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L’Ipotesi del Male

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C'è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un'ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell'ufficio persone scomparse dove lavora, centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato. Ma se d'improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati?

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L' ultimo dei marziani. David Bowie raccontato dal poprock italiano

È stato l'uomo caduto sulla Terra, l'icona glam Ziggy Polvere di Stelle, l'etereo Duca Bianco; e poi, dopo aver attraversato indenne e mutante gli anni Ottanta e Novanta, si è trasformato nel Grande Assente. Ma cosa ha significato sino ad oggi David Bowie per la musica e la cultura italiane? E di tutte le sue persone sonore e visive, quali si sono più a fondo innestate nelle nostre memorie? A rispondere - con riflessioni, ricordi, provocazioni, aneddoti e invenzioni letterarie - sono 25 nomi fra i più diversi, per età e background, del nostro panorama poprock. Ne scaturisce un'inedita e multiforme fuga di voci che accompagna e scandisce, contrappuntandoli con toni italici, i capitoli di una biografia aggiornata alle più recenti vicende della parabola bowiana.Con interventi di Manuel Agnelli, Andy, LeLe Battista, Paolo Benvegnù, Pierpaolo Capovilla, Giulio Casale, Ivan Cattaneo,Tommaso Cerasuolo, Andrea Chimenti, Federico Fiumani, Dino Fumaretto, Garbo, Cristiano Godano, Francesco Messina, Enrico Molteni, Morgan, NicoNote, Alessandro Raina, Mara Redeghieri, Enrico Ruggeri, Umberto Palazzo, Marco Parente, The Niro, Tricarico, Massimo Zamboni.

piovono

Piovono Morti

C'è un farmacista sospettoso: forse un dipendente gli ruba soldi dalla cassa. C'è anche una madre in pena: sua figlia è scomparsa e bisogna assolutamente ritrovarla. Eugène Tarpon, perennemente alle prese con finanze disastrate, accetta di occuparsi di entrambi i casi. Come a volte succede, i due imbrogli ne nascondono un terzo, ben piú articolato e pericoloso. L'azione si fa subito perdifiato, e coinvolge personaggi imprevedibili: poliziotti corrotti, nazisti bretoni, reduci della guerra di Spagna, moderni santoni piú o meno imbevuti di misticismo. Tarpon però sembra avere capito la lezione della sua precedente avventura: la migliore difesa è l'attacco. E allora, davvero, si salvi chi può. Come in Un mucchio di cadaveri, alle prese con la figura piú classica del poliziesco americano, Manchette distilla l'irriverenza del suo approccio in un romanzo dal ritmo scatenato dove non mancano inseguimenti, sparatorie e violenze di ogni tipo, e dove i cadaveri si ammucchiano con sorprendente rapidità, come piovuti da un cielo gonfio di nubi.

occhi

Nei tuoi Occhi

Versione E-Book

Per ripagare i sacrifici dei genitori, Maria ha lavorato giorno e notte fino a diventare quello che è: il ritratto del successo. Lei è bella, di quella bellezza scura e appassionata che hanno le donne latine, eppure non ha una relazione, tutta presa prima dalla laurea e poi dal posto nello studio legale più importante della zona. Qualcosa, però, mette in pericolo la sua carriera e Maria sente il bisogno di rientrare a Wilmington e cercare la protezione della sua famiglia. Colin sta facendo del suo meglio per ridare un significato alla propria esistenza. Non ha ancora trent'anni, ma la violenza lo ha già segnato profondamente e lui non vuole più correre il rischio di finire in prigione. Le sue giornate sono scandite dallo studio, dalla palestra, e dal lavoro nel bar di Wilmington, la città dove vive ora grazie a una coppia di amici che gli fa da famiglia, proteggendolo da se stesso. È affascinante e lo sa, ma in questo momento una relazione è l'ultimo dei suoi pensieri. Come sempre il destino mescola le carte, e lo fa in una notte di pioggia torrenziale, quando Maria rimane con una gomma a terra e Colin non può fare a meno di fermarsi ad aiutarla. È l'inizio di qualcosa, forse, una promessa di futuro. Che rischia di essere distrutto dai demoni del loro passato. E che soltanto chiamando quella promessa amore può diventare la loro realtà. La storia di Colin e Maria.

uccidere

È così che si uccide


La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l’ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte. Perché la morte è uno spettacolo. Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell’odore. L’odore dell’inferno, pensa ogni volta. Così, Mancini rifiuta il caso. Rifiuta l’idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l’istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell’incubo. Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l’indagine… E accettare anche l’idea che forse non riuscirà a fermare l’omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.

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cultura tango 1

Melanconia e sensualità. Profondità e leggerezza. Pathos e sentimento. Sono i tratti peculiari del tango, di quello raccontato e di quello cantato, ma anche di quello danzato. Il tango come poesia, prima che ballo, prima che musica, ha la forza evocativa capace di imprimere indelebilmente alma e ragione. E’ il tango che ci ha fatto leggere ed ascoltare Donatella Alamprese, cantante lucana, insieme al chitarrista Marco Giacomini il 2 gennaio scorso a Potenza. Un’esperienza forte ed unica che ha trasformato la presentazione dell’ultimo disco dei due musicisti, Tango sin carmìn, in un viaggio senza ritorno nelle storie e nella storia del tango e nella tradizione argentina. Un inizio d’anno all’insegna della riflessione sollecitata dalla musica e dalla poesia, una musica e una poesia che hanno radici profondissime e che ci hanno portato lontano, nell’Argentina di Alfonsina Storni, dei bambini rubati dalla dittatura, delle  ragazze e donne desaparecida. Versi struggenti che hanno commosso il pubblico che ha affollato la Galleria Civica di Palazzo Loffredo e che non ha smesso di applaudire ed acclamare l’intensa interprete definita la “Perla del tango”.

cultura tango 2

Il disco rappresenta un omaggio alle donne, quelle creature che combattono tutti i giorni per sopravvivere alle ingiustizie, alle privazioni e ai pregiudizi. A quelle donne che non hanno bisogno di maschere, di make up, che nella loro semplicità e purezza raggiungono i loro obiettivi con la sola forza della determinazione. Il tango in fondo racconta proprio la storia della marginalità, nasce come espressione culturale dell’immigrazione e nasce in una società di immigrazione dall’incrocio di creoli argentini o uruguaiani e immigrati, soprattutto italiani, nella quale mancano le donne. Dunque un tango senza rossetto che riproduce il fluire della vita con dialoghi di ordinaria follia che ne caratterizzano la quotidianità. E allora il tango diventa un discorso, un linguaggio per comunicare la sofferenza che è alla base della passione.   

cultura tango 3  cultura tanto 4

La voce di Donatella Alamprese ha raccontato il tormento e la bellezza di questa terra che un po’ le appartiene. Toni forti e potenti hanno dato spazio a parole soffiate, supportate dalla dolcezza della chitarra di Marco Giacomini che ha assecondato la poesia sottolineandone la forza semantica. Rinascita e morte convivono in Donatella, nella sua liricità e nella sua vocalità. Una interpretazione vibrante che non ha lasciato dubbi sulla bravura di questa cantante carismatica e comunicativa che ha intrattenuto il pubblico con una freschezza ed energia entusiasmanti. Alla fine standing ovation per lei.

Il disco, quattordici brani in tutto, si presenta come un’antologia di racconti e vanta la collaborazione di Marta Pizzo, poetessa e compositrice, e di Saul Cosentino, tra i più importanti compositori argentini contemporanei. Originalità e modernità sono le caratteristiche di Tango sin carmìn che, valicando i limiti del folklore (cit. Giovanni Ballerini) fanno della musica latino-americana una musica universale. Una ricerca che fa di Donatella Alamprese una musicista raffinata in cui confluiscono le voci di tutte le donne.

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(Foto di Carla Di Camillo)

Eva Bonitatibus

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cittaamica

L’Associazione Culturale “Arte Città Amica” di Torino ha indetto un concorso internazionale di Pittura (in tutte le sue espressioni), Disegno e grafica e Acquerello.

