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Domenica, 09 Ottobre 2016 16:26

Partire per ricominciare

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editoriale 1

"Il pensiero meridiano è quel pensiero che si inizia a sentir dentro laddove inizia il mare, quando la riva interrompe gli integrismi della terra, quando si scopre che il confine non è un luogo dove il mondo finisce, ma quello dove i diversi si toccano e la partita del rapporto con l'altro diventa difficile e vera.”

 

Franco Cassano mi da il “la” per cominciare il mio editoriale che questa volta vuole soffermarsi sulla condizione dell’essere viaggiatori più che sulla metafora del viaggio. Una considerazione emersa in questi giorni dopo aver salutato nipoti e figli di amici in partenza per altri lidi universitari. Una scelta, ovviamente, ricaduta su città lontane dalla Basilicata, terra natia dei personaggi di cui sopra, perché offrono di più e meglio. Garantiscono quei sogni che qui non è facile realizzare, prospettano orizzonti che da qui non è possibile scorgere, promettono sorrisi che qui è difficile mantenere. Il mio non vuol essere il vacuo e scontato eloquio su coloro che partono e coloro che rimangono, né tanto meno un retorico tornare sulla fuga di cervelli e sullo spopolamento scolastico. Non mi interessa questo livello di interlocuzione. Pur soffrendo per la partenza di chi amo ed ho a cuore, non posso che gioire insieme a loro. Partono, ma la loro partenza ha un senso: tornare con un nuovo patrimonio da consegnarci. Vanno via ma con la gioia di tornare e mostrarci ciò che hanno imparato. E’ un partire per ricominciare.

Una condizione è fondamentale affinché si affronti il viaggio in modo consapevole e saggio: andare lenti. Questo è il genere di andatura che consente al viaggiatore di apprezzare il viaggio, “andare a piedi è come sfogliare un libro, correre è guardarne solo la copertina”, dice lo scrittore marchigiano. E’ così che la lentezza, tipico ritmo del Sud, si trasforma in risorsa promettendo grandi cose. “Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l'anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada”, scrive ancora Cassano, ed è stupefacente come l’andar lenti riesca a suscitare “pensieri involontari e non progettanti”, quelli che emergono da un accordo tra mente e mondo.

E’ questo accordo che i nostri nipoti e figli devono tenere ben stretti, mente e mondo, felici di avere ogni tanto solo “le mani in tasca”. Il viaggio va vissuto come un percorso di formazione personale e come prova di conoscenza e di astuzia nell'affrontare situazioni difficili. Lo abbiamo fatto anche noi, scegliendo però di rimanere nelle nostre città, e forse la vera sfida è stata questa. Viaggiare senza partire, partire senza viaggiare. Mi viene da dire a questi ragazzi che spiccano il volo come rondini in cerca di luoghi caldi di osare, di coltivare sogni e costruire castelli in aria. Al loro ritorno sapranno come realizzarli, con calma, senza fretta. La lentezza li aiuterà. “Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo”. Per ora conta solo andare.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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