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Ficcanasando con solita fortuna tra i volumi disseminati in casa, precipito, irretito, in una delle innumerabili belle storie sui libri custodite nei libri. Il bandolo lo trovo stavolta in uno dei Nuovi Annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari della Sapienza Università di Roma - anno XXVII, 2013: è un articolo di Angela Nuovo, oggi docente presso il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Udine, dal titolo La scoperta del Corano arabo, ventisei anni dopo: un riesame.

nuovocorano1Questo non è un film, io non sono Christopher Nolan, tenterò quindi di essere ordinato. Esiste un libro del quale nel corso dei secoli in tanti riferiscono ma che nessuno studioso era riuscito a vedere, la cui tiratura andò integralmente perduta poco dopo la sua pubblicazione. Si trattava della prima edizione a stampa in lingua araba del Corano, nell’anno 1538 o nel 1539, curata da tale Alessandro Paganini. Alcuni testimoni di quegli anni scrivevano persino che tutti gli esemplari realizzati sarebbero stati dati al rogo, fatto senza altri riscontri.  Qualcuno, nel tempo, cominciò a dubitare della sua stessa esistenza. Unico esemplare, esso comparve sotto gli occhi increduli di Angela Nuovo, allora bibliotecaria, che ne aveva intuita la presenza, il 2 luglio 1987 presso la biblioteca dei Frati Minori di San Michele in Isola, a Venezia, facendosi mostrare un volume correttamente catalogato dal padre bibliotecario del convento come Alcoranus Arabicus sine notis. Era un’edizione integralmente araba: non poteva essere destinata agli studiosi del tempo, orientalisti europei, perché essi potevano servirsi soltanto di edizioni poliglotte, studiando come erano soliti fare le lingue con il metodo comparativo, né ad altri in Europa, perché mancavano all’epoca grammatiche e lessici per quella lingua. A chi poteva essere destinato? Tra i musulmani in Oriente, vuoi per l’influenza delle corporazioni degli scrivani e dei calligrafi, vuoi per motivi più rigorosamente religiosi (inconcepibile pulire i caratteri di piombo per la stampa con gli indispensabili pennelli di setole di maiale), per tanto tempo ancora questo libro non avrebbe potuto trovare dimora. Nell’articolo, con il dovuto rigore scientifico ma con semplicità, la Nuovo dà conto di tutte le questioni aperte da detto ritrovamento. Su tutte: il testo era pieno di errori. Impensabile quindi che si trattasse di un prodotto finito e pronto per un ambiente religioso nel quale, all’epoca,  un solo errore nello scrivere, ed anche la stessa stampa del Corano potevano comportare la condanna a morte del responsabile. Una semplice prova di stampa? Le duecentotrentadue carte che ospitavano tutte le centoquattordici sure, e quella numero due, la Sura della mucca, con tutti i suoi duecentoottantasei versetti che inopinatamente veniva riprodotta due volte, erano impresse sulla pregiatissima carta di Toscolano: non poteva essere una bozza. E quindi ancora: come, dove, perché era sparita l’intera tiratura di questa particolarissima opera, della quale nel continente d’origine non si trovò e non si trova traccia? nuovocorano2Ventisei anni dopo quel caldo pomeriggio di luglio in cui era avvenuto il ritrovamento, al termine di altre ricerche che videro l’Autrice portare alla luce i legami tra Paganino de Paganini, l’editore, e  tale Giovanni Bartolomeo Gabiano il quale, forte di primarie relazioni oltre confini, guidava una fiorente società mercantile transnazionale, la Nuovo ha finalmente elementi per proporre un riesame della affascinante storia.

 

 

 

nuovocorano3Di questi fatti e della sovrapposta vicenda relativa al ritrovamento del volume, a mia volta seguo le tracce, narrativamente impreziosite, in un capitolo di un altro libro, sul quale indugio ancora con un velo, che parla della meravigliosa storia, tutta veneziana, degli inizi dell’arte tipografica, e sul quale mi fermerò prossimamente su queste colonne, per l’ipotetico lettore.

Rocco Infantino

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Guareschi 1

Giovannino Guareschi non è solo Mondo Piccolo o Don Camillo o il Candido. Giovannino Guareschi non è solo uno scrittore, un giornalista, un umorista, un caricaturista. Giovannino Guareschi è anche un fotografo. Ancor prima degli antropologi e degli etnografi, prima ancora di Ernesto De Martino, di Cartier Bresson e di Arturo Zavattini, immortala Potenza e la Basilicata negli anni 1934-35 e documenta le condizioni di vita di un luogo a lui sconosciuto. In quel periodo soggiorna nel capoluogo lucano in qualità di Allievo Ufficiale di Complemento d’artiglieria presso la locale Caserma, ha ventisei anni e porta con sé la sua Voighländer con la quale cattura scene di vita militare e civile. Scatti in Caserma, con i suoi amici reclute, e tanti scatti alla città e alla sua popolazione.

Guareschi 2Ciò che coglie attraverso la sua curiosa lente sono le condizioni di vita di una città ferma nel tempo e lontana da quelle della Bassa parmense in cui è vissuto. Un’Italia divisa a metà cui i ritmi lenti del Sud fanno da contrappeso a quelli più veloci del Nord. Le immagini in bianco e nero scattate ormai ottant’anni fa restituiscono in maniera nitida una comunità che cammina lentamente verso un progresso che chissà quando arriverà. Una società arcaica messa a fuoco da un obiettivo che non vuole denunciare con brutalità le precarie condizioni di vita del popolo potentino, ma raccontare con curiosità i costumi di un popolo dalle usanze così diverse dalle sue.

