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Cinema

Tutti al cinema!

Remember

remember

Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una clinica privata con Max, con cui ha condiviso un passato tragico e l'orrore di Auschwitz. Max, costretto sulla sedia a rotelle, chiede a Zev di vendicarli e di vendicare le rispettive famiglie cercando il loro aguzzino, arrivato settant'anni prima in America e riparato sotto falso nome. Confuso dalla senilità ma determinato dal dolore, Zev riemerge dallo smarrimento leggendo la lettera di Max, che pianifica il suo viaggio illustrandone i passaggi. Quattro le identità da verificare, uno il colpo in canna per chiudere una volta per tutte col passato. Tra America e Canada, Zev troverà il suo 'nazista' e con lui una sconvolgente epifania.

 

Zoolander 2

zoolander2

E' stato il modello più famoso al mondo. Le sue espressioni hanno cambiato radicalmente il mondo della moda. Ora Derek Zoolander deve tornare nel mondo dell'alta moda per salvare le popstar del mondo in Zoolander 2. La cosa più cool di Zoolander 2 è Zoolander. Inventato da Ben Stiller qualche anno prima del film del 2001, questo personaggio continua a sfilare con disinvoltura sul confine tra satira fashion e pura idiozia. L’attore ha reso protagonista Derek Zoolander di un tour promozionale esilarante, facendo il manichino in vetrina per Valentino, palleggiando dentro lo stadio Bernabeu, replicando la foto dei Beatles in Abbey Road o entrando nel Guinness dei Primati con l’autoscatto fatto dal selfie stick più lungo del mondo. Zoolander fa ridere e qualunque sia lo sguardo, Blue Steel o Magnum, il risultato non cambia (e neanche lo sguardo). Derek è il nostro eroe, perché è il riflesso di un ego che ci appartiene e che non si ferma di fronte al ridicolo. Ed è in tal senso portatore involontario di un grande messaggio: se non ti senti stupido, non lo sei.

Curiosità: L’anteprima per i fan è stata prodotta da Paramount e in gran parte girata a Roma: la pellicola vede per la prima volta insieme la Fiat 500X e uno dei più famosi personaggi cinematografici della moda. Il tutto con un registro narrativo ironico, inaspettato e fuori dagli schemi, che si sposa alla perfezione con lo spirito non convenzionale della Fiat 500X, una vettura-simbolo del design italiano venduta in oltre 100 Paesi del mondo.                                                                                                                                   fiat 500x zoolander 2

Perfetti sconosciuti

Perfetti Sconosciuti

 

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica,una privata, una segreta

Cosa succede se ad una cena tra amici, mogli e mariti decidono di mettere i propri cellulari sul tavolo e permettere a tutti di leggerne il contenuto? E' questa l'idea di partenza di Perfetti sconosciuti, commedia diretta da Paolo Genovese, in uscita nei cinema l'11 febbraio, nella quale la sfida viene appunto lanciata una sera da Eva (interpretata da Kasia Smutniak). Da qui il via a una serie di rivelazioni e scoperte che metterà a rischio la tenuta di più di un matrimonio.

 

 

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joyJoy

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L'autentica scalata imprenditoriale di Joy Mangano, la donna che ha creato un impero dal nulla, e l'immaginario cinematografico a metà tra melodramma e working class movie. Come nella finzione, tocca che la Lawrence faccia da tutto da sola e non le difettano certo capacità e versatilità, ma l'occasione è sostanzialmente mancata.

