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Editoriale

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Ricominciamo con entusiasmo il nostro cammino dopo la breve pausa estiva. Torniamo ricchi di nuove esperienze, di nuovi sguardi posati su luoghi sconosciuti, di nuovi ascolti di parole e note. Complici le calde sere d’estate, abbiamo goduto dei tanti eventi culturali organizzati in giro per le piazze di città più o meno grandi, o più o meno piccole, e abbiamo respirato a pieni polmoni quell’aria salmastra che tanto bene ha fatto al nostro pensiero. Pensiero che ha cominciato a volare, libero e leggero, tra le volte del cielo ora turchino ora tempestato di stelle, seguendo un’astrazione pregna di immagini e di significati.

Siamo andati lontano, ma poi siamo tornati. E in questo viaggio ci sono tornate alla mente le parole di Italo Calvino, il narratore tra i più importanti del secondo Novecento italiano autore di autentiche opere letterarie. Il 19 settembre ricorrono i trent’anni della morte e ricordare il suo pensiero in questo particolare momento è fondamentale. Perché Calvino seppe attraverso la letteratura individuare quei valori necessari alla vita di ciascuno, non solo alla letteratura. Calvino ci ha consegnato un testamento letterario contenuto nelle sue Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio pubblicate postume e che oggi assumono maggior pregio.

editoriale 2I valori cui si riferisce sono quello della leggerezza, la prima delle sue “Lezioni americane”, ossia la capacità di alleggerire i racconti nella struttura e nel linguaggio contro la necessità di rappresentare la realtà con tutta la sua pesantezza. Un valore da acquisire. Come quello di dare un ritmo alla narrazione, la rapidità non nel senso della velocità bensì della capacità di dare respiro ad un racconto. Agilità, mobilità, disinvoltura: qualità indispensabili per una scrittura pronta alle divagazioni, ai rallentamenti, agli smarrimenti per poi il ritrovamento del filo del pensiero. Essere precisi sin dall’idea di ciò che si vuol scrivere, tendere all’esattezza del progetto e del linguaggio. E poi riuscire a “pensare per immagini”, ossia il potere di mettere a fuoco visioni ad occhi chiusi. La visibilità di un racconto, l’inafferrabilità dell’immaginazione visiva.

L’ultima lezione non riuscì a scriverla ma solo a programmarla perché scomparve prima che potesse terminare il suo lavoro. Il ciclo delle sei lezioni che avrebbe dovuto tenere all’Università di Harvard, in America, non le tenne mai perché fu colpito da un ictus che lo portò alla morte nel 1985.

Noi di Gocce d’autore invitiamo i nostri lettori a rileggere le sue opere perché ci aprono le porte verso una conoscenza diversa dello strumento “parola” e ad una lettura seria dell’umanità.  Grazie a lui le nostre radici sembrano allungarsi verso una immensa profondità, senza perdere di vista quell’orizzonte che si apre in fondo al nostro sguardo. Una finestra sempre aperta attraverso cui assistere allo spettacolo del fluire di tanta umanità con bagagli pieni di storie da raccontare.

Eva Bonitatibus

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Editoriale1

“Infelice è colui che non consegue il Bello, il solo Bello. [...] Ciascuno diventi bello e simile al Dio se intende contemplare e Dio e il Bello”. (Enneadi, I, 4, 1-5 di Plotino)

Fuggiamo dunque verso la nostra amata Patria. E’ il consiglio più franco di Plotino, filosofo greco antico, di sorprendente attualità e freschezza. Rileggendo i suoi scritti contenuti nell’opera delle Enneadi si riscopre il concetto di bellezza e di unicità tra essere e pensiero. Un patrimonio intellettuale che oggi serve più che mai a guardare con occhi diversi la bellezza che ci circonda e a valutare con cosciente osservazione il tesoro custodito nel nostro Paese.

Bellezze che si scoprono un po’ alla volta, attraverso i viaggi alla volta di luoghi sconosciuti eppure ricchi delle tracce del passato e del presente. Ad accorgersi della loro presenza è la nuova “visione” che decide di avere il viandante perché “l'insegnamento giunge solo a indicare la via e il viaggio; ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere.” (Enneadi, VI, 9, 4). Una visione utile a ristabilire cosa corrisponda al bello e cosa non e soprattutto a creare il collegamento tra opera d'arte e regno delle idee.

Un concetto peraltro già proposto da Platone, e che permette all'artista di attingere da una forma ideale del bello non esistente nel mondo reale, ma soltanto in quello delle idee. Una ricerca incessante che conduce l’animo umano ad indagare tra i dipinti, le architetture, le forme di governo, le sculture, le strategie, i modelli matematici e a saperne individuare l’idea ispiratrice dell’artista.

Un'idea dunque attinta da una visione interiore del bello. E’ questo l’invito che voglio rivolgere ai nostri lettori, a quanti sfogliano le nostre pagine virtuali, affinchè si lascino sopraffare dal desiderio di affondare nella bellezza che è dappertutto. Basta saperla cercare.

Buona estate e buoni viaggi estatici!

Eva Bonitatibus

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Il valore della diversità

editoriale muore

Oggi si muore a piccole dosi. Ogni giorno muore qualcuno non perché ucciso, annegato, violentato, sgozzato o colpito dalla follia di un machete. Ogni giorno qualcuno viene ammazzato, soffocato, torturato, minacciato, represso dall’indifferenza dei suoi simili. Una morte lenta, sofferta, segnata dal ritmo dell’abitudine. Quell’abitudine che rende infelice chi preferisce le certezze alle incertezze, il nero sul bianco, i puntini sulle “i”, la stessa strada a nuovi percorsi. Un progressivo e inarrestabile olocausto dei sentimenti che tutto appiattisce, seppellendo per sempre i valori della diversità e dell’ineluttabilità.

Oggi si vive a piccole dosi. Ogni giorno viviamo con la paura di cambiare marcia, di parlare con chi non conosciamo, di cambiare colore dei vestiti. Non sappiamo se inseguire il nostro sogno o i consigli sensati di un amico. Lenta è la morte di questo vivere appena abbozzato in un mondo monocromatico i cui protagonisti sono marionette in marcia verso un’unica direzione perché non amano osare. Non si rischia, non si vuole uscire fuori dal seminato. E torna il monocolore. Ma il mondo è quell’insieme di infinite sfumature che tiene in piedi un’intera umanità.

Da Lampedusa a Ventimiglia si vive e si muore a piccole dosi. Immigrati, emarginati e relitti di una umanità boccheggiante aspetta di essere riabilitata alla specie cui appartengono dalla nascita per veder riconosciuto il proprio diritto. Anche quello di essere diverso dagli altri, anche quello di avere un colore diverso dagli altri, la forma del naso della bocca degli occhi diversa dagli altri. Avere il diritto di parlare in maniera diversa dagli altri. E di essere ascoltato ugualmente dagli altri.

Mi è capitato di incontrare una donna dalla straordinaria voglia di vivere e di amare. Lei adora scrivere ed è costretta a condividere questa passione con il suo handicap. E’ cieca da un occhio e vive il disagio di essere troppo sensibile. Un disturbo della crescita causato dalla precoce scomparsa della madre che l’ha esposta alla più atroce delle sofferenze. “I miei problemi di salute non mi hanno impedito di scrivere poesie e la mia infermità non ha limitato la mia voglia di esprimermi”. Questo il suo pensiero.

Il suo essere “diversa” non le ha impedito di esprimere se stessa, anzi, ha utilizzato i propri limiti per farlo meglio. Perché lei non ha evitato una passione, ha alimentato l'insieme delle emozioni che le turbinano intorno. Ha capovolto la sua vita, triste e infelice, ed ha avuto il coraggio di guardare avanti e oltre l'orizzonte ed ha trovato la sua strada. Oggi legge, ascolta la musica, viaggia, parla con chi non conosce e non prova paura. Ha trovato la grazia in se stessa perché ha scoperto di avere un progetto: evitare la morte a piccole dosi, perché essere viva richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

La sua ardente pazienza l’ha condotta verso un'area di splendida felicità.