Tutti gli artisti interessati potranno iscriversi entro il 15 febbraio p.v. compilando i moduli allegati al sito web http://www.artecittaamica.it/. Le opere dovranno essere consegnate, decorosamente incorniciate, senza vetro, (per le opere di grafica e di disegno, si consiglia il plexiglas) entro e non oltre il 10 aprile 2016

Una commissione di esperti, critici, artisti, docenti d’arte e giornalisti del settore, visionerà le foto. Entro il 10 marzo 2016, gli autori delle opere selezionate saranno invitati, con lettera o telefonicamente, a far pervenire le opere originali. Le opere selezionate saranno esposte per un periodo di 8 giorni nel mese di maggio 2016 nella Galleria di Arte Città Amica o in altro spazio istituzionale.

Verrà pubblicato un catalogo sul quale saranno riprodotte le opere selezionate e brevi note biografiche, se fornite dall’artista. Una copia del catalogo sarà consegnata in omaggio.

Per la premiazione è stata scelta la prestigiosa GAM – Galleria d’Arte Moderna di Torino, dove, durante la cerimonia, saranno esposte le opere premiate e proiettate sullo schermo tutte le opere in concorso.

Durante l’esposizione la giuria esaminerà le opere e assegnerà i premi. I nomi dei giurati saranno resi noti il giorno della premiazione.

I premi consistono nell’allestimento di una mostra personale la cui durata varia in base alla classifica degli stessi. Oltre ai  premi su esposti, vi saranno  menzioni e segnalazioni.

La premiazione avverrà il 21 maggio 2016, presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino.

Le opere premiate e il verbale della premiazione saranno divulgati sul sito www.artecittaamica.it

Per tutte le info si invita a consultare il sito www.artecittaamica.it.

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The Revenant: Redivivo 

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Ispirato al romanzo del 2004 di Michael Punke The Revenant: A Novel of Revenge, Hugh Glass, interpretato da un grosso, barbuto Leonardo di Caprio, leggendario, ma realmente esistito, cacciatore di pellicce della Pennsylvania che a 36 anni, nel 1823, si avventura con una spedizione di cento uomini a risalire il Missouri per arrivare al Montana passando per il Sud e Nord Dakota, ma viene aggredito da un grizzly, Glass resta ferito, ma così gravemente che tutti gli altri pensano che ne avrà per poco, così restano con lui solo due uomini, John Fitzgerald e Jim Bridger interpretati da Tom Hardy e Will Poulte, con il compito, quando arriverà il momento, di fare i becchini e seppellirlo, ma quelli, convinti che non ne valga la pena e sotto attacco da parte degli indiani, lo derubano pure delle armi e lo mollano solo al suo destino. Glass però ce la fa e una volta riprese le forze, inizia il suo pericolosissimo viaggio di ritorno senza paura di morire perché è già morto, in cerca di vendetta tra indiani feroci e altri perigli.

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Film del regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu, premio Oscar per Birdman, Una delle particolarità del film riguarda la scelta del regista di utilizzare solo l’illuminazione naturale in inverno; perciò il tempo giornaliero a disposizione era pochissimo.  Le montagne canadesi, la superba recitazione di Di Caprio, la storia di questo cacciatore e del suo viaggio vendicatore, rendono questo film uno dei più attesi del 2016.

La storia di Hugh Glass approdò già al cinema nel 1971 in un film western diretto da Richard C. Sarafian intitolato Man in the Wilderness e interpretato da Richard Harris and John Huston che arrivò in Italia come Uomo bianco va col tuo Dio. E infatti il trailer, pur considerando la qualità tecnica e la differenza temporale, ricorda non poco quello del nuovo lavoro di Inarritu

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La corrispondenza

lacorrispondenza

Una giovane studentessa universitaria impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema. La sua specialità sono le scene d'azione, le acrobazie cariche di suspence, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio. Le piace riaprire gli occhi dopo ogni morte. La rende invincibile, o forse l'aiuta a esorcizzare un antico senso di colpa. Ma un giorno il professore di astrofisica di cui è profondamente innamorata sembra svanire nel nulla. E' fuggito? Per quale ragione? E perché lui continua a inviarle messaggi in ogni istante della giornata?
Con queste domande, che conducono la ragazza lungo la strada di un'indagine molto personale, inizia la storia del film, una storia d'amore dei nostri tempi, tutto ciò che vi si racconta è assolutamente realistico. E' una storia sull'amore che non conosce ostacoli di nessuna natura.

