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Cultura

perle Giselle

Giselle e Svetlana. Un’osmosi, un essere unico. La danzatrice e l’interprete che si fondono dando vita ad un’essenza. L’essenza, quella che è apparsa agli occhi di molti, quella incarnata dalla ballerina più brava di questo tempo, Svetlana Zacharova. Sabato 18 aprile al teatro San Carlo di Napoli sold out per lo spettacolo di balletto Giselle, la cui protagonista è stata appunto la grande danzatrice russa. Una serata che resterà alla storia per la sublime esecuzione ed interpretazione di Giselle in cui Svetlana non ha danzato, ma fluttuato nello spazio. Il suo corpo ha dominato il palcoscenico senza produrre il benché minimo rumore se non quello dello spostamento d’aria. Già, perché è essa stessa “aria”. E luce, quella che contiene anche nel suo nome (svet in russo significa “luce”) e che trasmette con la sua grazia. perle Giselle1

Il balletto in due atti racconta di una contadina, Giselle, che vive con la madre in un villaggio della Renania del Medioevo. Il suo ingresso sul palco è accolto da un lungo applauso e a stento il pubblico riesce a controllarsi. L’emozione è troppo grande. Le sue braccia lunghe e affusolate accompagnano i movimenti che lievi raccontano la storia della sventurata Giselle. E’ la stagione della vendemmia e nel pieno della festa fa il suo arrivo un principe vestito da popolano, Albrecht, che si diverte a corteggiare Giselle. Lei, che ne ignora le nobili origini, se ne innamora. Danzano e giocano allegramente, ma la madre di Giselle cerca di dissuaderla a causa delle caduche condizioni di salute della ragazza. L’arrivo della corte e della promessa sposa di Albrecht, la principessa Bathilde, viene salutato dalla ballerina con la famosa variazione eseguita con grande raffinatezza. Ma il nuovo ingresso rompe la gaiezza che aleggia sul villaggio. Il guardiacaccia innamorato di Giselle smentisce il falso popolano e svela la sua vera personalità. Giselle impazzisce e per il dolore muore.   

La scena della pazzia, suggellata dalla musica struggente, raggiunge picchi di autentica commozione e l’attesa per l’inizio del secondo atto è vibrante. Ciò che accade nel regno delle Villi fa salire le emozioni che si affastellano e si concentrano sulla tomba della povera sventurata. Myrtha, la regina delle Villi, è austera ed accoglie Giselle invitandola ad unirsi alle altre creature morte per amore. La scena delle Villi è toccante. Svetlana è a un metro sopra di loro. Il corpo di ballo danza, lei lo sovrasta. Nella sua imponenza è delicata, appare fragile eppure forte perle Giselle2 nei suoi développès e nei suoi panche arabesque che non finiscono mai. La perfezione delle linee è intatta anche quando esegue in pas des deux la serie di grand jetes per attraversare il palcoscenico. Oltre i 180 gradi, eppure il suo atterraggio è insonoro.    

Il pubblico in delirio ha acclamato la danzatrice che al termine del balletto ha fatto una decina di uscite con applausi che non si sono mai arrestati. Le luci dei cellulari per fotografare la divina sul proscenio sono stati uno spettacolo nello spettacolo. E la folla in attesa all’uscita degli artisti si è protratta per ore. Una fatica che si poteva affrontare pur di vedere da vicino il mito, la leggenda contemporanea della danza classica.perle Giselle3

