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Giovedì, 18 Gennaio 2018 16:46

Il confine digitale

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E’ possibile, da qualche tempo, percorrendo le strade delle nostre città, incontrare individui chini sui propri telefoni, ignari della realtà circostante, ma immersi in quella virtuale. E pensare che i nostri nonni, appena 50 anni fa, vedevano strane quelle persone che parlavano da sole contro i muri, ed erano usciti i primi citofoni…

 L’uso dei Social ha modificato la nostra interpretazione dell’interazione, perché in essi è bidirezionale e ciò ci consente di controllare e modificare l’esperienza della nostra e delle altre identità. Mentre alcuni di noi sono consapevoli del controllo apparente di queste maschere, avatar, dei nostri “io digitali” e sfruttano ciò come possibilità, molti ignorano totalmente l’importanza delle informazioni che si pubblicano e spesso dimenticano l’aspetto della privacy.

Colleghiamo questo termine al nostro rapporto con gli altri e sottovalutiamo invece che la privacy è intesa anche tra noi e chi ci profila come lo stesso network. Una semplice iscrizione ad un social, ad una qualsiasi tipologia di servizio, il download di un app oggigiorno si trasforma in un’autorizzazione per il gestore a poter appropriarsi ti tutti i nostri dati personali, (generalità, carte di credito, numero di telefono, indirizzo…) figuriamoci poi quando consapevolmente li pubblichiamo…

E chi ha a che fare con il diritto, sa che esso è un fenomeno sociale generato per regolare situazioni, condizioni e circostanze, intervenendo in un momento cronologicamente successivo alla vicenda. Questa particolarità rende difficile la regolamentazione di qualsiasi fatto futuro, ancorché prevedibile, e questo perché, per arrivare ad una soluzione, l’ordinamento giuridico richiede un problema concreto da risolvere ed anche volerla vedere alla Minority Report, non riusciremo mai a definire con certezza un possibile futuro reato.

La realtà, secondo me, che come umani siamo spinti dalla forte ed inconscia volontà di voler socializzare, ma che abbiamo dimenticato la gentilezza, l’educazione, la cortesia per farlo e ci piace chiuderci dentro alla nostra stanza mentale dove sono solo i nostri pensieri, idee a governare le nostre azioni, ed usiamo Internet, i social ecc. con lo scopo di cercare nuovi contatti, ma il modo stesso di farlo ci induce ad avere spesso fini diversi da quelli sociali.

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I social ci consentono di non interpretare il confine come una separazione, un recinto, un muro, ci infonde l’idea “dell’altra parte “, al di là del muro, al di là del recinto e soprattutto ci fa credere di poter controllare quello che c’è.

Oggi abbiamo la necessità di avere un profilo sui social, abbiamo la necessità di avere foto, descrizioni originali, di avere una nostra serie di Tag che ci devono contraddistinguere dagli altri.

Oggi devi essere presente sui social, devi condividere le tue esperienze, ma rimango dell’idea che i momenti migliori sono quelli che non condividi, mentre crei il tuo punto d’incontro tra la tua rete reale e quella virtuale.

Vito Coviello

e-max.it: your social media marketing partner
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Vito Coviello

informatico per caso...

Cerco da anni di essere chi sono...

sicuramente ambizioso, e pronto a scalare montagne, sono semplicemente umano.

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