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Venerdì, 12 Febbraio 2016 14:18

Mango. La storia del poeta della musica

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Presentazione Stabile

Tutte le poesie, edita per i tipi della Pendragon, è la raccolta di tre sillogi scritte dall’amato e compianto Pino Mango, Nel malamente mondo non ti trovo, Di quanto stupore e I gelsi ignoranti.

Artista della terra che, dalla terra, ha voluto esigere rigore e dignità e che, alla terra, ha portato l’eleganza e la sensibilità degli uomini che conoscono la vita.

Il libro è stato presentato in tre momenti, all’interno della rassegna letteraria di Gocce d’Autore, presso l’Università degli Studi di Basilicata, presso il Teatro Stabile nel capoluogo regionale e presso la suggestiva Casa Cava di Matera. Contestualmente, una mostra fotografica, a opera del fotografo di scena Nicola Di Giorgio, dal titolo “In cerca di un angolo d’infinito”, ospitata presso la Cappella dei Celestini, Palazzo Loffredo a Potenza, ha impreziosito l’ambizioso cartellone culturale.

Numerose le voci che hanno donato un contributo sostanziale alla discussione su una persona e non già su un personaggio (pur noto, a livello internazionale) che ha riempito i cuori di emozioni e ricordi, di luce e stupore; su tutte la moglie, Laura Valente che, accompagnata dalla figlia Angelina, ha intessuto di immagini familiari e tenere, una figura che resterà indimenticabile.

Laura, artista e donna d’ingegno, forte e tenace, ha conosciuto lo specchio di una vita felice, di uno spazio di paradiso e d’universo; ha parlato, accolto e vissuto un applauso caldo come il Mediterraneo disegnato da Pino.

La coralità dei gesti e dei pensieri ha premiato una scelta di coraggio: quella di mettersi a nudo, di volta in volta, con l’istantanea creazione di ciò che resterà nell’eterno. La poesia.

Si perché, di poesia era infarcita la voce esotica di Mango, ma molto più la sua realtà di studio e di coscienza.

copertina libro

Poeta minuzioso e vero, concentrato e suadente.

Poeta del silenzio e della contemplazione.

Poeta della logica obiettività delle scelte di senso.

I suoi versi sono distillati di saggezza; materici e profumati, hanno il grande merito di trasportare oltre le linee blu del cielo e del mare, oltre il verde dei maestosi ulivi, oltre il giallo dei soli del sud, oltre i rossi dei frutti maturi, oltre quei venti che contraddistinguono i volti della sua gente. Quelle persone, delle quali amava gli sguardi fieri, le dignità a servizio dell’esistere senza banalità.

Un libro che ha prospettive e bassorilievi, che si “poggia sullo scrigno del mondo, dove gareggiano i momenti a seminar futuro”; che non dimentica il mare come la “carezza che torna nell’onda a riprendersi ancora”, né la memoria che brama essere dilata “tacendomi come un silenzio tanto che un suono non suoni il mio nome e le note nasconda lontano”, né il “ponte per passare dalla tua coscienza di sempre alla mia incoscienza nuova, come d’un insieme quasi perfetto”.

L’ultima parte della raccolta, come afferma lo stesso artista in una fortunata espressione rubata alla scena di un ingrato destino è “un momento di intimo orgoglio, a cui tengo molto, dove le tragedie s’intrecciano con le storie dei sentimenti attraverso le commedie quotidiane, fino a rendere la fantasia il prezioso punto d’incontro tra i fiori nuovi e i fiori più consumati. (…) Non tutti amano la poesia, credo che il più delle volte si tratti d’una mancata abitudine all’analisi intima dei colori che danno all’arcobaleno dei sentimenti , la vera tonalità del vivere. (…) Forse non tutti sanno riconoscerne il momento”.

Parole che conoscono l’illimitato candore del tempo e il limite delle notti impietose, trascorse a osservare il mare.

La gioia si ricompone al fiorire di un pensiero: la morte non ha senso quando sfiora la finestra dell’uomo, Pino Mango, che ha conosciuto l’Amore.

E Amore è assenza di morte.

Virginia Cortese

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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.