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Venerdì, 21 Dicembre 2018 10:45

Un Canto di Natale

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editoriale 1

“Nella gelida notte della vigilia di Natale il vecchio Scrooge, che ha passato tutta la sua vita ad accumulare denaro, riceve la visita terrificante del fantasma del suo socio. Ma è solo l’inizio: ben presto appariranno altri tre spiriti, per trasportarlo in un vorticoso viaggio attraverso il Natale passato, presente e futuro…. Riuscirà la magia del Natale a operare un miracolo sul suo cuore inaridito? (Charles Dickens, “A Christmas Carol”)

 

Il Canto di Natale più famoso della letteratura non solo inglese, parla di una possibile ritrovata umanità e bontà, dei “fantasmi”, che insidiano e logorano la nostra mente; della sofferenza, che può incattivire o salvare; dell’avarizia che - a Natale - può diventare generosità, attenzione all’altro, disponibilità al cambiamento, alla collaborazione, al sentirsi comunità.

Il racconto di Dickens è letteratura, ma descrive una realtà. Pone un problema. Spera in una soluzione “natalizia”. Un po’ come tutti noi - credo -  in questo Natale 2018.

Se si vuole rimanere alle sole cifre locali, almeno 8000 lucani vivono in povertà. Almeno 3000 giovani ogni anno lasciano la nostra terra. Un’emigrazione di cervelli, intellettuale. La disoccupazione cresce, le imprese non decollano, i negozi chiudono. I centri grandi e piccoli si spopolano. Il petrolio minaccia ambiente e salute.

Eppure non è tutto solo povertà. Non è tutto solo negativo. C’è il coraggio di chi è rimasto e combatte giorno dopo giorno per non far morire questa terra e l’Italia tutta. Ci sono i giovani che ci credono ancora e danno energie e competenza. Ci sono le nostre eccellenze, le nostre tradizioni, la nostra cultura. C’è il grande cuore dei lucani, che hanno accolto quasi 3000 migranti, su un fazzoletto di terra senza troppe prospettive e ancora combattono perché razzismo e intolleranza non prendano piede; c’è la fatica dei “ragazzi” della Fiat di Melfi e di quelli che tornano con grandi competenze per ridare vita alla terra con i metodi dell’innovazione; c’è la storia millenaria di una città antica, che è riuscita a ridare dignità e lustro alla sua gente, fino a diventare la prossima Capitale Europea della Cultura. Tra pochissimi giorni.   

Solo alcuni esempi, che sono - e devono essere - in questo Natale come i “fantasmi” che tormentano il vecchio Scrooge del “Canto” dickensiano.

Un “tarlo” tra passato, presente e futuro. Perché sia davvero Natale!

Di Grazia Napoli

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Grazia Napoli

GIORNALISTA

Anche se lavoro da sempre in Tv mi piace plasmare le parole sulla carta. Raccontare è il mio mestiere, ma anche la mia passione.

I libri. Ne ho tanti. Anche doppioni. Non li presto. Sono pezzi di vita. Il mio preferito, “Gita al Faro”. Virginia Woolf la “mia” scrittrice. Nasco anglista.  Finisco giornalista. Dal 2008, affastello pensieri, riflessioni, recensioni e ricordi sul mio sito.  Prende il nome da un mio saggio, ma - col tempo - è diventato molto altro.

Tra cronaca e poesia, trionfa il Teatro. Tutto. Indistintamente.

La musica…beh. Amo Claudio Baglioni! E qui so che il maestro De Giorgi riderà!

Nelle pause: viaggio! Vado alla scoperta del mondo. Ma soprattutto di me stessa!

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