Donne, bambini e uomini sono i soggetti preferiti da Guareschi fotografo, Guareschi 3che coglie ladrammaticità di situazioni di estrema povertà. Si vedono donne alle prese con le faccende quotidiane, a riempire anfore d’acqua alla fontana, o indaffarate in angusti sottani circondate da una nidiata di bambini. Le donne con le donne e gli uomini con gli uomini. Si scorgono crocicchi di individui indaffarati a parlamentare, avvolti nei lunghi mantelli neri per coprirsi dal freddo pungente dei lunghi inverni potentini. I volti dei bambini e il loro sguardo enigmatico colpisce e incupisce. Restano fermi immobili davanti all’obiettivo del giovane soldato, si lasciano fotografare nella loro nuda indigenza, disvelano un’infanzia caduca e fragile. E dietro di loro fa da sfondo una città innevata, con vicoli e case che si avvicendano ritmicamente, popolata da asini e muli quali unici mezzi di trasporto.

Guareschi scopre al contempo e in contrasto con quanto immortalato una città che vuole emanciparsi. Lo dicono le locandine affisse ai muri che pubblicizzano il cinema. In quei giorni si proiettano La principessa della Czarda e Il re dell’arena nei due cinematografi Sala Roma e il Teatro comunale “F. Stabile”, piccolo svago per pochi privilegiati. Ma poi Potenza comincia ad espandersi, sorgono i primi edifici moderni, giungono piccoli fermenti artistici con gli affreschi dell’artista torinese Mario Prajer in cattedrale e l’opera di un riparatore ed accordatore di pianoforti, Raffaele Rebeck. Non dimentichiamo che siamo in pieno regime fascista e le nuove politiche sociali contrappongo alle donne nascoste in informi gonne nere e fazzoletto in testa, quelle impegnate a promuovere conferenze ed incontri per divulgare idee “progressiste”.

Il “piccolo mondo” catturato da Guareschi finisce nei racconti a puntate e caricature che scrive per il numero unico di Macpizero, il giornale che circola in Caserma. E’ qui che nasce una rubrica del Bertoldo, settimanale umoristico diretto dall’umorista e narratore Cesare Zavattini intitolato “al più famoso villano della letteratura italiana”, con “L’epistolario amoroso del soldato Pippo”, una serie di nove lettere alla fidanzata sulla vita militare. L’esperienza militare potentina dura solo un anno ma è sufficiente a fargli apprezzare i pochi agi di una cittadina di montagna che, pur nella sua atavica diffidenza, accoglie e nutre i suoi ospiti. Dopo la breve parentesi lucana Guareschi assaggerà l’asprezza della guerra e la crudeltà dei lager tedeschi. Vissuti che segneranno per sempre l’impegno civile e politico di Giovannino, indirizzando la sua mano a scrivere storie che raccontano la passione politica del popolo della pianura emiliana in riva al Po. “Questo è il mondo di Mondo piccolo: strade lunghe e diritte, case piccole pitturate di rosso, di giallo e di blu oltremare, sperdute in mezzo a filari di viti. Nelle sere d’agosto si alza lentamente, dietro l’argine, una luna rossa ed enorme che pare roba di altri secoli”.   

Guareschi 4

A Giovannino Guareschi è dedicata la mostra fotografica e documentale Giovannino Guareschi racconta Potenza organizzata dal Circolo culturale Gocce d’autore in collaborazione con l’Associazione filatelica culturale “Isabella Morra” di Potenza. L’8 novembre si è tenuta l’inaugurazione, giorno in cui, 81 anni prima, Guareschi parte per raggiungere il capoluogo lucano.

Eva Bonitatibus

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osservare tricarico 1L’arte fa di un uomo un pittore solo se egli ha qualcosa da raccontare attraverso immagini. Non è mai importato il come, il dove o il cosa. La pittura è sempre stata narratrice di una storia a cui l’uomo non aveva le giuste parole da dedicare e l’artista è quindi uno scrittore in incognito, un narratore senza parola, che utilizza le sue capacità di osservare il mondo, per rappresentare se stesso e il suo pensiero. Le varie forme in cui essa si mostra, i vari stili e le varie tecniche non sono altro che rappresentative di un animo umano e del tempo che egli ha vissuto. La tecnica ad acquerello, ad esempio, è una delle più espressive di pittura. Basta una pennellata su una tela per poter scorgere in una semplice “macchia” uno spettro cromatico tra i più vasti in assoluto.

“Il silenzio ha il colore dell'acqua: acquerelli di Nino tricarico” è il titolo della mostra presente negli spazi della Galleria Idearte di Potenza inaugurata il 25 ottobre e visibile fino al 20 novembre. Con questa personale si apre ufficialmente l'anno espositivo 2015/2016 in cui ricorre il ventennale dell'attività della Galleria. La mostra, a cura di Grazia Lo Re, presenta in esposizione trentacinque opere, acquerelli su carta, di recente produzione dell’artista potentino Nino Tricarico.

osservare tricarico 2     osservare tricarico 3                                

La pittura di Nino Tricarico è incentrata sull’uso del colore e sulla poetica del gesto che, in forma “minimalista” nella quantità e nella tipologia dei “segni ornati” esalta sia il profondo “senso del sublime” che appartiene all’arte sia la “dimensione intellettuale” del pensiero umano come anche la “dimensione metaformale” (fatta di forma/non forma) che si colloca a metà strada tra il conosciuto e l’ignoto, desiderio e immaginazione.