Eva Bonitatibus

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Bancarellino

Ma dove nascono i librai? Navigando sul web alla ricerca di notizie interessanti al nostro dire mi sono soffermata su quello del Premio Bancarella. Ho letto che il 23 maggio scorso è già stato assegnato il Bancarellino e che a luglio saranno assegnati i riconoscimenti “Bancarella Sport”. Una storia cominciata 63 anni fa in Italia e che conferma la vocazione di questo paese alla cultura, quella con la C maiuscola (non per essere retorici, ma ogni tanto dobbiamo ricordarcelo).

Ebbene gli esordi di questa straordinaria realtà avvennero nella piccola cittadina di Pontremoli, nella Ludigiana, quella terra “porta delle grandi vie di comunicazione” tra Toscana e Lombardia costellata di tanti piccoli villaggi immersi nei boschi di castagni e pini. Ebbene, in questo luogo d’incanto sono nati i librai. Si legge ad un certo punto: A Montereggio e a Parana è difficile che la gente sappia leggere e scrivere; non ci sono che le pecore e castagni e si vive mangiando formaggio e polenta dolce, in attesa che l’inverno diventi primavera e l’estate autunno, così da un anno all’altro. Eppure ogni casa di Montereggio è piena di libri intonsi; e a ogni stagione c’è un pastore che lascia il villaggio e va per il mondo a fare il libraio. La storia dei pastori librai della Lunigiana si perde nel tempo. Si ignora il nome di chi si lanciò per primo nella grande avventura; si sa solo che la partenza dei neo-librai fu sempre solenne. Sembrava obbedissero a una strana ispirazione: si presentavano ai vicini e dicevano: “Vado”.

Una storia ammantata di fascino che accende i riflettori su una vicenda che ci tiene ancorati alla bellezza delle radici. Oggi questa eredità va rinvigorita. I “pastori-librai” potremmo essere tutti noi, a portare il “verbo” della lettura in ogni dove, valicando montagne e colline, oltrepassando la soglia del freddo e del caldo. Serbando in petto l’entusiasmo e la gioia dei primi librai che giurarono di incontrarsi ogni anno nello stesso luogo e alla stessa ora. Carichiamoci di libri, non solo idealmente, trasformiamo le nostre auto in biblioteche ambulanti e facciamo conoscere la piacevolezza della lettura a chi non si è ancora lasciato contagiare.

Eva Bonitatibus

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edi piazzalibri

Istigazione alla lettura. Lo ha detto Erri De Luca, scrittore italiano finito sotto processo per aver preso posizione nei confronti dei cantieri dell’Alta velocità sulla tratta Torino-Lione. Avrebbe invitato al sabotaggio della Tav. Ma lui, dall’aula del Tribunale di Torino dove si è svolto il processo a suo carico, si difende dall’accusa di istigazione a delinquere dicendo che potrebbe “istigare alla lettura, al massimo alla scrittura”.

Le parole sono pietre. Come non cominciare da questo evento per affermare il ruolo degli scrittori nella società odierna? Sembra che sia necessario tornare a soffermarsi sul significato delle singole parole. Le parole sono pietre. Lo scrisse Carlo Levi in un libro così intitolato in cui compie tre viaggi nella Sicilia dei primi anni ’50. Ne scruta il segreto, ne coglie la verità e la speranza. E ci invia un messaggio di amore per tutto quanto è umano, di debole e doloroso, vale a dire nobile. Da qui quella sua straordinaria capacità di guardare, leggere e capire la realtà.

edi piazzalibri2Contagiare la voglia di leggere. E come si può leggere la realtà se non attraverso il vissuto impresso nelle pagine dei libri di intellettuali e scrittori? Torna allora utile, ancora una volta, il ricorso ai libri e alla lettura. E torna utile ricordare che lo si potrà fare coralmente. Dal 21 maggio al 2 giugno arrivano le Piazze del Libro, la manifestazione del Maggio dei libri 2015 che vede il coinvolgimento anche dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani il cui compito sarà di contagiare gli italiani da Nord a Sud con un’inguaribile voglia di leggere, di scoprire nuove storie, e tuffarsi in pagine e pagine.

Il nostro invito è allora sempre lo stesso. Leggere con occhi nuovi la realtà nella quale viviamo cercando di cogliere il significato di quello che ci accade. Seguendo le parole dei nostri maestri, non quelli cattivi, che ci hanno tracciato la strada per una vita vera. Continuiamo allora ad istigare e a contagiare…all’uso dei libri e al valore delle parole.