Regista Giuseppe Tornatore, i protagonisti Olga Kurylenko e Jeremy Irons

CREED

Creed

Creed è lo spin-off di Rocky con Sylvester Stallone. Il film riunisce inoltre il regista Ryan Coogler con la star di Prossima fermata Fruitvale Station Michael B. Jordan nei panni del figlio di Apollo Creed.

Adonis Johnson non ha mai conosciuto suo padre, il famoso campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed, morto prima che lui nascesse. Eppure, non si può negare che la boxe sia nel suo sangue, così Adonis va a Philadelphia, il luogo del leggendario incontro tra Apollo Creed e il duro di nome Rocky Balboa.

Una volta arrivato nella città dell'amore fraterno, Adonis rintraccia Rocky e gli chiede di diventare il suo allenatore. Nonostante continui a insistere di essere fuori dal gioco una volta per tutte, Rocky vede in Adonis la forza e la determinazione che aveva visto in Apollo - il feroce rivale che diventò il suo più caro amico. Dopo averlo preso sotto la sua ala, Rocky allena il giovane combattente, anche se l'ex campione sta combattendo un avversario più letale di chiunque abbia mai affrontato sul ring.

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NickTheNightfly

Movimenti circolari.

Come abbracci in un valzer notturno.

Stelle che si rincorrono gioiose e che non conoscono la nostalgia.

Fiabe che si rileggono in sguardi che hanno il gusto dell’estate.

Narrazioni romantiche.

Melodie centellinate in tessere dalle sfumature dell’oro.

Finestre sull’infinito.

Mosaico di passi sulle onde che cullano.

Visioni marine di speranze giovanili.

Soffio spregiudicato, mani  sugli occhi, sorprese del cuore.

Sorrisi innocenti e caldi.

È un chiaro di luna.

Di luna blu.

Virginia Cortese

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Redazione

 

 

La redazione di www.goccedautore.it augura a tutti i suoi lettori un fantastico 2016. Buon anno da Eva Bonitatibus, Toni De Giorgi, Pasquale Palese, Virginia Cortese, Serena Gervasio, Rocco Infantino, Vito Coviello e Vincenzo Pernetti.

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cinema star 1Oltre ai cinepanettoni il cinema offre sempre alternative, ovviamente la qualità delle stesse è solo soggettiva. Non si può però non citare STAR WARS il risveglio della forza, sicuramente sarete stati invasi da spot, speciali, curiosità, spoiler, pareri ma l’unica verità su questo film è che percorre ben 38 anni di storia attraversando generazioni di appassionati e sognatori di viaggi nello spazio infinito e pertanto immersi nella storia di Star Wars dal 1977 anno di uscita del primo episodio, che solo dopo circa 20 anni è diventato il IV episodio nell’ordine cronologico della storia...

Luke Skywalker è scomparso. La mappa con il luogo in cui si è nascosto suscita l'attenzione di molti: di Primo Ordine, organizzazione paramilitare che si richiama all'Impero Galattico cercando di restaurarne l'autorità, e della Resistenza, gruppo di repubblicani decisi a contrastare l'autoritarismo di Primo Ordine. Quando Kylo Ren, malvagia pantomima di Darth Vader, scopre che la mappa si trova all'interno di un droide, si scatena una caccia all'uomo senza tregua, che coinvolgerà Finn, uno Stormtrooper che ha deciso di non uccidere, e Rey, una ragazza che vive rivendendo cianfrusaglie recuperate da astronavi.

Regia di J.J. Abrams.

Con Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew.

Da mercoledì 16 dicembre 2015.