Il silenzio è quello in grado di evocare l’impalpabilità delle emozioni e dei sentimenti i quali vivono dentro di ognuno, ma non si toccano; si avvertono, ma non appartengono alla dimensione materiale dell’esistere. Nel suo linguaggio creativo pittura e della scultura s’incontrano: armonia, simmetria e perfezione, requisiti, questi, indispensabili per il cuore e per lo spirito per giungere al quel “criterio di verità” che è rappresentato dalla bellezza. La personale dell’artista potentino rende testimonianza di un dialogo incessante dell’anima con l’infinito tra bagliori di colori e asimmetriche geometrie che spalancano prospettive, profondità, misteri. Forme simboliche capaci di esprimere il senso dell’‘oltre’ che per l’artista è leggerezza, curiosità. Non sono né confini né traguardi, ma segni ideali per capire, interpretare ciò che sta o che accade nel mondo del proprio tempo inteso come capacità di pensare il mondo e di arrivare all’essenza della vita. le sue opere sono in grado di descrivere e di sublimare la grandezza dell’essere umano e il suo continuo innamoramento della Bellezza. In questa mostra l’artista sembra aver dato voce alla propria anima con la sua arte, comunicando direttamente con l’anima dello spettatore, presente e ricettivo con tutti i sensi.

Nino Tricarico (1938) è nato a Potenza, dove vive e lavora. Le sue esperienze formative nascono nell’ambiente dell’avanguardia napoletana intorno agli anni Sessanta ed è qui che impara la leggerezza e la drammaticità che trovano concretezza nella sua pittura della maturità .La scelta di restare in Basilicata non si è mai tradotta in forma di preclusione: la sua prima mostra personale, infatti, è ospitata nel 1970 nella Galleria Palms Shore di New York. Stabilisce rapporti interessanti e qualificanti con critici, scrittori, intellettuali specie dell’area napoletana/romana.

Partecipa anche a mostre e interventi in Germania, Olanda, Francia, Svizzera, Svezia e Finlandia.  A partire dagli anni 80’ forma il gruppo del “Nuovo lirismo” in cui riuniva artisti diversi e di diverse parti d’Italia nell’intento di collocare in un’opera lo stupore, l’emozione, il pensiero in una costante tensione poetica tra infinita leggerezza e dedizione estetica. La pittura di Tricarico, in questo periodo, guarda con interesse agli svolgimenti di un’astrazione che trae a se i tracciati più incisivi della tradizione informale italiana. Nella continua ricerca di nuovi supporti, passa dalla tela, al legno ed alla ceramica in una naturale continuità e coerenza di stile, alimentata da una sana e primitiva esperienza ludica artistica elaborata nel continuo dialogo con una natura contenitore ideale dell’esistenza terrena dell’uomo da rispettare. Numerose sono le mostre personali : “Infinito Bianco”, Palazzo Lanfranchi, Matera, 2009 ; “La Barba e lo Specchio: pastelli”, Bari, 2011. Tra le rassegne: 54a Biennale di Venezia Padiglione italiano,  Regione Basilicata; “Oleum. Tracce nei linguaggi del contemporaneo”, Museo FRAC , Baronissi; nel 2012 “Carte contemporanee: esperienze del disegno italiano dal 1943 agli anni Novanta”, Museo FRAC, Baronissi; 53° Premio internazionale Bice Bugatti Giovanni Segantini” Villa Vertua Masolo.. Nova Milanese, mentre nel 2013 è stato invitato al Premio Sulmona; del 2014 sono le ampie mostre antologiche presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Potenza e  nella sala Carlo V di Castel Nuovo di Napoli.

Serena Gervasio

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libri

Serena Dandini, Carmine Abate, Dacia Maraini, Massimo Carlotto e Haruki Murakami sono i cinque autori che vi proponiamo in questo nuovo numero della rivista. Sono altrettanti romanzi pubblicati in questo mese di novembre che aspettano solo di essere acquistati e portati a casa. Dunque a noi non resta che augurarvi buone letture!

Il futuro di una volta

Serena Dandini

Rizzoli

C’è un momento preciso della vita in cui, se ti guardi indietro, senti che sei diventato adulto. È l’istante in cui accetti di essere fragile. Laury, quella svolta, non l’ha ancora avuta. A quasi settant’anni si sente una ragazzina assieme al suo gruppo di amici fricchettoni, un mucchio di teste leggere e generose che le hanno riempito la vita. Quel momento non è arrivato neppure per sua figlia Elena, trentasette anni e un anonimo posto da impiegata alla Softy. Dal suo ufficio guarda il mondo a distanza, senza mai abbandonare una dieta a basso contenuto di emozioni. È rimasto fermo allo stesso punto anche Yves, nonostante i continui giri sulla Senna con la sua chiatta. Ogni settimana cena al bistrot della bella Béatrice, per la quale ha un debole da tempo, eppure non ha mai trovato il coraggio di farsi avanti… Cosa hanno capito di se stessi, dopo tanti anni? Forse poco. Ma a volte è il destino a metterti davanti agli occhi quello che sei. Così, quando tutto precipita, Laury non può più fingere di essere la leonessa dei suoi vent’anni ed Elena deve ammettere che ha bisogno dei sentimenti. E Yves, il coraggio per lasciarsi andare, dovrà cercarlo a ogni costo.

