logo2017

Commenta gli Articoli di Gocce!!!

Finalmente puoi commentare gli articoli di Goccedautore.it. Devi semplicemnte registrarti !!!

LOGO B 2 1

Editoriale

magma 010Verrebbe da dire “In principio era il Verbo”, se non fosse che verosimilmente così si rischia che uno abbandoni la lettura e più volentieri si metta davanti una ciotola a sgranare cannellini.

e-max.it: your social media marketing partner

editoriale 1

"Il pensiero meridiano è quel pensiero che si inizia a sentir dentro laddove inizia il mare, quando la riva interrompe gli integrismi della terra, quando si scopre che il confine non è un luogo dove il mondo finisce, ma quello dove i diversi si toccano e la partita del rapporto con l'altro diventa difficile e vera.”

e-max.it: your social media marketing partner

Editoriale colore bluQuando nel marzo dello scorso anno questa rivista ottenne la registrazione come testata giornalistica, un curioso caso ci fece tornare alla mente uno degli archetipi della letteratura distopica contemporanea, quel Fahrenheit 451 di Ray Bradbury che molto aveva giocato sull’immaginazione del futuro dei libri, della società, delle libertà individuali. Esattamente cinquecento anni fa, nel 1516, Tommaso Moro dava alle stampe il suo L’Utopia, noto ai più, nel quale descrive un viaggio di un filosofo in un’isola, omonima, dove viene vissuta l’esperienza di una società perfetta. Essa si contrapponeva, evidentemente, a quella che all’epoca veniva dall’autore individuata come la somma dei maggiori mali di cui soffrisse il mondo a lui contemporaneo.

e-max.it: your social media marketing partner

editoriale 1

Foto di Carla Di Camillo

Settembre segna il tempo delle ripartenze. Finisce l’estate e riprendono tutte le attività lasciate in stand by prima di mollare gli ormeggi. Anche per la nostra rivista il mese di settembre rappresenta il momento di rimettersi a lavoro, di riprendere il dialogo lasciato alla fine di luglio con gli oltre tre milioni di lettori. Ma questo settembre, di questo 2016, è qualcosa di più per la “famiglia” di Gocce d’autore: è il segno della rinascita. Ricominciamo infatti le nostre attività culturali in una nuova sede allocata in un antico stabile ristrutturato, costituita per metà dalla libreria Mondadori, per metà dal nostro Circolo culturale. Situata nella via principale del centro storico della città di Potenza, via Pretoria, luogo di “struscio” e di incontri, la nuova sede si pone come polo multiculturale a servizio della cittadinanza.

editoriale 2

Foto di Carla Di Camillo

Tre piani di cultura, al primo la libreria, al secondo il Circolo culturale, al terzo i laboratori didattici, la nuova sede si presenta come un salotto ricco ed accogliente che offre ai passanti del centro una valida alternativa ai caffè o alle sale da te. Qui si possono gustare altri tipi di prodotti: dai libri alla musica all’arte senza trascurare le occasioni di nuove relazioni da intessere e da ordire. L’inaugurazione della nuova sede, dalla stampa locale definita “caffè letterario”, è avvenuta il 5 settembre scorso alla presenza di una folla curiosa e impaziente di entrare, e dalle massime autorità municipali. Era infatti presente il Sindaco della città di Potenza, Dario De Luca, e l’assessore comunale alla cultura, Roberto Falotico. Entrambi hanno apprezzato l’impegno degli ideatori di questo nuovo spazio abitato dalla cultura, ed entrambi hanno auspicato una rinascita del centro storico del capoluogo lucano a partire dalla nuova realtà.

