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Sabato, 09 Maggio 2015 11:24

Dalla lettura alla scrittura si può!

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“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare, il verbo sognare…naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: Amami! Sogna! Leggi! Leggi! Ma insomma, leggi diamine, ti ordino di leggere! Sali in camera tua e leggi! Risultato? Niente.” (Daniel Pennac)

Dalla lettura alla scrittura il passo è breve. Basta saper ascoltare il proprio istinto e lasciarsi andare. Forse occorre uno stimolo in particolare, una spinta a provare, e la magia si compie. E’ puntuale. Lo abbiamo sperimentato in occasione della Giornata mondiale del libro il 23 aprile scorso con gli alunni di alcune scolaresche che hanno aderito alla nostra iniziativa a Potenza e partecipato con entusiasmo.

Ragazzi e ragazze provenienti da alcune scuole secondarie di secondo grado hanno accettato il nostro invito a giocare con la scrittura. Li abbiamo invogliati facendo scoprire loro quanto sia bello affidare i propri pensieri ad un foglio di carta e quanto sia liberatorio farsi guidare dalla musica e dall’arte. Letteratura musica e arte. Tre linguaggi, tre modi di esprimersi. Tre strumenti di comunicazione che si incontrano, si intrecciano, si scambiano i messaggi.

E tutto è sembrato immediatamente più facile. L’anima si è sciolta e la penna ha cominciato a correre. E a raccontare. ”Ero lì sola, in quella stanza vuota. Immobile, attonita, impaurita. Quell’orrendo sogno in cui ero capitata mi faceva paura, ero terrorizzata. Quella stanza vuota, bianca, di un bianco puro, incontaminato, il colore che rappresenta il silenzio, il freddo”. editoriale2

E’ solo l’incipit di uno dei racconti scaturiti da questo incontro che ha dimostrato ai ragazzi di 16 anni, senza presunzione alcuna, che i libri altro non sono che lo specchio dell’anima degli scrittori. Che su quelle pagine c’è tutta la loro vita, passata e presente e anche futura. Che attraverso le loro parole scritte si può inventare una nuova dimensione, essere altri uomini e altre donne, indossare nuovi abiti e vivere altri tempi. Insomma un gioco fantastico che apre le porte all’immaginazione e che sviluppa la creatività. Ci sono sicuramente regole da rispettare e tecniche da utilizzare, ma tutto parte da lì. Dalla capacità di ascoltare se stessi e di osservare il mondo circostante. E leggere i libri aiuta a liberarsi dei tanti condizionamenti che la quotidianità impone.

editoriale3Tutti i ragazzi partecipanti hanno scritto un racconto lasciandosi guidare dalle note della musica. Non è un miracolo quello che abbiamo fatto a Potenza, ma sicuramente abbiamo aperto uno spiraglio. I libri non sono oggetti noiosi da riporre sul comodino a prendere polvere. E soprattutto non va imposta la loro presenza e il loro utilizzo. Leggere non conosce imperativo…parola di Daniel Pennac!

 

Eva Bonitatibus    

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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