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Domenica, 17 Luglio 2016 21:23

L’odiata Estate di Bruno Martino

Scritto da 

 bruno martino

Immagini floreali e d’amore.

Viali e agrumeti.

Baci e porti.

Spighe e vento di carezze.

Speranze, senza tempo e di spazi sconfinati.

Vesti leggere e passi intensi.

Parole sussurrate e gioie sopite.

Promesse espresse lievi al tramonto.

Voci sottili e nitide.

Albe di sguardi e amori estesi.

Passaggi di cieli aperti, soste di desideri riavvolti.

Lune custodi e luci piccole.

Violini in suite per due.

Guardare, dietro, il futuro.

Virginia Cortese

 

da Wikipedia

Estate è un brano musicale del 1960, cantato da Bruno Martino e da lui stesso composto, con testo di Bruno Brighetti. Nasce con un altro titolo: "Odio l'estate". Dopo l'interpretazione ironica e dissacrante di un altro grande jazzista italiano, Lelio Luttazzi, che lo trasforma in TV in "Odio le statue", nelle successive riedizioni viene semplicemente intitolata "Estate". Col tempo, la canzone è assurta al rango di standard, entrando a far parte del repertorio di numerosi interpreti. Tra le cover, conosciuta l'interpretazione che ne fece Joao Gilberto; altre versioni sono state incise tra gli altri da Shirley Horn, Jon Hendricks, Toots Thielemans, Chet Baker, Michel Petrucciani, Chris Botti, Eliane Elias e da artisti italiani come Roberta Gambarini, Sergio Cammariere, Irene Grandi. Al brano e al suo autore, è dedicato il libro Odio l'estate, scritto dalla giornalista musicale Paola De Simone e pubblicato nel luglio 2010 a dieci anni dalla scomparsa di Bruno Martino dalla Donzelli editore. Il volume è interamente dedicato al cantautore romano e alla sua canzone più nota. Il 7 giugno 2015 il cantante e produttore norvegese Erlend Øye rilascia la sua versione di "Estate".

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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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