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Lunedì, 23 Luglio 2018 16:08

Il prodotto “informazione”

Scritto da 

 influenzare

E’ il periodo del GDPR, il nuovo regolamento sulla privacy, dello scandalo della Cambridge Analytica che ha sfruttato le informazioni di 2,7 milioni di europei per pilotare svariati utenti nelle votazioni,negli acquisti ecc...

Tutti si lamentano, soprattutto le aziende che devono investire per regolarizzare le proprie privacy policies. Poi ci sono gli utenti, i comuni cittadini che chiedono più sicurezza, ma sono i primi che pur di installare un’app la autorizzano a sapere qualsiasi cosa di loro, anche i numeri della propria carta di credito o il proprio numero di telefono memorizzato su facebook, google o sui contatti della propria rubrica. A quanto pare, probabilmente e ovviamente, stiamo assistendo ad un vero e proprio affare! Il prodotto si chiama “informazione”. Chi vende siamo NOI, chi compra siamo sempre NOI.

L’essere umano è stato sempre affascinato dalla possibilità di conoscere il proprio futuro e quello degli altro. Definire lo scopo di tale interesse è solo un dettaglio, poiché il ventaglio di possibilità di utilizzo di tali tipi di informazioni è amplissimo, ma mi piace pensare che le nostre azioni sono finalizzate al bene personale e a quello generale. Se solo pensiamo che agli inizi del ‘900 si ponevano le basi della matematica predittiva, delle malattie, nello specifico della teoria della trasmissione delle malattie infettive con la costruzione di modelli matematici capaci di determinare l’evoluzione dell’epidemia e quindi l’efficacia del controllo su di essa, lo stupore per il progresso compiuto sin qui è assoluto. Mi fa essere ottimista l’idea che il profilare più attentamente gli individui sia indispensabile affinché i modelli di interazione e la biologia del contagio siano più accurati. E mentre si delineavano le linee guida della predeterminazione, con l’avvento di tecnologie capaci di elaborare più velocemente e più accuratamente tali informazioni, e con le A.I. oltre a poter determinare gli andamenti di svariate circostanze, ha iniziato ad influenzarla.

Influencer, termine ora conosciuto a molti, è diventato famoso tramite i social. Si tratta di un evento sociale verificatosi negli ultimi anni che ha portato alcuni individui a trarre importanti profitti e, sfruttando gli strumenti presenti nei Social, ad influenzare vari settori della vita sociale come la moda, l’acquisto di prodotti solo perché posseduti o condivisi da queste persone attraverso la pubblicazione delle foto.

Se pensate che sia solo fantasia o che questo tipo di manipolazione non faccia effetto su di voi continuate a leggere il seguito dell’articolo. Nel 2017 uno studio ha raccolto i dati generati da oltre un milione di corridori in contatto tra loro attraverso le varie applicazioni che permettono di condividere gli allenamenti ed esercizio fisico. La ricerca ha dimostrato che esiste un fenomeno di contagio sociale per il quale, in media, un individuo tende ad aumentare di 0.33 km il suo allenamento se i suoi amici del social aumentano il loro allenamento di un km. E’ stato inoltre osservato che gli uomini vengono influenzati sia dagli uomini che dalle donne, mentre le donne solo dallo stesso sesso.

Siete sicuri di essere ancora immuni?

Nel fenomeno del contagio sociale possiamo agire in modo tale da modificarne la traiettoria al fine di perseguire i nostri obiettivi e se modificate “nostri” con “Multinazionali”  il gioco è fatto. Il dato serve a sottolineare come questo tipo di strumenti sia purtroppo a disposizione di pochi, mentre il grande pubblico ne è ancora ignaro e non ne conosce la portata.

A tal proposito vorrei presentarvi Lil Miquela. Lei è una nota influencer, la trovate su Instagram. #lilmiquela

miquel

Come potete notare dimostra 20 anni, questo è il suo profilo su Instagram e spopola sui social tramite la condivisione dei suoi contenuti che mostrano vacanze, cosa e dove si può mangiare. Ha oltre un milione di followers e sono moltissime le aziende che negli ultimi mesi hanno deciso di lavorare con lei per promuovere le loro marche.

Scusate ma volevo avvisarvi che Lil Miquela non esiste nel mondo umano. Lei è una Intelligenza artificiale, programmata da un’azienda di Los Angeles ed a breve verrà dotata di un sistema di apprendimento automatico quindi autonoma.

Ciò dimostra come le identità biologiche e sintetiche si stanno mescolando, rendendone sempre più difficile il riconoscimento. E viene logico considerare che non sono le tecnologie a essere decisive, ma le capacità di estrarre valore dal loro uso e a noi esseri umani viene facile rivalerci con gli altri esseri umani, sfruttando sistemi sempre più complessi per la manipolazione.

In conclusione considero l’Idea che occorra un pò più di sicurezza, di protezione sui dati che condividiamo, consapevolmente ed inconsapevolmente, e che a tal proposito la nuova legge europea ha probabilmente evidenziato tale circostanza.

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Vito Coviello

informatico per caso...

Cerco da anni di essere chi sono...

sicuramente ambizioso, e pronto a scalare montagne, sono semplicemente umano.

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