La felicità dellattesa2

Carmine Abate

Mondadori

Una saga familiare che abbraccia quattro generazioni della famiglia Leto, più di un secolo di storie e tre continenti. La felicità dell'attesa racconta i destini – più che mai attuali – di quanti lasciarono le sponde del Mediterraneo per cercare fortuna altrove, approdando nella "Merica Bona": una terra dura eppure favolosa, di polvere e grattacieli, sfide e trionfi È qui, negli States, che un ragazzo partito nel 1903 dal paese arbëresh di Carfizzi, la mitica Hora di Abate, può diventare un campione di bowling noto in tutto il mondo: Andy "The Greek" Varipapa. Proprio lui è il mentore di Jon Leto, l'uomo che parte tre volte: per vendetta, per amore e per lavoro. A Los Angeles, grazie a Andy, Jon incontrerà una giovane donna circonfusa di un fascino magnetico, come il neo ammaliatore sulla sua guancia sinistra: Norma Jeane, non ancora nota con il nome che la renderà un mito...

LA BAMBINA E IL SOGNATORE

Dacia Maraini

Rizzoli

Protagonista è Nani Sapienza, un maestro adorato dai suoi alunni per la sua straordinaria abilità nel narrare storie. Nani viene visitato in sogno da una bambina con la stessa andatura da papera di Martina, la figlia morta anni prima a causa di una malattia. La bambina del sogno indossa un cappottino rosso e sembrerebbe essere la stessa che, una mattina, scopre essere scomparsa. Nani crede di aver visto la bambina scomparsa in sogno e contagia con la sua idea la cittadina provinciale di S., nonché i suoi stessi alunni di scuola elementare. La ricerca di Lucia, la bambina scomparsa, diventa una ricerca di sé, per Nani, e un confronto con il dolore mai sopito del passato.

Per tutto l'oro del mondo

Massimo Carlotto

Edizioni e/o

Una delle tante rapine nelle ville delle campagne del Nordest finisce in tragedia con un duplice e brutale omicidio. Nonostante gli sforzi, le indagini non portano a nulla. Due anni dopo Marco Buratti viene contattato per indagare sul crimine e scoprire i responsabili. Il suo cliente è giovane, il più giovane che gli sia mai capitato, ha appena dodici anni ed è il figlio di una delle vittime che lo ingaggia offrendogli venti centesimi di anticipo. Fin dall’inizio la verità appare sconvolgente e contorta, per certi versi inaccettabile. L’Alligatore e i suoi soci, Beniamino Rossini e Max La Memoria si ritrovano ben presto invischiati in una vicenda di oro e di vendetta che li obbliga a scontrarsi con bande di rapinatori e criminali insospettabili. Nulla è facile in questa inchiesta che si trasforma presto in una trappola infernale. Nessuno vuole pagare per i propri crimini, tutti vogliono arricchirsi mentre l’Alligatore e i suoi amici devono tutelare gli interessi del loro cliente. Massimo Carlotto, con questo romanzo, affronta un tema scottante come quello delle rapine nelle ville, nervo scoperto di un intero territorio che spesso reagisce in maniera scomposta.

La strana biblioteca

Haruki Murakami

Einaudi

Un ragazzo, tornando da scuola, entra in una strana biblioteca con una strana richiesta: vorrebbe un libro sulla riscossione delle tasse nell’impero ottomano. La bibliotecaria lo invita a recarsi nella stanza 107, dove il ragazzo incontrerà un bibliotecario calvo dalla faccia piena di piccole macchie. La curiosa ricerca si trasforma presto in un’avventura: attraversando corridoi il ragazzo sarà condotto in una stanza con uomo vestito di pelli di pecora, e i personaggi bizzarri non finiranno lì. Quello che il ragazzo scoprirà, tuttavia, è che la biblioteca in cui si è recato può risultare un luogo assai pericoloso…

A cura della Redazione

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Pitture 1Esiste un luogo nella Basilicata preistorica che conserva tracce di presenza umana risalenti a circa diecimila anni fa. Si tratta di pitture rupestri situate nell’agro di Filiano, in provincia di Potenza, rinvenute circa cinquant’anni fa dall’archeologo di cui porta il nome il sito, Francesco Ranaldi. La scoperta già allora fu sensazionale poiché si tratta di un sito unico in tutta la Basilicata, e oggi torna all’attenzione del grande pubblico grazie ad una pubblicazione curata dalla Pro loco e dal Comune di Filiano che contiene e raccoglie tutte le ricerche e gli studi sul sito prodotti in questi anni.

I dipinti su roccia sono di rosso ocra e raffigurano uomini e animali in una scena di caccia.