Joy è una Cenerentola moderna: sogna un principe, ha una sorellastra che non perde occasione per denigrarla, e passa gran parte della giornata con le ginocchia a terra, a passare lo straccio sul pavimento. Sarà proprio il brevetto di un mocio a portarla dalle stalle alle stelle, ma la strada sarà tutta in salita, costellata di tradimenti, delusioni e umiliazioni, un po' come nelle soap opera che la madre, malata immaginaria, guarda giorno e notte, confondendo il sonno di Joy e annullando il confine tra fantasia e realtà

 

 

Point Break

pointBreak


Johnny Utah è un nome noto tra gli youtubers appassionati di sport estremi. È famoso per non aver mai avuto paura di nulla e per la tragedia che lo ha colpito e allontanato dal giro. Spinto dalla volontà di entrare nel FBI, per dimostrare le proprie capacità investigative, Johnny ritorna nell'ambiente e riesce a farsi coinvolgere dal gruppo di atleti estremi capeggiato da Bodhi. È convinto che siano loro i responsabili di alcune tra le più spettacolari rapine degli ultimi tempi, così come è convinto di aver intuito il loro piano: portare a compimento le "otto prove di Ozaki", un percorso verso l'illuminazione spirituale che spinge la sfida fisica oltre gli umani limiti.
Armato solo di una camicia a scacchi, Johnny parte per scalare a mani nude le Angel Falls venezuelane, acchiappare le onde del decennio a Maui e volare in wingsuit dentro il vuoto pneumatico di una lunga sequenza-chiave. {youtube}v=2j6JQNnlCZU{/youtube}

 

 

Steve Jobs

steveJobs

È il 1984 e manca pochissimo al lancio del primo Macintosh. Poi sarà la volta del NeXT nel 1988 e del iMac nel '98. Scortato dal suo braccio destro, la fedelissima Joanna Hoffman, nel backstage che muta col mutare dei decenni e dei costumi, Steve Jobs affronta gli imprevisti dell'ultimo minuto, immancabili contrattempi che si presentano sotto forma di esseri umani e rispondono al nome di Lisa, sua figlia, di Chrisann Brennan, la madre di Lisa, Steve Wozniak, il partner dei leggendari inizi nel garage di Los Altos, John Sculley, CEO Apple, Andy Hertzfeld, ingegnere del software.
Non poteva non dotarsi di un perfetto design strutturale, ovvero di un'eccellente e funzionale idea "grafica", il film di Danny Boyle sull'imprenditore visionario che ha inventato il mouse, le icone, l'iPhone, l'iPod e l'iPad, incarnando una concezione dell'innovazione che non inseguiva mai l'omologazione ma santificava l'anomalia. E non poteva non parlare, come tutto il cinema di Boyle, di un caso di "campo di distorsione della realtà", per usare le parole del biografo di Jobs, Walter Isaacson, a cui si ispira liberamente il film. Ma non è distorcendo le immagini, come ha fatto in passato, che Boyle poteva raccontare questa storia: per sorprenderci andavano rovesciate le carte in tavola e ci voleva un grande drammaturgo, un Aaron Sorkin, per esempio.
Birbante intelligenza, anziché annoiarci con il racconto a tutti già noto di un successo professionale accompagnato da una serie di insuccessi sul fronte umano e personale, Sorkin racconta appunto il contrario: un successo umano, ottenuto faticosamente, attraversando anni di insuccessi professionali, aspettative frustrate, persino umiliazioni pubbliche. Certo, Jobs è testardo, arrogante, sfruttatore, "incompatibile" con il resto del mondo, e non c'è bisogno di rettificare: consapevole delle sue debolezze, saldo nei suoi difetti, solo così il ritratto di Steve Jobs è quello di un essere umano, imperfetto come ogni altro, creatore, però, di prodotti imperituri, senza peccato originale. In questa consapevolezza dei propri limiti morali e comportamentali, che Sorkin affida al protagonista del racconto, c'è quasi un'idea di sacrificio, per cui il leader rinuncia all'umana comprensione e al gradimento del popolo per lasciare un segno nella storia, a beneficio dei posteri. Cresceranno e capiranno, come Lisa, che assurge così a emblema dello spettatore critico, destinato a cedere al fascino dell'intelligenza al lavoro.
Ambientato interamente dietro le quinte, Steve Jobs ci illude magicamente di entrare a conoscenza di un retroscena mitizzato, dove le dure parole degli amici vanno effettivamente a segno dietro le lenti di Fassbender, anche se non c'è il tempo di leccare la ferita, e dove pagare una follia per smussare gli angoli di un cubo di plastica è una questione vitale, perché incarna quell'idea di bellezza e di "moto all'uomo" che Windows non ha mai contemplato (geniale la stringa di dialogo con la quale Jobs liquida lo schematismo del sistema operativo concorrente). Così facendo, il film racconta davvero, con più sapienza che retorica, un direttore d'orchestra, e non lascia che la metafora resti una frase vuota, ad uso di critici cinematografici senza fantasia. Racconta un artista la cui personalità fa la differenza; qualcuno che possiede tanto la tecnica quanto la capacità interpretativa e sa alla fine far suonare ogni singolo strumento in accordo con la propria concezione generale dell'opera d'arte.

