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Martedì, 12 Marzo 2019 09:11

Senza colore Senza linfa

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SenzaColoreSenza linfa

Questa fotografia, volutamente espressa in bianco e nero, vuole sottolineare la perdita di identità. Il colore inteso come linfa vitale. Spesso mi imbatto in scene come questa dove loro, gli aborigeni, i “veri australiani” si trovano a non essere più possessori della loro terra.

Qualcosa oggi rispetto al passato è cambiato, l’Australia non viene più definita la “terra di nessuno”, ma se si leggono le atrocità che gli indigeni hanno dovuto sopportare sono raccapriccianti, soprattutto la cruda realtà “della generazione rubata”.

Mi ritrovo a leggere sulla loro cultura, sono curiosa. L’Australia, questo immenso villaggio globale, dove gli immigrati contribuiscono per gran parte al PIL del Paese, dovrà pur avere un’origine? E’ leggendo che scopri che loro, i nativi australiani, erano qui già 50.000 anni fa, probabilmente nel Territorio del Nord lo erano ancor di più, si parla di 120.000 anni fa (non ancora confermato da tutti gli archeologi). Popolo di cacciatori-raccoglitori, con una ricca cultura orale e valori spirituali: dreamtime, fede nel “sogno” inteso come epoca della creazione. Venerano la Natura e sono parte di essa, riescono a vivere in situazioni estreme. I popoli aborigeni sono sopravvissuti a molti mutamenti climatici e si sono stabilmente adattati a diversi ambienti. Hanno fatto della Natura la loro complice e la loro Madre, non l’hanno distrutta rendendosi vulnerabili.

Dovremmo, dunque, imparare da loro perché gli altri antichi popoli probabilmente si sono estinti in quanto facilmente raggiungibili via mare e terra da “quegli altri popoli” affamati di gloria e di potere, che in nome del progresso hanno fatto razzie. Qual è questo progresso? La Natura piange, il cemento ci invade, i mari sono pieni di plastica e non di pesci, le catastrofi naturali sono proprio dovute all’intervento umano. Ci dobbiamo tutti riconoscere in un cero tipo di “status sociale”, sociale? Una società senza etica e con dei non-valori nei quali neanche noi vicini degli anni Ottanta riusciamo a identificarci.

Mi sento di dover chiedere scusa agli aborigeni, non come responsabile diretta, ma come “nativa del Mondo Occidentale”. Spero, durante la mia permanenza in questo continente, di imparare tanto sulla loro cultura e sulla loro terra; far si che questo insegnamento influisca su quello che è lo svilupparsi del mio io e permettetemi di dire:

“Caro mondo del progresso, gli aborigeni dopo 50.000 anni ancora sono qua!”.

 

Francesca Soloperto

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Francesca Soloperto

Dilettante Fotografa

Mi faccio catturare da tutto ciò che mi da emozione e immagazzino nel mio Io.

Sono curiosa verso tutto ciò che può insegnarmi qualcosa.

Sono curiosa verso l’Arte qualunque essa sia perché penso che sia espressione di un altro Io, dunque porta alla riflessione e al confronto, perciò crescita.

Considero il “Viaggiare” una forma di Educazione al Sapere e al saper Vivere, aspiro dunque a girare il Mondo…così da poter poi affermare: “ ho conosciuto, ho vissuto!”.

Cos’è per me la fotografia?

“Se guardando la foto questa mi da la stessa emozione che ho provato scattandola allora è lei, diversamente la cancello”.

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