Eva Bonitatibus

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perle 1

Il grande sogno si è avverato. Ma di sogni Petra ne ha avuti tanti e tutti esauditi. Nasce ad Anagni lo storico paesino in provincia di Frosinone. Da piccola voleva fare la ballerina. Entra alla scuola della Accademia Nazionale di Danza di Roma e ha la fortuna di studiare con un grande maestro, Zarko Prebil il quale si prende cura di lei come di un gioiello prezioso e la conduce negli anni. La bimba ha gambe affusolate su due piedini perfetti e fortissimi, ha braccia parlanti e un viso da diva, il che non guasta, ha talento a non finire e già un nome che sembra un nome d’arte Petra Conti. E il suo primo sogno quindi si è avverato ma ne ha subito un altro più grande. Riesce a realizzarlo quando attraverso la Rai vince un premio, le viene chiesto di scegliere e lei dice il suo sogno: ballare con Bolle, già divenuto un mito! Ed è così che la quindicenne Petra, commossa fino alle lacrime, timida ma tenace, arriva a San Pietroburgo accolta da una tenera telefonata di benarrivata del suo eroe e dal famoso maestro Zanella dell’Opera di Vienna che la prepara per il grande incontro con Bolle. Finalmente  Petra ci riesce a ballare con Lui anche se solo sul palcoscenico  deserto del  sontuoso Teatro di Corte degli zar, l’Ermitage, tutto per loro due. Ma attenzione, ci sarà un seguito.perle 2
perle Pertra3L’iter luminoso di questa ballerina così speciale continua senza soste e con tanta gloria. Appena diplomata e dopo un anno di perfezionamento in Russia viene assunta nel Corpo di Ballo della Scala, ha appena 21 anni. Subito si fa notare. Si rappresenta una Giselle  con la solita brava ballerina russa come ospite, a lei toccherà la seconda come è giusto che sia. Il padre di Petra orgoglioso di questa sua figlia vuole per lei il massimo: ingaggia un ufficio stampa personale al fine di farle pubblicità. E dunque succede il boom. L’ufficio stampa chiama a raccolta tutta la critica più selezionata, convince con molto ardore tutti a andare a vedere questa rivelazione , il critico del più importante quotidiano  italiano, chiese addirittura al Teatro i posti per la seconda e non per la prima!!!! Il successo fu strepitoso,  gli elogi, le critiche , gli aggettivi  si sprecarono, Petra era emersa. Il direttore del Ballo del Teatro divenne sempre più attento a questa nuova arrivata! Conquistò subito il titolo di solista e  interpretava sempre più spesso ruoli importanti nella programmazione. Ma ancor prima di entrare alla Scala la piccola star aveva già entusiasmato tutti negli spettacoli di fine anno alla Accademia, nel Lago dei Cigni, Les Sylphides, Schiaccianoci, Excelsior…e fatto incetta di Premi: Premio Roma, Serge Lifar, Premio delle Arti, Premio Positano, La Ginestra d’oro. Inoltre è stata invitata, lei giovanissima e ancora poco nota ballerina classica, insieme a undici dive dello schermo a partecipare a uno straordinario calendario con foto di Gianluigi Di Napoli in cui faceva acrobazie, truccata da un famoso clown. Ogni volta che esce sui giornali un articolo che la esalta  le edicole di Anagni e Frosinone, dove vivono i genitori, fanno il tutto esaurito, ed è gran festa.
Con la Scala certamente ha fatto esperienze significative e, sempre per le sue eccezionali qualità, si distingueva fra le sue colleghe, provocando forse e senza volerlo qualche punta di invidia. La più bella perle 4di queste esperienze è stata  quando a soli 22 anni in Russia sul palcoscenico dopo uno spettacolo al Bolscioi il direttore del Ballo Mahar Vaziev la nomina Prima ballerina. Grande emozione! In seguito durante la tournée in Brasile a San Paolo, Rio de Janeiro e Bela Horizonte, sempre con La Scala, è stata  interprete per le prime. Ma non ostante i molti servizi televisivi che le riservavano, non ostante gli elogi, non ostante il successo Petra non era soddisfatta. Ballava poco. E’ una vecchia storia, in Italia la danza non è al primo posto per la Cultura del Governo, in Italia si fa poco per la danza, i più bravi emigrano, tanto qui non c’è molto da fare, i governanti si interessano  al cinema, alla televisione, all’opera ma non abbastanza alla danza e questo non ostante le platee siano sempre colme di un pubblico entusiasta.E soprattutto si dà poco spazio ai nostri pur bravissimi artisti preferendo più glamour invitare gli stranieri. Petra scalpita. Arriva la grande proposta a cui non si può dire di no. Dal Boston Ballet che ha adocchiato questa perla e non vuole farsela sfuggire. E così Petra insieme al suo partner, l’albanese Eris Nezha che nel frattempo è diventato suo marito, accetta e attraversa l’Oceano.perle 5
E’ tutta un’altra storia. In America si balla, tutti i giorni, in sede e in tournée, e così deve essere per un danzatore, per sentirsi bene, in forma e in continuo maturare con nuovi ruoli, nuovi partner, nuovi palcoscenici. In men che non si dica Petra, a 24 anni conquista subito il gradino più alto, quello di  Etoile. Diciamo che in Italia sarebbe stato difficile se non impossibile. Petra è diventata una stella, è bella, ha tutte le qualità per essere una grande, dà sicurezza al partner.
Ed ecco che  arriva il sogno più grande: estate 2014 di nuovo Roberto Bolle al telefono. La vuole come sua partner nei suoi spettacoli nei suoi Gala. Lui sa di andare sul sicuro, la conosce bene, ha sperimentato in quel lontano giorno la sua leggerezza la sua perfezione la sua classe, certamente sa che  può essere per lui una più che degna compagna. Che coppia fantastica! I sogni son desideri….come canta una certa Cenerentola, ma quando i sogni sono di una fanciulla con le doti, con il temperamento e la determinazione di una Petra Conti allora sono una realtà. perle 6