editoriale 3 editoriale 4

Foto di Carla Di Camillo

Dal canto nostro, abbiamo voluto sottolineare il desiderio di fare qualcosa di più, di offrire qualcosa di più a noi stessi e agli altri. Sognare non è un reato, noi lo abbiamo fatto per molti mesi e forse è arrivato il tempo delle realizzazioni. Abbiamo considerato questo progetto sin dagli albori una sfida, una vera e propria provocazione alla crescita intellettuale, all’evoluzione della mentalità da provinciale a globale. E’ un rischio e ne siamo consapevoli, ma si sa, chi non risica non rosica. Così, rimboccate le maniche, abbiamo lavorato per un’estate intera, chiusi tra le mura di pietra antica di questa nuova casa per tirar fuori il gioiellino che poi è diventato. Senza aiuti e senza sostegni finanziari di alcun tipo. L’impresa è esclusivamente privata, poggiata sulle nostre finanze, su quelle che la cultura dovrà essere in grado di produrre da oggi in poi. A Potenza.

editoriale 5editoriale 6editoriale 7editoriale 8

Foto di Carla Di Camillo

Ma noi siamo fiduciosi oltremodo, entusiasti e stanchi al tempo stesso, la porta del nuovo palazzetto è aperta da mane a sera. Sarà la casa degli scrittori, dei musicisti, degli artisti, degli amanti dei libri, della musica e dell’arte, degli aspiranti scrittori, musicisti e artisti, di chi ama pensare in grande, di chi ha lo sguardo lungo, di chi non guarda l’orologio, di chi vuol lasciarsi il grigiore alle spalle, di chi vuol star bene, di chi sa apprezzare. L’atmosfera è quella giusta, luci basse e colori caldi. Ci siamo portati dietro il corallo delle pareti e le parole del copridivano, le letterine sparse sono già sui muri e anche la chiave di violino ha trovato il suo posto sulla parete antica, insieme alla lettrice e al sassofonista. Il pianoforte a coda troneggia al centro della sala contornata da librerie zeppe di libri. Ogni cosa è al suo posto. Ora non resta che cominciare, partendo proprio da qui. Vi aspettiamo!

editoriale 10editoriale 11

Foto di Carla Di Camillo

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

editoriale 1

Avevo pensato di scrivere un editoriale diverso da quello che poi ho stilato. Volevo raccontarvi della soddisfazione di questo secondo anno di vita della rivista, dell’aumento vertiginoso delle visualizzazioni (oltre 3 milioni), dei nuovi contatti conquistati, dei numerosi argomenti trattati, della nascita di nuove rubriche, dell’evoluzione del nostro progetto, della nuova veste grafica. Volevo raccontarvi di come questa esperienza abbia contribuito a cementare l’amicizia tra i componenti della redazione, di come abbia aiutato ciascuno di noi a crescere emotivamente e professionalmente. Volevo raccontarvi ciò che si prova a veder crescere la propria creatura, giorno per giorno, dai primi suoni incerti ai primi timidi passi, e della tenacia che si deve avere per aspettare che, una volta adulta, la creatura impari a muoversi da sola. Ecco, stavo per scrivere di questo e dell’estate che ci aspetta con i suoi festival e le sue rassegne. Dell’imbarazzo della scelta nell’individuare luoghi ed eventi dove trascorrere ore piacevoli ed interessanti. E mi volevo accomiatare dai nostri lettori, prima della pausa agostana che riguarderà anche la redazione di goccedautore.it, augurando loro un’estate ricca di letture, di musica e di arte.

Ma poi sono piovute le drammatiche notizie. Ed è lutto. E’ morte. Non posso, non riesco, non mi va di offendere in alcuna misura la memoria delle vittime cadute in questi giorni né dei loro familiari, ai quali nessuna parola più potrà assorbire il dolore che ha squarciato per sempre le loro vite. Man mano che passano le ore sentiamo il macabro aggiornamento sul numero dei cadaveri e dei feriti rinvenuti nelle stragi di Andria e di Nizza. Tra loro tanti bambini, povere creature innocenti che le loro mamme e i loro papà non potranno più veder crescere. Neanche più sognare. Perché la crudeltà uccide anche i sogni.