Eva Bonitatibus

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“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo amare, il verbo sognare…naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: Amami! Sogna! Leggi! Leggi! Ma insomma, leggi diamine, ti ordino di leggere! Sali in camera tua e leggi! Risultato? Niente.” (Daniel Pennac)

Dalla lettura alla scrittura il passo è breve. Basta saper ascoltare il proprio istinto e lasciarsi andare. Forse occorre uno stimolo in particolare, una spinta a provare, e la magia si compie. E’ puntuale. Lo abbiamo sperimentato in occasione della Giornata mondiale del libro il 23 aprile scorso con gli alunni di alcune scolaresche che hanno aderito alla nostra iniziativa a Potenza e partecipato con entusiasmo.

Ragazzi e ragazze provenienti da alcune scuole secondarie di secondo grado hanno accettato il nostro invito a giocare con la scrittura. Li abbiamo invogliati facendo scoprire loro quanto sia bello affidare i propri pensieri ad un foglio di carta e quanto sia liberatorio farsi guidare dalla musica e dall’arte. Letteratura musica e arte. Tre linguaggi, tre modi di esprimersi. Tre strumenti di comunicazione che si incontrano, si intrecciano, si scambiano i messaggi.

E tutto è sembrato immediatamente più facile. L’anima si è sciolta e la penna ha cominciato a correre. E a raccontare. ”Ero lì sola, in quella stanza vuota. Immobile, attonita, impaurita. Quell’orrendo sogno in cui ero capitata mi faceva paura, ero terrorizzata. Quella stanza vuota, bianca, di un bianco puro, incontaminato, il colore che rappresenta il silenzio, il freddo”. editoriale2

E’ solo l’incipit di uno dei racconti scaturiti da questo incontro che ha dimostrato ai ragazzi di 16 anni, senza presunzione alcuna, che i libri altro non sono che lo specchio dell’anima degli scrittori. Che su quelle pagine c’è tutta la loro vita, passata e presente e anche futura. Che attraverso le loro parole scritte si può inventare una nuova dimensione, essere altri uomini e altre donne, indossare nuovi abiti e vivere altri tempi. Insomma un gioco fantastico che apre le porte all’immaginazione e che sviluppa la creatività. Ci sono sicuramente regole da rispettare e tecniche da utilizzare, ma tutto parte da lì. Dalla capacità di ascoltare se stessi e di osservare il mondo circostante. E leggere i libri aiuta a liberarsi dei tanti condizionamenti che la quotidianità impone.

editoriale3Tutti i ragazzi partecipanti hanno scritto un racconto lasciandosi guidare dalle note della musica. Non è un miracolo quello che abbiamo fatto a Potenza, ma sicuramente abbiamo aperto uno spiraglio. I libri non sono oggetti noiosi da riporre sul comodino a prendere polvere. E soprattutto non va imposta la loro presenza e il loro utilizzo. Leggere non conosce imperativo…parola di Daniel Pennac!

 

