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Lunedì, 17 Luglio 2017 17:22

L’estate è tornata

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editoriale 1

Riemergo dopo una lunga immersione. L'aria rientra prepotentemente nei polmoni e il respiro trattenuto in una bolla ormai satura esplode dopo la risalita.

Apro gli occhi, lascio scivolare l’acqua del mare sulle ciglia, sul viso, sulla bocca, metto a fuoco a fatica. Sento il sale. Sarà il mare o saranno le lacrime. Mi rilasso, o cerco di farlo. Immergo il mento mentre il corpo diventa leggero e si allunga sotto il pelo dell’acqua. Guardo la superficie piatta del mare che mi avvolge nella sua sostanza densa e mi sostiene. Da questa posizione la rotondità della terra mi sembra più accentuata. Mi piace far parte della sfericità del momento. Respiro.

Guardo in basso attraverso la profondità del mare. Scruto sul fondo i pesi accumulati nel corso di quest’ultimo anno. Li ho depositati lì. Respiro mentre li guardo. Riconosco le amarezze, le delusioni, le umiliazioni, le inquietudini, i patemi, le preoccupazioni, le arrabbiature, i magoni, gli imbarazzi, le responsabilità, le angustie, le rinunce. Elaboro solo ora le fatiche di un intero anno vissuto intensamente tra nuovi progetti, lavoro e famiglia. Mille rivoli di vita o la vita in mille rivoli che ora si ricompongo in questo mare che mi accoglie e mi rigenera. E’ un nuovo battesimo. E io rinasco, voglio rinascere dopo questa lunga apnea che ha rischiato di lasciarmi soffocata.    

Riprendo a respirare. Guardo il fondale, osservo i pesi che vi ho lasciato e guardo sulla superficie. Con occhi radenti vedo l’orizzonte che sembra unirsi con il mare e scorgo dall’altra parte le montagne e il loro skyline disegnato sull’orizzonte. Hanno i piedi nel mare le montagne e la cima nel cielo. Un Poseidone imponente che sa ascoltare le mie angosce e in cambio mi offre un mare calmo e senza tempeste, un sicuro approdo per la mia anima sofferente. Sono grata al dio del mare perché gli effetti benefici di questo tuffo nella profondità del mio io stanno emergendo tutti. La leggerezza del mio corpo sta raggiungendo quella della mia testa. Un equilibrio difficile da mantenere, un bilancio che pende sempre un po’ da una parte.

Ma riprendo a respirare. E’ proprio Poseidone che mi salva dal mio naufragio e tra le sue braccia spumose mi mostra le perle che ho lasciato sul fondo. Sono i piccoli successi, le nuove amicizie, gli affetti consolidati, la stima delle persone, i progressi compiuti, i sorrisi che offro e che ricevo, gli entusiasmi reciproci, i passi compiuti. Mi sento sollevata e la bilancia è quasi pari. Guardo la cima delle montagne ora e su ogni punta o sporgenza ci lego un auspicio seducente. Vedo i colori di nuove speranze, entusiasmi, pensieri, voglio riprendere in mano l’operosità che ho rischiato di perdere. Voglio riprendere la spensieratezza che mi ha permesso di fare tante cose, compreso di superare le amarezze. Voglio ricominciare a progettare la mia vita insieme alle persone che ho accanto e che sono rimaste fedeli al mio modo di essere e di fare. Al mio “stile”. Il mare mi culla ed ha davvero un effetto rigenerante con me. Grazie Poseidone.

Prima di concludere questo lungo anno trascorso in compagnia degli amici di Gocce d’autore, e sono davvero tanti (7 milioni) (lo dico tra parentesi perché ho quasi paura di scrivere questa cifra che per me è enorme) e di salutarci per la breve pausa estiva, auguro a tutti di intraprendere un viaggio alla riscoperta di se stessi. Proprio come ho fatto io. Non è importante dove, se su una spiaggia o su una montagna, se sul balcone di casa o su un prato in campagna, l’importante è fermarsi un attimo, buttare indietro i pesi che hanno rischiato di abbrutirci e tornare a splendere come il sole. Il monito è: non voltarsi indietro, ma continuare a guardare avanti, verso l’orizzonte. Buona estate!

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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