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Lunedì, 06 Novembre 2017 14:32

La prima Biblioteca dei Libri Viventi della Basilicata

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Anche la Basilicata ha la sua Biblioteca dei Libri Viventi. Un organismo speciale fatto di storie in carne ed ossa che più che farsi leggere, amano farsi ascoltare.

La Biblioteca dei Libri Viventi è composta da persone che si rendono disponibili a raccontare le proprie esperienze e a confrontarsi con gli altri. E' una situazione singolare e alternativa di lettura nella quale il racconto di storie veramente vissute si colorano di emozioni e stati d’animo, le parole emanano odori e profumi.

In Basilicata la Biblioteca nasce per volontà dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, sezione di Potenza, e del Circolo culturale Gocce d’Autore. Dopo un primo appuntamento svoltosi nello scorso mese di settembre dedicato ai libri viventi, il 26 ottobre scorso è nata la prima Biblioteca dei Libri Viventi della Basilicata. Storie di luce sono quelle raccontate dalla prima singolare seduta in cui gli uomini-libro hanno aperto il proprio cuore raccontando ad un pubblico attento e rapito il loro percorso di vita. Storie forti, drammatiche, tristi che avvolte dal “buio” si sono poi evolute in storie di speranza, di fede, di gioia. Luce all'alba è stato il libro raccontato da Carmine Donnola, un ex alcolista di Grassano (Pz) che ha ritrovato la strada grazie all’amore per i figli e per la poesia. Carmine affida ai versi le sue urla strazianti per il tempo ceduto all’alcol e sottratto alla sua vita si uomo di padre e di marito. L'aratro e le stelle è stato invece il libro raccontato da Mauro Nardozza, un ex tossicodipendente di Rionero in Vulture (Pz), che dopo aver vissuto lo sconforto a causa della malattia della madre e l’assenza del padre per via del lavoro, aveva trovato nella droga la sua consolazione. La comunità di recupero, la città di Potenza, gli educatori, il lavoro manuale lo hanno ricondotto alla dignità di essere umano e oggi è un amministratore del comune in cui vive. Storia di un incontro è una storia d’amore tra due persone non vedenti: Anita e Angelo. Loro sono i protagonisti di questo libro, lei campana, lui lucano di un paese arbresche, che con lucidità raccontano della loro cecità e al contempo della gioia di stare al mondo insieme. 

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Carmine Donnola, Mauro Nardozza, Anita e Angelo

Al termine della consultazione dei libri viventi, i lettori hanno interagito con loro ponendo domande che hanno avuto l’effetto di aprire un dibattito coinvolgente. La Biblioteca dei Libri Viventi è un modo per costruire una comunità attraverso l’incontro, il dialogo tra le persone, il riconoscimento delle differenze. E poi le comunità sono costruite dalle storie: la vita vissuta sembra offrire una conoscenza più concreta e più vicina alla realtà dei singoli delle parole scritte su un libro. In una società premoderna uno scambio del genere era una componente "naturale" della vita sociale, oggi è un evento che deve essere organizzato e mediato.

Eva Bonitatibus 

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Eva Bonitatibus

Giornalista pubblicista

I libri sono la mia perdizione. Amo ascoltare le storie e amo scriverle. Ma il mio sguardo curioso si rivolge ovunque, purché attinga bellezza e raffinatezza.

La musica è il mio alveo, l’arte la mia prospettiva, la danza il mio riferimento. Inguaribile sognatrice, penso ancora che arriverà un domani…

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