 

 

Se avete finito di viaggiare nello spazio e volete ritornare sulla terra potete farlo Con Irrational Man dell’instancabile Woody Allen

cinema irr 2

Abe Lucas, professore di filosofia ormai privo di qualsiasi interesse per la vita, si trasferisce nell'Università di una cittadina. Preceduto da una fama di seduttore incontra la collega Rita Richards che cerca di attrarlo a sé per mettersi alle spalle un matrimonio fallito. C'è però anche la migliore studentessa del corso, Jill Pollard, che subisce il suo fascino e progressivamente gli si avvicina. Un giorno i due ascoltano, del tutto casualmente, la disperata lamentela di una madre che si è vista togliere la tutela di un figlio da parte di un giudice totalmente insensibile a qualsiasi esigenza umanitaria. Abe, in quel preciso momento, sente di poter fare qualcosa per quella donna e, con questo, di poter ridare un senso alla propria vita.

Joaquin Phoenix, per questa pellicola è ingrassato di ben 15 chili, dichiarando che era necessario farlo per dare più verità al personaggio.

Durante il film appare il libro di Dostoevskij Delitto e castigo, utilizzato per la quarta volta da Allen come fonte di ispirazione dichiarata, dopo Crimini e misfatti (1989), Match Point (2005) e Sogni e delitti (2007).

Regia di Woody Allen.

Con Jamie Blackley, Joaquin Phoenix, Parker Posey, Emma Stone, Meredith Hagner.

Da mercoledì 16 dicembre 2015

 

Finiti con i festeggiamenti dell’Epifania immergetevi nella storia vera della crisi USA 2008 e lo slogan del film dice tutto: Se non puoi battere le banche, fagliela pagare!!!

 

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La grande scommessa

 

Nell'anno 2005, il mercato immobiliare americano appariva più stabile e florido che mai. Chiunque chiedesse un mutuo, preferibilmente a tasso variabile, era quasi certo di ottenerlo. Per questo, quando Michael Burry si presentò in diverse banche per scommettere sostanzialmente contro l'andamento del mercato, nessuno gli negò la possibilità di farlo, e anzi gli risero alle spalle. Michael Burry, però, aveva visto quello che il mondo non vedeva ancora: una pericolosa e crescente instabilità del sistema, peggiorata dalla vendita smodata di pacchetti azionari pressoché nulli, etichettati in maniera fraudolenta.

Oltre a fruire della regia di Adam McKay (Anchorman, Fratellastri a 40 anni) può contare su un cast stellare a dir poco impressionante che include i Premi Oscar Christian Bale, Melissa Leo e Marisa Tomei e i candidati all’Oscar Brad Pitt, Ryan Gosling e Steve Carell.

 

Christian Bale interpreta l’eccentrico neurologo californiano Michael Burry diventato manager di fondi. Burry dopo aver scoperto una vera e propria bomba a orologeria su prodotti finanziari destinati a un inevitabile default, inventa uno strumento finanziario chiamato “derivato di copertura” per mandare in tilt il mercato immobiliare in forte espansione, con grande disappunto dei proprietari e degli investitori coinvolti nella speculazione.

Ryan Gosling è Jared Vennett, personaggio basato sull'operatore finanziario (trader) della Deutsche Bank Greg Lippmann; Steve Carell è Mark Baum, personaggio basato su Steve Eisman un manager di fondi speculativi; Brad Pitt è Ben Rickert, personaggio basato su Ben Hockett head trader e partner della società d'investimenti Cornwall Capital i cui fondatori iniziarono in un garage con 110.000$ e un fondo speculativo su cui guadagnarono 120 milioni di dollari quando il mercato crollò.Il cast è completato da Karen Gillan, Tracy Letts, Hamish Linklater, John Magaro, Stanley Wong, Byron Mann, Rafe Spall, Jeremy Strong, Finn Wittrock e Max Greenfield.

