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Sabato, 09 Aprile 2016 14:20

I pensieri svegli di Sarah Vaughan

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Una passeggiata smarrita.

Un risveglio sopito.

Una stagione che tarda a manifestarsi.

Il tepore di un sorriso e la remissione di una parola acuta.

La beatitudine in un abbraccio, il rimorso in un ritorno continuo.

Una speranza che non si manifesta.

La gioia di un viaggio, il segreto di un sogno.

Il respiro lungo di una notte.

Così semplice come una evidenza, così complessa come una frase pronunciata con accorta leggerezza.

La statica frammentazione di un riflesso, il ricomporsi di un simbolo fedele.

Intrecciarsi i capelli intorno all’indice.

Guardare in prospettiva.

Spostare la nuca.

Restare in silenzio.

Virginia Cortese

 

 

Sarah Vaughan [Biografia (Fonte Wikipedia)]

Sarah Vaughan era l'unica figlia di Asbury "Jake" Vaughan, falegname, e Ada Vaughan, lavandaia. Entrambi i genitori facevano musica: il padre suonava la chitarra ed il piano e la madre cantava nel coro della chiesa. Sarah Vaughan si avvicina alla musica poco dopo aver imparato a camminare: all'età di tre anni comincia a prendere lezioni di piano, impara presto e dimostra un ottimo orecchio musicale, che la faciliterà anche nel canto. Poco più che adolescente si esibisce come organista e solista del coro di una chiesa battista della sua città. Nel 1942 vince un concorso di canto all'Apollo Theater di Harlem, grazie alla sua interpretazione della canzone Body and Soul. Tra il pubblico c'è il cantante Billy Eckstine, all'epoca star della band di Earl Fatha Hines, che convince il grande jazzista a ingaggiarla come seconda cantante e, all'occorrenza, pianista. Conosce alcuni giovani bopper, anch'essi presi da Hines su suggerimento di Mr. B. Un anno dopo Eckstine forma una propria orchestra: vi entrano i bopper (fra di essi Dizzy Gillespie e Charlie Parker) e la stessa Sarah Vaughan, che ha modo di perfezionare l'uso della voce cantando accanto a Eckstine (di cui è l'esatto pendant femminile sotto il profilo vocale-interpretativo e del sound) e facendosi accompagnare da talenti del calibro di Gillespie e Parker. Nel 1945 lascia la band e comincia una fortunata carriera da solista. Nel 1947 sposa il trombettista George Treadwell, che le farà da manager. Alla fine degli anni quaranta Sarah Vaughan conquista il pubblico statunitense intonando brani come Tenderly e It's Magic, e nel decennio seguente sforna un successo dietro l'altro, con canzoni come Misty e Broken-Hearted Melody del 1959 (settima posizione in classifica negli Stati Uniti e nel Regno Unito), dimostrando tutta la sua profonda carica interpretativa e l'incisiva delicatezza della propria voce. Incide anche alcuni duetti con Billy Eckstine. Negli anni cinquanta si esibisce con i più grandi musicisti jazz del periodo, come Miles Davis e Jimmy Jones, e incide con successo una serie di dischi per le etichette Mercury Records ed EmArcy Records. Negli anni seguenti il successo continua e la sua voce, che man mano acquista un tono più baritonale, continua a incantare le platee. Torna a registrare con Eckstine in Irving Berlin Songbook e in Passing Strangers, che sarà considerato il più alto esempio di duetto uomo-donna. Negli anni sessanta affronta con successo anche il genere della bossa nova. Nel 1960 partecipa al film Sindacato assassini. Si sposa per la seconda volta, col giocatore di football Clyde Atkins e, non potendo avere figli naturali, insieme nel 1961 adottano una bambina, Debra Lois, più nota come attrice cinematografica col nome d'arte Paris Vaughan. Sarah Vaughan le sarà legatissima. Il matrimonio con Atkins è molto breve: i due divorziano nel 1963 per i modi violenti di lui. Nella vita di Sarah Vaughan ci sarà un terzo matrimonio. Nel 1981 riceve un premio Emmy per un suo special televisivo dedicato a George Gershwin, nel 1983 le viene consegnato un Grammy per l'incisione di un album monografico sempre su Gershwin e nel 1989 ha vinto il Grammy Award alla carriera. La Divina continua a esibirsi fino a poco prima della morte, che la coglie nel 1990 all'età di sessantasei anni.

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Virginia Cortese

Giornalista pubblicista

Appassionata e onnivora lettrice

Considero i libri come finestre sulla vita, da aprire costantemente per imparare come comportarsi sulle strade del mondo.

I miei libri guida sono La Nausea di Sartre, Amore Liquido di Bauman e Il Libro del riso e dell’oblio di Kundera.

Mi piace contemplare e vivere il Bello, perché sono convinta che sia davvero l’antidoto al male. Adoro l’arte, la corrente espressionistica è senza dubbio quella che mi rappresenta in modo totale, il mio quadro del cuore è Notte Stellata sul Rodano di Van Gogh.

Una visione romantica e di prospettiva sulle cose non può esulare dal ri-conoscersi in un’opera lirica, la mia è La Bohème di Puccini.

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