Chi lo dice ora a quelle mamme che è finito per loro il tempo di lamentarsi perché i loro piccoli non vogliono lavarsi i denti, o fanno i capricci perché vogliono guardare ancora un po’ di televisione, o si rifiutano di fare i compiti, o fingono un mal di pancia perché non hanno voglia di andare a scuola? Chi dirà a queste mamme che per loro è finito il tempo di stancarsi a lavare i grembiulini da cui i colori non vanno più via, di fare le corse la mattina per accompagnarli in orario alle lezioni, di scappare a preparare il pranzo per far trovare già tutto pronto, di lambiccarsi il cervello per far trovare loro il piatto preferito? E chi dirà a queste povere Madonne di non perdere più il sonno quando ai loro piccoli non scende la febbre e hanno le guance bollenti, o sono sconfortati perché i loro compagni li hanno presi di mira e si sentono esclusi da tutti e non vogliono più uscire? Chi dirà a queste mamme che l’ultimo compleanno che hanno festeggiato era davvero l’ultimo?

E ai papà chi avrà il coraggio di dire che è inutile aspettare, non potranno mai più diventare i confidenti dei loro figli, né potranno compiacersi dei primi baffetti sotto il naso, né della voce che avranno a 14 anni? Ai papà chi comunicherà che la casa che hanno acquistato con un mutuo di trent’anni non andrà al figlio ormai morto? O che non potrà più essere il custode dei suoi segreti? Chi dirà ai papà che è inutile continuare a mettere da parte i suoi risparmi, tanto non potrà più acquistargli il primo motorino o la prima macchina?

Faccio appello a tutti noi. Non possiamo fare molto, lo so, non possiamo far tornare indietro le lancette dell’orologio per avvisare queste mamme e questi papà di andare lontano con i loro figli dal luogo della tragedia. Non possiamo riportare in vita queste meravigliose creature spazzate via dalla follia e dalla incuria. Possiamo forse fare una preghiera, non so, perché il dolore di questi genitori si affievolisca col tempo, perché trovino una nuova ragione di vita, perché i loro angeli li proteggano dal luogo in cui ora si trovano. “Non vivere invano la tua vita”, ce lo comanda Dio e per chi non è cattolico cristiano il dettame ha senso comunque. Cari e dolci mamme e papà, una volta scrivendo una preghiera a Gesù Bambino dissi: “il buio annuncia l’inizio di una nuova raffigurazione: il sorgere delle stelle. Io mi incanto a fissarle. Sono come le tue parole, Signore, esse non tramontano mai”. Ci rivediamo a settembre.

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

colori rossoPerché invece non proviamo a parlare di quello che sta succedendo? In questi giorni trovo siano accaduti due fatti importanti: uno riguarda la Gran Bretagna, l’altro Roberta Chiroli. La Gran Bretagna esce dall’Unione Europea.