Le pitture rientrano nel filone storico-artistico europeo di cui quelle della grotta Pitture 2  spagnola di Altamira rappresentano un preciso riferimento. Il Riparo Ranaldi si trova in località Tuppo dei Sassi a 879 metri di altezza, all’interno della Riserva Naturale statale “I Pisconi”, in una zona boscosa, sotto un riparo a volta naturale che forma un mezzo arco. L’archeologo racconta la sua sensazionale scoperta descrivendo minuziosamente i disegni rinvenuti. Si legge nella sua relazione: “(…) nella parete verticale di fondo un rettangolo lungo in senso verticale cm 65 e largo cm 52 sulla cui superficie, in parte sfaldata ai margini per l’azione secolare del gelo, appaiono dipinte composizioni di figure in folto assembramento. Uomini e animali: cervidi e capridi, illustranti una generica scena di caccia tutta sparsa senza alcuna coordinazione geometrica. Due animali sono catturati e trattenuti al laccio da due uomini le cui forme sono delineate dalla sovrapposizione di due corpi ovali uniti da uno stretto e basso tronco. (…) La stessa associazione di uomo e animale sembra ripetersi una terza volta in minori proporzioni in altro a sinistra. (…) In alto, sempre a destra, è dipinta la figura più interessante: un grosso ente maschile alto cm 18 a tre corpi ovali sovrapposti formanti braccia gambe e testa: divinità o stregone?”.

Figure schematico-lineari zoomorfe e atropomorfe che raccontano un mondo basato sull’economia della caccia tribale, cui adegua le proprie credenze e i propri riti religiosi. Dunque elementi che riportano gli studiosi a ritenere che dette pitture risalgano all’età mesolitica o epipaleolitica. Al di sopra del Riparo, negli anni successivi, è stata individuata un’incisione raffigurante un erbivoro, databile nell’età dei metalli.

Pitture 3Il sito riveste importanza capitale, potrebbe far parte degli itinerari dei “Cammini preistorici rupestri” ma c’è un ostacolo di natura burocratica che impedisce la fruizione dell’area. La località è di pertinenza del Corpo Forestale dello Stato che detiene le chiavi del sito e i tempi per la richiesta del rilascio dei permessi è lentissimo. L’amministrazione comunale di Filiano sta cercando di sbloccare la situazione per ottenere la gestione diretta del sito archeologico che vanta la presenza di un Centro visite, di un ampio parcheggio, di un sentiero acciottolato e di personale volontario qualificato per le visite guidate.

Occorre dunque investire ancora tempo ed energie per poter consentire la reale valorizzazione e promozione del patrimonio storico e artistico del territorio.

Eva Bonitatibus

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Idee 1

Interessante. Rasserenante. Stimolante. Curioso. Rilassante. Elettrizzante. Coinvolgente. Divertente. Colorata. Profonda. Emozionante.

Sono gli aggettivi utilizzati dagli studenti delle scuole superiori della città di Potenza coinvolti nel progetto “Libriamoci: giornate di lettura nelle scuole”, promossa dal Centro per il libro e la Lettura (MiBACT) e dalla Direzione generale per lo studente (MIUR) idee 3ed organizzato dal Circolo culturale Gocce d’autore. Complice l’insegnante che ha preparato i ragazzi proponendo loro letture di ogni tipo, anche questa seconda esperienza è stata un successo.

Un successo di emozioni, di sensazioni, di commistioni perché abbiamo ottenuto ciò che desideravamo: far leggere i libri ai ragazzi di 16-17 anni. Noi abbiamo portato un testo che parla di Italo Calvino e di musica jazz, abbiamo portato la letteratura e la musica, abbiamo portato l’autore e i musicisti che hanno fatto sobbalzare dalla sedia gli studenti. Li hanno circondati, circuiti, abbracciati, coccolati. Sono stati balsamo per menti e cuori e loro si sono lasciati massaggiare da parole e note rispondendo a tutte le sollecitazioni provocate. idee 2

Ci hanno stupito perché alle nostre letture sono seguite le loro. Un botta e risposta a suon di libri, di scrittori, di citazioni, di storie, di pagine. Ecco, l’unico suono che si è sentito forte quelle mattine è stato lo sfogliare delle pagine. Suono magico che ha fatto resuscitare gli interessi più sopiti. L’esperimento è riuscito e le loro testimonianze scritte sull’esperienza vissuta tra i banchi ci da rinforzo e speranza.

Non è vero che i ragazzi sono disinteressati al mondo della cultura. Ne sono parte integrante, la animano, la vivono e la trasmettono. Basta trovare la chiave giusta per aprire i loro cuori, il combustibile giusto per accendere il loro fuoco della passione. Loro hanno già tutto. Sta a noi operare nel modo giusto attivando tutte le idee utili allo scopo. E la loro risposta arriva, puntuale, come quella scritta da uno studente e che mi piace riportare: “Ultimamente sto riscoprendo la lettura, credo che letteratura e musica siano fondamentali e in base al mio stato d’animo scelgo se leggere o ascoltare musica. Ci sono giorni in cui ho bisogno di un libro, altri invece in cui con delle cuffie risolvo, momentaneamente, i problemi e i mille pensieri che mi passano per la testa”. idee 4

Cosa possiamo dire di più? Siamo felici di aver fatto nel nostro piccolo un’azione positiva ed acceso una scintilla. Siamo felici!

Eva Bonitatibus

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PREMIO BARILE

“HORA VERES”

2° EDIZIONE 2015

premio imagine

R E G O L A M E N T O

Art.1 Scopo La Pro Loco Barile (PZ) con la collaborazione di Convento Wine Space, FIDAS BARILE, Comune di Barile e Basilicata in Arte, organizzano la seconda edizione della mostra Internazionale di Pittura finalizzato alla promozione dell’arte contemporanea e alla valorizzazione dell’arte pittorica che si terrà in BARILE (Pz) presso il Convento Wine Space dal

22 NOVEMBRE AL 6 DICEMBRE 2015

Il Premio Barile è aperto ad artisti professionisti, emergenti, autodidatti e a studenti di qualsiasi nazionalità (residenti e non-residenti in Italia) che operano sul territorio nazionale Italiano o estero. Non ci sono limiti di età per chi si candida né di qualifica o curriculum. Il premio incoraggia la partecipazione di artisti di ogni livello. Il concorso ha un numero chiuso di n.70 partecipanti.

