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Cinema

Zona d'ombra - Una scomoda verità

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Un giorno di settembre del 2002, l'anatomopatologo Bennet Omalu, nigeriano emigrato a Pittsburgh, ancora non perfettamente al passo con l'America e le sue passioni, si trova a dover indagare la causa della morte di Mike Webster, leggenda del football americano, finito in disgrazia a vivere in un pick-up, tormentato da spaventose emicranie. Omalu è uno che fa ridere i colleghi, perché parla con i morti, vive il suo lavoro come una missione e non lascia mai perdere. Per questo, paga di testa propria i costosi esami al cervello di Iron Mike e scopre una verità a dir poco scomoda, che mette in breve in pericolo la sua carriera e persino la sua famiglia.
"Diciamo che possiedi una multibilionaria lega di football. E diciamo che la comunità scientifica - a cominciare da un giovane patologo di Pittsburgh per continuare con un coro di neuroscienziati da tutto il Paese- viene da te e ti dice che i traumi da scontro stanno facendo impazzire i giocatori, li stanno rendendo pazzi al punto da uccidersi, e lì, nei tessuti del cervello, c'è la prova di tutto questo. Ti unisci agli scienziati e provi a risolvere il problema, o usi il tuo potere per screditarli?" È questo il punto dell'articolo di Jeanne Marie Laskas, apparso su GQ, che per primo ha fatto conoscere al mondo il dottor Omalu e che ha ispirato il film di Peter Landesman, già autore di un accattivante per quanto televisivo dietro le quinte ospedaliero dell'assassinio di JFK.

 

 

 

Codice 999

codice999

Michael e la sua banda sono capaci di colpi grossi: sono ex militari e poliziotti corrotti, addestrati, armati, senza scrupoli. La russa Irina, però, li tiene in pugno, e questa volta l'unico modo per accontentarla sembra essere quello di far scattare un 999. Solo uccidendo un agente, infatti, e sfruttando il richiamo di tutte le volanti sul luogo, Michael e i suoi avranno tutto il tempo di andare a segno altrove. Se poi quell'agente è Chris, nuovo del reparto e nipote del capo, ancora meglio. O forse no. Forse qualcosa andrà storto, in maniera del tutto imprevedibile, perché così è la vita e così funziona il buon cinema.

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Veloce come il vento

cinema veloce vento

Ritorna rullo schermo STEFANO ACCORSI

stefano accorsi

Giulia De Martino vive in una cascina nella campagna dell'Emilia Romagna con il fratellino Nico. Sua madre se ne è andata (più volte) di casa, e suo fratello maggiore Loris, una leggenda dell'automobilismo da rally, è diventato un "tossico di merda" parcheggiato in una roulotte. Quando anche il padre di Giulia, che aveva scommesso su di lei come futura campionessa di Gran Turismo usando come collaterale la cascina, la lascia sola, Giulia si trova a gestire lo sfratto incipiente, il fratellino spaesato e il fratellone avido dell'eredità paterna. Ma la vera eredità dei De Martino è quella benzina che scorre loro nelle vene insieme al sangue e quel talento di famiglia, ostinato e rabbioso, per le quattro ruote.

 

 

 

 

 

 

Il cacciatore e la Regina di Ghiaccio

cinema ilcacciatore

Ravenna, la perfida matrigna di Biancaneve, usa a uccidere mariti per usurparne i regni, ha un passato di ignobili assassinii anche tra i suoi legami di sangue. Quando lo specchio magico le rivela, infatti, che la figlia di sua sorella Freya è destinata a spodestarla in bellezza, Ravenna non esita a porre fine alla sua neonata vita. Tale è il dolore di Freya, che risveglia nella donna l'arte sopita della magia nera e la trasforma in una regina di ghiaccio, determinata a bandire l'amore dal suo regno. È a questo fine, per addestrarli come guerrieri e vietar loro l'amore, che Freya fa rapire i ragazzini dei suoi territori e li cresce come cacciatori; e questa è anche la sorte di Eric e Sara, che, una volta cresciuti, però, all'amore non sanno e non vogliono rinunciare.

 

 

Victor - La storia segreta del Dottor Frankenstein

cinema victor

In un tempo in cui nulla sembrava impossibile, quando la scienza, la tecnologia e la religione si muovevano per riscrivere le regole che governavano la vita e la morte, uno scienziato, il Dr. Victor Frankenstein e il suo protégé Igor Strausman, si ritrovano a ricercare insieme la loro visione comune del mondo. Ma quando i piani di Victor vanno in fumo, portando ad orribili conseguenze, soltanto Igor potrà salvare lo scienziato da se stesso e dalla sua mostruosa creazione.