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L'abbiamo fatta grossa

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Arturo è un investigatore privato così male in arnese da inseguire i gatti scappati dalle case altrui e da abitare presso una vecchia zia col mito del marito defunto. Yuri è un attore di teatro che, da quando la moglie l'ha lasciato, non ricorda più le battute: dunque si ritrova disoccupato e senza un soldo. Le strade di Arturo e Yuri si incontrano quando l'attore chiede all'investigatore privato di pedinare per lui l'ex moglie e il suo nuovo compagno. Ma quando i due macapitati, invece di registrare una conversazione fra i due innamorati, intercettano un dialogo ambiguo e fuorviante le cose si ingarbugliano e si innesca un gioco degli equivoci che costringerà la "strana coppia" Arturo-Yuri a rocambolesche avventure e improbabili travestimenti.
Carlo Verdone si lancia in questo nuovo progetto, da lui diretto, interpretato e sceneggiato insieme a Pasquale Plastino e alla new entry (per un film di Verdone) Massimo Gaudioso, assicurandosi che la commedia nasca più dalle situazioni che dalla capacità dei due attori protagonisti di creare gag e improvvisazioni comiche. Sarebbe una buona idea, se non ci fosse una sorta di vizio di forma: Verdone e Albanese, fisicamente, sono molto simili (a cominciare dal fatto che entrambi "non usano il phon dal 1982"), e la sceneggiatura avrebbe dovuto fare ampiamente leva su questa somiglianza per creare un rapporto a specchio fra due opposti, in cui uno fosse il dark side dell'altro. Invece la comicità dei due, con qualche variante regionale, è uniformemente segnata dalla stessa vena maliconica (intuibile fin dalla musica che accompagna i titoli di testa) e la costruzione dei due personaggi non è abbastanza polarizzata, né abbastanza sovrapponibile: i due non sono né contrari, né identici (anche se declinati in modo diverso).
Anche la professione di Yuri non viene sufficientemente utilizzata a scopo comico: ci si aspetterebbe che Yuri si butti a capofitto nelle incarnazioni che l'equivoco di volta in volta richiede, invece è Arturo quello più pirotecnico e pronto a improvvisare. Il risultato è che Verdone, qui in grande forma comica, giganteggia su Albanese, che finisce per apparire come la spalla del comico romano. E Verdone una spalla nel film ce l'ha già, molto più efficace: è la giunonica Lena, interpretata dalla cantante lirica armena Anna Kasyan, vera scoperta del film. Kasyan ha tempi impeccabili, un'esuberanza e una comicità fisica istintive che travolgono immancabilmente Arturo-Carlo, ben felice di lasciarsi investire, o di opporre al fiume in piena della donna il suo miglior cialtrone e il suo miglior nevrotico. La trama è divertente ma non raggiunge mai l'effetto valanga comico che una farsa, come dovrebbe essere questa, ha bisogno per sfondare, e si limita a farci sorridere per l'Arturo reminescente del Sergio di Borotalco (quello del "cargo battente bandiera liberiana") o per lo Yuri che chiede "scusissima" a tutti. Solo negli ultimi venti minuti il film diventa quello che avrebbe potuto essere: una satira dolente e assai politica dell'Italia di oggi, in cui le brave persone si muovono con difficoltà sempre crescenti. Straziante (e ficcantissimo) l'elenco delle cose che Yuri e Arturo farebbero se avessero un po' più di denaro, amarissima la loro rivincita finale sul cinismo del mondo, quel mondo in cui la maggior parte della gente non ha mai visto un pezzo da 500 euro, così che chi ne maneggia a centinaia ha campo libero per fregare tutti gli altri.

