare momenti tristi. La sua fidanzata Elaine e suo fratello Harry si suicidarono; ciò lo porteranno dapprima ad usare eroina, e negli ultimi mesi di vita, anche la cocaina. Le conseguenze si ripercossero anche sulla sua stabilità finanziaria, i rapporti e la creatività musicale, fino a portarlo alla morte, nel 1980.

Molte delle sue composizioni, come Waltz for Debby, sono divenuti degli standard e sono stati registrati da molti altri artisti. Evans ricevette ben 31 Grammy Awards e altri sette premi, talmente da essere annoverato nella Jazz Hall of Fame.

Toni De Giorgi

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CountBasie

Le storie in bianco e nero proseguono con un altro grande musicista del jazz mondiale. Count Basie, compositore, pianista e direttore d'orchestra statunitense di musica jazz, definito "conte" al pari di "Duke" Ellington e Earl Hines.
Nacque il 21 agosto 1904, a Red Bank, nel New Jersey, USA. Entrambi i suoi genitori erano musicisti. All'inizio si cimentò con la batteria, ma in quello strumento ebbe come rivale un suo amico, Sonny Greer, che poi sarebbe diventato batterista della band di Duke Ellington, così passò al pianoforte, di cui ricevette le prime lezioni da sua madre, pianista. Ebbe contatti con altri pianisti di Harlem, in particolare Fats Waller. Prima dei suoi 20 anni aveva già suonato in circuiti vaudeville come pianista solista, accompagnatore e direttore di musica per cantanti blues, ballerini e attori.
Nel 1927 arrivò a Kansas City, accompagnando un gruppo in tour; qui rimase, dapprima suonando come pianista neicinema di film muti. Nel luglio 1928 si unì ai Blue Devils di Walter Page, che includevano il cantante Jimmy Rushing; entrambi sarebbero stati importanti componenti della band dello stesso Basie. All'inizio del 1929 Count Basie lasciò i Blue Devils per suonare con altre due band meno famose. Sempre in quell'anno entrò nella Kansas City Orchestra di Bennie Moten, come fecero dopo poco gli altri membri chiave dei Blue Devils.
Bennie Moten morì nel 1935; la band continuò sotto la guida di Buster Moten ma Basie se ne andò poco dopo. Sempre in quell'anno, con Buster Smith e diversi altri componenti della band di Moten, formò un nuovo gruppo di nove musicisti, inclusi"Papa" Jo Jones, Walter Page, Freddie Green e in seguito Lester Young; col nome di Barons of Rhythm diventarono presenza fissa al Reno Club di Kansas City.
La trasmissione per radio della musica del gruppo, nel 1936, portò a contratti con un'agenzia di spettacoli nazionale e con la casa discografica Decca Records. Il contratto si fece più importante e nel giro di un anno la Count Basie Orchestra, come ormai si era chiamata, diventò una delle principali big band dell'era dello swing. Basie si dedicò a collaborazioni con diversi famosi cantanti, come Frank Sinatra (avvalendosi in questo caso degliarrangiamenti di Quincy Jones)[2], Tony Bennett (1958/1959), Ella Fitzgerald (1963), Sammy Davis jr. (1965) e Jackie Wilson (1968). Questo suo periodo risultò sgradito agli appassionati di jazz più integralisti, ed alla fine degli anni sessanta Basie tornò a una musica più in linea con la sua storia. Tuttavia la registrazione del concerto con Sinatra "At the Sands" di Las Vegas nel gennaio-febbraio 1965 (Reprise) rimane un classico dello swing ed uno dei migliori concerti sia per il cantante che per la band e l'arrangiatore.

di Toni De Giorgi

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Di Toni De Giorgi

Erroll GarnerGocce d’autore da inizio ad una galleria di compositori che hanno fatto la storia della musica universale. Storie in bianco e in nero racconta la vita di un grande pianista jazz, Erroll Garner, un talento che strabiliò il mondo per la sua genialità rincorrendo le note su e giù per la tastiera del pianoforte.

Il pianista Erroll Garner nacque a Pittsburgh e suonava jazz, swing e be-bop. Divenne una leggenda negli anni ‘40 quando, a New York, si unitì all’icona del jazz Charlie Parker per le sue “Cool Blues Sessions”. Negli anni ‘50 Garner pubblicò qualche album solista, tra cui “Long Ago And Far Away” e “Concert By The Sea” e nel 1974 uscì l’album “Magician”. Garner aveva un talento speciale: nonostante non sapesse leggere la musica, poteva suonare composizioni classiche come quelle di Debussy, Rachmaninoff e Chopin. Ha anche composto “Misty”. Garner è morto nel 1977.

Aveva dimostrato le sue innate capacità pianistiche sin da piccolo, a soli dieci anni tenne una performance alla radio presso un programma riservato ai giovani musicisti. Gli esordi da musicista li consumò a Pittsburgh fino a quando nel 1944 decise di trasferirsi a New York. Dopo una breve collaborazione con il contrabbassista Slam Stewart, ebbe la sua occasione nel 1947 con il mito del momento: il sassofonista Charlie Parker. Partecipò alla session di Cool Blues e divenne famoso.

Da allora la sua carriera musicale è stata sempre in ascesa e il suo stile si è integrato con il be bop anziché scontrarsi. Ha inciso con le più importanti case discografiche di jazz, il suo brano Misty (1954) è diventato uno standard e il suo disco Concert by the Sea rimane uno dei dischi più popolari della storia del jazz.

Misty, originariamente concepito come brano strumentale nel tradizionale formato di 32 battute, è divenuto in seguito una canzone grazie al testo scritto da Johnny Burke. In questa veste è stata il cavallo di battaglia di Johnny Mathis, raggiungendo la 12ª posizione nella classifica dei singoli più popolari negli Stati Uniti nel 1959. Ne sono state interpretate numerose cover, delle quali le più notevoli sono probabilmente quelle di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan (1959), Billy Eckstine (1960), registrata dal vivo a Las Vegas (album: "No cover, no Minimum"), accompagnato da un ottetto guidato da Bobby Tacker; Frank Sinatra e Earl Grant (1961), Lloyd Price (1963), Johnny Hartman (1965) e, restando in ambito jazzistico, Carmen McRae (1990, all'indomani della scomparsa di Sarah Vaughn (album: "Dedicated to Sarah") e accompagnata dal Trio della pianista e cantante Shirley Horne). Da segnalare anche la "lettura" di Ray Stevens (1975) in una versione country. Oltre a queste, ne esistono anche una versione registrata da Julie London ed una strumentale degli Shadows. Nel 1991, la versione di Erroll Garner della canzone è entrata a far parte della Grammy Hall of Fame, seguita nel 2002 dalla versione di Johnny Mathis. La versione country realizzata nel 1975 da Ray Stevens è stata premiata con un Grammy per la categoria "Miglior arrangiamento dell'anno". Il brano è stato inciso anche dalla cantante italiana Mina, per l'album del 1983 Mina 25. Nel 1993 ne sono apparse due cover, una ad opera del chitarrista Larry Coryell per il suo album Fallen Angel e una del sassofonista Dave Koz per il suo album Lucky Man.

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