 

 

Mister Chocolat

cinema chocolat

Omar Sy è il protagonista di un film tratto dalla vera storia del primo clown nero della storia francese.

Francia, 1897. Rafael Padilla, nero di origine cubana, è uno dei freaks di Monsieur Delvaux, direttore artistico di un piccolo circo di provincia. Esibito tra la donna cannone e l'uomo più alto del mondo, Rafael impersona con pelle maculata e osso tra i capelli il mito del selvaggio famelico, terrorizzando sulla pista donne e bambini. Ma George Footit, clow bianco di professione, intravede in lui un potenziale e gli propone di formare un duo comico. Tra ceffoni e pedate, George li assesta e Rafael li incassa, la coppia funziona a meraviglia. Il pubblico ride e accorre copioso ad applaudirli, tra loro Joseph Oller, impresario parigino che li vuole a qualsiasi costo nel suo spettacolo. Lasciata la provincia per la Ville Lumière, George e Rafel incontrano un successo sbalorditivo. Col nome di Chocolat, diventa il primo artista nero della scena francese ma lontano dalle paillettes la vita presenta il conto e la Francia la sua intolleranza. Delazione e arresto innescano un processo di consapevolezza della propria condizione che coinciderà con il fallimento di una carriera.

 

 

Il libro della giungla

cinema jungla

n nuovo adattamento in animazione CGI e live action del popolare romanzo per ragazzi di Rudyard Kipling, prodotto da Walt Disney a cinquant'anni dalla trasposizione originale. Una storia universale di umanità, coraggio e avventura, che racconta il percorso di crescita di un bambino rimasto orfano e abbandonato nella giungla indiana.
Mowgli è un cucciolo d'uomo cresciuto con un branco di lupi. Salvato da Babbo Lupo e Raksha dalle grinfie della terribile tigre Shere Khan, verrà accolto dal branco come un figlio. Ad allevarlo e crescerlo ci penseranno l'orso Baloo e la Pantera Baghera, mentori disposti a tutto pur di proteggerlo dai pericoli della foresta. Quando però Shere Khan tornerà a giurare vendetta, promettendo di uccidere il cucciolo d'uomo, Mowgli sarà costretto a scappare per non mettere in pericolo le sorti del branco. La sola salvezza è rappresentata dagli altri esseri umani, gli unici in grado di combattere il malvagio felino.
Mowgli s'imbarca così in un'impresa indimenticabile, accompagnato da Baloo e Baghera per quella giungla vissuta da sempre come casa e riparo, improvvisamente trasformata in territorio ostile. Felci e liane diverranno teatro di numerose avventure tra serpenti seduttori, Re chiacchieroni e Gigantopithecus in cerca di grandi rivelazioni.
Con l'ausilio di una tecnologia adatta a portare in vita i personaggi del racconto, il regista Jon Favreau (Iron Man, Chef - La ricetta perfetta) è riuscito a mantenere i caratteri fiabeschi di una novella d'altri tempi, pur ricreando un ambiente interamente realizzato in digitale.

 

Nonno scatenato

cinema Scatenato

Robert De Niro e Zac Efron in viaggio insieme

La storia di un rigido nipote, di nome Jason, in procinto di sposarsi, che si trova costretto ad accompagnare il suo lascivo nonno, un ex generale militare da poco vedovo, in un lungo viaggio in Florida. La sregolatezza del nonno metterà in discussione la vita 'perfetta' del giovane Jason.
Una commedia on the road con il premio Oscar Robert De Niro nei panni di un nonno 'sporcaccione' che riuscirà, grazie ai suoi modi strampalati, a stravolgere la vita del nipote, interpretato da Zac Efron

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Un paese quasi perfetto

paesequasperfetto

Pietramezzana, piccolo paese sperduto nelle Dolomiti lucane, rischia di scomparire. I giovani lo stanno abbandonando e i pochi abitanti rimasti, per lo più ex minatori, vivono con una cassa integrazione che minaccia di trasformarsi presto in disoccupazione permanente. Ci sarebbe di che scoraggiarsi. E invece no. I suoi abitanti, trascinati dal vulcanico Domenico (Silvio Orlando) non demordono e, non appena intravedono nell'apertura di una fabbrica la soluzione a tutti i loro guai, si attivano affinché il progetto vada a buon fine. La prima cosa da fare è trovare un medico - senza il medico non può esserci nessuna fabbrica - e fortuna vuole che si imbattano in Gianluca Terragni (Fabio Volo), rampante chirurgo estetico milanese. La seconda cosa, ben più complicata, sarà convincerlo a restare! E per non fargli sentire la mancanza del wi-fi, del sushi o della musica jazz, le proveranno tutte, arrivando perfino a mettere in piedi una poco probabile squadra di cricket. Basterà questo o le altre mille attenzioni a farlo restare? Basterà la bellissima Anna (Miriam Leone)?