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The Hateful Eight   l' 8° film di Tarantino

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Lungo i sentieri rocciosi del Wyoming, una diligenza corre più forte del vento. Un vento che promette furia e tempesta. Ultima corsa per Red Rock, la diligenza si arresta davanti al Maggiore Marquis Warren, diligence stopper e cacciatore di taglie nero che ha servito la causa dell'Unione. Ospitato con riserva da John Ruth, bounty hunter che crede nella giustizia, meno negli uomini, Warren lo rassicura sulle sue buone intenzioni. Il viaggio riprende ma il caratteraccio di Daisy Domergue, canaglia in gonnella condotta alla forca, lo interrompe di nuovo. La sosta imprevista incontra e carica tra chiacchiere e scetticismo Chris Mannix, un sudista rinnegato promosso sceriffo di Red Rock. Incalzati dal blizzard, trovano rifugio nell'emporio di Minnie dove li attendono un caffè caldo e quattro sconosciuti. Interrogati a turno dal diffidente John Ruth probabilmente nessuno è chi dice di essere.
Secondo western e ottavo film per Quentin Tarantino, The Hateful Eight è ossessionato dalla nozione di identità, reale o supposta dei suoi personaggi e di una nazione perennemente indecisa fra opzione morale e violenza brutale.

The Hateful Eight assicura che l'Ultra Panavision 70, glorificazione dello spazio orizzontale, può 'servire' otto bastardi in un interno. Perché Tarantino sceglie di ripristinare un formato abbandonato nel 1966 non tanto e non solo per distendere i paesaggi del Wyoming ma per filmare le interazioni degli attori dentro uno spazio chiuso. Riparati in un rifugio e disposti come pedine su una scacchiera, gli otto hateful di Tarantino agiscono in primo piano e sullo sfondo.

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The Revenant: Redivivo 

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Ispirato al romanzo del 2004 di Michael Punke The Revenant: A Novel of Revenge, Hugh Glass, interpretato da un grosso, barbuto Leonardo di Caprio, leggendario, ma realmente esistito, cacciatore di pellicce della Pennsylvania che a 36 anni, nel 1823, si avventura con una spedizione di cento uomini a risalire il Missouri per arrivare al Montana passando per il Sud e Nord Dakota, ma viene aggredito da un grizzly, Glass resta ferito, ma così gravemente che tutti gli altri pensano che ne avrà per poco, così restano con lui solo due uomini, John Fitzgerald e Jim Bridger interpretati da Tom Hardy e Will Poulte, con il compito, quando arriverà il momento, di fare i becchini e seppellirlo, ma quelli, convinti che non ne valga la pena e sotto attacco da parte degli indiani, lo derubano pure delle armi e lo mollano solo al suo destino. Glass però ce la fa e una volta riprese le forze, inizia il suo pericolosissimo viaggio di ritorno senza paura di morire perché è già morto, in cerca di vendetta tra indiani feroci e altri perigli.

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Film del regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu, premio Oscar per Birdman, Una delle particolarità del film riguarda la scelta del regista di utilizzare solo l’illuminazione naturale in inverno; perciò il tempo giornaliero a disposizione era pochissimo.  Le montagne canadesi, la superba recitazione di Di Caprio, la storia di questo cacciatore e del suo viaggio vendicatore, rendono questo film uno dei più attesi del 2016.

La storia di Hugh Glass approdò già al cinema nel 1971 in un film western diretto da Richard C. Sarafian intitolato Man in the Wilderness e interpretato da Richard Harris and John Huston che arrivò in Italia come Uomo bianco va col tuo Dio. E infatti il trailer, pur considerando la qualità tecnica e la differenza temporale, ricorda non poco quello del nuovo lavoro di Inarritu

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La corrispondenza

lacorrispondenza

Una giovane studentessa universitaria impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema. La sua specialità sono le scene d'azione, le acrobazie cariche di suspence, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio. Le piace riaprire gli occhi dopo ogni morte. La rende invincibile, o forse l'aiuta a esorcizzare un antico senso di colpa. Ma un giorno il professore di astrofisica di cui è profondamente innamorata sembra svanire nel nulla. E' fuggito? Per quale ragione? E perché lui continua a inviarle messaggi in ogni istante della giornata?
Con queste domande, che conducono la ragazza lungo la strada di un'indagine molto personale, inizia la storia del film, una storia d'amore dei nostri tempi, tutto ciò che vi si racconta è assolutamente realistico. E' una storia sull'amore che non conosce ostacoli di nessuna natura.

Regista Giuseppe Tornatore, i protagonisti Olga Kurylenko e Jeremy Irons

CREED

Creed

Creed è lo spin-off di Rocky con Sylvester Stallone. Il film riunisce inoltre il regista Ryan Coogler con la star di Prossima fermata Fruitvale Station Michael B. Jordan nei panni del figlio di Apollo Creed.

Adonis Johnson non ha mai conosciuto suo padre, il famoso campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed, morto prima che lui nascesse. Eppure, non si può negare che la boxe sia nel suo sangue, così Adonis va a Philadelphia, il luogo del leggendario incontro tra Apollo Creed e il duro di nome Rocky Balboa.

Una volta arrivato nella città dell'amore fraterno, Adonis rintraccia Rocky e gli chiede di diventare il suo allenatore. Nonostante continui a insistere di essere fuori dal gioco una volta per tutte, Rocky vede in Adonis la forza e la determinazione che aveva visto in Apollo - il feroce rivale che diventò il suo più caro amico. Dopo averlo preso sotto la sua ala, Rocky allena il giovane combattente, anche se l'ex campione sta combattendo un avversario più letale di chiunque abbia mai affrontato sul ring.

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cinema star 1Oltre ai cinepanettoni il cinema offre sempre alternative, ovviamente la qualità delle stesse è solo soggettiva. Non si può però non citare STAR WARS il risveglio della forza, sicuramente sarete stati invasi da spot, speciali, curiosità, spoiler, pareri ma l’unica verità su questo film è che percorre ben 38 anni di storia attraversando generazioni di appassionati e sognatori di viaggi nello spazio infinito e pertanto immersi nella storia di Star Wars dal 1977 anno di uscita del primo episodio, che solo dopo circa 20 anni è diventato il IV episodio nell’ordine cronologico della storia...

Luke Skywalker è scomparso. La mappa con il luogo in cui si è nascosto suscita l'attenzione di molti: di Primo Ordine, organizzazione paramilitare che si richiama all'Impero Galattico cercando di restaurarne l'autorità, e della Resistenza, gruppo di repubblicani decisi a contrastare l'autoritarismo di Primo Ordine. Quando Kylo Ren, malvagia pantomima di Darth Vader, scopre che la mappa si trova all'interno di un droide, si scatena una caccia all'uomo senza tregua, che coinvolgerà Finn, uno Stormtrooper che ha deciso di non uccidere, e Rey, una ragazza che vive rivendendo cianfrusaglie recuperate da astronavi.

Regia di J.J. Abrams.

Con Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew.

Da mercoledì 16 dicembre 2015.

 

 

Se avete finito di viaggiare nello spazio e volete ritornare sulla terra potete farlo Con Irrational Man dell’instancabile Woody Allen

cinema irr 2

Abe Lucas, professore di filosofia ormai privo di qualsiasi interesse per la vita, si trasferisce nell'Università di una cittadina. Preceduto da una fama di seduttore incontra la collega Rita Richards che cerca di attrarlo a sé per mettersi alle spalle un matrimonio fallito. C'è però anche la migliore studentessa del corso, Jill Pollard, che subisce il suo fascino e progressivamente gli si avvicina. Un giorno i due ascoltano, del tutto casualmente, la disperata lamentela di una madre che si è vista togliere la tutela di un figlio da parte di un giudice totalmente insensibile a qualsiasi esigenza umanitaria. Abe, in quel preciso momento, sente di poter fare qualcosa per quella donna e, con questo, di poter ridare un senso alla propria vita.

Joaquin Phoenix, per questa pellicola è ingrassato di ben 15 chili, dichiarando che era necessario farlo per dare più verità al personaggio.

Durante il film appare il libro di Dostoevskij Delitto e castigo, utilizzato per la quarta volta da Allen come fonte di ispirazione dichiarata, dopo Crimini e misfatti (1989), Match Point (2005) e Sogni e delitti (2007).

Regia di Woody Allen.

Con Jamie Blackley, Joaquin Phoenix, Parker Posey, Emma Stone, Meredith Hagner.

Da mercoledì 16 dicembre 2015

 

Finiti con i festeggiamenti dell’Epifania immergetevi nella storia vera della crisi USA 2008 e lo slogan del film dice tutto: Se non puoi battere le banche, fagliela pagare!!!

 

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La grande scommessa

 

Nell'anno 2005, il mercato immobiliare americano appariva più stabile e florido che mai. Chiunque chiedesse un mutuo, preferibilmente a tasso variabile, era quasi certo di ottenerlo. Per questo, quando Michael Burry si presentò in diverse banche per scommettere sostanzialmente contro l'andamento del mercato, nessuno gli negò la possibilità di farlo, e anzi gli risero alle spalle. Michael Burry, però, aveva visto quello che il mondo non vedeva ancora: una pericolosa e crescente instabilità del sistema, peggiorata dalla vendita smodata di pacchetti azionari pressoché nulli, etichettati in maniera fraudolenta.

Oltre a fruire della regia di Adam McKay (Anchorman, Fratellastri a 40 anni) può contare su un cast stellare a dir poco impressionante che include i Premi Oscar Christian Bale, Melissa Leo e Marisa Tomei e i candidati all’Oscar Brad Pitt, Ryan Gosling e Steve Carell.

 

Christian Bale interpreta l’eccentrico neurologo californiano Michael Burry diventato manager di fondi. Burry dopo aver scoperto una vera e propria bomba a orologeria su prodotti finanziari destinati a un inevitabile default, inventa uno strumento finanziario chiamato “derivato di copertura” per mandare in tilt il mercato immobiliare in forte espansione, con grande disappunto dei proprietari e degli investitori coinvolti nella speculazione.

Ryan Gosling è Jared Vennett, personaggio basato sull'operatore finanziario (trader) della Deutsche Bank Greg Lippmann; Steve Carell è Mark Baum, personaggio basato su Steve Eisman un manager di fondi speculativi; Brad Pitt è Ben Rickert, personaggio basato su Ben Hockett head trader e partner della società d'investimenti Cornwall Capital i cui fondatori iniziarono in un garage con 110.000$ e un fondo speculativo su cui guadagnarono 120 milioni di dollari quando il mercato crollò.Il cast è completato da Karen Gillan, Tracy Letts, Hamish Linklater, John Magaro, Stanley Wong, Byron Mann, Rafe Spall, Jeremy Strong, Finn Wittrock e Max Greenfield.

Regia di Adam McKay

Con Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, Marisa Tomei. mostra più attori »

Da giovedì 7 gennaio 2016 al cinema

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Come ogni buon anno che si rispetti, il Cinema non ci fa mancare i Cinepanettoni…

Anche se sembra finita la competizione tra Boldi (matrimonio al Sud),uscito a novembre, e De Sica il dicembre Italiano sarà pieno di uscite come “Vacanze ai Caraibi” con De sica, Natale con Boss con Lillo e Greg, “Il professor Cenerentolo” con Pieraccioni e non si può non citare l’uscita prevista per il 1 gennaio 2016 del film di Checco Zalone “Quo Vado” ovviamente la guerra sarà al botteghino.

Vacanze ai Caraibi dal 16/12/15 al Cinema

cinema vacanze caraibi

Regia di Neri Parenti.

Con Christian De Sica, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Luca Argentero, Ilaria Spada.   

Christian De Sica scopre che la sua giovane figlia intende sposare un attempato signore: “Massimo Ghini”. Giorgio e la moglie (Angela Finocchiaro) sono assolutamente contrari ma quando scoprono che Ottavio è ricchissimo e che potrebbe risolvere qualche loro problemino finanziario, cambiano idea senza sapere che il futuro genero è in realtà uno squattrinato. Tra Fausto (Luca Argentero) e Claudia (Ilaria Spada) scoppia un'irrefrenabile passione che li induce a mollare su due piedi i rispettivi partner. Forse avrebbero fatto meglio a conoscersi più a fondo perché tra loro c'è un'insormontabile incompatibilità. Cosa può succedere a un technological addict (Dario Bandiera) se naufraga su un'isola deserta col tablet che gli ha sempre regolato la vita e scopre che non c'è campo?

Trailer ufficiale

Natale con Boss dal 17/12/2015 al Cinema

cinema natale BOSS

Regia Volfango De Biasi.

Con Lillo, Greg, Francesco Mandelli, Paolo Ruffini, Giulia Bevilacqua, Francesco Di Leva, Francesco Pennasilico, Peppino Di Capri, Enrico Guarneri

 

Alex e Dino (Lillo e Greg) sono due affermati chirurghi plastici abituati a cambiare i connotati dei loro pazienti con pochi e delicati colpi di bisturi. Leo e Cosimo (Paolo Ruffini e Francesco Mandelli) invece sono due maldestri poliziotti sulle tracce di un pericoloso e potente boss di cui nessuno conosce il volto. Alex, Dino, Leo, Cosimo e il Boss inciamperanno l'uno nella vita dell'altro, in una commedia piena di equivoci, colpi di scena e grandi risate, in cui ognuno alla fine cercherà di... salvare la 'faccia'

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Il Professor Cenerentolo dal 07/12/15 al Cinema

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REGIA: Leonardo Pieraccioni.
Con Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Massimo Ceccherini, Davide Marotta, Flavio Insinna, Sergio Friscia, Nicola Acunzo, Manuela Zero, Lorena Cesarini, Nicola Nocella

Umberto è un ingegnere che ha tentato una rapina in banca ed è stato colto con le mani nel sacco. Per questo sta scontando oltre tre anni di pena nel carcere di Ventotene, ma può frequentare la biblioteca locale e girare film educativi insieme ai compagni di sventura e al direttore della prigione. Durante la proiezione del suo ultimo film Umberto incontra Morgana, una bella insegnante di ballo che lo scambia per un operatore culturale e pare interessata a frequentarlo. Umberto dunque alimenta l'equivoco e inizia ad inventarsi mille occasioni per sgattaiolare fuori di prigione, nonostante il rientro obbligato a mezzanotte, come un moderno Cenerentolo.

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Quo Vado dal 01/01/2016 al Cinema

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Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Lino Banfi.

Il nuovo film con Zalone racconta la storia di Checco, un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. Voleva vivere con i suoi genitori evitando così una costosa indipendenza e c'è riuscito, voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità di un matrimonio con relativi figli e ce l'ha fatta, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro ed è riuscito a ottenere il massimo: un posto fisso nell'ufficio provinciale caccia e pesca. Con questa meravigliosa leggerezza Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi, Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa. Per Checco il posto fisso è sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento. Per metterlo nelle condizioni di dimettersi, la dottoressa Sironi lo fa girovagare in diverse località italiane a ricoprire i ruoli più improbabili e pericolosi, ma Checco resiste eroicamente a tutto. La Sironi esausta rincara la dose e lo trasferisce al Polo Nord, in una base scientifica italiana col compito di difendere i ricercatori dall'attacco degli orsi polari. Proprio quando è sul punto di abbandonare il suo amato posto fisso, Checco conosce Valeria, una ricercatrice che studia gli animali in via d'estinzione e s'innamora perdutamente di lei. Inizia così un'avventura fantastica nella quale Checco scoprirà un nuovo mondo, aprendo la sua piccola esistenza a orizzonti lontanissimi.

Trailer ufficiale

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Possa la fortuna essere sempre a vostro favore

Mentre la Suzanne Collins faceva zapping in tv tra reality e immagini di guerra, l’idea…ed il cinema ha pensato bene di trasformare la storia in film…

Perle hungergames 1

La trilogia ci trasporta in un mondo post-apocalittico (o forse no), dove la popolazione del Nord America sopravvissuta a malattie, disastri naturali e guerre vive divisa in 12 distretti (originariamente 13 per ricordare le 13 colonie Fondatrici degli USA), ognuno specializzato in un settore economico, finalizzato al sostentamento della splendente e sfarzosa capitale Capitol City.

Ciò che emerge ulteriormente è come la scrittrice, con un romanzo apparentemente per ragazzi, colpisca in modo forte e duro la società mediatica che pervade il nostro secolo. Oggigiorno tutti guardano e giudicano, i reality sono le nuove frontiere del quotidiano,  bisogna assolutamente piacere se si vuol sopravvivere, ciò che sembra vero è in realtà frutto di accurate pianificazioni. L’accusa alla società mediatica e ai mass media sfruttati per controllare masse passive e inermi si può leggere tra le righe.

La trilogia, narrata in prima persona dalla protagonista Katniss Everdeen, si legge facilmente. Il clima di suspense fa si che non ci si stacchi più dal libro, e spinge a concluderne uno per  iniziare immediatamente il successivo. A differenza dei film, colpiti dalla censura, i libri sono molto più cruenti, la morte di molti personaggi è atroce e viene descritta senza mezzi termini, in tal modo si percepisce più profondamente il dolore e la paura. Scritte con altrettanta cura e vividezza sono le scene più tenere e anche i pensieri interiori della protagonista, inoltre non fanno eccezione i dialoghi, in questo modo il lettore riesce ad immedesimarsi, non solo legge la storia ma la vive.

 

La ragazza offertasi volontaria come tributo per salvare la sorella, non dovrà solo combattere per la sopravvivenza ma anche con i sentimenti contrastanti che la pongono al centro di un triangolo amoroso, e che le causeranno non poche difficoltà. Come tutti gli adolescenti il suo cuore è combattuto, tra il suo fidato amico Gale, e il giovane panettiere Peeta, innamorato di lei fin da bambini. Se con il primo ha sempre progettato di scappare da quel mondo crudele, con il secondo, si ritroverà, per ben due volte nell’arena, a combattere per cambiare quel mondo da cui ha sempre sognato di fuggire.

Perle hungergames 2

La “ragazza di fuoco” che incendia gli animi, non solo per i suoi fantastici abiti, diverrà la “Ghiandaia Imitatrice”, simbolo della rivolta dei distretti contro i soprusi di Capitol City. Abbiamo sempre bisogno di qualcosa in cui credere per poter sperare in un mondo migliore… è la nostra umanità la nostra indescrivibile variabile che ci rende indiscutibilmente incontrollabili, illogici, indefinibili, e forse la storia, il libro, il film non dovrebbe regalarci sono emozioni. Anche istanti di riflessioni.

Riesci a riconoscere la Realtà?

The Hunger Games dal 19 novembre ’15 nelle sale Italiane per l’ultima parte.

L. & V. Cov.

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locandina

Il gruppo di videomaker The Jackal sbarca al cinema con Addio fottuti musi verdi (abbreviato AFMV), satira fantascientifica che focalizzata sul fenomeno della disoccupazione e della "fuga dei cervelli".

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