e-max.it: your social media marketing partner

IMG 1783Dovremo presto tornare a farci l’abitudine, l’estate arriva. Due notizie e due postille, se permettete. Uno. Qualche giorno fa, il 24 maggio per la precisione, il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ha sottoscritto con il direttore generale della RAI, con il presidente di Mediaset, con il vice presidente esecutivo di Sky Italia, con l’amministratore delegato di La7, con l’amministratore delegato di Discovery Italia, un documento denominato Patto per la lettura. Consultandolo, e glissando sulle espressioni oramai consuete che collegano anche le libertà individuali ad esigenze produttivistiche (sicché si deve leggere, tra le altre cose, che «La quota di investimenti destinata al miglioramento del livello culturale della popolazione è strettamente legata alla crescita del Pil e della produttività» e che «Cultura, innovazione e competitività economica sono fenomeni correlati tra di loro»), si apprende che le sue finalità sono quelle di definire strategie e promuovere azioni e iniziative sui temi della lettura. Insomma, il ministero e le maggiori televisioni concordano di darsi una mano per «contribuire a rendere la pratica della lettura un’abitudine sociale diffusa e riconosciuta». Bene. Bravi. Per una volta non sottilizziamo. C’è una vera e propria emergenza sociale nel nostro Paese, tra tante, della quale ci occupiamo persino da queste modestissime colonne, e cioè la forte disabitudine alla lettura, con quello che ciò comporta, questa iniziativa pare affrontare questo tema, quindi: bene, bravi. Del resto, proprio una cosa del genere, se non uguale, è stata promossa nel 2015 per quest’anno anche dalla BBC nel Regno Unito: Get Reading, l’hanno chiamata oltremanica. Due. Il 27 maggio, autorevolissimi componenti del Comitato tecnico scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali e del Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici, che sono, per farla semplice, i massimi organi tecnici e consultivi del medesimo Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, rassegnano le proprie dimissioni. Al di là del dato di stretta cronaca, della goccia che ha fatto traboccare il vaso, tanto più perché si tratta di studiosi, tecnici e professori di primissimo ordine nel Paese - parliamo ad esempio di accademici del calibro di Mauro Guerrini e Giovanni Solimine, di Gino Roncaglia -, il gesto, gravissimo, è stato mosso dalla urgenza di porre una riflessione sul ruolo delle biblioteche statali e sulle prospettive del sistema bibliotecario pubblico italiano, che versa in condizioni molto serie. Su questa situazione, lo stesso Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici aveva approvato mesi addietro una mozione nella quale si chiedeva che per la prima volta si desse il segnale dell'avvio in Italia di una vera e propria politica bibliotecaria. Tradotto, senza le morbidezze della diplomazia burocratica: il sistema bibliotecario pubblico è allo stremo. In questo quadro, aggiunge la stessa mozione e noi non possiamo tacerlo, andrà dedicata una particolare attenzione al Mezzogiorno. Chissà perché. Questa era la seconda notizia, questo il dato drammatico. Per inciso, informazioni se ne leggono se solo le si cerca, anche nel Regno Unito e proprio in questi mesi, sono all’ordine del giorno le critiche, le proteste, finanche le occupazioni di alcune biblioteche, per il sostanziale depauperamento del sistema bibliotecario pubblico, come nel Surrey, come nel Lincolnshire, perché ormai tante biblioteche sono costrette a chiudere o a vedersi affidate a organizzazioni private esterne ad esse. Noi non siamo malfidati, no, ma non vorremmo che qualche buona iniziativa, adottata al momento e pure utile, facesse velo su una situazione strutturale che mina alle basi un presidio pubblico così centrale per la vita culturale, e quindi, assieme ad altri, per la tenuta democratica, del Paese. Insomma, con il ritorno dell’estate, quelli con la tv accesa incapperanno nella solita pubblicità che invita ad allertare il 115 in caso di emergenza incendi. Se divampa la fiamma, chiamare i vigili del fuoco va bene, certo. Non va invece per niente bene, anzi, l’aver tolto di mezzo, durante l’inverno, il Corpo forestale dello Stato. Postilla numero uno: non se ne può più di sentir dire ogni volta che si tagliano servizi essenziali, si, anche come quelli di cui qui riferiamo, che lo impongono ragioni di bilancio. Il denaro è uno strumento, non ha ragioni proprie. Le ragioni del denaro sono le ragioni di chi lo tiene, o lo stampa, e lo usa come strumento di potere. Postilla numero due: un pensiero di sostegno a quei tanti francesi che da settimane legittimamente manifestano contro provvedimenti governativi evidentemente inaccettabili, e che in questi giorni sono vieppiù impegnati a sperimentare quanto ci possa esser di vero nella relazione tra il “piove” e il “governo ladro”.

