logo2017

Commenta gli Articoli di Gocce!!!

Finalmente puoi commentare gli articoli di Goccedautore.it. Devi semplicemnte registrarti !!!

LOGO B 2 1

Ascoltare

 

 fabi-gazze-silvestri-album-insiemeGocce d’Autore inaugura lo spazio dedicato alla musica raccontando una canzone.Parliamo di Life is sweet di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè. Uscito lo scorso 25 aprile, il singolo farà parte dell’album di inediti del trio di cantautori dal titolo Il padrone della festa, atteso per il 16 settembre.

Life is sweet è la canzone di un viaggio e merita di essere raccontata capovolgendo completamente il punto di vista su di essa e ascoltando il racconto dalla fine, proprio dall’ultimo verso.

“L’ultimo che passa vale come il primo”

L’ultimo verso di una canzone che si chiude come a stringere in una sola energia vitale una moltitudine di uomini, dall’ultimo al primo, intorno ad una sola parola che non è quella troppe volte abusata della solidarietà, ma quella primordiale della salvezza. E lo fa in una terra anch’essa da sempre considerata “ultima”, l’Africa.

Il Sud Sudan, divenuto indipendente nel luglio del 2011, è ad oggi lo Stato più giovane del mondo. L’ultimo.

{youtube}QY-ft6YXy48{/youtube}

Dopo dieci anni di guerra civile con il Nord del Sudan, la creazione dello stato indipendente non ha mai comportato una situazione di pace stabile, anzi nel 2013 le rivalità all’interno ne hanno fatto teatro di un conflitto etnico tra le forze governative di etnia dinka e quelle nuer. Un conflitto che coinvolge la popolazione intera e che continua nonostante le trattative di pace in corso.

La popolazione del Sud Sudan vive soprattutto nelle aree rurali dove pratica una precaria economia di sussistenza. Ma questa non è la sola miseria di questo popolo, il cui sviluppo è influenzato negativamente dalla mancanza totale delle infrastrutture e dalla recente distruzione di quelle che erano esistenti . Il Sud Sudan è un luogo di dolore, il suo popolo è vasto ma troppo distante, isolato e sofferente da qualsiasi angolazione lo si guardi. Eppure  “cambiando prospettive” è possibile non certo cambiare lo stato di cose ma dare a se stessi “il giusto slancio per ripartire”.

Life is sweet nasce dall’idea di un viaggio, così come i viaggi nascono sempre dalla necessità di cambiare le prospettive e le angolazioni da cui si guardano le cose. Niccolò Fabi, attivista e testimone del lavoro dell’Organizzazione Non Governativa Medici con l’Africa CUAMM, da oltre sessant'anni impegnata per la tutela e la promozione della salute delle popolazioni africane, coinvolge nello scorso autunno Max Gazzè e Daniele Silvestri in un viaggio in Sud Sudan. Un viaggio intenso, cha va da Juba a Yirol arrivando nel villaggio di Lui e poi ritornando a Juba, verso la “terraferma” della civiltà moderna, simbolicamente ritrovata quando alle spalle ci si lascia chilometri di strade sterrate e ricomincia l’asfalto.

Molte cose nascono da un viaggio, e così dall’esperienza di questo viaggio prendono forma le immagini della canzone. Dalla stessa esperienza di un viaggio che, attraverso la condizione a tratti avventurosa ma sempre consapevole della difficoltà di convivere costantemente con tali disagi e paure, conduce i tre cantautori nell’anima più “dolce” della partecipazione umana. Non quella univoca nei confronti di chi è svantaggiato, ma quella un po’ più grande, un po’ più ricca, che non ammette più differenze, quella in cui l’atavica sfida tra uomo e ostacoli naturali rende inevitabile la consapevolezza che l'ultimo che passa vale come il primo

Il viaggio dei tre cantautori è un’esperienza di distanze. La strada, il luogo più rapido e fondamentale, il luogo che richiama alla mente le possibilità, la dinamicità, il cambiamento, in Africa cambia di significato e si trasforma in un ostacolo quotidiano.

Le strade in Sud Sudan sono completamente sterrate. L’asciutto o il bagnato determinano i tempi di percorrenza di una terra infinita, le cui sterminate distanze sono influenzate ancor di più dagli eventi naturali.

La strada del progresso dove tutto il mondo sembra immediato, raggiungibile e tutto è prevedibile si affianca alle strade di Yirol dove non c’è più nulla di certo, dove l’asfalto scompare per lasciare il posto a fosse, fango, lunghe fermate e lente ripartenze. Dove la vita va scelta e reclamata con ostinazione, va spinta fuori dalle pozze di malattia , va riportata alla luce e alla dignità e dove tutto ciò non può più essere possibile senza l’aiuto dell’altro. La terra del Sud Sudan si fa piena di ricchezza e la sue strade, in cui cessa ogni forma di individualità, conducono a una meravigliosa collettività che arriva da ogni angolo del mondo.

L’immensa difficoltà di un territorio soffocato dalle carenze si scontra quotidianamente con la forza di chi questo territorio lo vive, di chi partecipa con la sua piccola forza a un desiderio di forza comune, che come una catena umana costruisca ponti incrollabili , diventi sempre più stretta e fitta e che non lasci mai scorrere via la consapevolezza, intimamente umana, che in fondo dalle difficoltà ci si salva tutti insieme oppure non ne è salvo nessuno. Che nessuna madre può dirsi salva se altrove una stessa madre muore di parto e nessun bimbo è davvero sano se altrove un altro bimbo muore di fame o di malaria. Che il mondo non è salvo se l’urlo disperato del suo “ultimo” Paese produce solo un sordo rumore di fondo. E che se la vita conserva il suo gusto “dolce” anche in una terra avversa e attanagliata da limiti estremi, ciò è reso possibile solo dall’unione di un’umanità che lotta per una sopravvivenza etica e collettiva. Medici, infermieri, cantanti e ancora gente del luogo, giovani ragazzi, volti sorridenti e vite scandite da lenti ritmi rurali si uniscono nelle parole di Niccolò, Max e Daniele, simbolicamente con le scarpe nelle mani, in fila ad uno ad uno a trascinare fuori dalle pozze di fango le macchine che percorrono le non strade dell’Africa più ostile. Una catena di vita che prima di considerare la solidarietà come un dono per gli altri, considera lo stesso principio come la sola salvezza possibile per tutti, insieme. Perché da qui passeranno tutti o non passerà nessuno.

Di Antonella Mangini

e-max.it: your social media marketing partner

gregory alan isakov

Le astratte sinfonie di stelle.

Musiche di albe antiche.

e-max.it: your social media marketing partner

gregory alan isakov

Le astratte sinfonie di stelle.

Musiche di albe antiche.

e-max.it: your social media marketing partner

Iscriviti alla Newsletter di Gocce D'Autore