Dec 07, 2021 Last Updated 7:57 AM, Dec 1, 2021
Concetta Vaglio

Concetta Vaglio

"Dottore di Ricerca (in fieri) in Filosofia presso Unibas. 

Affascinata dalla bellezza del mondo, amo l’arte, la letteratura, il cinema, la musica.. contemplo ogni minuscolo angolo di mondo perché credo che la bellezza risieda negli occhi con i quali si guarda..

Amo viaggiare, scoprire “il nuovo” dentro e fuori..

Sposto continuamente in avanti il limite e ne analizzo la soglia! 

Penso ed esisto, provo a giudicare il giusto e cerco emozioni in ogni momento  della mia vita! 

Il filosofo d’altronde è colui che “costantemente vive, vede, sente, intuisce, spera e sogna cose straordinarie.”

Nietzsche

«‘Obbedire agli ordini’ è mettere avanti la nostra etichetta, questa o quella laurea, il nostro sesso, la nostra nazionalità, la nostra cultura, il nostro mestiere. L’esperienza non è riducibile a una raccolta di informazioni. Il cammino di una vita non ha niente a che vedere con un piano-carriera.»

Si è sempre ritenuto ingenuamente che la filosofia esistesse nella dimensione dell’astrazione; è come se la filosofia cominciasse proprio laddove i cambiamenti sono finiti o taciuti, laddove il divenire ha lasciato spazio all’essere. Ma questo è vero solo in parte: è come se la filosofia cominciasse proprio laddove ci fossero dei cambiamenti e occorresse una forma di delocalizzazione e ricollocamento, una rinnovata (auto)comprensione.

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“la leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione,

non con la vaghezza e l’abbandono al caso”.

 Calvino, Lezioni americane

Trentacinque anni dopo la pubblicazione delle Lezioni americane c’è necessità di rileggere questo testo meraviglioso.

Immersi nel susseguirsi dei giorni, nella rabbia, nell’insoddisfazione, nelle delusioni, nelle aspettative e tanto altro vaghiamo nella pesantezza delle cose.

I lettori che già conoscono il mio procedere, sanno bene che dovremmo andare per ordine! Cos’è la leggerezza e cos’è il caos? Perché Calvino e le Lezioni americane? E Nietzsche, con il suo dionisiaco?

Iniziamo.

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"Hanno vinto […] le montagne d’immondizia, gli orizzonti verticali le giornate a targhe alterne e le polveri sottili […], ma ha perso la città, ha perso un sogno, abbiamo perso il fiato per parlarci. Ha perso la città, ha perso la comunità”.

Niccolò Fabi, Ha perso la città

Nel corso della propria vita ogni uomo ha sempre vagato con la speranza di ritrovare uno stato di leggerezza e serenità definibile come benessere. Ognuno di noi desidera vivere bene, in un luogo che ama, appagato dalla propria vita.

Industrializzazione, modernità e urbanizzazione hanno però modificato il modo d’esser e di abitare il mondo. È un nuovo benessere che l’uomo di oggi cerca di costruire e difendere a tutti i costi.

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“Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.”

Italo Calvino

 «Età giovanile, che segue l'adolescenza e precede la maturità: o tu, donna, che vai / di gioventude e di bellezza altera (Petrarca); gli anni della g.

|| Nel fiore della gioventù, nei primi anni della giovinezza

|| Peccati di gioventù, sbagli commessi da giovani

SIN. giovinezza, freschezza, rigoglio

CONT. vecchiaia, vecchiezza»

Diogene il Cinico sosteneva che «le fondamenta di ogni Stato sono l’istruzione dei giovani» e Nelson Mandela che «L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo». Per il Platone della Repubblica il giovane prima di diventare filosofo doveva compiere un lunghissimo cammino che lo avrebbe portato al sofferto traguardo in età matura. Nell’ebraismo e nel cristianesimo si narra di fanciulli virtuosi e spesso più saggi dei vecchi. Il piccolo Ioas a soli sette anni è nominato re di Giuda, dall’837 all’800 circa. La scelta ricadde su di lui in virtù della sua prematura saggezza e maturità. Lo stesso Gesù è esempio virtuoso di onniscienza e sapienza.

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La frase più pudica che ho udito: "Nell'amore vero è l'anima che abbraccia il corpo".

(F. Nietzsche)

È in un corpo e con un corpo che ciascuno di noi nasce, vive, muore; è dentro e con un corpo che viviamo nel mondo e ci rapportiamo agli altri. I filosofi hanno meditato a lungo sull'anima, le sue passioni e sull'intelletto piuttosto che affrontare la realtà corporea e la finitezza della condizione umana: nessuna filosofia (o quasi) è mai riuscita ad esorcizzare la sua enigmatica presenza. Che cos'è dunque un corpo? Qual è il nostro rapporto con il corpo nostro e degli altri? Che cosa significa avere o essere un corpo?

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