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Lunedì, 12 Settembre 2016 16:02

Biblioteca “A Casa di Leo”: quando la Bellezza salva il mondo

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“La libreria va pensata come una farmacia. Per curare i dolori dell’esistenza”(Cotronei)

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Mai frase fu più appropriata per parlare di uno straordinario esperimento socio-culturale, di promozione di agio, di bellezza, di solidarietà, di comunità.

Un progetto ambizioso sotto il profilo sociale e culturale, dai risultati ragguardevoli. Parliamo della biblioteca cittadina “A casa di Leo”, il primo esempio di biblioteca di quartiere della città di Potenza sita in contrada Bucaletto. Uno spazio privilegiato di incontro e confronto, dove realtà poliedriche riescono a ri-unirsi, in una perfetta commistione intellettuale e più ampiamente culturale. La riproduzione speranzosa di una metafora di spazio, tempo e concetto che abbiamo tentato di esplicare. Ne parliamo con Giorgia Russo, responsabile della promozione umana della Caritas diocesana di Potenza ed Enza Lo Giudice, responsabile della biblioteca “A Casa di Leo”.

Quando è nata la Biblioteca?

Nel marzo 2015, nell’ambito del Progetto Cei 8x1000.

Quale l’idea di base?

Già da più di tre anni si lavora sulle e per le famiglie e, nel tentativo di non avere un approccio curativo con i nuclei fragili e quindi cambiando prospettiva, si promuove agio e si tenta di offrire un’opportunità culturale e di incontro. In una periferia definita “ghetto”, si agisce, da un punto di vista sociale, in maniera concreta solo se si creano momenti di crescita relazionale e culturale, in uno spazio, un ambiente, studiato per favorire il confluire di esperienze, più semplicemente di persone.

Il numero di titoli è cospicuo?

Si, decisamente. 1.000 sono un investimento culturale di Caritas; altri 2.000 provengono da una sorta di gara di solidarietà. Ancora oggi ci vengono donati libri; vi sono, inoltre, più di 50.000 titoli in formato e-book.

Qual è la specificità di questo spazio?

La specificità è il suo calore. A noi è piaciuto “disegnarlo” nei minimi particolari; anche la scelta dei colori e dei complementi d’arredo non è stata casuale. L’obiettivo precipuo: la promozione della Bellezza.

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Che genere di manifestazioni saranno ospitate?

Il 9 settembre scorso si è inaugurato il cartellone di eventi con la presentazione dell’interessantissimo libro “Dov’è tuo fratello? Famiglia, immigrazione e multiculturalità” (ed. San Paolo), scritto da Giuseppe Dardes, capo Ufficio Formazione Caritas Italiana e Ignazio Punzi, psicologo. Tale iniziativa, per un tema sociale di grande attualità, ha rilanciato un modello di ri-lettura in chiave relazionale. Il legame per cui la stessa biblioteca è nata e che ha consentito l’apertura dello spazio fisico e dunque intellettuale. A breve sarà pubblicato il calendario delle attività, ma intanto sarà a disposizione dell’intera città e delle associazioni culturali che vorranno raggiungere questa periferia e che al contempo vogliano offrire opportunità di Bellezza, che non sono appannaggio solo di realtà già consolidate. Nel prossimo inverno si istituirà anche un laboratorio creativo con i ragazzi del Centro “A Casa di Leo” La Biblioteca, infine, è aperta il lunedì e il mercoledì dalle 18 alle 19.30.

Cosa simboleggia la Biblioteca “A Casa di Leo”?

Una sfida. Per chi crede alle sfide faticose ma sicuramente vincenti. A tal proposito, in un posto marginale e considerato ghetto, come specificato prima, abbiamo già realizzato un salotto culturale all’aperto, in occasione della Notte Bianca del Libro, che ha visto la cerimonia di apertura proprio a Bucaletto. Noi ci crediamo e chi ha voluto onorarci della propria presenza ha compreso che la Bellezza è ovunque e che bisogna immaginare per poter concretizzarla. Il gruppo di “A Casa di Leo”, da anni, vive un posto nel quale la prospettiva di accoglienza, di ascolto, di aiuto, di solidarietà, di comunità ha fatto sbocciare fiori in un deserto. Ed è la strada che continueremo a percorrere con gioia e orgoglio.

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Virginia Cortese

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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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