 

L'ultima tempesta

tempesta

Il film Disney racconta l'eroica impresa della Guardia Costiera americana alle prese con una violenta tempesta e con uno dei più disastrosi naufragi di tutti i tempi avvenuto al largo della East Coast.
Il 18 febbraio 1952, una terribile tempesta colpisce il New England, devastando intere città della costa orientale e devastando le imbarcazioni che sfortunatamente si trovano nella sua traiettoria. Fra queste, la SS Pendleton, una petroliera T-2 diretta a Boston, viene letteralmente spezzata in due: i 30 marinai intrappolati a poppa sono destinati a un rapido naufragio. Il primo ufficiale di bordo Ray Sybert (Casey Affleck) si rende conto di dover far fronte all'emergenza: esorta gli uomini a mettere da parte le loro divergenze e a collaborare per riuscire a superare una delle peggiori tempeste che si siano mai abbattute sull'East Coast.
Nel frattempo, la notizia del disastro raggiunge la Guardia Costiera di Chatham, nel Massachusetts. Il Sergente Maggiore Daniel Cluff (Eric Bana) dà ordine di effettuare una rischiosa operazione per mettere in salvo i naufraghi: quattro uomini guidati dal Capitano Bernie Webber (Chris Pine), si imbarcano su una scialuppa di salvataggio dal motore difettoso, quasi sprovvisti di reali mezzi di navigazione, contro onde di 18 metri, venti sferzanti e temperature glaciali.

 

Poster Race - Il colore della vittoria

race

Negli anni '30 l'afroamericano Jesse Owens diventò un campione di atletica, vincendo quattro medaglie d'oro ai Giochi Olimpiadi del 1936, tenutisi a Berlino, diventato un simbolo della lotta al razzismo sfidando le ideologie razziali imposte da Adolf Hitler.

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ave cesare

Ridere è meraviglioso e necessario: meno male che ci sono i Fratelli Coen, (i registi di: Il Grande Lebowski, Fargo, Non è un paese per vecchi, Il Grinta) a ricordarcelo con questo film, il terzo della loro ‘Trilogia del Cretino’ (Numskull Trilogy).

Il film racconta le vicende che si susseguono in un giorno della vita di Eddie Mannix (Josh Brolin personaggio basato sul vero E.J. Mannix, produttore e fixer della MGM), un impiegato di uno studio cinematografico a Hollywood, che, durante la realizzazione di un film sull'antica Roma, si trova a dover risolvere una serie di situazioni problematiche. Mannix di mestiere risolve problemi, ma stavolta non deve solo barcamenarsi tra i soliti intoppi che si nascondono dietro alla produzione di un film e i problemi di ego dei divi. Stavolta il "fixer" deve gestire qualcosa di più grosso, come il rapimento di uno degli attori più amati al botteghino, Baird Whitlock (George Clooney), portato via proprio nel bel mezzo della produzione del peplum, "Ave, Cesare! “

I Coen, che venticinque anni fa avevano già dedicato a Hollywood il loro Barton Fink, ci fanno entrare in quel mondo dove ogni cosa, ogni singolo movimento e ogni scelta viene fatta per apparire, per stupire e per far sognare. L’errore non è previsto in quel meccanismo complicato che è quella macchina miliardaria. Tutte le carriere sono costruite ad arte e vengono curate in ogni dettaglio, dall’abbigliamento alle frasi da dire, fino ai fidanzamenti e ai matrimoni, alcuni dei quali finti e combinati solo per piacere di più al pubblico. La Hollywood degli anni Cinquanta e della sua Età dell’Oro, quella (ancora) senza il monopolio della tv, ma – soprattutto - quella in cui si realizzavano musical e kolossal leggendari, mega produzioni da milioni di dollari che facevano sognare così come gli attori e le attrici che li interpretavano, vere e proprie star viziate ed esigenti che, spesso, facevano bravate o erano invischiate in scandali (di sesso, droga, alcol) che finivano col mettere nei guai anche gli studios. I fixer – ragazzi factotum reclutati per nascondere alla stampa scandalista la verità dei fatti – nascono proprio in quel periodo.

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Allegiant - The Divergent Series

allegiant

in  Italia il film esce 9 giorni prima  dell’uscita mondiale

Allegiant – il cui titolo intero è in realtà The Divergent Series – Allegiant  –è il terzo film della saga cinematografica tratta dalla trilogia di romanzi scritti da Veronica Roth tra il 2011 e il 2013 e che racconta la lotta di una ragazzina adolescente in un futuro distopico per sconfiggere una tirannia la saga cinematografica finirà nel 2017, quando la seconda metà del libro diventerà il film The Divergent Series: Ascendant.

Prima di Allegiant sono usciti Divergent, nel 2014, e Insurgent, nel 2015: ci sono alcune differenze tra i libri e i film ma, a grandi linee, la storia e i protagonisti non cambiano.

Tutti e tre film sono ambientati in un futuro distopico e post-apocalittico. I primi due film sono ambientati in una Chicago del futuro, o meglio: in quello che resta di Chicago dopo che una grande guerra ha distrutto gran parte di quello che c’era prima. Nel mondo presentato nei primi minuti di Divergent succede che tutte le persone vengono divise in cinque gruppi, che si chiamano “fazioni”. Le fazioni raggruppano le persone in base alla loro professione e alle loro attitudini caratteriali. Dalla nascita fino ai 16 anni si fa parte della fazione dei propri genitori. Quando ragazzi e ragazze compiono 16 anni partecipano invece a una grande cerimonia in cui possono scegliere se restare nella loro fazione o andare in un’altra. La scelta è libera ma prima della scelta ogni ragazzo partecipa a una sorta di test psico-attitudinale in cui – grazie a una simulazione molto realistica che è una specie di realtà virtuale – ogni ragazzo cerca di capire quale dev’essere la sua fazione.

Il terzo episodio, racconta quello che succede quando Tris (la protagonista), Quattro e i loro compagni vanno a vedere cosa c’è fuori dal muro, ma è necessario aver visto i primi due episodi, per comprendere la storia.

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Forever Young

forever young

Oggi nessuno insegue più un sogno, un ideale o banalmente il denaro, tutti sono alla ricerca della giovinezza perduta. Se sei un giovane sei "in", se sei vecchio sei "out". Questa è la storia di un gruppo di amici "finti giovani", ambientata nell'Italia di oggi. C'è l'avvocato Franco, un adrenalinico settantenne, appassionato praticante di sport e di maratona in particolare. La sua vita cambia quando scopre che sta per diventare nonno grazie a sua figlia Marta e a suo genero Lorenzo e che il suo fisico non è poi così indistruttibile. C'è poi Angela, un'estetista di 49 anni che ha una storia d'amore con Luca, 20 anni, osteggiata dalla madre di lui, Sonia, sua amica. Diego invece è un DJ radiofonico di mezz'età che deve fare i conti con gli anni che passano e con un nuovo, giovanissimo e agguerrito, rivale. Infine c'è Giorgio. Ha 50 anni e una giovanissima compagna, ma la tradisce con una coetanea di 50.

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jeegrobot

Doveva esser ladro per forza il supereroe ITALIANO e di Roma Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c'è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.

 

TIRAMISU

Antonio Moscati (Fabio De Luigi) è sposato con Aurora (Vittoria Puccini), una donna dolce ma tutta d'un pezzo. Nella loro vita bazzicano spesso il cognato di Antonio, il cinico Franco (Angelo Duro), trentenne divorziato con una figlia di sette anni e che cambia modella ogni settimana, e Marco (Alberto Farina), perennemente depresso perché la sua enoteca è sempre vuota a causa del suo atteggiamento sciatto e disfattista, e di conseguenza ha accumulato tanti debiti. Antonio fa il rappresentante di prodotti farmaceutici, e gira con poco successo ed entusiasmo gli studi dei medici della mutua, cercando ogni giorno di vendere le sue garze e le sue bende.

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imm

Mentre sull'atollo di Bikini gli Stati Uniti sono impegnati con gli esperimenti sulla bomba H, a Hollywood Eddie Mannix si deve occupare di trovare una soluzione ad un altro tipo di problemi. Eddie è un fixer, cioè colui che deve tenere lontani dagli scandali in cui si vanno a ficcare le star che stanno lavorando ai film di un grande Studio. Deve quindi far sparire foto osé e cercare di camuffare gravidanze fuori dal matrimonio. Quando poi accade che scompaia il protagonista di un film su Gesù, nei panni di un centurione romano, la situazione si complica. Anche perché costui è stato rapito da un gruppo di ferventi comunisti.
Sono davvero pochi i registi in attività forniti di una solida conoscenza di tutti i generi cinematografici e della loro evoluzione nel corso della storia del cinema. I fratelli Coen fanno di diritto parte di questa ristretta cerchia. Il loro pregio ulteriore è quello di saperli declinare secondo letture che vanno dal dramma di impianto intellettuale alla commedia più brillante.