Art.2 Tema

Ogni anno verrà scelto un tema

Il tema al quale attenersi per questa seconda edizione 2015 è:

“L’Acqua, il vino e l’olio”

Art.3 Catalogo LA PRO LOCO BARILE si impegna a pubblicizzare i quadri in concorso, mediante apposito

CATALOGO .

CATALOGO

A ogni artista partecipante sarà consegnato gratuitamente il CATALOGO e sarà ritirato durante la serata della premiazione, per chi non fosse presente sarà recapitato.  A tal fine, ogni Pittore è tenuto a produrre una breve biografia con l’indicazione: titolo dell’opera, la tecnica di pittura, il supporto , le dimensioni , la data.  L’artista deve far pervenire insieme all’opera una foto in alta risoluzione dell’opera stessa, che verrà utilizzata nel catalogo (chiunque non ha la possibilità di farci pervenire questa foto provvederemo noi con il nostro fotografo.

Sarà istituita una mostra/esposizione di tutte le opere che verrà inaugurata Domenica 22 Novembre 2015 e rimarrà aperta al pubblico fino al 6 Dicembre 2015 presso il Convento Wine Space, Via Padre Minozzi – 85022 Barile (Pz)

E’ prevista la diffusione di comunicati stampa a giornali, televisioni e siti internet locali e nazionali. anche la stampa e la diffusione di manifesti, locandine e inviti.

L’evento verrà anche diffuso sulla pagina Facebook e sui social network dove verrà decretato un vincitore in base a chi conquista il maggior numero di click “MI PIACE”.

Art.4 Modalità di partecipazione al concorso

Al concorso si partecipa con un’unica opera. Tecniche ammesse: olio, acrilico, vernice industriale, inchiostro, vinile, acquarello, grafite, pastello, illustrazione, stampa digitale.

Supporto dell’opera: tela, carta, cartone, legno, plastica, metallo, vetro ceramica.

Ogni opera dovrà essere: Originale, e non necessariamente inedita.

Tutti i quadri selezionati concorrono alla premiazione.

Ogni opera deve avere le seguenti caratteristiche:

1) La dimensione massima consentita è di 1,20 metri per lato.

2) deve essere presentata senza vetro e munita di robuste attaccaglie per la semplice sistemazione a parete. Le opere per essere considerate valide dovranno risultare non firmate e pertanto, sul retro del quadro, dovrà essere inserita una busta contenente l’indicazione dei i seguenti dati:

• titolo dell’opera • tecnica di pittura e materiale su cui è stata realizzata l’opera stessa • dimensioni del quadro • data dell’opera • nome, cognome, indirizzo, numero telefonico ed indirizzo e-mail • firma

La mancata etichettatura, secondo le modalità richieste, è causa di esclusione dell’opera dal concorso.

Ad ogni opera sarà dato un numero progressivo.

Modalità di iscrizione – consegna e ritiro opere.

Per partecipare tutti gli artisti dovranno inviare, entro e non oltre il giorno 17 NOVEMBRE 2015, all’indirizzo email:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

il seguente materiale:

modulo di partecipazione compilato e firmato;

 brevissimo curriculum artistico;

prova dell'avvenuto versamento della quota di iscrizione;

un’immagine della propria opera in formato in alta risoluzione;

fotocopia documento riconoscimento .

Tutte le spese di imballaggio e di trasporto delle opere saranno a carico dei partecipanti. L’imballo dovrà essere riutilizzabile per l’eventuale ritorno tramite corriere. Le opere spedite non necessitano di bolla di accompagnamento, purché sull'imballo risulti la dicitura “Esente da bolla di accompagnamento ai sensi dell'art. 4, comma 2, del D.P.R. 627/78”.

Le opere dovranno pervenire entro il giorno 17 NOVEMBRE 2015 presso la sede Pro Loco Barile:

PIAZZA CARLO ALBERTO DALLA CHIESA N° 12

85022 BARILE – PZ

PER INFO:

PRO LOCO TEL. 0972 770771

PRESIDENTE PRO LOCO DANIELE BRACUTO TEL.3476705078

PRESIDENTE IN ARTE ANTONIO VOLONNINO TEL: 3283557240

RESPONSABILE PREMIO : SABRINA GAGLIARDI TEL. 3274693404

http://www.prolocobarile.it/

https://www.facebook.com/prolocodibarile

Le opere non premiate dovranno essere ritirate dal concorrente o da persona da lui delegata, al termine della serata della premiazione il giorno 06.12.2015.

Le opere non ritirate entro un mese successivo a quello della premiazione in cui si è svolto il concorso rimarranno a disposizione della Pro Loco Barile che le potranno utilizzare per l’allestimento di mostre future e/o venderle destinando il ricavato alla realizzazione di eventi di beneficenza e culturali.

La quota di iscrizione, da versare alla Pro Loco Barile, per la partecipazione al concorso è di €. 30 da versare prima della consegna delle opere sul c.c. bancario presso

BCC OPPIDO LUCANO E RIPACANDIDA FILIALE DI BARILE

intestato a:

PRO LOCO BARILE

IBAN: IT52A0870841880000050300004

Inserendo come causale la dicitura:

“Iscrizione PREMIO BARILE 2015”.

