logo2017

Commenta gli Articoli di Gocce!!!

Finalmente puoi commentare gli articoli di Goccedautore.it. Devi semplicemnte registrarti !!!

LOGO B 2 1

Sabato, 03 Dicembre 2016 10:10

I giorni si aprono

Scritto da 

i giorni si aprono

Mi è capitato di partecipare ad un paio di incontri in queste ultime settimane molto interessanti. Si è parlato della cultura tout court, quella nella quale viviamo e quella che dovrebbe sollevare le nostre vite. Le occasioni sono state servite su un piatto d’argento dal Circolo culturale Gocce d’autore di Potenza, che ha invitato il giornalista-inviato del Corriere della Sera Carlo Vulpio, autore del libro L’Italia nascosta, e dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli di Montemurro che ha dato alle stampe La Basilicata di Leonardo Sinisgalli nella civiltà delle macchine.

 

Nel primo caso l’autore ha sottolineato la presenza di bellezze “non minori” in Italia dal punto di vista artistico e architettonico. Si tratta di luoghi che custodiscono preziosi patrimoni, beni di un valore minore rispetto a quelli che ci hanno resi famosi nel resto del mondo, ma non per questo di minore importanza. L’Italia conta il 60% di tutte le opere d’arte presenti nel mondo e non è solo il Colosseo o la Cappella del Brunelleschi o la Torre di Pisa. L’Italia delle bellezze è formata da tanti piccoli tesori nascosti che pochi hanno il privilegio di conoscere: a Tornimparte ad esempio, comune in provincia de L’Aquila, nella chiesa di San Panfilo miracolosamente scampata al terremoto del 2009, c’è un ciclo di grandi affreschi, opera di Saturnino Gatti (anch’egli artista sconosciuto ai più) che è stato definito dagli esperti e critici d’arte “l’altra Cappella Sistina”. Ad Irsina, in provincia di Matera, nella cattedrale c’è l’unica statua del Mantegna, Sant’Eufemia, la grande martire. A Matera, capitale della cultura 2019, esiste la Cripta del peccato originale che conserva affreschi dall’elevato valore artistico con un complesso raffigurante episodi del vecchio testamento tratti dalla Genesi. E numerosi sono gli esempi che Vulpio racconta nel suo libro, tappa dopo tappa, viaggiando da nord a sud e da sud a nord l’intera penisola. (L’intervista completa sul canale you tube di Gocce d’autore).Il suo è un esempio che aiuta a definire cosa è minore e cosa non lo è. Su tutto domina il quesito: perché non si conosce questo patrimonio considerato ingiustamente minore? La risposta risiede in una affermazione che ci siamo trovati a dire tante volte anche attraverso queste pagine: è una questione di mentalità. La scarsa attenzione da parte delle istituzioni, la piccola consapevolezza da parte delle popolazioni che abitano tali luoghi, i risicati programmi scolastici che dedicano alla storia dell’arte due ore alla settimana, una frammentata comunicazione sui siti di interesse culturale e così via dicendo.

Un ragionamento che si incunea e trova cardine nelle parole di Leonardo Sinisgalli e in quelle dei suoi collaboratori nelle pagine della prodigiosa rivista di Finmeccanica “La civiltà delle macchine”. La rivista che animò il dibattito tecnico e culturale nell’Italia degli anni ’50 (Sinisgalli la diresse dal 1953 al 1958) considerava la “macchina” quale cerniera e simbolo di civiltà. Per questo metteva insieme armonia del sapere e attenzione alla ricerca più avanzata, come ha scritto nel saggio introduttivo della raccolta Biagio Russo, direttore della Fondazione. Per il poeta-ingegnere lucano la tecnologia doveva servire a far decollare il sapere. Scrisse infatti: “scienza e poesia non possono camminare su strade divergenti. Lucrezio, Dante e Goethe attinsero abbondantemente alla cultura scientifica e filosofica dei loro tempi senza intorbidare la loro vena. Piero della Francesca e Durer, Cardano e Della Porta e Galilei hanno sempre beneficiato di una simbiosi fruttuosissima tra la logica e a fantasia”. E dunque oggi che la tecnologia ha superato valichi e confini non può viaggiare da sola, occorre mettere sulle sue ali i temi della cultura e farla diventare fabbrica e fucina. Scriveva proprio su quelle pagine il poeta Michele Parrella:

Non possiamo più attendere,

non c’è più tempo

non c’è più gloria

non più vanità, né respiro,

non ci sono più specchi

per segnare il passo,

non più elogi, né più medaglie.

Ora possiamo davvero tentare.

Mettiamoci ancora una volta le ali,

quelle cresciute nella bufera,

non cadremo più nei vuoti letti del sole

i giorni si aprono, si aprono.

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner
Letto 490 volte
Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

Devi effettuare il login per inviare commenti

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore