Cultura
Lunedì, 19 Giugno 2017 17:35

Rossini e gli altri In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(4 Voti)

cultura 1

Una Pesaro calda e vivace ci accoglie. Siamo nella città marchigiana che affaccia sull’Adriatico. La Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro si riflette sull’orizzonte che ha nelle onde del mare il suo fondale eterno.

La passeggiata lungo il corso principale ci impone una sosta davanti alla casa che ha dato i natali all’illustre Gioacchino Rossini. Dalle finestre semiaperte sembra di sentire le note delle sue opere più celebri, ma basta varcare la piccola soglia per capire che effettivamente la sua musica corre lungo le stanze e i piani del palazzo per accogliere i visitatori desiderosi di conoscere l’intimità dei luoghi in cui è nato il genio della musica operistica.

L’occasione del nostro viaggio è il concerto straordinario Rossini e gli altri. La Gran scena organizzato dalla Fondazione G. Rossini nell’ambito del Convegno internazionale “Rossini 2017” in programma dal 9 all’11 giugno. Il luogo che ospita il grande evento è l’Auditorium Pedrotti del Conservatorio di musica eretto nel 1869 grazie all’eredità che Gioacchino Rossini lasciò al Comune di Pesaro per istituire un Liceo musicale poi divenuto Conservatorio. Entrando nell’imponente struttura che si arrampica in sontuose scalinate laterali dalle ampie balaustre e dagli spaziosi finestroni, non si può non sostare ai piedi della statua di Rossini che troneggia al centro del cortile. E’ un rito per rendere omaggio all’opera benefica del grande compositore intorno al quale continua a raccogliersi il lavoro di musicologi, studiosi e cantanti.

Protagonista indiscussa di Rossini e gli altri. La Gran scena è il mezzosoprano Anna Bonitatibus, interprete straordinaria di grandi virtuosismi, con l’Orchestra Sinfonica G. Rossini diretta da Benjamin Bayl e il Coro del Teatro della Fortuna Mezio Agostini. Il programma è un esempio di eleganza e di raffinatezza. Il tema portante è la Gran scena, “organismo dell’opera tra fine Settecento e i primi decenni dell’Ottocento” come si legge nella brochure, banco di prova per i cantanti che esprimono tutta la propria bravura virtuosistica. Il concerto si apre con il brano strumentale Sinfonia del Conventello che Rossini quattordicenne compose per la compagnia musicofila radunata a Ravenna presso la famiglia dell’amico Agostino Triossi. Un secondo brano strumentale, Sinfonia da Pamela nubile ci conduce alla conoscenza di un autore dei primi dell’Ottocento, Pietro Generali, la cui produzione merita oggi una platea più ampia.

Ai brani strumentali si sono alternati i veri esempi di Gran scena: Ginevra di Scozia di Giovanni Simone Mayr e Ciro in Babilonia di Gioacchino Rossini. Il dramma eroico del compositore tedesco e il dramma quaresimale del compositore italiano si sono confrontati ed hanno trovato nel pathos della cantante la giusta interpretazione. Le sfumature ora irruenti ora soavi, ora forti ora piano, assumono nella voce di Anna Bonitatibus gradazioni diverse a seconda dello stato d’animo del protagonista del dramma. I pianissimo e le originali variazioni delle arie hanno dato un’aurea intensa e poetica all’intero concerto. Un’interpretazione magistrale che ci ha fatto commuovere dinanzi al dolore per l’amore perduto di Ariodante e allo straziante ultimo saluto dell’imperatore persiano condannato al patibolo al figlioletto.

Il concerto è stato un esempio di virtuosismi, di suggestioni, di emozioni, di tensioni, una lezione di musica e di interpretazione scenica e gli applausi scroscianti che hanno salutato l’Artista ne hanno decretato il successo. Un bis ancora per rendere omaggio al pubblico e a Gioacchino, il Tancredi, con dedica a Sergio Ragni, colto e fine musicologo napoletano presente in sala. E poi la chiusura con una perla, il Laus Deo, per salutare tutti con un altro esempio di conoscenza e di competenza, accompagnata al pianoforte dallo stesso direttore d’orchestra. Un inno a Rossini. Che avrà sicuramente gradito ed apprezzato.

Anna Bonitatibus si conferma dunque “una cantante che sembra nata per mandare in visibilio i musicologi e tutti gli amanti delle più ricercate rarità fra Settecento e primo Ottocento”, come la critica di questi giorni ha scritto sui giornali.

Per saperne di più sull’Artista vi invitiamo a cliccare sul sito www.annabonitatibus.com

Eva Bonitatibus

Letto 303 volte

Appuntamenti di Gocce