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ATT

la storia inizia a Londra, dove il primo ministro britannico è deceduto in circostanze misteriose. Il suo funerale è un evento a cui devono partecipare i leader del mondo occidentale ma quello che inizia come il più protetto evento sulla Terra si trasforma in un piano mortale per uccidere i leader più potenti al mondo, devastando tutti i luoghi storici noti nella capitale britannica. Solo tre persone possono sperare di fermare tutto questo: il presidente degli Stati Uniti, il suo formidabile capo dei servizi segreti e un agente inglese del MI-6 che giustamente non si fida di nessuno.

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GOOD

Un pilota di droni con sede a Las Vegas combatte i talebani tramite telecomando per dodici ore al giorno, poi torna a casa in periferia e alle faide con la moglie e i figli per le rimanenti dodici. Ma il pilota sta cominciando a mettere in discussione la missione. Sta creando più terroristi di quelli che sta uccidendo? Sta combattendo una guerra senza fine? Il racconto di un soldato con implicazioni epiche.

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Tutti al cinema!

Remember

remember

Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una clinica privata con Max, con cui ha condiviso un passato tragico e l'orrore di Auschwitz. Max, costretto sulla sedia a rotelle, chiede a Zev di vendicarli e di vendicare le rispettive famiglie cercando il loro aguzzino, arrivato settant'anni prima in America e riparato sotto falso nome. Confuso dalla senilità ma determinato dal dolore, Zev riemerge dallo smarrimento leggendo la lettera di Max, che pianifica il suo viaggio illustrandone i passaggi. Quattro le identità da verificare, uno il colpo in canna per chiudere una volta per tutte col passato. Tra America e Canada, Zev troverà il suo 'nazista' e con lui una sconvolgente epifania.

 

Zoolander 2

zoolander2

E' stato il modello più famoso al mondo. Le sue espressioni hanno cambiato radicalmente il mondo della moda. Ora Derek Zoolander deve tornare nel mondo dell'alta moda per salvare le popstar del mondo in Zoolander 2. La cosa più cool di Zoolander 2 è Zoolander. Inventato da Ben Stiller qualche anno prima del film del 2001, questo personaggio continua a sfilare con disinvoltura sul confine tra satira fashion e pura idiozia. L’attore ha reso protagonista Derek Zoolander di un tour promozionale esilarante, facendo il manichino in vetrina per Valentino, palleggiando dentro lo stadio Bernabeu, replicando la foto dei Beatles in Abbey Road o entrando nel Guinness dei Primati con l’autoscatto fatto dal selfie stick più lungo del mondo. Zoolander fa ridere e qualunque sia lo sguardo, Blue Steel o Magnum, il risultato non cambia (e neanche lo sguardo). Derek è il nostro eroe, perché è il riflesso di un ego che ci appartiene e che non si ferma di fronte al ridicolo. Ed è in tal senso portatore involontario di un grande messaggio: se non ti senti stupido, non lo sei.

Curiosità: L’anteprima per i fan è stata prodotta da Paramount e in gran parte girata a Roma: la pellicola vede per la prima volta insieme la Fiat 500X e uno dei più famosi personaggi cinematografici della moda. Il tutto con un registro narrativo ironico, inaspettato e fuori dagli schemi, che si sposa alla perfezione con lo spirito non convenzionale della Fiat 500X, una vettura-simbolo del design italiano venduta in oltre 100 Paesi del mondo.                                                                                                                                   fiat 500x zoolander 2

Perfetti sconosciuti

Perfetti Sconosciuti

 

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica,una privata, una segreta

Cosa succede se ad una cena tra amici, mogli e mariti decidono di mettere i propri cellulari sul tavolo e permettere a tutti di leggerne il contenuto? E' questa l'idea di partenza di Perfetti sconosciuti, commedia diretta da Paolo Genovese, in uscita nei cinema l'11 febbraio, nella quale la sfida viene appunto lanciata una sera da Eva (interpretata da Kasia Smutniak). Da qui il via a una serie di rivelazioni e scoperte che metterà a rischio la tenuta di più di un matrimonio.

 

 

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joyJoy

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L'autentica scalata imprenditoriale di Joy Mangano, la donna che ha creato un impero dal nulla, e l'immaginario cinematografico a metà tra melodramma e working class movie. Come nella finzione, tocca che la Lawrence faccia da tutto da sola e non le difettano certo capacità e versatilità, ma l'occasione è sostanzialmente mancata.

Joy è una Cenerentola moderna: sogna un principe, ha una sorellastra che non perde occasione per denigrarla, e passa gran parte della giornata con le ginocchia a terra, a passare lo straccio sul pavimento. Sarà proprio il brevetto di un mocio a portarla dalle stalle alle stelle, ma la strada sarà tutta in salita, costellata di tradimenti, delusioni e umiliazioni, un po' come nelle soap opera che la madre, malata immaginaria, guarda giorno e notte, confondendo il sonno di Joy e annullando il confine tra fantasia e realtà

 

 

Point Break

pointBreak


Johnny Utah è un nome noto tra gli youtubers appassionati di sport estremi. È famoso per non aver mai avuto paura di nulla e per la tragedia che lo ha colpito e allontanato dal giro. Spinto dalla volontà di entrare nel FBI, per dimostrare le proprie capacità investigative, Johnny ritorna nell'ambiente e riesce a farsi coinvolgere dal gruppo di atleti estremi capeggiato da Bodhi. È convinto che siano loro i responsabili di alcune tra le più spettacolari rapine degli ultimi tempi, così come è convinto di aver intuito il loro piano: portare a compimento le "otto prove di Ozaki", un percorso verso l'illuminazione spirituale che spinge la sfida fisica oltre gli umani limiti.
Armato solo di una camicia a scacchi, Johnny parte per scalare a mani nude le Angel Falls venezuelane, acchiappare le onde del decennio a Maui e volare in wingsuit dentro il vuoto pneumatico di una lunga sequenza-chiave. {youtube}v=2j6JQNnlCZU{/youtube}

 

 

Steve Jobs

steveJobs

È il 1984 e manca pochissimo al lancio del primo Macintosh. Poi sarà la volta del NeXT nel 1988 e del iMac nel '98. Scortato dal suo braccio destro, la fedelissima Joanna Hoffman, nel backstage che muta col mutare dei decenni e dei costumi, Steve Jobs affronta gli imprevisti dell'ultimo minuto, immancabili contrattempi che si presentano sotto forma di esseri umani e rispondono al nome di Lisa, sua figlia, di Chrisann Brennan, la madre di Lisa, Steve Wozniak, il partner dei leggendari inizi nel garage di Los Altos, John Sculley, CEO Apple, Andy Hertzfeld, ingegnere del software.
Non poteva non dotarsi di un perfetto design strutturale, ovvero di un'eccellente e funzionale idea "grafica", il film di Danny Boyle sull'imprenditore visionario che ha inventato il mouse, le icone, l'iPhone, l'iPod e l'iPad, incarnando una concezione dell'innovazione che non inseguiva mai l'omologazione ma santificava l'anomalia. E non poteva non parlare, come tutto il cinema di Boyle, di un caso di "campo di distorsione della realtà", per usare le parole del biografo di Jobs, Walter Isaacson, a cui si ispira liberamente il film. Ma non è distorcendo le immagini, come ha fatto in passato, che Boyle poteva raccontare questa storia: per sorprenderci andavano rovesciate le carte in tavola e ci voleva un grande drammaturgo, un Aaron Sorkin, per esempio.
Birbante intelligenza, anziché annoiarci con il racconto a tutti già noto di un successo professionale accompagnato da una serie di insuccessi sul fronte umano e personale, Sorkin racconta appunto il contrario: un successo umano, ottenuto faticosamente, attraversando anni di insuccessi professionali, aspettative frustrate, persino umiliazioni pubbliche. Certo, Jobs è testardo, arrogante, sfruttatore, "incompatibile" con il resto del mondo, e non c'è bisogno di rettificare: consapevole delle sue debolezze, saldo nei suoi difetti, solo così il ritratto di Steve Jobs è quello di un essere umano, imperfetto come ogni altro, creatore, però, di prodotti imperituri, senza peccato originale. In questa consapevolezza dei propri limiti morali e comportamentali, che Sorkin affida al protagonista del racconto, c'è quasi un'idea di sacrificio, per cui il leader rinuncia all'umana comprensione e al gradimento del popolo per lasciare un segno nella storia, a beneficio dei posteri. Cresceranno e capiranno, come Lisa, che assurge così a emblema dello spettatore critico, destinato a cedere al fascino dell'intelligenza al lavoro.
Ambientato interamente dietro le quinte, Steve Jobs ci illude magicamente di entrare a conoscenza di un retroscena mitizzato, dove le dure parole degli amici vanno effettivamente a segno dietro le lenti di Fassbender, anche se non c'è il tempo di leccare la ferita, e dove pagare una follia per smussare gli angoli di un cubo di plastica è una questione vitale, perché incarna quell'idea di bellezza e di "moto all'uomo" che Windows non ha mai contemplato (geniale la stringa di dialogo con la quale Jobs liquida lo schematismo del sistema operativo concorrente). Così facendo, il film racconta davvero, con più sapienza che retorica, un direttore d'orchestra, e non lascia che la metafora resti una frase vuota, ad uso di critici cinematografici senza fantasia. Racconta un artista la cui personalità fa la differenza; qualcuno che possiede tanto la tecnica quanto la capacità interpretativa e sa alla fine far suonare ogni singolo strumento in accordo con la propria concezione generale dell'opera d'arte.

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L'abbiamo fatta grossa

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Arturo è un investigatore privato così male in arnese da inseguire i gatti scappati dalle case altrui e da abitare presso una vecchia zia col mito del marito defunto. Yuri è un attore di teatro che, da quando la moglie l'ha lasciato, non ricorda più le battute: dunque si ritrova disoccupato e senza un soldo. Le strade di Arturo e Yuri si incontrano quando l'attore chiede all'investigatore privato di pedinare per lui l'ex moglie e il suo nuovo compagno. Ma quando i due macapitati, invece di registrare una conversazione fra i due innamorati, intercettano un dialogo ambiguo e fuorviante le cose si ingarbugliano e si innesca un gioco degli equivoci che costringerà la "strana coppia" Arturo-Yuri a rocambolesche avventure e improbabili travestimenti.
Carlo Verdone si lancia in questo nuovo progetto, da lui diretto, interpretato e sceneggiato insieme a Pasquale Plastino e alla new entry (per un film di Verdone) Massimo Gaudioso, assicurandosi che la commedia nasca più dalle situazioni che dalla capacità dei due attori protagonisti di creare gag e improvvisazioni comiche. Sarebbe una buona idea, se non ci fosse una sorta di vizio di forma: Verdone e Albanese, fisicamente, sono molto simili (a cominciare dal fatto che entrambi "non usano il phon dal 1982"), e la sceneggiatura avrebbe dovuto fare ampiamente leva su questa somiglianza per creare un rapporto a specchio fra due opposti, in cui uno fosse il dark side dell'altro. Invece la comicità dei due, con qualche variante regionale, è uniformemente segnata dalla stessa vena maliconica (intuibile fin dalla musica che accompagna i titoli di testa) e la costruzione dei due personaggi non è abbastanza polarizzata, né abbastanza sovrapponibile: i due non sono né contrari, né identici (anche se declinati in modo diverso).
Anche la professione di Yuri non viene sufficientemente utilizzata a scopo comico: ci si aspetterebbe che Yuri si butti a capofitto nelle incarnazioni che l'equivoco di volta in volta richiede, invece è Arturo quello più pirotecnico e pronto a improvvisare. Il risultato è che Verdone, qui in grande forma comica, giganteggia su Albanese, che finisce per apparire come la spalla del comico romano. E Verdone una spalla nel film ce l'ha già, molto più efficace: è la giunonica Lena, interpretata dalla cantante lirica armena Anna Kasyan, vera scoperta del film. Kasyan ha tempi impeccabili, un'esuberanza e una comicità fisica istintive che travolgono immancabilmente Arturo-Carlo, ben felice di lasciarsi investire, o di opporre al fiume in piena della donna il suo miglior cialtrone e il suo miglior nevrotico. La trama è divertente ma non raggiunge mai l'effetto valanga comico che una farsa, come dovrebbe essere questa, ha bisogno per sfondare, e si limita a farci sorridere per l'Arturo reminescente del Sergio di Borotalco (quello del "cargo battente bandiera liberiana") o per lo Yuri che chiede "scusissima" a tutti. Solo negli ultimi venti minuti il film diventa quello che avrebbe potuto essere: una satira dolente e assai politica dell'Italia di oggi, in cui le brave persone si muovono con difficoltà sempre crescenti. Straziante (e ficcantissimo) l'elenco delle cose che Yuri e Arturo farebbero se avessero un po' più di denaro, amarissima la loro rivincita finale sul cinismo del mondo, quel mondo in cui la maggior parte della gente non ha mai visto un pezzo da 500 euro, così che chi ne maneggia a centinaia ha campo libero per fregare tutti gli altri.

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The Hateful Eight   l' 8° film di Tarantino

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Lungo i sentieri rocciosi del Wyoming, una diligenza corre più forte del vento. Un vento che promette furia e tempesta. Ultima corsa per Red Rock, la diligenza si arresta davanti al Maggiore Marquis Warren, diligence stopper e cacciatore di taglie nero che ha servito la causa dell'Unione. Ospitato con riserva da John Ruth, bounty hunter che crede nella giustizia, meno negli uomini, Warren lo rassicura sulle sue buone intenzioni. Il viaggio riprende ma il caratteraccio di Daisy Domergue, canaglia in gonnella condotta alla forca, lo interrompe di nuovo. La sosta imprevista incontra e carica tra chiacchiere e scetticismo Chris Mannix, un sudista rinnegato promosso sceriffo di Red Rock. Incalzati dal blizzard, trovano rifugio nell'emporio di Minnie dove li attendono un caffè caldo e quattro sconosciuti. Interrogati a turno dal diffidente John Ruth probabilmente nessuno è chi dice di essere.
Secondo western e ottavo film per Quentin Tarantino, The Hateful Eight è ossessionato dalla nozione di identità, reale o supposta dei suoi personaggi e di una nazione perennemente indecisa fra opzione morale e violenza brutale.