Eva Bonitatibus    

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Finita la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore io continuo a leggere. Continuo a leggere e sempre leggerò perché i libri cementificano i saperi, coltivano le emozioni, suggellano le passioni. Ripongono sui ripiani degli scaffali tomi di speranza. Catturano nelle pagine le vite degli scrittori. Continuerò a leggere per tutti i viaggi che mi promettono, per le pause che mi prendo dalla realtà, per l’esercizio di fantasia che mi lasciano fare, per la possibilità di volare sulle ali dell’immaginazione. Io continuerò a leggere perché dopo aver incontrato scrittori del calibro di Massimo Carlotto e Roberto Soldatini, protagonisti della Giornata di Gocce d’autore, ho capito quanto sia bello entrare nelle loro esistenze attraverso i loro racconti. Generi letterari completamente diversi, l’uno il noir, l’altro il diario di bordo, che mi hanno catapultato nel giro di poche ore da una parte all’altra della mappa dei sentimenti. Due scrittori intorno ai quali si è riunita tanta gente, quella che da sempre li segue, quella che li ha scoperti per la prima volta. Condividere tutti insieme la loro scrittura, arte del comunicare se stessi e il mondo che ci circonda, è stata un’esperienza affascinante. Un conto è leggere nell’intimità della propria casa, altro è leggere pubblicamente in cui ciascuno manifesta il proprio pensiero, il proprio gradimento. E sia per Carlotto che per Soldatini l’indice di gradimento è stato molto alto. La banda degli amanti, edizioni e/o, ha decretato il ritorno di un grande personaggio uscito dalla penna di Carlotto vent’anni or sono, Marco Buratti, ossia l’Alligatore, e del criminale spietato Giorgio Pellegrini, anch’esso inventato dall’autore in altre sue storie. Con un colpo di crossover eccoli affrontarsi tra le pagine del noir che sta riscuotendo i più ampi consensi di lettori. editoriale Carlotto1 La musica del mare. La scelta di un direttore d’orchestra di mollare gli ormeggi, Nutrimenti mare, racconta invece la nuova vita di Roberto Soldatini, violoncellista e compositore, che ha deciso di abbandonare la terraferma per andare a vivere su una barca a vela. E’ lì sopra, in mezzo al mare e immerso nel silenzio, che compone le sue melodie più belle. Riproduce la musica del mare con il suo violoncello e racconta episodi che hanno dell’incredibile.editoriale Soldatini Due libri in due giorni. Due viaggi i due giorni. Senza spendere nulla, ma arricchendo la propria anima di sensazioni straordinarie.Io dunque continuo a leggere perché i libri sono il mio nutrimento. Continuo a leggere perché voglio perdermi e poi ritrovarmi. Continuo a leggere perché ci sono migliaia di storie che ancora non conosco. Continuo a leggere perché voglio ancora incontrare scrittori con Carlotto e Soldatini. Continuo a leggere perché voglio di nuovo avere tanta gente che apprezza i libri. Continuo a leggere perché sta per arrivare maggio e maggio è il mese dei libri. Quindi io continuo a leggere senza mai fermarmi perché non voglio perdere questo importante treno.

Eva Bonitatibus

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editoriale giornatalibro1 resize“Nessun vascello c’è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane”. La famosa frase di Emily Dickinson ci introduce in quella che sarà la più grande celebrazione del libro e della lettura. Il 23 aprile si festeggerà infatti la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, un’occasione ghiotta per parlare di libri, di case editrici, di letture, di lettori, di librerie, di booklovers, di scrittori. Insomma di tutto quanto ruota intorno al mondo della bibliofilia.

Una festa nata nel 1996 quando, sulla base di una tradizione catalana, la Conferenza Generale dell'UNESCO ha proclamato il 23 aprile di ogni anno “Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore”. L'obiettivo della Giornata è quello di incoraggiare a scoprire il piacere della lettura e a valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell'umanità. Una tradizione di origine medioevale vuole che in questo giorno ogni uomo regali una rosa alla sua donna; ricollegandosi a questa tradizione, i librai della Catalogna usano regalare una rosa per ogni libro venduto il 23 aprile.

editoriale giornatalibro2 resizeTante le iniziative che si terranno in tutto il mondo per questo giorno, in Italia la più rappresentativa è “#ioleggoperché” dell’Associazione italiana editori al fine di promuovere i libri e  la lettura proprio in coloro che leggono poco o niente. In Italia, purtroppo, sono ancora tanti, più della metà degli italiani. La figura che animerà le strade, le scuole e le librerie sarà il messaggero della lettura che inviterà la gente a leggere brani di libri.

Anche noi di Gocce d’autore stiamo organizzando la “nostra” Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Vestiremo il nostro vicolo di carta, creeremo angoli di lettura, coloreremo la gradinata che porta alla nostra sede di segnalibri e libri d’artista, riempiremo la giornata di letture con maratone vere e proprie e incontri con scrittori e case editrici. Sarà una bella festa cui parteciperanno le scolaresche cui saranno proposti laboratori di illustrazione dei libri letti direttamente dagli autori. editoriale giornatalibro3 resize

Aderiamo senza tentennamenti alla campagna “#ioleggoperché, sottoscrivendo tutti i perché elencati perché per noi i libri e la lettura sono la linfa che tiene in vita corpo e mente.   

 Eva Bonitatibus

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