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Martedì, 28 Febbraio 2017 14:39

Benny Benack III Italian Quartet: Il tour invernale italiano Kiss me slowly è approdato a Gocce d’Autore

Scritto da 

dialogare

 

Giuseppe Venezia ed Elio Coppola sono due talentuosi musicisti italiani, del sud più precisamente, rispettivamente un contrabbassista e un batterista, che hanno il “vizio” buono di perfezionare i propri studi in America.

Ci raccontano di incontri e amicizie artistiche che hanno dell’incredibile. Di talenti straordinariamente grandi, nonostante l’età esigua. E come spesso accade, i sodalizi si consolidano proprio quando si condividono i linguaggi. Nella fattispecie, quello universale della musica. Lo scorso gennaio, insieme a Benny Benack III, rampollo di una famiglia statunitense di musicisti e cantanti, egli stesso trombettista e cantante, particolarmente brillante e versatile, semifinalista alla Thelonius Monk International Competition e con un palma res già di tutto rispetto e Daniele Cordisco, tra i chitarristi più interessanti del panorama italiano, hanno regalato ai soci e al numeroso pubblico del Circolo Culturale Gocce d’Autore, uno spettacolo poliedrico e sensoriale, magnetico e coinvolgente.

Li abbiamo incontrati nello spazio della Libreria Mondadori e hanno così commentato, a qualche minuto dalla performance, la loro idea.

Benny Benack III Italian Quartet, come nasce questo progetto?

Giuseppe Venezia: Nasce dall’unione di due musicisti, io ed Elio Coppola, come strumentisti di ritmica. Noi abbiamo una sana abitudine, quella di andare in America tutti gli anni, a Ottobre, con lo scopo di imparare il linguaggio del jazz e di cercare di approfondire i nostri studi, e naturalmente si incontrano tante belle persone e tanti grandi musicisti. Tra i musicisti che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e con i quali collaboriamo, c’è Benny Benack III. A Luglio del 2016, abbiamo fatto il nostro primo tour in Italia, e con contrabbasso, batteria oltre che con uno strumento solista, ci serviva uno strumento armonico, così abbiamo scelto il miglior chitarrista dei giovani del panorama jazz italiano, Daniele Cordisco. Siamo in giro da due settimane, durante il nostro primo tour abbiamo registrato questo disco, Kiss me slowly, che è una composizione originale di Benny; l’abbiamo presentato per la prima volta in anteprima qui in Italia, a Luglio faremo un altro tour e a Ottobre lo presenteremo a New York finalmente.

A Benny Benack: Come trova questi compagni di viaggio? Quando ha capito che proprio la musica sarebbe stata la sua strada?

In prima battuta, noi quattro siamo “fratelli”! Gli voglio un gran bene e mi diverto moltissimo con loro. Provengo da una famiglia di musicisti, mio padre è un sassofonista, mio nonno suona la tromba, mia madre è una cantante, sono cresciuto con la musica jazz e sin da piccolissimo sognavo di girare il mondo e suonare. Penso che il sogno si stia avverando.

Un’impressione su Benny Benack III?

Elio Coppola: Lo abbiamo conosciuto a New York, è uno dei migliori giovani talenti che abbiamo nel mondo, il grande Wynton Marsalis lo ha nominato tra i tre più giovani migliori trombettisti al mondo, noi siamo stati davvero onorati di invitarlo qui in Italia e di collaborare con lui. Per noi italiani è sempre un modo per confrontarci con artisti di questo calibro, sebbene lui abbia 26 anni è veramente un trombettista eccezionale. Tra l’altro Benny è anche un bravissimo cantante, e suona anche un po’ il piano. Questa sera aspettatevi un bello spettacolo.

E le aspettative sono state del tutto esaudite!

Virginia Cortese

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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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