Agnese de Donato

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Ospitiamo volentieri in questo nuovo spazio le Giornate Fai di Primavera. Un’occasione imperdibile per aprire gli scrigni e ammirare le perle preziose che il nostro territorio custodisce. Buone scoperte e buone passeggiate nella storia e nella bellezza a tutti!  

perle castello di brienza 1

Le giornate Fai di Primavera, storico evento nazionale del Fondo Ambiente Italiano, fondazione no profit che dal 1975 opera per tutelare il patrimonio d’arte, natura e paesaggio quest’anno cadono eccezionalmente nello stesso giorno dedicato ad un bene indispensabile l’acqua.

Le Giornate Fai di Primavera, sono un invito ad uscire di casa per scoprire le bellezze che il territorio ha visto sbocciare nei secoli. Sorprendenti tesori, nascosti fra i luoghi della vita quotidiana, vengono raccontati da specialissimi apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole medie e superiori, che preparati da insegnati e volontari, approfondiscono la storia dei nostri territori ed offrono visite stimolanti ed allegre.

Il gruppo nascente di volontari del FAI della “città metropolitana” di Potenza quest’anno ha organizzato le Giornate Fai a Brienza, in sinergia con l’amministrazione comunale di Brienza ed altre associazioni locali. Gli apprendisti ciceroni della scuola media, coordinati dalla Professoressa Maria Antonietta Pontrandolfi e dai volontari Aurora di Distefano, Cataldo De Luca e Raffaele Mangieri, ci accompagneranno alla scoperta del borgo e delle sue bellezze. 

Sabato 21 e domenica 22, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ogni ora partiranno visite guidate dall' ex Convento dei Francescani, in Piazza del Municipio, per raggiungere il Borgo Medievale ed il Castello Caracciolo (dove sarà visitabile anche il museo della tortura a cura dell' Associazione Musica Vita mia). In ultimo gli apprendisti ciceroni ci mostreranno il giardino botanico e didattico di cui si prendono cura da alcuni anni. 

Apertura straordinariasarà la cappella affrescata di Santa Maria degli Angeli, sulla strada per Brienza, sempre chiusa e in procinto di essere restaurata (visite a cura degli studenti del Liceo Linguistico Da Vinci, di Potenza, coordinati dalla professoressa Angela Guma).

Nella giornata di domenica, GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA, oltre alle visite suddette, ci sarà la presentazione del concorso fotografico "Porta all'EXPO il tuo mulino" per fotografi e videomakers, presso il BeB "La voce del fiume" a Brienza ed una escursione ad un mulino ad acqua, nell'ambito del progetto interregionale #Aqua2015. Il concorso bandito dal CNR IBAM, Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali è sul tema dei mulini ad acqua e del paesaggio storico rurale in Basilicata, e prevede dei premi in denaro, così come sarà descritto dal bando di prossima pubblicazione.

I mulini ad acqua, patrimonio sconosciuto della Basilicata, per secoli hanno trasformato l’energia idrica per scopi preziosi come la produzione di farina, la battitura della lana e la lavorazione di legna o metalli. Marica Grano e Maurizio Lazzari, del CNR - IBAM, hanno censito e georeferenziato centinaia di mulini in Basilicata, attivi fino ai primi decenni del novecento. Oggi, lì dove ancora presenti, le strutture versano in uno stato di abbandono e degrado. “E' arrivato il tempo di rivalutare i mulini ad acqua, per "macinare" memorie ed idee innovative! Per chiunque fosse interessato a raccontare la storia dei #mulinilucani o #mulilu, siamo disponibili a darvi informazioni sulla ubicazione! Scriveteci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e m.lazzari@ibam.cnr.it

Sulla pagina Facebook “FAI Basilicata” inoltre troverete tutti gli appuntamenti cittadini e regionali previsti, tra cui in arrivo l’evento “Go to Casa Noha” a Matera, esempio lucano di bene gestito dal FAI!

