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Domenica, 12 Febbraio 2017 17:48

Il movimento nell’arte di Maria Luisa D’Eboli

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Ho incontrato l’arte di Maria Luisa D’Eboli nella ricercatissima Porta Coeli International Art Gallery di Venosa, in provincia di Potenza. L’occasione è stato il vernissage della sua personale dal piccato titolo “Gocce di tuberosa”, scelto dal direttore della Galleria, Aniello Ertico, per il piacevole rimando all’essenza floreale dall’intenso profumo.

Una mostra antologica che racconta l’esperienza pittorica dell’artista di origini lucane che vive e opera tra Roma e Parigi. La sua pittura figurativa è di concezione moderna e richiama i grandi Maestri del Novecento, oltre che i contemporanei. Ciò che colpisce immediatamente sono i colori forti e caldi delle grandi tele, pennellate decise di rossi sui fisici corpulenti delle danzatrici di flamenco, tutte raffigurate di spalle, di cui si coglie la sinuosità del movimento. Passando da un ambiente all’altro ci si trova ad assistere ad un concerto di un’orchestra di violoncelli, con un coro compunto con gli spartiti tra le mani e i capelli della violoncellista così lunghi da formare le corde del suo strumento. Dopo la musica muta degli artisti della D’Eboli, ci si trova in mezzo a barche imbizzarrite che solcano le onde senza governo.

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Sole in mezzo ad un mare blu cobalto, le barche vanno in tutta libertà verso il proprio orizzonte. E poi ci sono le case, la quiete, strutture tondeggianti dalle forme irregolari, colorate, tutte unite in un unico paesaggio e sospese. Infine c’è la corsa dei cavalli, sfumature bianche accennano appena la loro presenza in un ippodromo affollato di donne e uomini spettatori dalla gara di corsa.

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E poi colpisce la ricercatezza dell’esposizione. Accanto a 12 opere sono state accostate altrettante fragranze scelte da Anna Santoro, titolare della profumeria Etos di Francavilla, che ha operato delicati abbinamenti tra l’opera e il suo profumo. Un percorso sensoriale che ha attivato tutti i sensi e che ha ammaliato il visitatore divertito dall’insolita proposta. Anche l’artista è stata sorpresa dall’inedito allestimento e non ha mancato di sottolineare la cura riservatale dall’intero staff della Galleria. Con lei mi sono soffermata a scambiarci qualche impressione e le ho rivolto alcune domande. Ecco il nostro dialogo…   

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La sua ricerca artistica è il frutto di contaminazioni e di fusioni dei vari linguaggi. Da dove parte questo prolifico percorso?

Il mio percorso nasce da un bisogno, utilizzare le arti espressive è stata per me da sempre una necessità, la danza ha rappresentato il primo strumento per esprimermi.

Le opere esposte attualmente nella Galleria d'arte internazionale Porta Coeli di Venosa si possono racchiudere in 5 quadri dedicati rispettivamente alla danza, alle case, alle barche, ai cavalli bianchi, alla musica. Qual è il filo conduttore che le unisce?

Il comune denominatore delle mi tele è il movimento; il movimento inteso come cambiamento di posizione di un corpo non soltanto nello spazio, ma anche nel tempo. Il movimento è presente in tutto ciò che abbiamo intorno, visibile o invisibile, è per esempio ciò che permette di articolare una composizione musicale, c'è una canzone francese che riassume molto bene questo concetto "siamo come le onde del mare, in perpetuo movimento". È  il movimento che da sempre mi attrae e rigenera la mia pittura.

Alcune delle sue opere sono metafisiche, ossia vanno oltre gli elementi rappresentati, occupandosi degli aspetti autentici e fondamentali della sua realtà. Penso alle case storte, alle barche senza timoniere...quale verità raccontano?

Utilizzo la pittura per comunicare con gli altri ed in alcuni casi per dire qualcosa a me stessa… è il caso delle "Case di Lù" nate per il bisogno di mettere radici e ritrovare appartenenze....le case dunque sono li....Per le radici ..vedremo.

L'uso del colore racconta la presenza di una personalità forte e determinata. E' così? Ama i colori forti?

Ho scoperto i colori forti, decisi, passionali in un momento di buio. Ritrovarli sulla tela mi ha fatto comprendere che se li avevo tirati fuori necessariamente dovevano essere dentro di me. E si li amo molto, ogni tanto ho bisogno di un po di sano bianco e nero.

Una mostra legata ai sensi, al processo sinestetico dell'arte. Che odore hanno i suoi quadri?

L'odore dei miei quadri è stata una scoperta anche per me il percorso sensoriale, pensato dal Direttore della Porta Coeli International art Gallery Aniello Ertico e dal suo staff e messo in opera da Anna Santoro regina delle profumazioni, è stato una magnifica ed interessante esperienza. Che odore hanno dunque? È qualcosa che dovete scoprire da soli

Qual è il suo rapporto con l'arte?

È un rapporto d'amore ed odio come in tutti i rapporti, ma anche quando le maltratto non dimentico mai di baciare le mie tele -))

Quali i suoi prossimi impegni?

Il prossimo appuntamento  sarà  nella mia Roma, dalla quale manco dal 2010, nello spazio espositivo della Biblioteca Angelica a Maggio…e poi a Luglio dipingerò nella Cattedrale di Bayeux durante il Requiem di Verdi.

Eva Bonitatibus

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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