 

Art.5

Diniego di partecipazione all’esposizione La partecipazione al concorso intende, infatti, valorizzare la libertà di espressione, ma richiede che tale libertà non rechi offesa o leda la sensibilità del pubblico, pertanto l’organizzazione si riserva il diritto di rifiutare opere ,didascalie e testi a contenuto blasfemo, pornografico, con contenuto indecoroso o non conforme al comune senso morale e del buon gusto. Pertanto la pro loco per il tramite della Commissione esaminatrice, a suo insindacabile giudizio, si riserva di accettare, o meno, la partecipazione delle opere alla mostra di pittura. Nessuna responsabilità potrà essere attribuita agli organizzatori per falsificazioni e illegittime attribuzioni di paternità delle opere.

Art.6 Modalità concorsuali

Verrà nominata dalla PRO LOCO BARILE la Giuria Specialistica composta da un massimo di 9 componenti

n.1 Critico d’arte,

n.1 Presidente proloco,

n.1 Presidente FIDAS BARILE,

n.1 Sindaco o Assessore del Comunde di Barile,

n.1 Architetto

n.1 Presidente Associazione BASILICATA IN ARTE,

n.1 Prof. D’arte,

n.1 Curatrice arte,

n. 1 Presidente di giuria,

con il compito di esaminare le opere e proclamare con motivazione di merito il 1° 2° 3° classificato.

La valutazione della Commissione esaminatrice ed il giudizio della Giuria Specialistica sono insindacabili ed inappellabili.

Art.7 Premi specificare al netto o lordo ritenuta

La Giuria eserciterà voto di preferenza sulle opere pervenute al Premio. Il voto sarà segreto.

La Giuria avente diritto al voto potrà visionare le opere ed assegnare il proprio voto. I vincitori saranno coloro che ricevono il punteggio più alto. Ci sarà un solo vincitore, nell’eventualità di un pareggio, la commissione di critici deciderà chi fra i pari merito sarà il vincitore.

Nel caso in cui un giurato sia impossibilitato ad essere presente, potrà comunicare i suoi voti tramite e-mail.

Se le condizioni lo permetteranno verrà istituito anche un premio facebook e un premio popolare, a votazione del pubblico visitante la mostra. Saranno dati due menzioni speciale da parte della giuria.

I premi cosi ripartiti:

1° premio € 500,00 al netto della ritenuta + trofeo

 2° premio € 300,00 al netto della ritenuta + trofeo

 3° premio € 200,00 al netto della ritenuta + trofeo

4° menzione speciale da parte della giuria

5° menzione speciale da parte della giuria

6° premio FIDAS BARILE  - targa

7° premio FACEBOOK - targa

8° premio giuria popolare - targa

A tutti gli Artisti verrà consegnato un Attestato di partecipazione.

Art.8 Destinazione Opere Le opere risultate 1° e 2° classificata rimarranno di proprietà della PRO LOCO BARILE che potrà usare per iniziative ed eventi e in qualità di proprietari ne potranno disporre nella maniera che riterranno più opportuna senza che l’autore abbia niente altro da pretendere né al momento né in futuro.

Mentre la 3° opera classificata rimarrà proprietaria  della FIDAS BARILE  che potrà usare per iniziative ed eventi e in qualità di proprietario potrà disporre nella maniera che riterrà più opportuno senza che l’autore abbia niente altro da pretendere né al momento né in futuro.

Le opere non premiate potranno essere oggetto di compravendita da parte dei concorrenti. Nessuna percentuale , per vendite effettuate in Loco, è dovuta all’Ente organizzatore sulle opere esposte e cedute ad eventuali acquirenti presenti al momento dell’esposizione.

Art.9 Furti o smarrimenti LA PRO LOCO, pur garantendo la massima vigilanza delle opere assegnate ed esposte, non si assume alcuna responsabilità per eventuali furti, danneggiamenti, incidenti, manomissioni e per qualsiasi altra causa di danno che le stesse potranno subire.

Art.10 La partecipazione al concorso implica la completa conoscenza e l’ accettazione

incondizionata delle norme contenute nel presente regolamento. L’inosservanza di una qualsiasi norma del presente atto costituisce motivo di esclusione dal concorso.

Art.11 L’Ente organizzatore si riserva il diritto di riprodurre le opere che hanno concorso con pubblicazione anche a mezzo stampa, internet, sul profilo committente ecc. I partecipanti si impegnano a non pretendere compensi di sorta , né il riconoscimento di alcun diritto, se non la loro citazione, per la pubblicazione e/o esposizione delle loro opere in mostre o in altri eventi atte a promuovere l’iniziativa.

Gli Artisti con le opere non vincitrici se vorranno potranno essere donate alla PRO LOCO BARILE o alla FIDAS BARILE per iniziative BENEFICHE.

Art.12 Trattamento dati personali L’iscrizione vale quale autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della legge 675/96 (‘legge sulla Privacy’) e successive modifiche D.lgs. 196/2003 (Codice Privacy), anche ai fini dell’inserimento in banche dati gestite dalle persone suddette. Ogni controversia sarà trattata in Italia e secondo la legge italiana. I dati personali, le immagini delle opere del premio e/o altre opere inserite sul sito, o film/video girati dall’Organizzazione/tore durante un evento, per promuovere gli artisti e se stesso, o in altri eventi di arte contemporanea, nella promozione su web, comunicazione o marketing, potranno essere utilizzati dall’Organizzazione/tore senza dover necessariamente richiedere il consenso delle parti.