Regia di Adam McKay

Con Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, Marisa Tomei. mostra più attori »

Da giovedì 7 gennaio 2016 al cinema

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In una recente conversazione con un’amica affiora, per me, il ricordo di un libro. Un libro particolare e lontano. Ero poco più che ragazzo, lo lessi, mi incantò. Non trovandone altre copie, allora, lo fotocopiai per intero. Volevo regalarlo, così feci. Da allora, per tanti anni, periodicamente mi mettevo alla ricerca di una nuova copia, ricerca vana. Librai, mercatini, indagini sistematiche in ogni città in cui andavo, il primo motivo per entrare in libreria, l’ultimo per sbirciare tra gli espositori nelle edicole in ogni stazione ferroviaria. Perfino una lettera accorata all’editore. La sua assenza, la sua totale indisponibilità mi ha tenuto molto compagnia. Mille volte, acquistando dell’altro, leggendo dell’altro, celebravo la mia lettura impedita. Finanche, lo citai, e citai il fatto che me ne aveva separato, in un mio libro, un romanzetto giovanile pubblicato e credo, sparito anch’esso - e meno male, in questo caso. Parlo di tanto tempo fa. Feci rilegare le zoo2fotocopie ritagliandole nel formato simile all’originale, curai che avesse una copertina rosso corallo come ricordavo che fosse l’originale. E’ ancora lì, tra i volumi che intanto sono cresciuti di numero, una fotocopia tra i miei libri. Oggi, peraltro, credo, sarebbe fuori legge. Zoo, o lettere non d’amore, il titolo, un romanzo breve, sotto forma epistolare, di uno dei padri del formalismo russo, Viktor Borisovič Šklovskij. zoo1 A seguito di quella conversazione, oggi mi metto di nuovo, una volta ancora, alla sua ricerca. Questa volta posso usare anche internet, consultare direttamente un numero infinito di banche dati, raggiungere un qualunque anche privato venditore che si sia affacciato sulla rete. Ieri sera ne ho trovata una manciata di copie. Vecchie, di seconda mano, per lo più, ristampe in nuove collane, altre edite più di recente da editori diversi da quello che me l’aveva fatto leggere allora. Una sola, una, ha quella copertina rossa. Sono stato un tempo infinito sul punto di comprarlo. Poterlo sfogliare com’era, toccarne la copertina e rivivere le esatte sensazioni tattili dei miei diciassette anni. Vedere brillare nella perfetta testura, lucidità, grammatura e tinta della carta quelle parole che per tanto tempo non hanno smesso di parlarmi. E però sapere che, certamente, verosimilmente, non era quella, non è quella, la mia copia. Nella prefazione dell’autore, a pagina sette, si legge «Per un romanzo in lettere è necessaria una motivazione … La motivazione solita è: l’amore e gli amanti separati … introdussi la proibizione di scrivere sull’amore».  Oggi parlo in queste mie modestissime righe delle cose che mi piace scoprire sui libri, su tutti i libri. Sono grato a chi me ne dà occasione. Nei prossimi appuntamenti di questo nuovo anno mi piacerebbe ancora parlare dei libri che compaiono e che scompaiono nella rete e nel mondo reale. Della censura e dei grandi rastrellatori, del macero, degli invenduti, di come si costruisce una memoria digitale, del rinnovato ideale di una enorme biblioteca universale più grande di quelle di Pergamo e Alessandria. Chessò, andare da quello che accade oggi su, a ritroso, fino alle origini. E le stamperie, e il mercato della carta, e gli inchiostri? E le leggi sull’editoria, gli autori tradizionali e i blog di narratori? E poi di altro ancora, su questo mondo. Di tutto, ma non dell’amore per i libri. Questo no. Il libro no, Zoo no, non l’ho comprato. Ce l’ho.

Rocco Infantino

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racconti labaitarossa 1

In un borgo abitato da poche famiglie, viveva Valentino, un ragazzo dall’aspetto scanzonato: alto, muscoloso, sempre ben vestito come se fosse in procinto di accompagnare una bella fanciulla alla festa del paese.

Valentino viveva con i nonni, i suoi genitori erano emigrati in America per via del lavoro del padre medico-ricercatore.

La casa dei nonni era immersa in un castagneto, gli abeti fiancheggiavano la strada che conduceva alla baita. In ogni stagione la scena che si presentava era romantica, carica di affettività, di fascino.