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Biblioteca provinciale potenza

Continuiamo a sostenere l’appello della Biblioteca Provinciale di Potenza contro la sua chiusura. Tante le adesioni pervenute da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. Fate sentire anche la vostra!

Con le adesioni all'appello, lanciato dal Direttore e dai dipendenti della Biblioteca Provinciale di Potenza per evitare il rischio di chiusura della struttura e di interruzione del servizio, sono pervenuti anche diversi commenti che qui riportiamo affinché chiunque voglia sottoscrivere la petizione, indicando nome, cognome, qualifica, città all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. possa conoscere i nominativi di chi ha già condiviso l’iniziativa. Il testo dell'appello e l’elenco completo dei firmatari, in continuo aggiornamento, sono pubblicati sul sito della Biblioteca Provinciale di Potenza (http://biblioteca.provincia.potenza.it/).

Tra i primi firmatari dell’appello Santino Bonsera, Gaetano Cappelli, Flavia Cristiano, Roberto Delle Donne, Antonio De Siena, Mauro Guerrini, Klaus Kempf, Angelo Lucano Larotonda, Elena Lattanzi, Enrica Manenti, Maurizio Martirano, Jean-Marc Moret, Raffaele Nigro, Maria Raffaella Pennacchia Vertone, Alberto Petrucciani, Francesco Sacco, Giovanni Solimine, Anna Maria Tammaro, Giuliana Vitale, Maurizio Vivarelli.

«Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili» (Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975.)”. Ilaria Andreoletti, Biblioteca del Dipartimento di Studi Umanistici, Università del Piemonte Orientale, Vercelli

“Fermiamo il massacro della dignità della Cultura. No alla Chiusura”. Associazione studentesca Unidea – Rappresentanti degli studenti del DISU, Università della Basilicata

“Scongiuriamo la chiusura della Biblioteca Provinciale, dei cui ottimi servizi ho usufruito”. Mariano Bocchini, Geologo e storico, San Giorgio del Sannio (BN)

“Condivido pienamente l’appello, non solo alla luce del fatto che una città della nostra regione, Matera, sia stata prescelta come ”capitale” di cultura, ma anche e soprattutto perchè tutte le biblioteche rappresentano strumenti insostituibili di ricerca, in quanto autentici, silenziosi e preziosissimi custodi della nostra storia”. Antonio V. Boccia, Avvocato, Università “A. Moisiu”, Durazzo (Albania)

“Credo che questa sia l’ennesimo colpo di una politica scellerata volta solo a tagliare scriteriatamente senza affatto tener conto della perdita di un patrimonio librario di valore”. Mario Giovanni Bocola, Insegnante e dottorando di ricerca, San Severo (FG)

“L’auspicio è che la nostra storia custodita per tanto tempo nei locali della Biblioteca Provinciale non vada dispersa. Evviva i libri, evviva la Biblioteca Provinciale!”. Eva Bonitatibus, Giornalista freelance, Potenza

“Sottoscrivo l’Appello al presidente della Regione Basilicata perché adotti un provvedimento teso a salvaguardare il patrimonio culturale costituito dalla Biblioteca Provinciale di Potenza e ne assicuri la continuità delle sue alta funzioni civili e culturali”. Santino Giuseppe Bonsera, Professore di Lettere nei Licei in pensione, Potenza

“Aderisco senza riserve all’appello e mi unisco alla denuncia delle sciagurate conseguenze dell’evidente dilettantismo (per non pensare al peggio), che ha condotto all’infelice Legge Del Rio”. Dino Buzzetti, Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII, Bologna

“Fermiamo questo suicidio dilagante”. Rocco Calandriello, libero professionista (settore creativo), Pisticci (MT)

“Aderisco senza dubbi all’appello. Salviamo il prezioso patrimonio della Biblioteca Provinciale di Potenza, così come le numerose iniziative culturali che vi si svolgono!” Giovanna Caprio, Bibliotecario (Professione disciplinata dalla Legge n. 4/2013; iscritta all’Elenco degli Associati AIB), Napoli

