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Sabato, 06 Giugno 2015 15:07

Dove nascono i librai

Scritto da 

Bancarellino

Ma dove nascono i librai? Navigando sul web alla ricerca di notizie interessanti al nostro dire mi sono soffermata su quello del Premio Bancarella. Ho letto che il 23 maggio scorso è già stato assegnato il Bancarellino e che a luglio saranno assegnati i riconoscimenti “Bancarella Sport”. Una storia cominciata 63 anni fa in Italia e che conferma la vocazione di questo paese alla cultura, quella con la C maiuscola (non per essere retorici, ma ogni tanto dobbiamo ricordarcelo).

Ebbene gli esordi di questa straordinaria realtà avvennero nella piccola cittadina di Pontremoli, nella Ludigiana, quella terra “porta delle grandi vie di comunicazione” tra Toscana e Lombardia costellata di tanti piccoli villaggi immersi nei boschi di castagni e pini. Ebbene, in questo luogo d’incanto sono nati i librai. Si legge ad un certo punto: A Montereggio e a Parana è difficile che la gente sappia leggere e scrivere; non ci sono che le pecore e castagni e si vive mangiando formaggio e polenta dolce, in attesa che l’inverno diventi primavera e l’estate autunno, così da un anno all’altro. Eppure ogni casa di Montereggio è piena di libri intonsi; e a ogni stagione c’è un pastore che lascia il villaggio e va per il mondo a fare il libraio. La storia dei pastori librai della Lunigiana si perde nel tempo. Si ignora il nome di chi si lanciò per primo nella grande avventura; si sa solo che la partenza dei neo-librai fu sempre solenne. Sembrava obbedissero a una strana ispirazione: si presentavano ai vicini e dicevano: “Vado”.

Una storia ammantata di fascino che accende i riflettori su una vicenda che ci tiene ancorati alla bellezza delle radici. Oggi questa eredità va rinvigorita. I “pastori-librai” potremmo essere tutti noi, a portare il “verbo” della lettura in ogni dove, valicando montagne e colline, oltrepassando la soglia del freddo e del caldo. Serbando in petto l’entusiasmo e la gioia dei primi librai che giurarono di incontrarsi ogni anno nello stesso luogo e alla stessa ora. Carichiamoci di libri, non solo idealmente, trasformiamo le nostre auto in biblioteche ambulanti e facciamo conoscere la piacevolezza della lettura a chi non si è ancora lasciato contagiare.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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