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Mercoledì, 13 Novembre 2019 07:52

Il potere d’indagine delle parole

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editoriale 1

La molteplicità di sguardi sul mondo ci induce a parlare del potere d’indagine delle parole, quelle che portano a formulare domande sui tanti perché e a cercarne le possibili risposte.

Quelle che restano per sempre perché impresse nei libri e perché scritte da personalità che resteranno per sempre nel nostro immaginario collettivo. Peter Handke è un esempio su tutti. Il Premio Nobel per la letteratura 2019, di cui dalle pagine di questa rivista ne parlò il nostro Rocco Infantino, lettore esploratore attento all’approfondimento vero e proprio (gli articoli di riferimento sono: “Tutto cominciò ovvero la sommità di Colophon” del 12 settembre 2016 e “Vaso di espansione” del 12 marzo 2019), ha vinto “per il suo lavoro influente che con abilità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana”.

Il romanziere che nel 2014 criticava il Premio Nobel ci invita dunque ad esplorare, a cercare di conoscere quanto è sconosciuto, nascosto al nostro sguardo. Probabilmente a cercare di capire quali speciali occhiali indossare per comprendere il mondo e i suoi complicati codici. Come ci invita a fare con il suo “Elogio dell’infanzia”:

Quando il bambino era bambino,

era l’epoca di queste domande:

perché io sono io, e perché non sei tu?

perché sono qui, e perché non sono lì?

quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?

la vita sotto il sole è forse solo un sogno?

non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo

quello che vedo, sento e odoro?

c’è veramente il male e gente veramente cattiva?

come può essere che io, che sono io,

non c’ero prima di diventare,

e che, una volta, io, che sono io,

non sarò più quello che sono?

Versi che aprono uno dei più grandi capolavori del cinema, Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders del 1987 e che invitano a saper guardare, attività che si impara da soli perché non c’è scuola, non c’è maestro che insegni a farlo.

Da questa riflessione si apre il numero 80 della nostra rivista culturale. Uno sguardo che si allarga e che cammina sul terreno della letteratura, della musica e dell’arte indagando le possibili implicazioni emotive e conoscitive. Lo facciamo con le parole di Levante, cantautrice e scrittrice italiana, che nel suo quarto album dal titolo “Magmamemoria” parla di memoria, di ricordi, di nostalgia. Lo facciamo attraverso percorsi di letture dedicate alla letteratura gialla, con l’Inchiesta su Mortin di Robert Pinget e altri libri a tema da questa testata consigliate. Attività investigativa che ci ha spinto ad incontrare la direttrice della rivista letteraria “Leggendaria”, Anna Maria Crispino, tra le più longeve che la carta stampata continua ad assicurare al pubblico attento dei lettori. Indagando tra i grandi della musica jazz la scelta è poi ricaduta sul grande Fletcher Hamilton Henderson, pianista e direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore jazz statunitense. Come pure le investigazioni “di vento e di luce” si sono spinte fino ai Dire Straits. I nostri sguardi curiosi sono giunti a Bologna, per la Fashion week dell’Accademia delle belle arti, e a Parigi dove è stata allestita una mostra dedicata a Helena Rubinstein e all’arte della cosmesi. Spazio al potere immaginativo della nostra mente con lo scatto che immortala tre navi in mare evocando il viaggio di Colombo.

Quest’ultima immagine ci consegna un nuovo interrogativo: che viaggiatori vogliamo essere? Di poppa o di prua? Il nostro sguardo dove vogliamo volgerlo, al nostro passato o al nostro futuro?

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…