The Hateful Eight assicura che l'Ultra Panavision 70, glorificazione dello spazio orizzontale, può 'servire' otto bastardi in un interno. Perché Tarantino sceglie di ripristinare un formato abbandonato nel 1966 non tanto e non solo per distendere i paesaggi del Wyoming ma per filmare le interazioni degli attori dentro uno spazio chiuso. Riparati in un rifugio e disposti come pedine su una scacchiera, gli otto hateful di Tarantino agiscono in primo piano e sullo sfondo.

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The Revenant: Redivivo 

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Ispirato al romanzo del 2004 di Michael Punke The Revenant: A Novel of Revenge, Hugh Glass, interpretato da un grosso, barbuto Leonardo di Caprio, leggendario, ma realmente esistito, cacciatore di pellicce della Pennsylvania che a 36 anni, nel 1823, si avventura con una spedizione di cento uomini a risalire il Missouri per arrivare al Montana passando per il Sud e Nord Dakota, ma viene aggredito da un grizzly, Glass resta ferito, ma così gravemente che tutti gli altri pensano che ne avrà per poco, così restano con lui solo due uomini, John Fitzgerald e Jim Bridger interpretati da Tom Hardy e Will Poulte, con il compito, quando arriverà il momento, di fare i becchini e seppellirlo, ma quelli, convinti che non ne valga la pena e sotto attacco da parte degli indiani, lo derubano pure delle armi e lo mollano solo al suo destino. Glass però ce la fa e una volta riprese le forze, inizia il suo pericolosissimo viaggio di ritorno senza paura di morire perché è già morto, in cerca di vendetta tra indiani feroci e altri perigli.

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Film del regista messicano Alejandro Gonzalez Inarritu, premio Oscar per Birdman, Una delle particolarità del film riguarda la scelta del regista di utilizzare solo l’illuminazione naturale in inverno; perciò il tempo giornaliero a disposizione era pochissimo.  Le montagne canadesi, la superba recitazione di Di Caprio, la storia di questo cacciatore e del suo viaggio vendicatore, rendono questo film uno dei più attesi del 2016.

La storia di Hugh Glass approdò già al cinema nel 1971 in un film western diretto da Richard C. Sarafian intitolato Man in the Wilderness e interpretato da Richard Harris and John Huston che arrivò in Italia come Uomo bianco va col tuo Dio. E infatti il trailer, pur considerando la qualità tecnica e la differenza temporale, ricorda non poco quello del nuovo lavoro di Inarritu

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La corrispondenza

lacorrispondenza

Una giovane studentessa universitaria impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema. La sua specialità sono le scene d'azione, le acrobazie cariche di suspence, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio. Le piace riaprire gli occhi dopo ogni morte. La rende invincibile, o forse l'aiuta a esorcizzare un antico senso di colpa. Ma un giorno il professore di astrofisica di cui è profondamente innamorata sembra svanire nel nulla. E' fuggito? Per quale ragione? E perché lui continua a inviarle messaggi in ogni istante della giornata?
Con queste domande, che conducono la ragazza lungo la strada di un'indagine molto personale, inizia la storia del film, una storia d'amore dei nostri tempi, tutto ciò che vi si racconta è assolutamente realistico. E' una storia sull'amore che non conosce ostacoli di nessuna natura.

Regista Giuseppe Tornatore, i protagonisti Olga Kurylenko e Jeremy Irons

CREED

Creed

Creed è lo spin-off di Rocky con Sylvester Stallone. Il film riunisce inoltre il regista Ryan Coogler con la star di Prossima fermata Fruitvale Station Michael B. Jordan nei panni del figlio di Apollo Creed.

Adonis Johnson non ha mai conosciuto suo padre, il famoso campione del mondo dei pesi massimi Apollo Creed, morto prima che lui nascesse. Eppure, non si può negare che la boxe sia nel suo sangue, così Adonis va a Philadelphia, il luogo del leggendario incontro tra Apollo Creed e il duro di nome Rocky Balboa.

Una volta arrivato nella città dell'amore fraterno, Adonis rintraccia Rocky e gli chiede di diventare il suo allenatore. Nonostante continui a insistere di essere fuori dal gioco una volta per tutte, Rocky vede in Adonis la forza e la determinazione che aveva visto in Apollo - il feroce rivale che diventò il suo più caro amico. Dopo averlo preso sotto la sua ala, Rocky allena il giovane combattente, anche se l'ex campione sta combattendo un avversario più letale di chiunque abbia mai affrontato sul ring.

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