Rocco Infantino

e-max.it: your social media marketing partner

editoriale maternitàdolente 1Ancora sulla mamma. E’ il mese di maggio che lo richiede. E’ il desiderio di esternare ancora una volta il sentimento di gratitudine nei loro confronti. Non sono una mammona, ma sono una mamma e quando diventi madre cambia la tua posizione di figlia. E’ una questione di prospettive, muta lo sguardo ed il pensiero, da centro dell’attenzione diventi polo d’attrazione perché i figli ti gravitano intorno senza mai distaccarsi del tutto. Il pensiero sulle mamme mi è stato sollecitato più volte in queste due ultime settimane grazie alle pagine di alcuni libri: ho incontrato una mamma a cui hanno ucciso il figlio ed ho incontrato un figlio che ha perso una mamma. Ecco, le due prospettive. La prima è la protagonista di una brutta storia accaduta ormai quasi trent’anni fa in Basilicata e ricostruita in un libro presentato alcuni giorni or sono a Potenza. Aspettando giustizia è il titolo, che racchiude già il senso della storia, scritto da Angelo Jannone, colonnello dei Carabinieri in congedo e pubblicato da Secop edizioni. Il romanzo racconta la tragica scomparsa di Luca Orioli e di Marirosa Andreotta, due ragazzi di appena vent’anni, trovati morti nella vasca da bagno di casa della ragazza nel lontano 1988. Da allora non è mai stato trovato il colpevole, il caso venne archiviato come incidente causato da folgorazione e dopo tre decenni la mamma di Luca piange suo figlio senza sapere perché sia morto e chi lo abbia ucciso. Una storia che racconta le omissioni compiute da un’investigazione frettolosa e approssimativa, un libro che descrive le pene patite dai genitori di questo ragazzo. Ed ho conosciuto Olimpia, la mamma di Luca, una donna piccina di statura ma immensa nell’anima. Un angelo in terra perché sopravvivere ad un simile dolore non è umano. E lei ha ancora la forza di lottare, nonostante le bugie e i maltrattamenti e le ingiurie e la menomazione. Si, perché perdere un figlio è una menomazione. E’ come non avere più una parte del proprio corpo. Ma lei è grande perché ha Luca dentro di sé che le da l’energia per andare avanti e lei lo ascolta, lo asseconda, parla di lui ovunque. “E’ un modo per tenerlo in vita”, ha detto. Si commuove, piange, ma non smette di raccontarlo a noialtri che fatichiamo a trattenere il pianto. Il suo dolore diventa il nostro, e l’affetto delle persone, dei ragazzi soprattutto, le asciuga per un po’ le lacrime. E i suoi piccoli occhi celesti tornano a sorridere.

La seconda storia invece è legata ai ricordi di un figlio che ha preso la via del mare alla ricerca dell’armonia interiore. Lui si chiama Roberto Soldatini, è un violoncellista famoso, direttore d’orchestra, compositore e docente di musica, alla sua seconda prova con la scrittura. Sinfonie mediterranee è il titolo del libro presentato a Gocce d’autore la scorsa settimana, edito da Nutrimenti Mare, in cui l’autore racconta le tappe del suo viaggio nel Mediterraneo a bordo della sua barca-casa lunga 15 metri. Una sorta di diario di bordo che svela la bellezza dei luoghi visitati, gli imprevisti della navigazione, il gusto per la sfida. In solitaria assoluta Roberto Soldatini solca i mari per sei mesi e annota i suoi sentimenti e le sue considerazioni nei suoi libri. Riaffiorano i ricordi e si riaprono le ferite. La mamma in quel luogo di tanti anni prima. E’ ancora lì, ad Amalfi, col suo cappotto tortora a guardare le onde che s’infrangono sugli scogli. E la nostalgia prende il sopravvento con tutta la rabbia che sente ancora dentro perché due mesi più tardi un tumore se la porterà via per sempre. Ma lui è un altro angelo sulla terra che sopporta il dolore e va avanti. La sua musica è la sua medicina, il mare la sua culla.

Sono storie di ordinaria sofferenza? Non so, non so se la sofferenza possa definirsi ordinaria. Non si è mai pronti a soffrire, la sofferenza ti coglie impreparato punto e basta. E allora da madre e da figlia mi chiedo: è la lotta per rimanere vivi che ci tiene in piedi, o è la brama di una serenità dimenticata? Anelo un orizzonte di salvezza!

Eva Bonitatibus

e-max.it: your social media marketing partner

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore