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Giovedì, 18 Aprile 2019 13:12

Matera “capitale” nelle Giornate Fai

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Omaggio alla storia, alla bellezza, all' eleganza racchiuse in veri e propri scrigni, spesso sconosciuti, perché privati, chiusi alle visite, conservati. Sono i beni monumentali, artistici e storici, che - ogni anno - e non sempre gli stessi - il Fai apre alle visite nel primo week end di primavera.

 

Questa 27esima edizione – il 23 e 24 marzo - ha segnato il record dei visitatori: oltre 770.000 persone hanno partecipato, con una visita a uno dei 1.100 beni aperti in 430 località in tutta Italia, guidati da 7.500 volontari e 40 mila apprendisti ciceroni: allievi delle scuole medie e superiori delle varie località.

Il record delle presenze spetta alla Lombardia, dove oltre 175.000 persone hanno visitato i 171 beni aperti. Il bene più visitato in assoluto: la sede della Banca d'Italia a Bari con 14.000 visitatori.

90 le aperture straordinarie in Basilicata, con 26.000 visitatori in totale, nelle delegazioni di Matera, Tricarico e Costa jonica e in quella di Potenza.

Vera regina di questa edizione è stata, però Matera città, capitale della cultura, con 19 aperture straordinarie: numero simbolico, in questo anno Europeo. 14.000 i visitatori in due giorni, che hanno potuto spaziare dalla città sotterranea degli ipogei, ai mulini ristrutturati, ai monumenti, alle dimore storiche, agli antichi conventi, ai villini di campagna, fino alla fabbrica del Carro di cartapesta e al Centro di Geodesia Spaziale, sulla Murgia. Un ponte continuo tra la storia millenaria del tufo e delle pietre, e il futuro della ricerca, passando per il Campus Universitario, il Community Center della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la Scuola di Restauro, nell’ex Convento di Santa Lucia e Agata, e l' “Open Design School”, nel “Casino Padula” ad Agna Le Piane: capisaldi della progettualità di questo anno cruciale.

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Il sito più visitato – 2.855 accessi - è stato il Mulino Alvino, storico pastificio, costruito nel 1884, oggi esempio di rigenerazione urbana. Un sito di archeologia industriale, a cui la proprietà ha ridato vita con un restauro, che ha ottenuto un riconoscimento a Venezia, nel corso della 74^ Mostra del Cinema, nel 2017 e ha creato un luogo di promozione, valorizzazione e tutela della tipicità lucana a tavola.

Matera è anche il centro lucano in cui il Fai ha il suo unico bene di proprietà. E’ Casa Noha, sulla sommità della Civita, porta dei Sassi e della città. Antica abitazione della famiglia nobiliare salentina Noha, oggi estinta, che tra il ‘400 e il ‘500 possedeva molte terre nell’agro materano e nel Sasso Bariano. Casa Noha, edificata tra il XVI e il XVII secolo rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura nei Sassi, impreziosita, all’interno, da intagli nel tufo. Una casa sobria, a cui si accede da una scala esterna.

Dalla famiglia Noha passò ai Latorre e, quindi, ai Fodale. Dal 2008 è un bene Fai. La ristrutturazione è quasi completa. Recuperati gli interni, è aperta al pubblico. Sulle pareti il Fai proietta un documentario, che narra la storia millenaria di Matera.

1.808 persone – nel week end dedicato alle aperture straordinarie – hanno scelto invece Palazzo Ferraù-Giudicepietro oggi Bernardini, la cui costruzione risale al 1448. Splendido “balcone” sui Sassi, dimora storica e nobiliare finemente affrescata e stuccata. 17 stanze di grande suggestione e bellezza. Il salone degli specchi conserva ancora una parte significativa degli arredi, dei decori e della tappezzeria in bianco e oro originali di fine ‘700 e la sedia, con il bracciolo autografato da Giuseppe Bonaparte nel 1806, in visita a Matera, dopo la sua nomina a Re delle due Sicilie. I Ferraù abitarono il Palazzo per tutto l’800, prima di lasciare Matera. Oggi è proprietà della famiglia Bernardini, che l’ha restaurata e aperta al pubblico

In omaggio alla modernità, ma sempre con uno sguardo al passato, tra i percorsi del Fai a Matera, anche le vie del Cinema. I piccoli ciceroni hanno accompagnato i turisti sui set dei film più famosi, dal “Vangelo secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini, a “La Lupa” di Lattuada, da “The Passion” di Mel Gibson all’ultimo “Ben Hur”.

In attesa del prossimo “James Bond”. Qui tra i Sassi!

Grazia Napoli

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Grazia Napoli

GIORNALISTA

Anche se lavoro da sempre in Tv mi piace plasmare le parole sulla carta. Raccontare è il mio mestiere, ma anche la mia passione.

I libri. Ne ho tanti. Anche doppioni. Non li presto. Sono pezzi di vita. Il mio preferito, “Gita al Faro”. Virginia Woolf la “mia” scrittrice. Nasco anglista.  Finisco giornalista. Dal 2008, affastello pensieri, riflessioni, recensioni e ricordi sul mio sito.  Prende il nome da un mio saggio, ma - col tempo - è diventato molto altro.

Tra cronaca e poesia, trionfa il Teatro. Tutto. Indistintamente.

La musica…beh. Amo Claudio Baglioni! E qui so che il maestro De Giorgi riderà!

Nelle pause: viaggio! Vado alla scoperta del mondo. Ma soprattutto di me stessa!

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