“Faccio mie le celebri parole di Eco, riportate in quello straordinario romanzo intriso di bibliofilia che è “Il Nome della Rosa”: «Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l’uso e l’ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?» Affinché la Biblioteca Provinciale di Potenza continui a ostentare il suo patrimonio, e affinché ancora molte mani continuino a toccare e consumare i suoi libri e il sapere che in essi è custodito, sottoscrivo pienamente l’appello”. Carmine Cassino, Direttore rivista “Basiliskos” e curatore del blog “Un lucano all’estero”

“Aderisco all’appello! Non si può chiudere la biblioteca provinciale di Potenza!”. Angela Castronuovo, Archivista libero-professionista, Sant’Arcangelo (PZ)

“Potenza e la Basilicata hanno bisogno di maggiori presidi di cultura, non di eliminare quelli che ci sono”. Emanuele Catone, Archivista libero professionista, Buccino (SA)

“Aderisco all’appello per scongiurare la chiusura di un luogo fondamentale per la cultura cittadina, oltre che per la mia formazione personale”. Metello Cavallo, Potenza

“Aderisco all’appello per evitare la chiusura della Biblioteca Provinciale di Potenza”. Flavia Cristiano, Direttrice del Centro per il libro e la lettura (MIBACT), Roma

“Non deve chiudere”. Antonio D’Andria, Insegnante, Potenza

“Sono con voi contro queste barbarie culturali e civili”. Salvatore Damiano, Docente di materie letterarie, Firenze

“Condivido il contenuto dell’appello e mi associo con indignazione per questa vergognosa situazione. Sono solidale con Voi”. Giancarlo De Calisti, Presidente CDA GAP Srl, Roma

“Nessuna biblioteca deve chiudere: è una sconfitta della democrazia”. Cassandra De Marco, Bibliotecaria, Università degli Studi di Milano

“Chiudere una biblioteca è sbagliato: impoverisce i cittadini, rovina il territorio, mortifica i bibliotecari”. Gabriele De Veris, Bibliotecario, Perugia

“La chiusura di una biblioteca di una città equivale alla chiusura della sua anima e all’involgarimento e divenire rozzo del suo corpo”. Serafino Di Sanzo, Laureato in Lettere classiche, Senise (PZ)

“Sottoscrivo l’appello perché sono un frequentatore, da quasi trent’anni della Biblioteca”. Bruno Di Tolla, Dipendente Ferrovie dello Stato/RFI, Potenza

“Chiudete gli enti inutili ma non private i cittadini della cultura. Non devono morire le biblioteche!”. Antonello Faretta, Filmmaker, Roma/Potenza

“Non perdiamo il nostro patrimonio culturale!”. Mariolina Ferrara, impiegata, Potenza

“Negare, come i fatti raccontano, che una Biblioteca sia un patrimonio, è un crimine!” Nico Ferri, Cecilia, Centro per la Creatività, Tito (PZ)

“«Leggere è sognare per mano altrui» ( Fernando Pessoa) Condivido pienamente il vostro appello, la biblioteca provinciale di Potenza non deve essere chiusa”. Anna Nica Fittipaldi, Storica dell’arte, Lauria (PZ)

“I tagli alla cultura e all’educazione sono segno di inciviltà”. Zaira Galante, Jaén (Spagna)

“Nessuna biblioteca venga chiusa!” Claudio Gamba, Dirigente cultura, Bergamo

“Speriamo veramente che la biblioteca non venga chiusa!” Giorgio Garelli, Funzionario amministrativo dello Stato, Rocceforte Mondovì (CN)

“Sottoscrivo questo appello, sperando che trovi ascolto presso le autorità competenti. Dove si chiudono le biblioteche si ruba il futuro dei giovani e delle prossime generazioni. Più di una volta le biblioteche e i bibliotecari sono chiamati a difendere l’accesso libero e universale all’informazione in qualsiasi forma, analogica e digitale, per chiunque, a prescindere dal suo status sociale e dalle sue capacità economiche. Di più, le biblioteche sono luoghi di studio e di apprendimento, dunque posti che insieme con le scuole sono chiamati a formare ed educare i giovani che garantiscono il domani della nostra società. Inoltre le biblioteche sono rimaste tra i pochissimi luoghi aperti ed accessibili per ognuno senza obbligo di consumare e di mettersi – con la pura visita – a disposizione di interessi commerciali. Sono i veri luoghi di agglomerazione sociale e più di altre istituzioni pubbliche garantiscono la coesione della nostra società sempre più minacciata da fenomeni d’egoismo ed egocentrismo”. Klaus Kempf, Direttore Bayerische Staatsbibliothek, Monaco di Baviera

