logo2017

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore

 

Redazione

inedito Gnomoè una bellissima giornata di agosto.

Amina ed Elina, due sorelle gemelle, si trovano in un bosco non lontano dalla loro casa, dove abbonda il cemento e c’è poco verde intorno.

Le due bimbe non sono mai state in quel bosco, nonostante sia così vicino, appena oltre l’autostrada. Per loro è interessante poterlo esplorare.

I genitori sono riusciti a riunire zii e nonni, in modo da trascorrere una giornata all’aperto, come da tanti anni non riescono più a fare, presi dal ritmo delle giornate di lavoro.

C’è proprio tutto per un bel picnic: una bellissima giornata, un bel posto, tavolini, sedie e tantissime cose buone da mangiare. Qua e là si trovano pietre ammucchiate in modo da potervi accendere il fuoco, per cuocere i cibi. Sono simili ai vecchi sassi che si trovano fotografati a volte nei libri di storia antica.

Amina ed Elina sono curiose e insistono tanto con i genitori da ottenere il permesso di curiosare nei dintorni. Le bimbe sono al colmo della gioia, e incominciano a curiosare tra alberi e piante. Vengono ben presto rapite dal fascino della natura. Gli insetti, i vermi, le farfalle, gli scoiattoli, gli uccelli, i fiori. Non fanno in tempo a posare gli occhi su una cosa che subito trovano altro che attrae la loro attenzione. A bocca spalancata trascorrono un tempo imprecisato, alla scoperta di un mondo nuovo cui non sono abituate.

All’improvviso, Amina nota qualcosa muoversi fra i cespugli. Chiede allora alla sorella: ‹Secondo te, esistono davvero gli gnomi dei boschi?››

La domanda coglie di sorpresa Elina, che risponde: ‹‹Perché me lo chiedi?››

‹‹Così… Mi era sembrato di aver visto qualcosa muoversi…››

‹‹Dove?››

‹‹Lì… In quel cespuglio…››.

Le due bimbe si avvicinano per guardare meglio. All’improvviso, come un temporale d’estate, un piccolo uomo alto al massimo quanto un dito pollice, spicca un balzo fuori dal cespuglio per sgattaiolare via.

‹‹Dove scappi? ›› gli urlano le due bimbe.

Il piccoletto, uno gnomo tutto vestito di verde e con un berretto dello stesso colore, si gira sorpreso, le guarda e poi chiede: ‹‹Eh? Come avete fatto a vedermi?››

Le bimbe rispondono in coro, con la massima naturalezza: ‹‹Certo che ti vediamo… Sei piccolo, ma non sei mica invisibile…››

‹‹No, no… Solo che non mi riesce mai benissimo di sparire… Mannaggia, e purtroppo non è la prima volta che mi capita!››

Amina ed Elina scoppiano a ridere: ‹‹Ci dispiace… Ma questa volta la mimetizzazione non ti è riuscita per niente!››

‹‹Pazienza… Ora me ne vado e voi fate finta di non aver visto nessuno, vero?››

‹‹Certo che no!›› rispondono in coro le bimbe, che non sono tanto sprovvedute. Poi Amina prosegue: ‹‹Tu ora ci dici chi sei, come ti chiami, e ci racconti un po’ di cose e noi ci presentiamo a nostra volta. Io sono Amina e lei è mia sorella Elina. Siamo in questo bosco per una scampagnata…››

‹‹E va bene… Ci ho provato… Immaginavo che non avreste accettato… Io mi chiamo Din, sono uno gnomo e vivo con la mia gente in questo bosco. Noi facciamo di tutto per proteggere il bosco e gli animali che ci vivono. Spesso però ci troviamo a combattere con voi umani, che riuscite sempre a rovinare tutto. Non so se anche voi siete così, ma ho visto i vostri simili appiccare il fuoco senza una ragione, abbattere decine e decine di fratelli alberi, cacciare gli animali solo per la loro pelliccia…››

Amina e la sorella fissano lo gnomo un po’ indignate, anche se forse in cuor loro sanno che quell’ometto non ha tutti i torti.

‹‹Non tutti gli uomini sono così, sai? ›› protesta Amina, ‹‹io e mia sorella Elina non siamo così, noi amiamo gli animali e la natura, e poi noi siamo due bambine…››

‹‹Mi fa molto piacere saperlo! Ma non sono tutti come voi….›› insiste Din, raccogliendo un fardello di rametti, bacche e more per portarselo, ‹‹…io adesso devo andare, che si fa tardi…››

‹‹Senti, Din…›› dice all’improvviso Amina, ‹‹ci fai vedere il tuo villaggio? Ti aiutiamo a portare quella roba che deve essere assai pesante…››

‹‹No… Non ci è permesso fare amicizia con gli uomini…›› risponde severo lo gnomo.

I bambini, quando davvero vogliono qualcosa, l’ottengono. Iniziano a fare moine e a pregarlo, tanto che lo gnomo acconsente. Le bambine, a questo punto, urlano insieme un festoso: ‹‹Evviva!››.

inedito CasettaGnomiDin inizia a saltellare di qua e di là, ben attento che le bambine lo seguano e non si perdano nel bosco. Dopo aver percorso un certo tragitto, i tre arrivano al villaggio.

Nascosto in mezzo a grandi alberi e cespugli intricati, le bambine scoprono un particolarissimo villaggio. A dire la verità bisogna concentrarsi e prestare molta attenzione perché non è così facile scorgerlo.

Le case sono scavate nei tronchi o nella roccia e immerse nel verde. In giro ci sono tanti gnomi indaffarati. Indossano vestiti verdi – come quello di Din - o marrone.

Gli uomini hanno tutti la barba fluente, pantaloni e camicia con un bel panciotto; le donne indossano invece gonne lunghe - marroni o verdi – e graziose camicine colorate e impreziosite da fiori e merletti. I bambini si distinguono per i pantaloncini e le gonnelline corte.

Le due bimbe, sorprese da tale spettacolo, tacciono. La piccola gente, alla vista delle bimbe, si ferma in preda al dubbio. Din si affretta a chiarire l’equivoco: ‹‹Un momento d’attenzione, prego!›› Alla sua richiesta, tutti prestano attenzione a ciò che dice: ‹‹Queste bambine molto astutamente mi hanno scoperto e mi hanno chiesto di visitare il nostro villaggio. Amano la natura e vorrebbero vedere come si fa a viverci proteggendola››.

Un brusio crescente si alza fra gli gnomi. Din si avvicina agli altri, per partecipare. Alla fine uno gnomo dice: ‹‹Noi non possiamo decidere… Che lo faccia il capo del villaggio, il vecchio gnomo Eno!››.

Tutti si mostrano concordi e si recano verso la casa del vecchio Eno.

Al centro del villaggio, dove sorge un’immensa quercia secolare, in basso s’intravede una porticina, alla quale uno degli gnomi bussa, un po’ timoroso.

Una voce cavernosa dice: ‹‹Entra pure, Not››. Lo gnomo entra.

Poco dopo, esce accompagnato da un vecchissimo gnomo con lunghi capelli e barba tutti bianchi. Lo gnomo si avvicina alle bambine, un po’ timorose; si siede su una specie di trono intagliato nel legno e, con un gran sorriso, dice: ‹‹Che siate le benvenute! Io sono Eno, il capo del villaggio.›› ‹‹Buongiorno…›› rispondono in coro le bambine.

