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Sabato, 05 Dicembre 2015 10:54

Col Natale ritorni la speranza

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Pubblichiamo volentieri nello spazio dedicato all’editoriale il pensiero espresso dallo studioso e autore di notevoli pubblicazioni di carattere storico e letterario, Giovanni Caserta. La vicenda cui fa riferimento è il divieto di festeggiare il Natale nella scuola primaria dell’istituto comprensivo Garofani di Rozzano, nel Milanese, che ha sollevato non poche polemiche con le conseguenti dimissioni del Dirigente scolastico. La redazione di www.goccedautore.it si associa alla riflessione del Professor Caserta, auspicando che in futuro l’avvedutezza degli uomini prevalga sull’impulsività di determinati atteggiamenti.

editoriale natale 1“Qualche anno fa, chiamato ad illustrare un volume, che raccoglieva liriche e racconti dedicati al Natale, mi trovai di fronte ad una discussione simile a quella che si sta sviluppando in questi giorni. Si trattava del libro di Antonio Giampietro, dal titolo Il Natale dei poeti. La sede era il Sacro Cuore di Matera. Ero fra le suore, con un pubblico tutto cattolico. Mi chiesero che cosa pensassi di un Natale da celebrare oggi nella scuola, quando ormai le classi si possono dire plurirazziali e interculturali. Ci sono cinesi e rumeni, ucraini e albanesi, confuciani e musulmani, ebrei e protestanti… Non mi fu difficile rispondere, partendo proprio dal libro e dai brani, anche molto belli, ivi raccolti. Vi si leggevano Pascoli e Gozzano, Bargellini e Pezzani, Umberto Saba e Salvatore Quasimodo, Gianni Rodari e Rocco Scotellaro, Thomas Merton e Boris Pasternak, tutti di fede e cultura diversa. Per esempio, è noto che Pascoli non era cattolico. Non lo era nemmeno Gozzano. Saba era ebreo.

editoriale natale 2

Eppure avevano celebrato il Natale ed erano tutti raccolti nello stesso volume. Non avevano trovato nessuna difficoltà a stare insieme. Il Natale è la festa in cui nasce un bambino. Poco importa che sia figlio di Dio e che sia nato da Madre Vergine. Tutti quegli scrittori e poeti celebravano il messaggio che quel bambino, non disconosciuto come realmente esistito dagli ebrei, ma nemmeno dai musulmani, aveva portato al mondo. Il Natale ce l’ebbero anche i romani, pagani, che si aspettavano dalla nascita del dio Sole, l’arrivo della luce, subito dopo il solstizio d’inverno, quando il giorno ricominciava a crescere rispetto alla notte. Non è difficile, perciò, celebrare insieme, uomini di tutte le religioni, col Natale, il ritorno della speranza e della fede in un mondo fatto di pace, giustizia e bontà. Anche i musulmani, anche gli ebrei, anche gli atei, possono cantare “tu scendi dalle stelle”; a tutti è opportuno che arrivi il monito alla carità e alla tolleranza. Che poi, in altra giornata, sacra per loro, ragazzi di altra religione celebrino insieme ai compagni cattolici la loro festa, è solo augurabile. Si crea confronto e dialogo. Qualcuno potrà dire che si finirebbe col celebrare troppe feste e troppe religioni. Se così fosse, si potrebbe anche fare a meno della festa della donna, della pace, dell’ambiente, del bambino e via dicendo, perché tutte queste istanze sono raccolte in tutte le religioni, da nessuna della quali ho mai sentito dire che i vecchi vanno buttati nella Gravina, che le donne vanno uccise, che i bambini vanno trucidati, che vanno messe le bombe. Che se qualcuno lo dice, anche in nome della religione, accade solo perché si tratta di folli. Lo stesso nazismo e lo stesso fascismo avrebbero fatto meno vittime, non avrebbero organizzato campi di sterminio e non avrebbero fatto nessuna guerra, se contro di loro si fossero levate le religioni e i loro capi. A partire dal Papa del tempo.”

Giovanni Caserta

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