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Redazione

SCADENZA: 9 GIUGNO 2015

Premiolunezia2014

Il Premio Lunezia Nuove Proposte è aperto ad autori e compositori di qualunque nazionalità che partecipino con brani in lingua italiana.

E' suddiviso in quattro sezioni: Premio Band, Premio Cantautori – Autori – Solisti, Premio Autori di Testi, Premio "Musicare i poeti".

La domanda d’iscrizione, da scaricare dal sito www.lunezia.it, e gli elaborati insieme al materiale richiesto dal bando, dovranno essere inviati, con posta prioritaria, entro il 09 Giugno 2015 presso la Segreteria del Premio Lunezia Nuove Proposte, Via Roma 183, 19122 La Spezia, all’attenzione del Signor Stefano De Martino. E' prevista una quota di iscrizione.

Per informazioni contattare la Direzione Artistica telefonando ai numeri 0187 712567 – 347 3065739 (ore pomeridiane) oppure consultare il bando pubblicato on-line: http://www.lunezia.it/nuove-proposte/come-partecipare/#go_page_now

A cura della redazione

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Danza

Nella rubrica dedicata ai racconti inediti del nuovo numero della rivista ospitiamo la poesia. Sono versi in rima, deliziosi e divertenti inviatici da una giovane danzatrice che mettono in risalto il suo sentire l’arte tersicorea. Occhi che sanno ascoltare il mondo circostante, orecchie che vedono gli atteggiamenti della gente, animo determinato che afferma il proprio volere. Grazie alla giovane ballerina e poetessa. Buona lettura!

Esistono vari tipi di danza: hip-hop, moderna e classica

è un po’ come una materia scolastica.

Però è più elegante e precisa

peccato che a volte venga un po’ derisa;

beh su questo fatto ci soffermiamo

tutti noi che la danza amiamo.

Non da tutti è considerata un’attività

anche se ci vuole molta elasticità.

Voglio concludere questa poesia

affermando che per me la danza è una vera mania.

Anna Maria Urgesi

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SimoneMarengo4

di Simone Marengo

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Pubblichiamo su questo numero il racconto di Leonardo Pisani elaborato nel corso del laboratorio di scrittura “La bottega dello scrittore” tenuto dall’insegnante Luciana Gallo Moles ed organizzato dal Circolo culturale Gocce d’autore a Potenza. Esso rientra nell’ambito della lezione sugli archetipi letterari e sulla funzione ispiratrice di tali figure.

inedito1

Giove splendeva, da anni non l’aveva mai osservato così luminoso; era in trigono con Mercurio e transitava nella costellazione della Lira. Ottimo auspicio per un Leone con ascendente Scorpione come lui; significava felicità e benessere. Di solito non sbagliava quando gli chiedevano oroscopi ed aruspici; bastava andare nel vago e promettere qualcosa di buono. Sì; mentiva e sapeva di mentire, però donava un attimo di serenità e infondeva fiducia perché tutto era scritto nelle stelle.

Le Stelle, Le stelle, le stelle. Quante volte le osserva da piccolo, affascinato dalle geometrie celesti e sognava di scappare da quel convento di benedettini. Ora et Labora; pregava poco ma in compenso lavorava molto. La curiosità era sempre stata la sua virtù ed anche il suo castigo. Leggeva, imparava, lavorava nell’orto e poi portava le erbe nel laboratorio di Fra Giuseppe, lo speziale del convento che gli insegnava i segreti della medicina e del preparare farmaci. Le stelle, le stelle, le stelle. Quella notte segnavano presagi di fausti avvenimenti in futuro. Peccato che le dure sbarre troncavano ogni illusione anche se era tutto scritto nella volta celeste.

Alessandro, dalla chioma nera e pelle olivastra; orfano delle terre di Calabria poi divenuto colto nella biblioteca di quei santi benedettini che fece impazzire con le sue marachelle e deliziare per il suo ingegno precoce. Ritornò a sdraiarsi su quel nudo e rozzo tavolaccio che doveva essere il giaciglio su cui dormire, una stanza buia e stretta per i criminali pericolosi. Unica compagnia un ratto veloce ed un topo lento e grasso, che si cibava di quell’orrendo pane nero maleodorante. Unico pasto per il condannato. Alessandro pensò alla sua vita. Beh, ne aveva viste tante e anche si era divertito. La fuga dal convento; il viaggio a piedi dalla Calabria alla Capitale; era la prima volta che vedeva una grande città. Napoli, l’antica Pertenope della quale avevo solo letto; anche se in greco ed in latino. Sorrise, pensando quanto sia strano il destino; proprio per lui il veggente, il mago, il savio, l’illuminato. Ora stregone. Rise anche pensando che fuggi dall’Ora et Labora di Sanctus Benedictus perché la vocazione di monaco non l’aveva. Lui che aveva studiato la Kabala per interpretare numeri e parole ora era chiamato Papista. Stregone e Satanista Non aveva bisogno di scrutare i segni del terreno secondo le regole della geomanzia. Sapeva quale era in suo destino. Non sapeva però perché e non sapeva come avrebbe finito la sua mortale vita.

Il sole pallido, come pallido sa essere in quelle terre della Pomerania però lo illuminò: sbirciando fuori vide il tarocco 12: l’impiccato. Una forca. Ora sapeva come sarebbe finito. La porta si aprì, entrarono due gendarmi e due vestiti di nero; lugubri e tetri. Lo guardarono con odio; rancore; gelidi ma con occhi di fuoco. “Hai finito di peccare e portare malefici ai timorati di Dio; maledetto satanista”.

Alessandro Profumo, conoscitore di 8 lingue e di cento tra Stati, Ducati e Principati rimase sorpreso; aveva avuto tante accuse in passato ma Satanista mai. In uno stentato tedesco chiese “ Mai avuta accusa così infamante e assurda. Come osate di chiamarmi adoratore del diavolo. E perché mi avete imprigionato. Il vostro Lutero vi è apparso nei sogni oppure avete avuto visioni causate dalla pessima dieta e dal vostro ancor peggiore cibo?”.

“Taci Papista, hai avvelenato Frau Anne, moglie del rispettabile Maximilian Papke. Sarai impiccato all’imbrunire. Come giusto che sia per un adoratore delle tenebre”. Nulla altro; condannato e senza un processo. Ma era arrivato da pochi giorni in quel villaggio di cui non sapeva neanche il nome. Doveva andare a Cracovia, invitato da un Marchese appassionato di Alchimia. Un pollo inghirlandato da spennare con la  scusa della Pietra Filosofale. Ed invece no, imprigionato e senza neanche sapere chi era questa Frau Anne, consorte dell’ancor più sconosciuto Papke.

Certo in passato, specie nei primi anni di Napoli aveva usato la destrezza per rubare; ma doveva mangiare. In giro per L’Europa aveva raggirato con la sua abilità di prestigiatore uomini di tutti i ceti; dal popolino alla nobildonna, al cardinale che in segreto voleva un oroscopo per meglio districarsi nel potere della Città Santa, meno santa di quello che molti credevano. inedito2

Si sedette; i pensieri diventavano sempre più assillanti, i ricordi combattevano la logica, la logica cozzava con l’irreale. Fatto sta che dopo Londra, Parigi, Cordoba, Praga, Vienna, Roma, Venezia; Rouen e mille e mille altri Posti: il divino Alessandro da Montefeltro come si faceva chiamare; avrebbe terminato le sue avventure di mago, alchimista, scienziato, Kabalista, letterato e filosofo naturale in uno sconosciuto villaggio prussiano del quel non ricordava neppure il nome.

La porta si riaprì; 3 gendarmi ed i due lugubri pastori luterani; non una parola. Fu soltanto immobilizzato mentre gli legavano le mani dietro la schiena. Poi fuori in quella piazzetta sporca, con il fango dove sguazzavano i maiali. Tutto il villaggio presente che lo fissavano mentre gridavano contro l’assassino papista avvelenatore satanista. Alessandro vide un uomo che lo fissava con un ghigno quello sì malefico, due occhietti segni di una fisionomia da essere meschino gridando “è lui,assassino, stregone ” , accanto a lui una donna; che un tempo doveva essere una bella donna. Bionda ma dall’aria melanconica, vestita con gusto seppur con semplicità; risaltava tra quella plebe di Pomerania. Non l’aveva mai vista prima ma lei con un sussurro disse ai due pastori luterani “ E’ lui, l’altra sera era vicino la nostra casa e faceva strani gesti verso il cielo e poi disegnava sul terreno. Un Maleficio”  Bastarono pochi minuti per chi aveva passato la propria esistenza a conoscere i segreti delle erbe, si certo era un cialtrone ed imbroglione ma la medicina la conosceva, ed aveva esplorato  troppo il mondo e l’umanità , si accorse  che quella donna stava male. Una pelle delicata, che un tempo doveva essere rosea ora era gialla; un colore innaturale. Montefeltro capì tutto; la Frau Anne aveva i segni di un avvelenamento; evidentissimi. Ma fu la prima ed ultima volta che la vide. Poi penzolò come l’arcano maggiore numero 12, una carta che amava perche era il simbolo della decisione e della ricerca di nuove strade, dell’intuizione e del sapere esoterico.

L’impiccagione dell’Alessandro di Montefeltro, senza processo rimase nelle carte di quel piccolo villaggio poi custodite in un archivio statale, nel passaggio delle ere ed dei regni ora sono in Polonia. Il caso incuriosì uno storico polacco, riuscì a ricostruire la vicenda. Anne fu realmente avvelenata ma non dall’avventuriero italiano, ma dallo stesso marito Papke, un commerciante che aveva sposato Anne Neusel, figlia unica di un ricco possidente  per la sua ricca dote ed ereditò anche l’intero  patrimonio . Passarono pochi mesi che il Papke sposò una altra donna, guarda caso anche lei di famiglia benestante, conosciuta nei suoi viaggi di affari. Insieme ordirono l’avvelenamento di Anne, procurandosi un veleno incolore ma potentissimo a Danzica; l’arrivo dello sconosciuto italiano fu l’occasione per trovare un colpevole, del resto gli italiani erano odiati in quella valle luterana; tutti papisti, corrotti e figlie della meretrice Babilonese. In qualche modo riuscì a convincere la ormai debole volontà di Anne, che il suo crescente malore era colpa di quello stregone arrivato da chissà dove. 

Leonardo Pisani

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Thesaurus

Premio Internazionale di Arti Letterarie

Thesaurus

Scadenza: 10 luglio 2015

 

Il cenacolo Letterario internazionale “Altrevoci” e l’associazione culturale “Cuore di carta” bandiscono la quarta edizione del Premio Internazionale di Arti Letterarie “Thesaurus” di Matera, capitale europea della cultura 2019. Cinque le sezioni a tema libero:

Sezione A  Poesia Inedita - Trofeo alla memoria di  Steno Marcegaglia

Inviare fino a tre liriche, in  italiano o in dialetto con traduzione in lingua, ciascuna di lunghezza contenuta in una pagina formato A4, in cinque copie firmate e complete dei dati personali dell’autore: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.  Le tre poesie dovranno venire riunite in cinque fascicoli pinzati.

Sezione B  Narrativa Inedita  “Carlo Levi”

Inviare quattro copie di un racconto o di un saggio, in italiano o in dialetto con traduzione in lingua, di lunghezza contenuta in cinque cartelle o pagine di formato A4, copie  firmate complete dei dati personali e recapiti dell’autore. Tutte le copie dovranno venire fascicolate e  pinzate.

Sezione C  Poesia Edita  “Rocco Scotellaro”

Inviare due copie dell’opera, in italiano o in dialetto, edita a partire dal 2010 compreso, complete di firma e dati personali e recapiti dell’autore.

Sezione D  Narrativa Edita  e Saggistica Letteraria “Mario Tommaselli”

Inviare due copie dell’opera, in italiano o in dialetto, edita a partire dal 2010 compreso, complete di firma, dati personali e recapiti dell’autore.

Sezione E Poesia Religiosa inedita “Mons. Anselmo F. Pecci”

Inviare fino a tre liriche, in  italiano o in dialetto con traduzione in lingua, ciascuna di lunghezza contenuta in una pagina formato A4, in cinque copie firmate e complete dei dati personali dell’autore: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, recapiti telefonici e indirizzo E-mail.  Le tre poesie dovranno venire riunite in cinque fascicoli pinzati.

Il plico delle opere  e la scheda di partecipazione andranno spediti all’indirizzo sotto indicato, fino a tutto il 10 luglio:

IV Premio Internazionale di Arti Letterarie THESAURUS

Cenacolo Letterario Int. le ALTREVOCI 

Casella Postale n° 20 

presso Ufficio postale di Via Passarelli - 75100 Matera

o, in alternativa, per chi volesse è possibile, per il solo inedito, l’invio telematico alla mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Per tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione, composizione della Giuria, premi e date di cerimonia di premiazione si invita a consultare i siti web: www.cenacoloaltrevoci.weebly.com   e  www.cuoredicarta.org.

 

A cura della Redazione

 

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galluzzi1Sereni, non c’è rischio che si diventi bibliotecari. Però proviamo a seguire un piccolo ragionamento. Ragionamenti sui libri se ne fanno spesso, spessissimo sulla buona abitudine di leggere, abitudine che purtroppo quasi altrettanto spesso scivola nella velleità di scrivere (ah, se anche tra queste righe fossero ammesse le emoticon, ne avrei giusto una che fa al caso!), sui macrofenomeni ad essi legati, che pomposamente definiamo i consumi culturali, e poi anche sull’influenza che su di essi hanno inevitabilmente quelle che da decenni ormai ci ostiniamo a chiamare le nuove tecnologie (dai primi calcolatori via via fino all’ormai prossima, credo, trasmissione del pensiero, sempre “nuove tecnologie”). Talvolta la riflessione si fa più fosca, il pensiero va a quelle dimensioni che s’immaginano remote (a scelta: nel passato, nel futuro ipotetico o confinate nei termini di civiltà tanto poco illuminate quanto lontane), dove i libri vengono bruciati, dove non si legge mai o non si legge più. E’ poi, quest’ultimo, un piano inclinato sul quale il pensiero rotolando accelera, e quel che parte come deficit di cultura, diventa deficit di idee e poi deficit di libertà. Ma siamo davvero convinti che esista un vero nemico dei libri? Un omone cattivo che se fosse per lui tutti i volumi del mondo sarebbero soltanto un’altissima lingua di fuoco? Un orco pronto a vietarci di leggere per il resto della nostra esistenza? La verità, al solito, è al contempo più complessa e meno teatrale, l’uomo cattivo non appare come nei peggiori incubi, le peggiori sciagure spesso viaggiano su comportamenti insospettabili, accompagnati da scialbi sguardi di tante persone qualunque. Quali sono le conseguenze dell’ormai troppo lunga crisi economica sul finanziamento e sul sostentamento delle biblioteche pubbliche? Sono reali, e attuali, i rischi di una generalizzata privatizzazione delle biblioteche? E di una loro generalizzata chiusura? Qual è il ruolo che le biblioteche, ancora oggi, presìdi centrali per la conservazione e la diffusione del sapere, hanno invece nell’immaginario collettivo? Davvero le persone (la “gente”, ahi, che espressione!) ritengono che a valle della rivoluzione digitale, il bisogno di sapere e di libertà sia assicurato in qualsiasi momento da una semplice ricerca di Google? E che, per converso, le biblioteche siano ormai l’ultimo posto in cui pare siano stati avvistati i dinosauri prima d’estinguersi? galluzzi2 C’è uno studio molto efficace, agile e pragmatico, che affronta queste questioni: Libraries and public perceptions. A comparative analysis of the european press, Oxford, Elsevier, Chandos Publishing, 2014. L’autrice, Anna Galluzzi, consigliere parlamentare presso la biblioteca del Senato della Repubblica, fa un’analisi dello stato dell’arte sul futuro delle biblioteche partendo dal tema della percezione che di esse si ha nel senso comune, verificando concretamente e con metodo scientifico come questi temi siano stati trattati dalla stampa quotidiana di quattro Paesi europei (Italia, Francia, Regno Unito e Spagna), secondo il contenuto di 3.659 articoli pertinenti, estrapolati da due quotidiani nazionali e 6 internazionali. E’ fin troppo evidente che rendere marginali, pittoresche, anzi anacronistiche le funzioni delle biblioteche pubbliche nel senso comune, proprio esse che da secoli s’incaricano, nelle società più avvertite, di offrire accesso all’informazione, diffusione della cultura, spazio di confronto scientifico e intellettuale, significa scardinare uno dei capisaldi della civiltà, come la conosciamo. Ma questa operazione non la fa l’uomo nero, la facciamo noi.

Rocco Infantino

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SimoneMarengo

di Simone Marengo

 

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inedito Ilviaggio1

Paola e’ un’orfana alloggiata presso un istituto del centro urbano della città di Bologna. I suoi occhi neri rivelano un vissuto doloroso, ama tanto leggere e lavorando presso i mercati, nel ruolo di contabile, decide di rimettersi a studiare per diventare maestra.

Quanti libri deve acquistare, e quante materie da studiare! Non si scoraggia, a sostenerla in questa impresa una compagna di collegio anch’essa studentessa magistrale.

Per esprimerle la sua solidarietà, spesso le fa trovare piccole sorprese. In inverno, nelle notti gelide e innevate, per alleggerire il carico della sua vita Serena infila la borsa dell’acqua calda fra le lenzuola per farle sentire un po’ di calore.

Entrambe dividono una camera da letto posta nel sottotetto dell’ultimo piano. Accanto, una fornitissima biblioteca, dove ogni sera prima di addormentarsi scelgono e leggono  romanzi di ogni genere.

Si avvicina nel tempo il giorno del diploma, Paola e Serena sono emozionate, ciascuna per una ragione diversa.

Conversano fra loro, si scambiano le proprie emozioni, poi… gli esami di tutte quelle materie…tutte; infine il più importante: l’esame di tirocinio. Ci sono tanti bambini nella sala dove la commissione osserva il comportamento di Paola e valuta  la sua abilità didattica.

inedito Ilviaggio2Per un momento tutti quei piccoli le sembrano nemici, ma l’argomento a lei affidato è: “Come stimoli i bambini alla lettura”.

Paola sa come affrontare la prova; infatti si reca nella biblioteca dell’infanzia, prende alcuni libri illustrati e non, fa accomodare  i bambini sulle panchine circolari e inizia.

Intanto rivolge loro alcune domande per esplorare le loro conoscenze, i bimbi ne hanno in quantità qualitativamente diverse, grazie alle sollecitazioni dei propri genitori.

“Che cos’è un libro?” chiede Paola.

“E’ una cosa dove giri le pagine e vedi le figure”.

“E’ il regalo che mi fa la nonna al mio compleanno”.

“E’ quello che mamma prende quando vado a dormire e mi  legge sempre i tre porcellini”.

“Io non ho libri”.

“Il mio quando lo apro, suona una musica”.

E poi altre parole, pensieri di quei piccoli bambini, affidati nel loro presente e nel loro futuro agli adulti!

Paola si rese conto di quanto fosse urgente e necessario approfondire e acquisire le competenze per avvicinare sempre più l’infanzia alla lettura.

Fu così che una volta diplomata, cominciò il suo viaggio nelle biblioteche della sua città ed in quelle dove l’attenzione per il libro era già considerevole.

Intanto era riuscita a diventare insegnante vincendo un concorso, e fu così che Paola inventò un percorso didattico e condusse i suoi alunni come in un viaggio dal luogo di estrazione della carta, alla cartiera, nelle stanze impolverate di alcuni scrittori, dagli editori, dalla tipografia e infine nei nelle librerie ben fornite di libri di tutte le specie.

Quanto vociare allegro fra gli scaffali, sembrava che le voci dei piccoli si confondessero con quelle dei personaggi ben chiusi fra le pagine dei numerosi libri, pronti a fare capolino e giocare con quei piccoli incuriositi da tanta varietà.

Ora Paola e’ in pensione, il suo lavoro è stato impegnativo e incessante, ma ancora viaggia fra gli scrittori un po’ per diletto un po’ per stupore. inedito Ilviaggio3

Tina

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Concorso Internazionale di Poesia, Narrativa, Saggistica

“La Pulce letteraria”

SCADENZA: 6 giugno 2015

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L’associazione culturale “La Pulce letteraria” in collaborazione con Casa Editrice Dibuono e il comune di Marsicoverete (Pz) ha indetto la X edizione del Concorso internazionale di poesia, narrativa e saggistica. Quattro le sezioni:

Sezione A: POESIA INEDITA A TEMA LIBERO in lingua o in vernacolo.

Ogni autore potrà inviare max 3 liriche in 3 copie, in lingua o in uno dei dialetti d’Italia, corredate di traduzione in lingua italiana, di max 40 versi.

Sezione B: LIBRO EDITO DI POESIE in italiano o in dialetto con traduzione, pubblicato a partire dal 2010. Può essere inviato un solo libro di poesie per ogni Autore, in 3 copie.

Sezione C: LIBRO EDITO DI NARRATIVA pubblicato a partire dal 2010. Può essere inviato un solo libro di Narrativa per ogni Autore, in 3 copie.

Sezione D: LIBRO EDITO DI SAGGISTICA pubblicato a partire dal 2010. Può essere inviato un solo libro di Saggistica per ogni Autore, in 3 copie.

Gli elaborati dovranno essere spediti o consegnati a mano ENTRO il 6 GIUGNO 2015 al seguente indirizzo: Associazione Culturale ”La Pulce Letteraria”  – Via P. F. Campanile, 67 – 85050 – Villa D‘Agri (PZ) – farà fede il timbro postale.

La cerimonia di premiazione è prevista per il 25 luglio in Villa d’Agri di Marsicoverete (Pz).

Per tutte le info vi rimandiamo al sito www.grafichedibuono.it.

A cura della redazione

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