‹‹Mi hanno riferito la vostra richiesta… Non dovreste esser qui ma, visto che sembrate delle bambine giudiziose, faremo un’eccezione. Dovete sapere che la cosa più importante per gli gnomi è rispettare la natura in cui vivono. Se la trattassimo male anche noi ci perderemmo. Tutto ciò che facciamo deve seguire questa semplice regola. Ma forse non è poi così semplice: molti umani non la conoscono o fanno finta di non conoscerla. Noi non tagliamo gli alberi, raccogliamo solo i rami caduti a causa del vento. Noi non uccidiamo gli animali per toglier loro la pelliccia, nemmeno per nutrirci, poiché ci nutriamo solo di quello che la natura ci regala, come bacche e frutti. Le piante ci danno le sostanze per fare decotti, tisane e anche medicine. Non esiste nessun segreto, basta aiutare la natura con il rispetto e la cura. Come se stessimo curando noi stessi. In questo modo la natura ci ricompensa con i suoi frutti. Gli animali ci sono amici e ci proteggono. E noi li curiamo quando si feriscono a causa delle trappole seminate dai cacciatori. Come vedete, si tratta di un segreto che poi non è un segreto…››

Amina ed Elina si guardano in volto, contente per aver afferrato il semplice ma fondamentale insegnamento da un essere così piccolo e così saggio. Hanno appena imparato a conoscere la natura, ma già sanno che non cadranno mai negli errori commessi da quelli più grandi di loro.

Dicono in coro: ‹‹Che bello sarebbe se gli uomini tutti vivessero in sintonia con la natura, come gli gnomi! Grazie per quello che ci avere detto… Cercheremo di fare anche noi così, costringendo anche i grandi ad amare e rispettare di più la natura e gli animali››.

‹‹è ora di andare…››, dice il vecchio gnomo.

Alle timide proteste delle gemelle, risponde con un semplice: ‹‹è necessario. Ora dormirete e vi risveglierete nei pressi del vostro accampamento…››

Le due bimbe precipitano in un sonno profondo prima che possano dire “Ahi!”.

Come vengono trasportate? Si sa che gli gnomi sono esseri magici, per cui perché fare queste domande?

Le bimbe ritornano al campo del picnic, senza ricordare nulla, giusto in tempo per rimproverare zio Beppe che sta gettando una lattina vuota nell’erba.

Manuela Telesca

e-max.it: your social media marketing partner

Granpremio degli Autori 2014

I Edizione

Scadenza iscrizione: 31 Gennaio 2015

demito

Il Gruppo Editoriale Demito, in collaborazione con la casa editrice CasaSirio, indice la prima edizione del concorso “Gran Premio degli Autori”, concorso nazionale di narrativa. Si partecipa inviando poesie, racconti o romanzi inediti a tema libero.

Nella SEZIONE A – RACCONTI si concorre inviando un racconto inedito in lingua italiana a tema libero. La lunghezza del racconto può variare da un minimo di 2 cartelle ad un massimo di 20 cartelle.

Nella SEZIONE B – POESIA si concorre con componimenti inediti di lunghezza massima di 40 versi.

Nella SEZIONE C – ROMANZI si concorre con un romanzo inedito di lunghezza massima di 150 cartelle editoriali.

Premi:

Sono previsti i seguenti premi in denaro per i vincitori. Sezione A (racconti): 300 €; Sezione B (poesia): 300 €; Sezione C (romanzi): 50 €.

I testi vincitori, oltre ai finalisti delle sezioni A e B saranno pubblicati nell’antologia “Gran Premio degli Autori”.

I cinque primi racconti classificati riceveranno un editing e una correzione di bozze professionale, e riceveranno una scheda valutativa del testo, che ne delinea i pregi, i difetti e suggerimenti di correzione, realizzata da parte della casa editrice CasaSirio.

Il romanzo vincitore riceverà una proposta di pubblicazione da parte di una casa editrice del Gruppo Demito che prevede editing, correzione di bozze professionale, e un processo editoriale completo. La proposta non prevede la richiesta di contributi.

Entrambi i volumi pubblicati saranno dotati di ISBN e messi in vendita sul sito della casa editrice e sui maggiori canali di vendita online di libri.

Premiazione:

30 Maggio 2015

I risultati saranno comunicati in anteprima durante un evento letterario, la cui data verrà comunicata per tempo a tutti i partecipanti, che si svolgerà a Torino durante un fine settimana.

La pagina Facebook di Demito fornirà in diretta indicazioni e aggiornamenti sullo svolgimento dell’evento, oltre a riportare i risultati.

I vincitori – e brevemente i finalisti – saranno intervistati durante la premiazione, e la trascrizione delle interviste sarà pubblicata sul sito di Demito Editore.

Per ricevere il premio in denaro e partecipare all’intervista sarà richiesta la presenza alla cerimonia dell’autore vincitore.

Per tutte le info:

E-mail:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cellulare:

3930767673

Internet:

http://demitogroup.com/demito/it/cmp/granpremio_autori_2014.html

A cura della redazione

e-max.it: your social media marketing partner

Vetrofanie presso Benetton Store Potenza a cura del Centro Danza Maeva

 

Vetrofanie

 

Foto di Simone Marengo - Fotografia Street

e-max.it: your social media marketing partner

inedito2Cammino pensierosa per le vie del centro, è Dicembre, non ci sono ancora luminarie nella mia città, di tanto in tanto in qualche vetrina scorgo l’abete ecologico addobbato. Mi fermo a guardare “ finalmente “ penso, osservo le lucine intermittenti e gli oggetti un po’inusuali che Giulia la vetrinista ha appeso ai rami folti: folletti, lanterne, fiocchi di pannolenci, abitini per le bambole. E’ bello nel suo genere e siccome completa, accanto al caminetto spento la scenografia della vetrina, trasmette come ovattata l’atmosfera di sogno che scaturisce dalla mia fantasia.

Incuriosita da questa immagine, mi propongo di visitare tutte le vetrine che espongono gli alberi di Natale. Giro, osservo mi diverto, sono tutti belli :c’è quello innevato con palline rosse e bianche le cui lucine, nascoste fra i rami scintillano come le stelle nella Notte Santa; c’e’quello lussuoso ricolmo di cristalli e fiocchi di neve;c’è l’abete naif che sembra uscito da un quadro d’autore.   Tutti trasmettono immagini poetiche, mi sembra di scorgere tanti piccoli bimbi che indossando il morbido pigiamino, curiosano fra i rami nella speranza di poter staccare da un ramo un Babbo Natale di cioccolato.

Fra tanti, un albero attira la mia attenzione: “ stupore, incredulità, disapprovazione; non e’ ecologico, ma solo lo scheletro di un abete che ha perso tutti gli aghi, ai suoi rami tristemente spogli, sono appesi fiocchi di carta lucida di ogni colore e qualche pacchettino mal confezionato, il puntale e’ un fiore bianco riciclato per l’occasione e che guarniva una scatola di confetti. Sento una profonda tristezza, chissà cosa vuole dire l’autore, certo sembra raccontare storie di povertà, oppure un messaggio di crisi. Il negozio accanto al quale e’ posizionato appartiene a commercianti facoltosi, così pare, allora quale sarà il motivo…? I miei pensieri si infittiscono, ad un tratto pero’, ricordo una favola raccontata alla mia nipotina dalla su maestra di Scuola Materna.

Era Natale, nella fattoria di un piccolo borgo, fervevano i preparativi, i bambini allestivano il loro abete, la cuoca preparava dolci in quantità , l’odore dei biscotti nel forno stimolava una certa acquolina in bocca. Gli animali che vi abitavano, attratti da tanto fermento, vollero il loro abete, ma come addobbarlo? Fu così che l’oca si fece prestare dalle sue amiche le piume bianche e grigie; il cane corse a dissotterrare le ossa che aveva nascoste; la pecora raccolse quanta più lana che poteva, l’asino andò nella stalla e tutto trafelato staccò ciuffi di paglia; insieme andarono nel bosco a prendere un piccolo abete. Fu così che in poco tempo l’albero fu pronto,. Il cielo si commosse e fece cadere una pioggia di stelline che illuminarono l’albero degli animali.

