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Martedì, 28 Maggio 2019 15:01

L’espressione della Passione

Scritto da 

passion 

Amo Goccedautore, dà libertà di espressione, convince chiunque a poter dire la sua. In fondo è una forma d’arte rendere consapevoli di potersi esprimere. Se qualcuno non conosce l’articolo 21 della Costituzione, dovrebbe passare da Goccedautore così da poter vivere e sentire la libertà di essere diversi.

 

Vi invito a dare uno sguardo alla redazione. La quota rosa è perfettamente rispettata, non per politica, ma per semplice adesione e stima: pertanto la Direttrice mi consentirà certamente di poter esprimere il mio umile pensiero che avrà le sembianze più di un racconto sbiadito che di editoriale o, più semplicemente, saprà più di me stesso. Spesso è difficile individuare con quale mezzo si è più predisposti a comunicare: per qualcuno è la scrittura, o il canto, per altri la pittura. Per me è il corpo. Penso infatti, che quando un oggetto muto si muove in uno spazio riesce a comunicare un’emozione, definisce di per se la relatività assoluta dello spazio tempo. Tutte le forme d’arte sono il prolungamento all’infinito della nostra stessa esistenza, l’imprinting che lasciamo: sono tutte nobili le arti e per esse è sempre giusto combattere, non morire. È la vita stessa che ci chiede di rappresentare su tela la più grande delle opere, la vita. Mi piace ballare, o meglio, danzare. Condurre il corpo in movimenti che, seppur naturali, la disabitudine ci fa vivere come imprese; riuscire a eseguire quel movimento, singolare e dettagliato, con l’espressione del viso atto a trasmettere con semplicità e l'empatia che deve attraversare le anime del pubblico. Si dice che l’anima parli attraverso gli occhi e credo che i più misteriosi siano propri quelli del danzatore che devono interpretare, essere e voler essere, e nel frattempo vivere. Danzare è raccontare emozioni, è un voler sfiorare i sensi, è una bramosia di egocentrica perfezione e spesso, l'innaturale voglia di esser diverso. Credo che i danzatori migliori siano quelli innamorati: i professionisti spesso lo sono di se stessi, gli appassionati lo sono della vita. Ammirare quei movimenti puliti ma circoscritti che al contempo trasudano trasgressione, è ciò che ti fa innamorare di quest’arte. Il tempo è, nella danza, un concetto a se stante: nel suo scorrere, scandisce l’essenza e stato d’animo momentaneo del danzatore. C’è il tempo del dubbio e dell’ansia che precede l’esibizione, in cui l’emergere delle paure viene affiancato dalla voglia di combatterle; c’è poi il vero e proprio Tempo, l’unico al quale il danzatore appartiene davvero. E’ l’esibizione, è il ritmo attorno al quale si tesse il corpo e la percezione di ciò che si sta facendo o che almeno si prova a fare: in fondo è il provarci che ci rende audaci. Per noi danzatori la danza non è uno sport ma è un’emozione, una disciplina e una compagna di vita, è una frequenza che fa vibrare l’anima, ribollire il sangue e fa raggiungere l'infinità dell’essenza umana: un solo corpo infinite emozioni.danza

Quindi, cari spettatori, ricordate tutto questo quando applaudite perché per noi non è un semplice scontato gesto quale battere le mani ma un apprezzare chi, con il proprio corpo, si è messo a nudo mostrandovi l’anima. Tutto questo riguarda i pensieri raccolti intervistando danzatori di diverse discipline e di cui ne ho scelto uno che condivido personalmente:

 

Per me danzare è mettere a nudo la mia anima. E’ lasciarmi travolgere dall’uragano di emozioni che mi trasmette, senza preoccuparmi di nulla. E’ tante, troppe cose forse da riassumere in poche righe. La mia personale esperienza dimostra quanto io davvero sia composta al 90% non da acqua ma da lei, dalla danza. Ho cominciato a danzare da bambina, ad appena quattro anni. Ho lasciato per tre anni quando mi sono iscritta all’università.  Ad un certo punto, però, ho dovuto fare i conti con me stessa e con la mia anima. Mi sono trovata a dovermi piacevolmente rassegnare all’idea che la mia vita senza di lei non fosse più una vita felice. Deficiavo di emozioni che solo e soltanto lei riusciva a suscitare in me e che mi riempivano l’anima, la cui assenza stava lacerando. Così ho deciso che avrei dovuto dare una svolta, e una scossa, alla mia situazione. Non potevo accettare di “vivere a metà” e, con immensi seppur piacevoli sacrifici, ho ripreso. Pullman, sveglie all’alba, giornate di corsi interminabili all’università. Nulla, però, nessun sacrificio poteva compararsi alla gioia che mi regalava il momento in cui varcavo la soglia della porta della scuola di danza, dove ad accogliermi c’era la mia insegnante di sempre, la mia seconda mamma da sempre. Una persona innamorata della danza come poche altre persone, dedita alla sua passione con amore e disciplina. Da lei ho appreso in misura ancora maggiore di quanto non sapessi già di mio, la caparbia, la determinazione e la serietà; le sarò grata, sempre.

Il mio faro nel buio della bruttezza e della pochezza di questo mondo è la danza: la danza è tutta la mia vita, non posso e non voglio vivere senza di lei. Mai più. Come su un palcoscenico, vorrei che la mia vita fosse sempre illuminata dalla sua bellezza.[ Letizia Albano ]

                                                                                                                                                                                    

Grazie M.P.

di Vito Coviello

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Vito Coviello

informatico per caso...

Cerco da anni di essere chi sono...

sicuramente ambizioso, e pronto a scalare montagne, sono semplicemente umano.

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