1. L’Organizzazione si riserva il diritto di apportare variazioni al bando qualora se ne presenti la necessità.

2. Se in qualsivoglia modo i partecipanti si sono resi partecipi di azioni illegali o moralmente inaccettabili in precedenti eventi artistici di cui l’organizzazione o i loro rappresentanti sono a conoscenza, si discuterà in merito alla candidatura o meno del candidato. Il giudizio dell’Organizzazione o dei suoi rappresentanti è insindacabile ed inappellabile.

I dati saranno conservati presso  la sede proloco Barile e saranno trattati dall’ufficio cultura con la massima riservatezza . 

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Einaudi

Non c’è verso tanto esplicativo, quanto l’ombra della notte.

È il miracolo di una vita che si intreccia al suo Mistero.

La sagoma dell’uomo che attraversa la strada illuminata dalle aurore.

Il principio abbraccia la sua fine. E l’ama.

Come ama il sorriso di un bambino, un viso pietrificato dal tempo.

Come scuote la polvere dei rimpianti, una voce acuta e vigorosa.

Come apre la porta, il vento della storia. Che si compone con la dignità del silenzio.

Non c’è prezzo da pagare, quando il cuore si siede sul cerchio del suo vortice.

Ha posizione di privilegio quell’esistenza che libra.

La levità dei suoi profumi è infinitesimale e maestosa.

Nessun nascondimento, nessuna pietà, né rigida definizione.

Nuotare nei corpuscoli dell’Infinito, concludere il mosaico con le lettere di Dio.

 

Virginia Cortese

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scrivere ignoto 1

Mark Forsyth è l’autore di un libello che in 26 pagine racconta tutto ciò che non sappiamo di non sapere sulle librerie. Ossia la grande ricchezza da scoprire tutte le volte che ne varchiamo la soglia. Il saggio, dal titolo L’ignoto ignoto, reca l’eloquente sottotitolo “le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi”. In effetti è proprio così. Io stessa, recatami nella mia libreria di fiducia, se non avessi dialogato con il libraio che mi ha messo nelle mani questo libricino, mai, credo, avrei posato gli occhi sul libro di cui vi sto parlando. Un po’ perché era nascosto da altri volumi più corposi, sistemato dietro al grosso bancone della cassa, un po’ perché ero alla ricerca di qualcos’altro. E proprio in questa meravigliosa ricerca di qualcosa che non sapevo di trovare, mi sono imbattuta in un libro di cui ignoravo l’esistenza.

 

scrivere ignoto 2Lo scrittore inglese, tra i più noti linguisti e commentatori della lingua inglese, parte da un assunto: “ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose che sappiamo di non sapere. Ma c’è anche l’ignoto ignoto, cioè le cose che non sappiamo di non sapere”. Un’affermazione, scrive Forsyth, che lascia perplessa la gente ma che in realtà dice una grande verità. Facciamo un esempio con i libri: ci sono quelli che hai letto, quelli che sai di non aver letto e quelli che non sai di non conoscere. Sicuramente tra quelli che avete letto c’è un Massimo Gramellini o un Fabio Volo (ahimè) o un Andrea Camilleri o una Elena Ferrante o un Niccolò Ammaniti e che ora riposano sugli scaffali della libreria del vostro studio. Tra quelli che sapete di non aver letto e che sono famosi perché li avete già sentiti compaiono gli altisonanti Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust o “Ulisse” di James Joyce o “Guerra e pace” di Lev Tolstoj o altri grandi scrittori che val la pena di leggere. Prima o poi. Basta una ricerchina su internet e li mandi a prendere. Il bello è ottenere ciò che non sapevi che esistesse e, le cose che non sai di non sapere, le trovi altrove.

Comincia così il viaggio di Mark Forsyth (Mark Forsyth) alla ricerca dell’ignoto tra libri curiosi, librerie romantiche, buone librerie. Con il culto della bibliomanzia, l’arte di predire il futuro attraverso i libri, l’autore si diverte ad aprire a caso i libri e leggere la frase che gli compare davanti che, in modo profetico, gli rivela il futuro. E cita vari casi famosi che si sono affidati alla bibliomanzia, da San Francesco d’Assisi al poeta Robert Browning. La voglia di appagare il desiderio di trovare il libro giusto porta il nostro ad immaginare di entrare bendato in una libreria e, allungando una mano come fosse un fantasma, di trovare il libro fantastico. Ma l’espediente, piuttosto improbabile, potrebbe rivelarsi rovinoso, così gioca di fantasia: trovarsi in una piccola stradina di un paese mai visitato prima ed entrare in un negozio appena scoperto. Lì dentro c’è un solo libro, con la copertina molto semplice: è quello che gli svelerà tutti i segreti dell’universo. Grazioso spunto per un racconto!

scrivere ignoto 3

Ma dov’è allora questo ignoto ignoto? Il libro migliore, l’ignoto ignoto, è sul tavolo in fondo alla libreria. Quello in alto sullo scaffale, nell’angolo, a portata della tua mano. E’ lì che ti aspetta già da un po’, la sua copertina è invitante, prendilo, puoi sfogliarlo, annusarlo, toccarlo. Lo puoi fare. Anzi lo devi fare. Grazie e-book, grazie a voi le librerie sono tornate ad essere più affascinanti di prima.

Eva Bonitatibus

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