“L’ennesimo segnale di de-crescita e de-alfabetizzazione”. Manuela Lapenta, Potenza

“Certamente aderisco all’appello e mi sembra incredibile che possano succedere cose di questo genere!Sono stata Soprintendente ai Beni archeologici a Potenza, tra gli anni Settanta e Ottanta del 1900, dopo Dinu Adamesteanu, che, se fosse vivo, sicuramente avrebbe promosso una simile iniziativa. Il Professore era rumeno e si era battuto per la salvaguardia dei beni culturali della Basilicata!” Elena Lattanzi, già Soprintendente ai Beni archeologici della Basilicata, Roma

“Benissimo, chiudere le biblioteche: mi sembra che stiamo andando nella giusta direzione. Poi magari organizziamo un bel falò con tutti i libri, eh? Che ideona!” Simon Laurenzana, Operatore centro diurno psichiatrico, Potenza

“In tempi di crisi, a maggior ragione le biblioteche si aprono, non si chiudono”. Francesco Leonetti, Andria

“Sono solidale con tutti voi (bibliotecari e cittadini potentini) per il disagio che vivete e per il rischio che state correndo. Un pericolo comune anche alla nostra Biblioteca Provinciale di Campobasso”. Vincenzo Lombardi, Bibliotecario (Professione disciplinata dalla Legge n. 4/2013; iscritta all’Elenco degli Associati AIB), Direttore Biblioteca provinciale “P. Albino”, Campobasso

“Sottoscrivo immediatamente l’appello per evitare la chiusura della biblioteca storica. Esprimo i migliori auguri per un meritato successo della vostra iniziativa”. Gabriella Lorenzi, Biblioteca Università degli studi della Repubblica di San Marino

“Aderisco con entusiasmo, auguri di nuova vita alla Provinciale”. Antonio Lotierzo, Scrittore, Napoli

“Aderisco con convinzione: la biblioteca costituisce un valore inestimabile e quindi irrinunciabile!” Anna Malomo, Ricercatore di Diritto privato, Università di Salerno

“Non si può chiudere la biblioteca provinciale di Potenza! Non si possono chiudere le biblioteche pubbliche!” Vito Maragno, Dipendente Biblioteca Provinciale di Matera

“Sottoscrivo anch’io l’appello al Presidente della Regione Basilicata per evitare la chiusura della Biblioteca Provinciale di Potenza. «Ciascuno di noi forse porta scritta in una recondita particella del corpo, la propria finale condanna. Ma perché andare determinatamente a disseppellirla?» (Dino Buzzati, Cronache terrestri, 1972)”. Antonio Mario Marzo, Restauratore, Chartacea Vestis, Tricase (LE)

“Auguro tutto il succeso possibile a questa iniziativa”. Pierfranco Minsenti, Bibliotecario, Venezia

“Ritengo che è una follia la chiusura della Biblioteca Provinciale di Potenza”. Antonio Molfese, Professore, medico e giornalista, Roma/Sant’Arcangelo (PZ)

“Prego l’autorità competente di fare tutto il possibile per impedire la chiusura della Biblioteca Provinciale di Potenza. Vista la storia e la ricchezza di questa biblioteca, nonché la qualità del personale bibliotecario, sarebbe un danno immenso per la cultura del Meridione interrompere la sua attività. Ho avuto personalmente il privilegio, negli anni 2010-2012, di fare ricerche in questa gloriosa istituzione, per la preparazione del libro uscito nel 2104, I marmi di Garaguso (Osanna Edizioni). L’aiuto che ho ricevuto mi ha permesso di reperire materiale importantissimo per la redazione dell’ opera. È oltremodo chiaro che la chiusura della biblioteca priverebbe la ricerca scientifica in Basilicata di uno dei suoi strumenti principali”. Jean-Marc Moret, Professore emerito, Università di Lione 2

“Sono solidale con il grido di allarme lanciato dalla Biblioteca di Potenza”. Raffaele Nigro, Scrittore, Melfi/Bari