Valentino non amava studiare, preferiva aiutare il nonno nel lavoro dei campi, nella raccolta delle castagne durante l’autunno; trascorreva molto tempo all’aperto, amava la natura e preferiva approfondire le sue conoscenze attraverso le conversazioni con gli anziani abitanti del luogo, amici dei suoi nonni: quanto imparava!

Un giorno camminando nel viale e affondando le sue lunghe gambe nella neve, incontrò una fanciulla, non era del luogo.

Si fermò ad osservarla a lungo lei era in difficoltà non riusciva proprio ad affrontare tutta quella neve e Valentino si offrì di aiutarla, le prese la mano, la condusse nella baita del nonno per offrirle del vino caldo, davanti al camino acceso.

La legna ardeva e crepitava e le fiamme, come tante lingue intente ad accendere conversazioni infuocate, si alzavano verso la cappa e poi sparivano.

Agnese, questo era il nome della fanciulla, si sentì a suo agio, raccontò a Valentino di essersi smarrita, e gli espresse riconoscenza per averla ospitata nella sua casa.

Fra i due nacque un grande amore, i loro incontri si fecero più frequenti, fino al giorno in cui Valentino la presentò ai suoi nonni: era il giorno di Natale, nella baita, in un angolo accanto al camino, c’era un piccolo albero addobbato con arance, castagne, noci e fichi, i rami di questo albero erano quelli caduti dagli abeti a causa del carico nevoso.

Non c’erano lucine intermittenti, solo la luce infuocata dalle fiamme nel camino.

Agnese era piccola di statura, tutto il suo fisico faceva immaginare la delicatezza che traspariva dai suoi occhi, il suo cuore ardeva come le fiamme nel camino, era innamorata di Valentino, il loro amore prorompente fu coronato dall’arrivo di Cecilia, accolta nelle due famiglie,

Se un giorno vorrete raggiungere quel piccolo borgo di un piccolo paese in montagna, troverete ancora la baita e in essa il camino, i semplici arredi e sulle pareti quadri un po’ sbiaditi e i ritratti dei personaggi di questo semplice racconto.

Tina

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Con l’inizio del nuovo anno non poteva non mancare, in questa rubrica rivolta al mondo dell’arte, un piccolo pensiero dedicato ai misteri pittorici legati ai dipinti che raffigurano Immagini zodiacali e astronomiche affiancate da costellazioni e cieli stellati realizzati dai più grandi pittori del nostro tempo. Fu nel Rinascimento che si ebbe la maggiore diffusione di pensieri tesi ad individuare le corrispondenze cosmiche rispetto all’uomo, in un intreccio di influssi che operano su piani diversi dove gli astri non determinano il destino dell’uomo con un meccanismo di causa-effetto, ma attraverso un’analogia tra micro e macrocosmo. Sono state numerose le raffigurazioni ispirate a questo tema che compaiono nella pittura, nella scultura, sugli arazzi, sulle medaglie , monete, sulle stoffe e carte da gioco. Segni e pianeti, nel Rinascimento, sono trasfigurati da un’ immaginazione poetica vivissima nutrita da una profonda conoscenza della mitologia classica.

osservare giotto La decorazione pittorica del Palazzo della Regione a Padova presentava un impianto tipicamente medievale sull’astrologia. Gli affreschi vennero eseguiti inizialmente da Giotto nel 1315-17. Dopo l'incendio del XV secolo gli affreschi vennero rifatti da Niccolò Miretto e Stefano da Ferrara per essere nuovamente restaurati nel XVIII secolo. Il ciclo è diviso in dodici comparti in ognuno dei quali trova posto l'allegoria di un Mese, il segno zodiacale, il pianeta, le occupazioni umane. La particolarità del ciclo padovano è quella di costruire un sunto di una tradizione letteraria e iconografica diffusasi nel Trecento, secondo cui tutte le attività umane venivano poste sotto il controllo del pianeta signore del segno zodiacale che trasferiva sull’ uomo le proprie particolarità caratteriali e fisiche.

Un altro oroscopo dipinto si trova nell’ intradosso della cupolina interna della Sacrestia Vecchia, nella fiorentina Basilica di San Lorenzo. Si tratta di una sfera che rappresenta il cielo sopra Firenze nel giorno del 4 luglio del 1442 realizzata da Giuliano d’Arrigo detto Pesello.
L’assoluta aderenza del modello pittorico al cielo che incombeva sopra Firenze in quella data è stata dimostrata anche attraverso studi astronomici evidenziando che le stelle si presentarono proprio così, sopra Firenze, il 4 luglio 1422 del vecchio calendario giuliano, data corrispondente al 13-14 luglio del nostro calendario gregoriano, introdotto nel 1582.

 

osservare peselloL’artista ricavò con estrema precisione gli elementi astronomici: l’eclittica con le costellazioni zodiacali, i pianeti in transito collocati in posizioni particolari; il Sole posto tra il Cancro e i Gemelli, la Luna in Toro, Giove in Ariete, Venere in Cancro. Quindi i meridiani e il Polo Nord, Andromeda, Cassiopea e Perseo, nonché le Costellazioni extrazodiacali le quali, secondo le cognizioni dell’epoca, determinavano il destino degli uomini e le modalità di vita e di morte, a seconda dell’aspetto che avevano assunto, sorgendo e tramontando nella volta celeste, al momento della nascita dell’individuo.

Testimonianze della cultura astrologica in vaticano le ritroviamo nel 1503 nel momento in cui il conclave Giulio II si trovò a convergere sul nome del nuovo pontefice e si racconta che la sua incoronazione venne rinviata più volte per seguire le indicazioni degli astrologi di corte. L’affresco, dipinto da Raffaello nel 1508, raffigura il cielo di Roma come si presentava al momento dell’elezione, il 31 Ottobre 1503, tre ore dopo il tramonto. Nell’opera è ritratta una Musa, Urania, protettrice di astronomia e astrologia che sorregge con una mano l’intero globo celeste, al cui interno si staglia il tema natale del 31 ottobre 1503. I corpi celesti dipinti nella sfera indicano un papato posto sotto il segno dello Scorpione, quindi marchiato dall’intrigo e dalla presenza di nemici da sottomettere e con Venere, posto in Sagittario, che annuncia i movimenti lieti e gioiosi della corte papale, la promozione delle arti e la felicità di vivere in maniera trionfale, tipica di tale segno di fuoco. osservare raffaello

Varcando la soglia di Villa Chigi, che successivamente venne denominata Farnesina, perché acquistata dal cardinale Alessandro Farnese nel 1590 , si apre il cielo di un cobalto smisurato che costituisce la splendida celebrazione pittorica ed astrologica del banchiere Agostino Chigi dipinta dal pittore Baldassarre Peruzzi nel 1511. La loggia affrescata dal Peruzzi distribuisce i propri spazi in 26 compartimenti collocati in tre zone separate da elementi architettonici. Il soffitto si estende intorno a tre ottagoni centrali. Negli scomparti esagonali sono rappresentati gli dei planetari: Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Apollo-Sole e Diana-Luna ;e i segni dello Zodiaco, cominciando dall’Ariete e terminando il viaggio figurativo nei Pesci. Il pittore, in sintesi, dipinse il giorno e l’anno di nascita del Chigi attraverso una meravigliosa e colorata “allegoria astrologica” tale da accontentare la richiesta del dotto committente. La scelta del banchiere di rendere evidente con modalità monumentali il proprio oroscopo dipendeva dal fatto che il dipinto rendeva fatali i successi conseguiti, quasi che un disegno divino li avesse preordinati. osservare peruzzi

L'amore per l'astrologia si affievolirà solo dopo le scoperte scientifiche di Galileo Galilei che mostrerà i limiti della conoscenza tradizionale e con l'avvento delle teorie copernicane, verrà tolto all'astrologia anche il titolo di disciplina scientifica. Ciò fece sparire le commissioni di tali cicli pittorici e apparire invece in gran numero, almanacchi astrologici superficiali a carattere periodico fin dalla fine del Settecento. 

Serena Gervasio


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