Erano tutti felici e insieme ai colombi, alle galline,all’asino nella stalla, fecero festa. Anche i bambini scesero nel cortile a rallegrare l’evento con un girotondo. Era sicuramente molto più bello quello che lo striminzito e spoglio del negozio di maglie.

Intanto con quel ricordo ripresi a camminare e a cercare alberi, alberi di Natale tanto attesi da grandi e piccini.

Tornata a casa mi consolai con il mio meraviglioso e sontuoso Albero addobbato da una scenografa d’eccezione, mi sedetti accanto sulla mia morbida poltrona e mi addormentai.

Nel sogno immaginavo come rendere bello Striminzino, lo scheletro infiocchettato e ricordo che lo spogliavo e rivestivo proprio come facevo con la mia stanza vuota che adoravo arredare ogni volta in modo diverso.inedito3

Finalmente la mia fantasia diede una idea precisa: lo avvolsi in abbondante tulle bianco, circondato da fili d’argento e stelline scintillanti, completato da un grande cristallo di ghiaccio e per completare la sontuosità del suo aspetto lo collocai nel castello della regina delle nevi. Ecco sono soddisfatta e’ proprio bello ora.

Il mattino seguente al sogno esco col proposito di tornare da Striminzino e… MAGIA!!!. Accanto al negozio di maglie c’era l’Abete che avevo addobbato nel sogno.

Ora sono proprio felice e curiosa di sapere chi ha realizzato il mio sogno.

Ma certo: “ La Magia del Natale!

.

e-max.it: your social media marketing partner

inedito1“L’ho vista, l’ho vista!” gridò all’improvviso Matilde che scrutava il buio della notte dalla finestra della camera da letto. Il tono concitato e ansioso ci svegliò e con un balzo dai letti fummo accanto a lei. “Dove, dove? Dov’è?” chiese Lisetta, la più piccola di noi. Matilde indicò il punto esatto con il suo dito, generando una certa agitazione in noi altre.

Con i nasi incollati ai vetri, eravamo tutte lì: Ilde, Matilde, Agnese, Elsa, Loretta e Lisetta, a guardare in direzione della luna.

“L’ho vista!”, insistette Matilde, “ho visto una scia luminosa attraversare il cielo, proprio lì, vicino alla luna”.

Rimanevamo in silenzio, pazientemente ad aspettare che la scena si ripetesse. Non un movimento, non un respiro. “Ssssss!!!” ci rimproverò Ilde, la maggiore delle sorelline, “papà e mamma stanno dormendo!”

Bisbigliando e rimbrottando, ciascuna di noi cercava di guadagnarsi una posizione migliore, uno spiraglio che garantisse una visione maggiore del cielo stellato. Volevamo vedere la Befana! Il tempo sembrò fermarsi nel buio della cameretta invasa dai letti aperti e con le coperte arruffate dalla fretta.

“Matilde sei sicura di averla vista?” chiese Agnese che cominciava a dubitare. “Com’era questa scia?” chiese Loretta. Matilde rassicurò tutte noi arricchendo di particolari la sua descrizione precedente. L’ascoltammo senza distogliere lo sguardo dal cielo, intimamente grate per le sue parole che rigettavano ogni ombra di dubbio.

Che spettacolo quella notte rischiarata dal bagliore della luna e dal brillare di tante piccole stelline!inedito2

Assiepate alla finestra, con il cuore in tumulto e una gioia che cresceva sempre di più, cominciammo a raccontarci magiche leggende sulla Befana.

Il sonno ormai ci aveva abbandonate e una straordinaria eccitazione ne aveva preso il posto. E che spettacolo per la Befana che ci vedeva da lassù: sei graziose sorelline in pigiama con i nasi all’insù e gli occhi sgranati a perlustrare il cielo, tra puntini luminosi e virgole di nubi.

La stanchezza prese il sopravvento e con una punta di rammarico per non aver avvistato la mitica vecchina a cavallo della sua scopina, ce ne tornammo a letto. Il cuore però era gonfio dell’emozione ancora viva e fu difficile riaddormentarsi.

“L’anno prossimo non andremo a dormire, così la vedremo anche noi!” dissi io, incontrando l’approvazione delle altre. La delusione si sciolse al dolce pensiero dei doni che avremmo ritrovato l’indomani mattina al nostro risveglio. Ci addormentammo finalmente e la notte trascorse placida e serena. La Befana stese su di noi una nuvola azzurrino che ci avvolse in un morbido abbraccio e sfiorò le nostre gote paffute in una calda carezza.

Ogni anno puntuale la nostra adorata vecchina viene a trovarci. Ora dietro le finestre vede i nasini dei nostri piccoli bambini, i loro cuoricini palpitano proprio come i nostri, mentre cresce l’attesa per la nascita di un nuovo giorno, pieno di rosee promesse e di doni copiosi.

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

Un libro sotto l’albero è una frase abusata ormai. Ma il messaggio non si discosta da quello che noi di Gocce d’autore vogliamo trasmettere: a Natale un libro è un dono gradito. Non solo perché forse c’è più tempo da dedicare alla lettura, ma perché un libro offre viaggi sognanti senza biglietto né prenotazioni. Non occorre preparare valigie traboccanti, né cimentarsi in preparativi stressanti, basta aprire la prima pagina e il viaggio comincia! Dunque invitiamo tutti a regalare libri e a lasciarsi condurre dalle storie in essi custodite. Buona lettura e buone feste!

 

leggere sixSix memos in jazz

Di Giuseppe Romaniello

Conti editore

Il 15 ottobre 2013 Italo Calvino avrebbe compiuto 90 anni. Mi è sembrata un'occasione rara e preziosa per provare a rileggere la storia contemporanea e novecentesca del jazz americano attraverso i valori che Calvino propose nel suo capolavoro postumo "Lezioni americane" capovolgendone il paradigma iniziale. Le sei proposte per il nuovo millennio, anzi i six memos for the next millenium, individuati da Italo Calvino, diventano il filo rosso per riproporre sei qualità della musica jazz nordamericana, sei ambiti di riflessione, sei possibilità interpretative del canone musicale sviluppatosi negli Stati Uniti d'America durante il '900. In altre parole, il jazz diventa la lezione americana verso cui rivolgere lo sguardo per comprendere e decriptare l'attuale contemporaneità.

 

 

 

 

 

leggere copLa musica del mare. La scelta di un direttore d’orchestra di mollare gli ormeggi

Di Roberto Soldatini

Nutrimenti editore

Una barca e un violoncello, niente di più. La scoperta che fra la musica e l'andare a vela corre un'armonia perfetta. Roberto Soldatini, direttore d'orchestra, compositore e violoncellista, ha deciso di fare della barca la propria casa e di salpare alla volta dell'Oriente in compagnia di 'Stradi', il suo violoncello. Un viaggio, quello a bordo di Denecia, che lo ha condotto dall'Italia a Istanbul approdando nelle più belle isole dell'Egeo, alla scoperta di un mondo magico e antico, accolto dai sorrisi di gente semplice e saggia, stregato dalla bellezza dei luoghi e arricchito di nuove amicizie. Una scelta estrema vissuta senza enfasi, ma con inesauribile curiosità. Così il viaggio diventa esplorazione, occasione di incontro, scoperta di sé e dei propri limiti. Giorno dopo giorno, il musicista si trasforma in marinaio. E la barca diventa il suo mondo. La musica del mare è il racconto di una scelta di mollare gli ormeggi unica nel suo genere. Quella di un musicista che non ha messo da parte il suo passato, che continua a fare concerti e insegna in Conservatorio, ma che ha scelto uno stile di vita nuovo, e mostra orgoglioso la carta d'identità che, prima in Italia, porta come indirizzo la banchina del porto di Napoli dove Denecia è ormeggiata.

 

leggere laregolaLa regola dell’equilibrio

Di Gianrico Carofiglio

Einaudi

È una primavera strana, indecisa, come l'umore di Guido Guerrieri. Messo all'angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in sé stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall'accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l'amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.

 

 

 

 

 

leggere libreriaLa libreria del buon romanzo

Di Cossè Laurence

E/O

Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove si vendessero solo i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che però scatena una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.

 

 

 

leggere viginiaMeno cinque alla felicità

Di Virginia Bramati

Mondadori

Costanza Moretti, brillante giornalista in un giornale finanziario di New York, non dovrebbe farlo, e anche il suo capo (nonché amante) è molto contrariato. Ma lei ormai ha deciso: per Natale torna in Italia, a Verate. Sua mamma e sua sorella Eleonora le sembrano troppo strane al telefono, e da quando - pochi mesi fa - il papà è morto la gestione della mitica Trattoria Moretti, nel centro del paese, è tutta nelle loro mani. Non è solo la preoccupazione, però, a indurla a partire, c'è qualcosa di molto più pressante: una voce insistente che da qualche giorno la assilla, decisa a non tacere finché non avrà ottenuto ciò che vuole. Costanza quella voce la conosce bene, da sempre... è la voce di suo padre! Allucinazioni? Non si direbbe. Suo padre ha una missione segreta e lei dovrà aiutarlo a portarla a termine: entro cinque giorni, quelli che mancano al Natale! Approdata a Verate, toccherà a Costanza pensare a tutto: sua madre ed Eleonora stanno lasciando andare la trattoria, ormai servono solo il caffè e a pochi giorni dal Natale non hanno nemmeno messo mano alle decorazioni. La sola cosa di cui si sono occupate è stato allevare le solite tre oche bianche destinate a essere cucinate per il pranzo... Ma c'è un'altra sgradita sorpresa che attende Costanza: la mamma ha affittato la stanza sopra la rimessa a un uomo di cui nulla si sa se non il nome - Andrej - e il fatto che (forse) lavora come muratore, (forse) è estone e... (sicuramente!) è molto affascinante.

A cura della redazione

e-max.it: your social media marketing partner

arte

Scadenza: 31 dicembre 2014

L’associazione Ravel di Bergamo ha indetto il Concorso internazionale di Composizione “Maurice Ravel” per composizioni di orchestra sinfonica, bande sinfoniche, orchestre jazz, colonne sonore, diversi stili musicali provenienti da ogni parte del mondo.

Possono partecipare tutti i compositori del mondo purchè abbiano compiuto il 18° anno di età e le composizioni siano inedite.

Le categorie sono due: A per composizioni da 15 strumenti in poi, per piccole e grandi orchestre. B per strumento solista o gruppi strumentali fino ad un massimo di 14 elementi.

I premi sono in denaro più la pubblicazione di un libro con le migliori composizioni, oltre che la possibilità di collaborare con l’Orchestra e l’associazione Ravel.

Per tutte le informazioni sul concorso si invita a consultare il sito www.concorsocomposizione.weebly.com.

A cura della redazione

e-max.it: your social media marketing partner

JLETTERARIO

Scadenza: 30 dicembre 2014

L’associazione culturale Il club degli autori di Melegnano (Mi) ha bandito la XXI edizione del Concorso letterario internazionale Jacques Prévert in scadenza il 30 dicembre p.v.

Le sezioni sono due: poesia e narrativa. Il tema è libero, per la prima sezione si può partecipare con una raccolta di poesie, da 22 a 26 della lunghezza massima di 32 versi. Per la seconda sezione si può presentare un romanzo o una raccolta di racconti, di novelle o favole senza limite di lunghezza.

Il premio consiste nella pubblicazione delle opere a cura della casa editrice Montedit e l’assegnazione di un numero di copie gratuite ai vincitori.

Per tutte le informazioni si rimanda al sito www.clubautori.it

A cura della redazione

e-max.it: your social media marketing partner

LOGO B 2 1