“Condivido pienamente le preoccupazioni esposte ed invito chi di competenza a non chiudere in sacchi sigillati la cultura, quella cultura che a tutti noi è pervenuta appunto dalla documentazione storica della regione ed alla quale ognuno di noi spesso ha fatto riferimento per i propri studi e per le ricerche. Pensiamo che se la documentazione tutta (documenti libri) sarà ben imballata saranno proprio i nostri figli a non poterla utilizzare e ci chiederanno perché o forse ci rimprovereranno per non aver fatto quanto avremmo potuto fare”. Antonio Parente, Presidente Centro Studi F. M. Pagano di Brienza, Roma

“Condivido e sottoscrivo l’appello, reputo assurda la chiusura della storica e prestigiosa Biblioteca Provinciale di Potenza”. Maria Raffaella Pennacchia Vertone, Docente e Presidente Comitato di Potenza della Società Dante Alighieri Aldo Pergola, Pensionato, Potenza

“Possiamo chiudere una porta, una storia, un capitolo, una scatola. Possiamo chiudere pure una scala mobile… ma mai una biblioteca”. Mario Pennacchio, Traduttore presso la STEP Language Services, Potenza

“La Biblioteca Provinciale è un insostitubile luogo di formazione culturale e di formazione democratica alla cittadinanza attraverso il sapere. Non solo è un dovere tenerla aperta, ma è un dovere amarla e arricchirla”. Stefano Perfetti, Docente di Storia della Filosofia Medievale, Università di Pisa

“Aderisco all’appello per difendere un importante presidio culturale e sociale del territorio”. Vittorio Ponzani, Biblioteca dell’Istituto superiore di Sanità, Roma

“Aderisco con convinzione”. Francesco Potenza, Avvocato, Potenza

“Fruitore da quarant’anni della Biblioteca, non sono solo d’accordo, ma… d’accordissimo”. Vittorio Prinzi, Docente in pensione e studioso di storia locale, già Consigliere provinciale, Viggiano (PZ)

“Le biblioteche bisogna aprirle, non chiuderle”. Francesco Pugliese, Docente, Rovereto (TN)

“Un’istituzione così importante, fonte di cultura e pregna di tradizione, non può e non deve chiudere. La spending review non può toccare la cultura, le nostre tradizioni, la nostra vita”. Nello Rega, Giornalista, Potenza

“Un presidio culturale e della memoria di così grande importanza non può chiudere nel disinteresse colpevole delle autorità politiche, specialmente se esse vogliono conservare un legame con la loro ispirazione ideale. Il patrimonio librario deve essere considerato uno strumento di resistenza alla barbarie sanguinaria che ci assale”. Rosangela Restaino, Insegnante di lettere e latino, dottore di ricerca in scienze storiche, Potenza

“La Biblioteca Provinciale non va chiusa ma va assolutamente riportata in un contesto del centro storico della Città, altrimenti è comunque destinata a morire”. Rocco Riviello, Ingegnere Regione Basilicata, Potenza

“Fermiamo il massacro della dignità della Cultura. No alla chiusura”. Andrea Rossi, Studente Università di Basilicata, Potenza

“Chiudere una biblioteca è stato da sempre non solo triste ma il segno della decadenza di una intera civiltà. Condivido l’appello della Dott.ssa Costabile e ne sottoscrivo le considerazioni e le preoccupazioni”. Franco Sabia, Direttore Biblioteca Nazionale di Potenza

“Non si può restare indifferenti a questo effetto collaterale, pessimo, dell’abolizione delle province italiane”. Serena Sangiorgi, Biblioteca Politecnica, Università di Parma

“Condivido l’appello lanciato dalla Biblioteca Provinciale di Potenza ritenendo inammissibile non poter garantire alla comunità i diritti fondamentali dell’istruzione e della libertà di informazione da tempo espressi dalle Biblioteche di questa Regione”. Angela M. Scandiffio, Istruttore di Biblioteca della Biblioteca Provinciale di Matera, Matera

“Non credo che siamo così acculturati ed istruiti da poterci permettere la chiusura della Biblioteca Provinciale di Potenza”. Antonio Sciaraffia, Impiegato, Potenza

“La Biblioteca provinciale di Potenza rappresenta, come analoghe istituzioni esistenti in capoluoghi del centro sud, un importante presidio culturale e un elemento essenziale della infrastrutturazione civile del territorio. Va assolutamente scongiurato il rischio di una sua chiusura e ne vanno invece salvaguardate le funzionalità”. Giovanni Solimine, Docente Università di Roma La Sapienza, Presidente del Forum del libro

“Un servizio pubblico così importante qual è la Biblioteca Provinciale di Potenza non andrebbe interrotto”. Gerardo Travascio, già sindaco di Pietragalla (PZ)

“Le città ‘invivibili’… dove cementificare prati è perdere un luogo in cui giocare; dove costruire schiere di palazzi è non avere un luogo in cui parlare; dove chiudere biblioteche è sottrarre un luogo in cui pensare”. Simona Ugliano, Potenza

“Signor Presidente, ogni libro che sparisce, è un po’ del nostro mondo che non c’è più”. Emanuele Vernavà, Promotore Centro Vincenzo Solimena, Forenza (PZ)

“Giù le mani dalla Biblioteca!” Vivi Potenza

“Sostengo con forza”. Irene Zavattero, Università di Trento

 

A cura della redazione

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BibliotecaProvincialePotenza

Pubblichiamo volentieri l’appello della Biblioteca Provinciale di Potenza al Presidente della Regione Basilicata che rischia la chiusura a causa della recente legge Delrio che ridisegna confini e competenze dell'amministrazione locale. Nei tagli indiscriminati finiscono anche beni dal valore inestimabile come i libri e i luoghi deputati a custodirli e a garantirne la fruizione. Noi di Gocce d’autore sosteniamo l’appello affinché tutti possano continuare a sfogliare i preziosi libri della più antica biblioteca del capoluogo lucano.

 

La Biblioteca Provinciale di Potenza a rischio chiusura

 

A pochi mesi dalla designazione di Matera quale Capitale Europea della Cultura per il 2019, la Biblioteca Provinciale di Potenza, istituita nel 1899 per volere della Deputazione Provinciale di Basilicata, rischia di chiudere.

La Legge 56/2014 (“Legge Delrio”) infatti non contempla la Cultura tra le funzioni fondamentali delle Province e la Regione Basilicata non ha ancora legiferato per definire deleghe e funzioni.

A ciò si aggiunge che l’Ente Provincia non ha risorse finanziarie sufficienti per garantire il prosieguo delle attività della Biblioteca Provinciale ed i vincoli imposti dal patto di stabilità impediscono nei fatti il completamento in tempi brevi della costruzione destinata a nuova e definitiva sede della Biblioteca stessa.

Pertanto l’intera collettività regionale rischia di perdere un patrimonio cartaceo comprendente manoscritti, incunabuli, cinquecentine, libri del ‘600, del ‘700, un importante fondo meridionalistico e storico-letterario dei secoli XIX e XX, una raccolta locale che annovera documentazione socio-storico-letteraria dell’intera Regione a partire dal 1600, una collezione di periodici costituita da ca. 1.300 testate, l’intera collezione Emerografica lucana in digitale, materiale multimediale ecc..

Saranno così interrotte le visite didattiche riservate alle scolaresche, le proiezioni di film introdotte da professori universitari, le attività culturali, compresi gli incontri del Gruppo di lettura costituitosi da un anno in Biblioteca.

I sottoscritti fanno appello alla Sua persona perché, nella veste di Presidente della Regione Basilicata, si adoperi in tempi brevi affinché il notevole patrimonio di conoscenza, storia e cultura della Biblioteca Provinciale di Potenza, non venga chiuso negli scatoli e relegato in un magazzino, con la conseguente cessazione dei servizi di prestito locale, nazionale e internazionale, fornitura di documenti, consulenza bibliografica e animazione culturale di cui hanno usufruito migliaia di studenti, docenti, intellettuali e semplici cittadini di ogni fascia d’età, non solo lucani.

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Videoart in loop il contemporaneo in contemporanea a cura di Roberto Ronca

cultura 1

27 ARTISTI | 56 LOCATION

dal 15 al 30 Novembre 2017 WORLDWIDE

VideoArt in LOOP è l’evento che coinvolge la videoarte in un percorso articolato e condiviso in contemporanea in diverse parti del mondo. IL CONTEMPORANEO IN CONTEMPORANEA: questa è la volontà di AIAPI nel trasformare una esposizione in un evento internazionale che coinvolge il mondo e lo rende unito nell’arte.

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